L’importanza di essere onesto (Oscar Wilde)

“The importance of being Earnest” Partiamo subito dal titolo di questa opera (o meglio, commedia) di Wilde. Probabilmente scrivo cose già risapute dai molti, ma per chi non lo sa “Earnest” è un gioco di parole fra “onesto” (qualità) ed “Ernesto” (nome di persona), gioco di parole non traducibile in italiano, ma che va tenuto in mente quando si legge (o si vede) la commedia perché altrimenti perde una parte della sua ironia. La commedia si svolge fra la residenza cittadina di Algernon Moncrieff e quella di campagna del suo amico John Worthing J. P. Entrambi sono giovanotti dell’alta società, ed entrambi hanno un piccolo “segreto” che provocherà qualche malinteso. Il primo ha un amico (immaginario) di nome Bunbury che è malaticcio e, proprio nei momenti meno opportuni (per gli altri) ha una ricaduta che fornisce la scusa necessaria ad Algernon per svicolarsi dell’impegno. Il secondo ha, invece, un fratello (immaginario) di nome Ernest che combina guai, gira il mondo e – praticamente – offre una ottima copertura a John per spostarsi, ogni tanto, dalla campagna alla città. Sì, perché quando John è in campagna, è John, mentre quando va in città diventa Ernest. La storia è di quelle semplici: John, nei panni di Ernest, si innamora di Gwendoleen – cugina di Algernon – amore osteggiato dalla madre di lei perché John/Ernest è un orfano (anche se cresciuto da una famiglia nobile) che non ha agganci in famiglie nobili di un certo livello… John è anche tutore di una giovane […]

Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde)

Storia di un giovane che vuol rimanere giovane ma poi scopre che il prezzo è troppo alto… Eh sì… devo dire che mi sono imbattuto in un Classico, proprio di quelli con la “C” maiuscola. Un grande Oscar Wilde, in un romanzo “decadente”, con i suoi aforismi ed il suo stile di scrittura che lo ha reso quello che è. La storia è semplice: un giovane diventa ispirazione per un pittore. Un ritratto del giovane diventa l’opera più importante per il pittore, e l’opera forse meglio riuscita. Il pittore vede nel giovane quasi un mito greco in fatto a bellezza. Un nobile, amico del pittore, conosce il giovane e lo introduce al mondo (lo istruisce, gli fa da mentore, lo ammalia con il suo parlare e lo ubriaca delle sue opinioni). Dorian Gray (è questo il nome del giovane) si sente tanto attratto dalla sua condizione di bellezza che non vuol separarsene. Una sua preghiera (cioè che il quadro subisse l’invecchiamento al posto suo) detta in un momento di enfasi diventa realtà. E da quel momento tocca al quadro subire tutte le ingiurie degli anni, ma soprattutto l’abbrutimento dovuto al comportamento del giovane. Si innamora di una attrice (o meglio: delle parti che l’attrice recita), ma poi rimprovera così duramente una sciocchezza della fidanzata che questa si uccide. Ed è proprio da questo evento che comincia la degradazione del quadro e, in contemporanea, della coscenza di Dorian Gray.  Passano gli anni: il giovane è sempre, esternamente, giovane. Sembra sempre un ragazzo di diciotto anni, […]

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