Kobane Calling (Zerocalcare)

Voglio aprire con una citazione di Zerocalcare, dal suo blog (post per la presentazione del libro) Oh, speriamo che il libro non ve fa schifo. No, non mi ha fatto schifo il libro. Anzi, devo dire che vale la pena leggerlo, che i suoi 17 euri (sconto sito Feltrinelli) li vale tutti, che il lavoro che hai fatto è un bel lavoro. E che farò girare la mia copia fra una cerchia (ristretta, per esser sicuro che il libro torni a me) di parenti e amici per farlo conoscere. In quale avventura si è lanciato il nostro Zerocalcare questa volta? Se in passato ci ha raccontato le vicende di tutti i giorni e i viaggi nel suo animo, questa volta si è impegnato in un progetto di documentazione dell’attuale situazione fra i confini di Siria, Turchia ed Iraq. Tutti conosciamo la situazione di quella zona, vero? Ci arrivano notizie dai TG, da approfondimenti… ma è veramente tutto? In generale, per qualsiasi cosa vada oltre ai nostri confini provinciali tendiamo a farci una idea di base ma – a meno che non ci sia un interesse specifico – rimaniamo molto nel vago. Ecco, Zerocalcare ci racconta come ha vissuto la situazione, cosa ha visto coi suoi occhi, cosa ha sentito con le sue orecchie. In due viaggi ha toccato varie zone in cui combattenti ISIS, curdi combattenti per la libertà e popolazione civile si sono incontrati e scontrati. Da quello che ho capito, approfittando di un “viaggio umanitario” (consegna medicinali e altri aiuti) il nostro fumettista ha potuto incontrare […]

La masseria delle allodole (Antonia Arslan)

L’eccidio degli armeni durante la prima guerra mondiale Dell’eccidio degli armeni ne avevo sentito parlare, in modo superficiale, relativamente alla storia della prima guerra mondiale. Non ne sapevo molto: sapevo però che esisteva un film (nato dal libro di cui sto parlando) che ne parlava, un film con lo stesso titolo del libro: “La masseria delle allodole”. E quando ho visto il libro, sullo scaffale di un supermercato, ho deciso di comprarlo e leggerlo. Diciamolo subito: non è un trattato sul genocidio armeno, ma lo racconta con gli occhi di alcuni testimoni, i pochi sopravvissuti di una numerosa famiglia massacrata durante la deportazione. Certo: alcuni punti sono romanzati, alcuni dialoghi quasi sicuramente ricostruiti in base ad ipotesi, ma quello che non è “veramente vero” è sicuramente realistico e niente ci vieta di pensare che quel particolare dettaglio fosse veramente così. Questa volta voglio lasciare in sospeso la trama: accenno solo che una bambina di origini armene, in Italia, ai tempi (più o meno) nostri sente i racconti dei nonni e degli “zii” e, da grande, decide di trascriverli in forma romanzata. E’ l’autrice stessa, infatti, che racconta la storia della sua famiglia, ma che diventa la storia di un popolo. Una storia di odio razziale: noi ricordiamo – ce lo insegnano a scuola – lo sterminio degli ebrei (ed è giusto e doveroso ricordarlo) ma a volte dimentichiamo altri progetti di pulizia etnica, anche più recenti. Nessuno di questi folli progetti deve esser dimenticato perché nessun nuovo progetto del genere prenda […]

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