Maledetti toscani (Curzio Malaparte)

Incuriosisci oggi, incuriosisci domani, alla fine mi è toccato cercare (perché non si trova nelle librerie “standard”, ma va cercato in quelle che si occupano di “antiquariato”, essendo un libro “vecchiotto”) e comprare questa opera di Curzio Malaparte, nome d’arte di Kurt Erich Suckert, nato (nonostante il nome) a Prato e grande estimatore dei toscani. Tanto che apre il primo capitolo (almeno nella trentacinquesima edizione in mio possesso) con “E maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani“. E come dargli torto? Son pienamente d’accordo anche io! Possiamo chiudere il post qui: leggete il libro, meditate, e se siete toscani gioite, sennò pentitevene 🙂 No, non scherziamo, una delle bellezze Italiche è proprio la commistione fra tanti popoli, la fusione di tante culture, l’intreccio di tante idee: è uno dei nostri maggiori pregi, ma anche uno dei nostri più grandi difetti; ci dona genio e sregolatezza… Però, sul fatto che i toscani siano un popolo particolare, ci son tornato più volte (spesso legandomi alle intemperanze dei quattro vecchietti del Bar Lume nei romanzi di Malvaldi). Con la battuta (spesso cinica e sfrontata) sempre pronta, con quell’aria un po’ superiore, senza peli sulla lingua (né propri, né di altri – per dir la verità in battuta), spesso litigiosi e faziosi, che non danno facilmente l’amicizia, ma quando la danno è speciale… Insomma, questi toscani sono un popolo un po’ strano: che sia frutto del DNA ereditato dagli etruschi (come accenna Curzio in alcune parti) o semplicemente perché son cresciuti […]

Piccoli gioiellini toscani…

Toscana. Scendendo a sud da Livorno, pochi chilometri prima del punto in cui la costa inizia a protendersi verso l’Elba, troviamo due dei tanti gioiellini che, incastonati nella natura toscana, la rendono così bella. Si tratta di Bolgheri e Castagneto Carducci, località ormai famose per alcuni buoni motivi.  Poche settimane fa, a fine giugno, ci son tornato per la terza (o forse era la quarta?) volta. Il turismo ancora non a pieno regime mi ha permesso di gustare i due “paesi” in modo un po’ più intimo.  Bolgheri è famosa per due motivi: il primo è il filare di cipressi che conduce al paese, cantato dal Carducci nella sua poesia “Davanti San Guido”: I cipressi che a Bólgheri alti e schiettiVan da San Guido in duplice filar… Il secondo motivo è il vino: c’è una produzione vinicola, il “Sassicaia“, ormai celebre quasi quanto il poeta. Nato da una “sfida” al territorio (non adatto per i vitigni classici toscani) e da sempre pensato per la qualità più che per la quantità, il suo apprezzamento è cresciuto di anno in anno fino a renderlo uno dei migliori vini al mondo.  Il paese è piccolo: se non vi fermate per i negozi lo girate in 10 minuti. E’ carino, ha un’aria di antico e, in alta stagione, è anche molto animato. Se amate il vino troverete qui molte enoteche (e qualche gastronomia) che vi offriranno prodotti locali. A partire, ovviamente, dal Sassicaia.  Castagneto Carducci è capoluogo dell’omonimo comune: il paese è necessariamente più grande di Bolgheri (sua frazione). Arroccato su una collinetta a pochi […]

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