Pulvis et umbra (Antonio Manzini)

Già detto che Manzini mi ha sorpreso? Conosciuto grazie alle serie in Giallo di Sellerio, mi sono affezionato al suo Rocco Schiavone, particolare tipo di antieroe che cercando di fare la cosa giusta (con una idea di giustizia un po’ personale) deve lottare col suo passato, le sue ombre, e i pugni di polvere che ti rimangono in mano quando tutto sembra sgretolarsi davanti a te. Mi son tanto affezionato al personaggio che ho visto anche la serie TV (io che di solito preferisco NON vedere film e telefilm ricavati da libri che ho letto) e l’ho trovata ben fatta (ne ho parlato qui). Sarà che l’attore che interpreta Schiavone (Marco Giallini) lo rappresenta proprio bene, sarà che Manzini stesso ha messo mano alla scenografia, sarà che l’impianto dei racconti è rispettato quasi completamente (rispetto ad altre serie che, a mio avviso, stanno diventando storie completamente diverse rispetto ai romanzi originali), fatto sta che mi piace tutto, al momento, delle vicende di Schiavone.  Però, secondo me, le storie di Schiavone sono da leggere d’inverno; non sono romanzi da portare sotto l’ombrellone. Perché il carattere musone del personaggio principale ti si attacca un po’ addosso, e tu ne esci un po’ intristito. E in questo racconto, forse, più di altre volte. Perché è un racconto di tradimenti, di falsità, di mancata giustizia. Siamo sempre ad Aosta, città dove il Vicequestore Rocco Schiavone è stato mandato a scontare non so (ancora) bene quale sua “marachella” lavorativa (a parte l’antipatia che ispira nei […]

7-7-2007 (Antonio Manzini)

Una data quasi magica, con questo rincorrersi di “7”, è quella che ha cambiato drasticamente la vita a Rocco Schiavone: finalmente viene concesso a tutti i lettori di sapere cosa è accaduto. Per quei pochi che non sanno chi è Schiavone: vice questore di Polizia nella Capitale, non molto amante delle regole, combina qualche casotto (ne “La pista nera” accenna ad aver picchiato a sangue un pedofilo) e viene trasferito ad Aosta. Ma prima di andare ad Aosta lo si conosce all’opera a Roma: in una estate calda e afosa risolve alcuni delitti col suo innato fiuto. Con un aria sempre triste, da cane bastonato, mal supporta le autorità e le regole imposte, ha un senso di giustizia tutto suo (nei fondamenti molto vicino alla “Giustizia”, ma con interpretazioni personali sugli aspetti “secondari”), è irriverente, ed ha tre amici delinquenti con cui è cresciuto e che a volte lo aiutano a risolvere i casi ancor meglio dei suoi agenti (sia perché alcuni agenti non sono propriamente svegli, sia perché i 4 amici, insieme, scavalcano qualche “regola” che Rocco – col suo lavoro – dovrebbe rispettare). Se volete saperne di più c’è sempre Wikipedia 🙂 Ma concentriamoci su un aspetto di Rocco: l’aria sempre triste, da cane bastonato, anche quando è in compagnia degli amici. Una volta era felice, prima di quella fatidica data: era riuscito a far pace con sua moglie Marina, donna bellissima e intelligente, restauratrice di opere d’arte (Rocco è appassionato di arte, ma non so se lo è […]

Schiavone letterario vs Schiavone televisivo

So che mi ero dato una regola ferrea quando questo blog prese vita: “mai vedere film tratti da romanzi letti“. Ma, lo ammetto, sto invecchiando e tutto mi sta diventando più relativo. E in questo caso mi piaceva vedere come fosse venuta la trasposizione televisiva di un antieroe come Schiavone, che sto imparando ad apprezzare sempre più. Considerando soprattutto il fatto che lo stesso Manzini (l’autore dei romanzi) ha messo mano alla scenografia: come ha rappresentato, lui, visivamente Schiavone e quali differenze ci sono con quello che io ho immaginato durante la lettura? Iniziamo a raccontare, per chi non lo conosce, chi sia Rocco Schiavone. Partendo, però, da una premessa: io non ho letto tutti i romanzi ed i racconti di Manzini dove il vicequestore è protagonista, quindi mi baso su una conoscenza parziale. Ho letto “Non è stagione” (che mi è piaciuto particolarmente, e la cui trasposizione TV andrà in onda proprio mercoledì prossimo, 23 novembre 2016, su Rai2), ho ultimato da poco “7-7-2007” (dove tutto ebbe inizio… ne parlerò nei prossimi giorni) ed una serie di racconti della serie “in giallo” di Sellerio (“Il calcio in giallo : …e palla al centro“, “Turisti in giallo : Castore e Polluce“, “La crisi in giallo : L’anello mancante“,  “Vacanze in giallo : Rocco va in vacanza“, solo per citare i più recenti). Mi mancano, per esempio, i primi romanzi valdostani. La puntata di mercoledì scorso (16 novembre 2016), per esempio, racchiudeva i racconti “Castore e Polluce” e “L’anello mancante”: probabilmente entrambi […]

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