La fata carabina (Daniel Pennac)

Storia di tizi trasformati in fiori. Tutto comincia proprio con una vecchietta che “trasforma un tizio in fiore” (come dirà Il Piccolo) mentre riesce a stare a malapena in equilibrio su una lastra di ghiaccio a forma d’Africa che invade un incrocio del quartiere Belleville di Parigi. Peccato che il tizio fosse uno sbirro che cerca di difendere le “vecchiette” del quartiere da uno “sgozzatore” che le uccide dopo aversi fatto dare il PIN del bancomat così da poterle derubare dei risparmi. Peccato, anche, che quello che Il Piccolo considera un fiore è la testa spappolata dell’agente e la “bacchetta magica” è una pistola. Insomma: sembra che questa vecchietta abbia solo voluto difendersi dall’assassino delle sue compagne, ed invece ha fatto un madornale errore. Ma non se ne accorge né se ne cura. Ma l’intrigo non si ferma qui – anzi: devo dire che Pennac in questo racconto (almeno secondo i miei gusti) ha dato forse il meglio di sé. Un agente di origine asiatica prossimo alla pensione che si traveste da vedova thailandese per scoprire lo sgozzatore. Un giovane agente ucciso da una vecchietta, e la conseguente caccia dell’omicida da parte della polizia. Una banda di vecchiette che cerca di autodifendersi con pistole della seconda guerra mondiale. Una giornalista (Julie, l’amore di Benjamin Malausséne) ridotta in fin di vita perché sta indagando su un giro di droga che coinvolge altri vecchietti. Un ispettore i cui genitori sono stati uccisi violentemente, che sembra essere l’eroe buono (ma l’apparenza inganna). Un altro […]

Il ciclo Malaussene (Daniel Pennac)

Vista la mia insistenza a leggere le vicende della famiglia Malaussene e a propinarvele in questo blog, ho deciso di fare un po’ di ordine (non solo cronologico) prima di pubblicare i prossimi due post (“La fata carabina” e “Il paradiso degli orchi”). Per fortuna mi viene incontro Wikipedia su cui c’è un articolo completo sul “Ciclo di Malaussène” dove è indicata non solo la sequenza temporale dei racconti, ma vi si trova anche un breve profilo dei personaggi e – seguendo i link – un breve riassunto dei racconti. Purtroppo, mi rendo conto ora, ho letto i libri in base a come li trovavo sugli scaffali dei supermercati (quello che compravo prima, leggevo prima) e non ho potuto fare, quindi, una conoscenza graduale della famiglia. Niente di male: il singolo romanzo si fa leggere ugualmente con facilità, ma consiglio, a chi ancora non ha cominciato la lettura di queste opere, di iniziare “dall’inizio” – e cioè da “Il paradiso degli orchi”, pubblicato (edizione originale francese) nel 1985. Seguono, nell’ordine: “La fata carabina”, “La prosivendola”, “Signor Malaussène” e “ultime notizie dalla famiglia” (ancora non letti) e conclude il ciclo “La passione secondo Thérèse”. I prossimi due post saranno dedicati proprio a “La fata carabina” e  “Il Paradiso degli orchi”. “La prosivendola” e “La passione secondo Thérèse” li ho già recensiti, rispettivamente, in questo e questo post.

La passione secondo Thérèse (Daniel Pennac)

La storia di un uomo che si sposa e muore dal ridere… La famiglia Malaussene – la tribù, come loro si chiamano – è molto strana e variegata. E’ una grande famiglia, prima di tutto, formata non solo da legami di sangue ma anche di amicizia. Se vi capita di incontrarla la riconoscerete sicuramente. Ma (consiglio) se vi invitano ad un matrimonio, fate tutto il possibile (ed anche un po’ di impossibile) per non marteciparvi! Due libri (la prosivendola, La passione secondo Thérèse), due matrimoni, due omicidi (più qualche morto collaterale). In questo caso si parla di Thérèse, la sorella veggente di Benjamin (il fratello maggiore) si è innamorata di un nobile, il conte Marie-Colbert de Roberval, “consigliere referendario di primo livello”. Sembra l’onestà in persona, il buon MC2 (così Marie-Colbert chiede a Benjamin di essere chiamato). Ma Benjamin sente incombere sopra di sé la “copronuvola” che annuncia sciagure, tanto che – ormai rassegnato al matrimonio – si prepara per la prigione raccogliendo alcuni effetti personali in una valigia ed una serie di libri consigliati dalal regina Zabo (per l’ennesima volta ex-datrice di lavoro) e da Loussa di Casamance (ex-collega ed amico). La storia è alquanto semplice, e non ve la svelerò tutta (altrimenti rovinerei la sorpresa della lettura). In breve possiamo dire che Benjamin cede all’idea di concedere Thérèse come sposa a MC2. Nonostante la sua riluttanza la tribù è tutta con la sorella e smonta una ad una le obiezioni del “capo tribale”. Un matrimonio fastoso ma non eccessivo, […]

La prosivendola (Daniel Pennac)

La storia di un uomo che all’inizio impersona un altro, e alla fine vive grazie al suo assassino… Questa frase l’ho voluta mettere per provare a continuare il gioco “fratello maggiore di Daniel Pennac” scoperto in “Come un romanzo”. Chi è Benjamin Malaussene (scusate, ma eviterò volontariamente tutti gli accenti)? Durante le prime righe del romanzo (e dopo quello che avevo sentito dire) lo avevo rappresentato mentalmente come uno sfigato… fisicamente mi assomigliava al “Gino Solitomino” vessato da Cattivik nei fumetti di Silver. Dopo le prime 3 pagine, però, mi sono fatto un’idea completamente diversa. E’ un buono, Malaussen, buono nell’animo, ma anche buono a nulla se paragonato all’uomo che cerca di emergere dalle sue miserie. Malaussene è “il capro espiatorio” (certificato da regolare contratto d’assunzione) delle “Edizione del Taglione”: a lui toccano tutte le grane ed i cazziatoni, tant’è che il romanzo si apre con la scena di un gigantesco novello scrittore che reclama con Malaussene perché la Editizioni del Taglione gli ha rifiutato l’ennesimo manoscritto. Dopo aver placato il “figuro” Malaussene decide di dimettersi (è la terza volta in meno di un mese, gli fa notare la Regina Zabo, il suo datore di lavoro). Ha altro per la testa: sua sorella Clara sta per sposare un uomo molto più vecchio di lei – dice sia amore, ma Benjamin è perplesso. No: non cerca di ostacolare l’unione, ma (come un buon fratello maggiore) è dubbioso che possa nascere e crescere una vera felicità da quell’unione. Accade però un fattaccio: il futuro marito […]

Come un romanzo (Daniel Pennac)

“Un libro che parla dell’amore per i libri”. Questo sarebbe – forse – la risposta del fratello di Daniel alla richiesta “Di che cosa parla questo libro?”. Si perché nel libro scopriamo che è proprio questa brevità a incuriosire il fratello minore Daniel e farlo cadere, in seguito, fra le pagine di libri particolarmente “pesanti” (coem potremmo pensare noi) ma altrettanto belli (come confessa l’autore). Daniel Pennac ha dedicato al suo amore per i libri questo “Come un romanzo”. Si parte dalla situazione di disagio, di fronte al libro ed alla relativa “scheda” da compilare per il giorno successivo,  di un ragazzo per approdare ai “10 diritti” inalienabili del lettore, fra cui risalta in prima posizione il diritto a non leggere. Lo definirei (mi scusi Pennac) un libro “emozionale”, difficile da descrivere in un blog, bello da leggere e portare dentro. Il consiglio è quello di leggerlo… Se proprio volete avere un’idea di quello che potete trovare dentro vi posso accennare che un personaggio è “il figlio” (il mio, il vostro, un figlio qualsiasi) che “non ha voglia di leggere”. Perché, eppure leggeva tanto da piccolo! Colpa della televisione, del mondo, di tante cose… ma sarà vero? Il Professore, altro personaggio, che vorrebbe far tornare al fioglio (e a tutti i suoi compagni di classe) la voglia di leggere costringendoli a fare schede, commenti, riassunti su libri lasciati cadere come mattoni sulle loro teste. Ancora il Professore (un altro?) che legge “gratuitamente”, in classe, un libro, senza chiedere riassunti né schede né commenti… perché tanto […]

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