La doppia vita dei numeri (Erri De Luca)

Una commedia dal retrogusto amaro in una Napoli scoppiettante E’ l’ultimo dell’anno: in una Napoli il cui sottofondo “acustico” è un crescendo di botti (che culminerà a mezzanotte) un fratello e sua sorella si apprestano a festeggiare, seppure in semplicità e in una apparente solitudine, l’arrivo dell’anno nuovo. E alla loro storia si intreccia la storia dei genitori, ed entrambe sono contornate da quella che nasce dai numeri della tombola. Erri De Luca ci presenta, stavolta, una piccola commedia. Piccola perché non supera, come volume di pagine, gli altri libri dello stesso autore. Sono appena 69 pagine (compresa l’introduzione), divise in tre parti (tre atti) e sono scritte proprio come piece teatrale, con i dialoghi, i consigli di regia per le interpretazioni e la scenografia e tutto quello che serve per poterla mettere in scena. Chi sono i personaggi in scena? Solo di uno sappiamo il nome, urlato dalla sorella (“lei”) ogni tanto. E’ Italia, la donna di servizio morta di un colpo apoplettico, ma che ogni tanto si fa “viva” come presenza che nasconde le cose. Né lui (il fratello), né lei (sorella) sono mai nominati: si capisce, però, che da tempo non si vedono. Lui si sposta di frequente per lavoro, lei sta sempre a Napoli, in casa sua. Dopo una introduzione (parte prima) in cui i due, in pratica, si presentano al pubblico (viene presentato il contesto grazie ai dialoghi fra i personaggi), inizia l’immancabile partita a tombola, vero “must” del capodanno Napoletano insieme ai botti che […]

Il paradiso dei diavoli (Franco Di Mare)

“I buoni che si corrompono diventano pessimi” (capitolo 11) Che Napoli sia una città peculiare lo sappiamo, una città che ti sorprende nel bene e nel male. Franco Di Mare, giornalista di origini napoletane, ci racconta alcune di queste peculiarità in un romanzo in cui il lieto fine rimane solo una aspettativa. Carmine Cacciapuoti, il protagonista, è uno dei buoni che – corrompendosi – diventa pessimo, almeno a suo giudizio. Ricercatore universitario, fregato dal suo professore (sto semplificando), si ritrova senza lavoro e senza futuro. Un amico gli offre un lavoro che lui accetta: consegnare pacchi. Che nel gergo malavitoso significa “uccidere una determinata persona”. Ecco che Carmine si trova ad essere assassino della camorra. Ma Carmine è anche un uomo che ama, che si è dato dei principi. Ed un giorno, dopo che un suo omicidio era stato descritto da Marco, un giornalista del Mattino di Napoli, Carmine decide di contattare quel giornalista per dare, attraverso precisazioni su determinate citazioni, una sua versione dei fatti. Marco entra subito in allarme: l’esperienza professionale gli dice che la persona che lo ha contattato (che non si identifica né parla direttamente dell’omicidio, ma si riferisce solo all’articolo) ha a che fare con quel caso e cerca, analizzando tutte le parole, di venirne a capo. La cosa che lo lascia più sconvolto è la citazione con cui Carmine chiude la telefonata: “Corruptio optimi pessima”, cioè “se i buoni si corrompono, cioè si guastano, allora diventano pessimi” (come spiega un amico al giornalista, nel […]

Questo blog si serve di cookie tecnici per l'erogazione dei servizi e ospita cookie di profilazione di terze parti, utilizzati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Se vuoi saperne di più a riguardo, compreso come cancellarli e/o bloccarli, accedi alla pagina Cookie Policy per visionare l'informativa completa, altrimenti clicca su "OK" per accettarli esplicitamente. Se prosegui nella navigazione sul sito acconsenti tacitamente al loro uso. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi