La piuma (Giorgio Faletti)

Finalmente, dopo un po’ di tempo lasciato a candire, eccomi a parlare di questa opera postuma di Faletti. Come raccontato nel precedente post si tratta di qualcosa che Giorgio aveva tenuto in un cassetto in attesa di dare qualche limatina e piccole aggiustature. Non è un romanzo, ma piuttosto una favola, nello stile (permettetemi l’accostamento) del Piccolo Principe. Il personaggio principale è, appunto, una piuma bianchissima che vola in vari ambienti e cerca una persona speciale, che possa credere in lei, per mostrarle un tesoro magnifico. E nel suo cammino incontra vari personaggi, tutti indaffarati in faccende  molto terrestri da non accorgersi di lei o da soffiarla via infastiditi. Fino a che la piuma non trova una persona speciale… Perché l’ho accostata al Piccolo Principe, direte voi? A mio avviso ci sono due elementi che nei due racconti vanno paralleli. La piuma, come il Piccolo Principe, si sposta e scopre mondi nuovi. E nel farlo indaga l’animo umano. In questo secondo elemento il Piccolo Principe è più complesso e completo: indaga sé stesso (nel rapporto con la rosa e con la volpe) e indaga gli altri (quando incontra i personaggi nei vari pianeti). La piuma, invece, osserva solo i mondi dove si trova, e aiuta il lettore a percepire le sensazioni emanate dalle persone che incontra (allegria, sofferenza, tristezza, noia, sete di potere). Sembra quasi che Giorgio abbia voluto indagare l’animo umano (un po’ lo aveva fatto anche nei suoi romanzi) fornendoci delle “fotografie”, dei brevi incontri con i personaggi che ci  presenta: ognuno […]

Libro postumo per Giorgio Faletti

Condivido con voi una notizia che mi ha fatto piacere. Varie testate giornalistiche riportano una prossima uscita di “La Piuma“, racconto di Giorgio Faletti, che ormai ci ha lasciati da circa 1 anno. Mi innamorai di lui scrittore (mentre ero già innamorato dei personaggi che, come comico, ogni tanto ci presentava) nel 2002, col suo romanzo di esordio “Io uccido”, riproposto l’anno scorso (in una edizione particolarmente curata) da Baldini  & Castoldi. Purtroppo questo blog è nato 4 anni dopo… non scrissi niente di quel romanzo. Però Faletti divenne uno dei miei termini di paragone (e lo è tutt’ora) per i thriller letti da allora in poi. Sì, è vero, i successivi romanzi mi avevo un po’ deluso (neppure Faletti è stato in grado di raggiungere il Faletti d’esordio 🙂 ). Io Uccido, secondo me, in una scala da 1 a 10 merita il valore massimo. I romanzi successivi si posizionavano, sulla stessa scala, fra 7 e 9. Mi son piaciuti, ma non mi davano le stesse emozioni e sensazioni del romanzo di esordio. Apprezzo tutt’ora il suo modo di scrivere che vira molto sul noir: quando leggi i suoi romanzi hai l’impressione di trovarti in una stanza fumosa, bevendo un whisky di second’ordine e ascoltando, dalla voce un po’ roca dell’eroe maledetto, i frammenti della storia… Tutto questo si traduce in un “comprerò quel libro”. Forse non il 13 maggio (data di uscita prevista, riportata su notizia Ansa), forse qualche giorno dopo. Ho cercato sul sito dell’editore (ancora Baldini & Castoldi) ma non ci […]

Tre atti e due tempi (Giorgio Faletti)

“La partita è cominciata” (capitolo 12) Mi trovo sugli scaffali questo romanzo di Faletti, senza aver trovato nessun annuncio web o di stampa o altro e i chiedo: “sarà un suo vecchio lavoro pubblicato adesso sull’onda del successo?”. I precedenti romanzi – almeno da quello che ricordo – furono ampiamente pubblicizzati e non trovare altrettanta foga pubblicitaria per questo mi aveva insospettito. Anche la copertina e la dimensione del libro mi avevano fatto pensare a qualcosa sotto tono: più piccolo, con una copertina quasi anonima (una intensa luce che “sfonda” una porta aperta in una stanza scura) ed il nome di Faletti non in caratteri cubitali. Vabbè: 10 euro (sconto Mediaworld): poteva valere comunque la pena di comprarlo. E ne è valsa la pena. Anche se mi è rimasta l’impressione di un leggero sotto tono (forse dovuto all’ambientazione) è un romanzo che mi è piaciuto tanto da finirlo in 3 giorni (e attenzione: l’ho letto solo nei momenti di relax, non durante le varie attività lavorative o meno che fossero). Un romanzo che scorre e che ti tiene in sospeso, con la voglia di andare avanti, fino all’ultimo capitolo. L’ambientazione, come dicevo, mi è sembrata sotto tono, sarà perché si svolge in una (quasi) anonima provincia del nord, chiama in causa una squadra di calcio di serie B ed il protagonista è il solito eroe maledetto delle storie che solitamente, nel suo stile noir, ci racconta Faletti. Stile noir da me molto apprezzato, quello di Giorgio. Mi piace come scrive, […]

Appunti di un venditore di donne (Giorgio Faletti)

In fuga da un passato scomodo, un uomo ritrova, inattesa, tutta la sua storia davanti ai suoi occhi Alla fine il successo ti arride, se insisti con costanza. E Faletti secondo me merita questo successo. Unico problema (non so se dell’editore o dell’autore) quando arriva il successo si cerca di cavalcare l’onda con tutto quello che si ha sottomano, indifferenti alla qualità (tanto il lettore sarà incuriosito e comprerà qualsiasi libro dell’autore). Ma il bravo scrittore, dopo il periodo “pubblico tutto ciò che ho sotto mano” sa ritrovare la strada che lo ha inizialmente portato al successo. Sembrerebbe la trama di Martin Eden (Jack London), ma è – a mio modesto parere – quello che in parte è successo a Faletti. Cosa voglio dire? Che con “Io uccido” Giorgio ha proposto un buon thriller che lo ha portato ad un meritato successo. Ma i libri successivi sono stati di qualità inferiore. Non fraintendetemi: semplicemente non raggiungevano l’atmosfera e le attesa a cui l’autore ci ha abituati col primo libro. Con “Appunti di un venditore di donne”, invece, si comincia a risalire la china. Il personaggio principale (che racconta in prima persona la storia) è il misterioso “Bravo” (“che c… di nome è”, “magari è solo una qualifica”): un procuratore di affari (per sé) e di belle donne (per gli altri). In pratica ha 3 ragazze che lui propone come accompagnatrici a facoltosi affaristi che si trovano a Milano. Qui apro una nota: nei precedenti romanzi (“Io uccido” e “Io sono […]

Io sono Dio (Giorgio Faletti)

Storia di un uomo che eredita una vendetta Devo iniziare subito con una considerazione positiva: Giorgio è tornato a scrivere una storia senza bisogno di interventi soprannaturali (anche se il titolo farebbe pensare tutto il contrario). Sì, l’uso del soprannaturale nei romanzi e racconti dopo “io uccido” era sempre più massiccio. Spiriti, eventi al di là del naturale e cose simili non mi piacciono tanto quando sono calati dentro racconti thriller e gialli dove dovrebbero essere solo la logica e la causalità a spingere avanti la trama del romanzo. Ed ho “criticato”, nei miei post precedenti, questa scelta di Giorgio. Ma ho anche affermato che, nonostante questa nota non gradita, lo stile con cui Giorgio racconta le storie mi è sempre piaciuto (e continua a piacermi). E’ come se Giorgio fosse tornato alle “origini” del suo successo: come in “io uccido”, non si trovano in questo romanzo né storie di spiriti, né scene di sesso (c’è un accenno, all’interno di una storia d’amore, ma senza entrare troppo nell’intimità della coppia – insomma, una cosa più “naturale” delle pagine scritte in precedenti romanzi). Fatta la considerazione positiva, passiamo a quella “negativa”: la storia è bella ma secondo me manca di qualcosa. Non voglio raccontarvi tutta la trama, ma per spiegarmi sono costretto a rivelare qualcosa. Siamo a New York ai giorni nostri. Vivien, una giovane detective in forza al tredicesimo distretto del NYPD (New York Police Departement) vive una vita difficile: deve prendersi cura della sorella malata, abbandonata dal marito, e […]

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