Fumetti fumetti fumetti: Dilbert 2.0 e Peanuts 1963-1970

Questo è solo un piccolo post per avvisare che nei prossimi giorni sarò immerso nei fumetti: ho ordinato da Amazon USA (e mi sono arrivati dopo 15 giorni con spedizione ordinaria) due raccolte di Peanuts ed una di Dilbert: mi impegneranno sicuramente fino alla fine dell’anno… Per chi non lo conosce, Dilbert è l’ingegnere che racconta le sue vicissitudini (ed i suoi problemi) con il manager che non sa niente di management, con i collaboratori svogliati (Wally), sempre incavolati (Alice) e così via. E’ uscita la raccolta “Dilbert 2.0” che raccoglie le migliori strip disegnate in 20 anni da Scott Adams, con racconti su come è nato il personaggio Dilbert, il cane Dogbert, Ratbert e tutti gli altri personaggi che popolano il mondo di questo fumetto. Gli amanti di Paolo Villaggio troveranno un leggero parallelismo fra Fantozzi e Dilbert: entrambi i personaggi sono nati, infatti, da esperienze reali degli autori in grandi ditte. Paolo Villaggio ha toccato con mano le vicissitudini che poi fa raccontare – anche se in tono un po’ esagerato – a Fantozzi. Ed anche Scott Adams ha vissuto una parte della propria vita in una grande azienda dove ha raccolto tanto materiale da mettere nei fumetti, anche lui – a volte – un po’ esagerando. Se vi interessa questo gigantesco volume di strip su Dilbert, venduto insieme ad un CD con TUTTE le strip di Scott Adams fino ad aprile 2008, sappiate che da Amazon il prezzo è più basso rispetto al “Dilbert store”. Per quanto […]

Ciclo della “Guida galattica per autostoppisti” (Douglas Adams)

Un uomo che perde la casa ed il pianeta dove vive, ma riesce a viaggiare in tutto l’universo. Iniziamo subito col dire che i libri che io faccio rientrare nel “ciclo” della “guida galattica” sono 4 (elencati in ordine cronologico): “Guida galattica per autostoppisti”, “Ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’Universo e tutto quanto” e “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Esiste un quinto libro, “Il salmone del dubbio” che a volte viene fatto rientrare nel ciclo, ma che io non ho letto. Inoltre – secondo me – la storia si “chiude” bene col quarto libro… Se, però, mi verrà voglia di leggere anche il “Salmone” allora ve ne renderò conto. Fra i 4, però, solo il primo e l’ultimo li considero “vicini” sia per stile che per il filo della storia. “Addio, e grazie per tutto il pesce” porta ad una bella chiusura della vita di Arthur Dent, ed anche se ci sono richiami agli altri 2 romanzi il primo e l’ultimo posso essere letti a sé stanti. Lo stile, soprattutto gli elementi surreali che Adams include in tutti i libri, sembrano un po’ forzatamente esagerati nel secondo e nel terzo libro, mentre nel primo e nel quarto fanno da cornice alla storia, sollevando un po’ il lettore dalle “verità” che l’autore racconta nei suoi romanzi. Quali sono queste “verità” così scomode? Per indicarle devo raccontarvi la storia del libro. Non un riassunto, ma le cause per cui arriveremo (anzi, partiremo) alla distruione della terra, o perché essa sia stata creata da abili artigiani costruttori di pianeti. Chi, […]

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