La lunga notte del Dottor Galvan (Daniel Pennac)

Ho avuto la fortuna, la settimana scorsa, di vivere due “eventi” contemporaneamente: la mattina del 5 dicembre mi è arrivato il libro che da il titolo a questo post… e la sera dello stesso giorno mi sono goduto la meravigliosa trasposizione teatrale dello stesso titolo (con – unico attore – Neri Marcorè, secondo me uno dei migliori attori italiani). L’opera è un grazioso quadretto delle vicende che, in una notte di luna piena, occorrono al Dottor Galvan, di turno (per passione) al pronto soccorso di un’ospedale parigino… Fra tagli, ferite, motociclisti con “un orecchio in tasca ed un braccio nello zaino” il giovincello Dottor Galvan, che (si intuisce) da poco ha concluso l’apprendistato si ritrova con un malato il cui unico sintomo è “non mi sento bene”. Comincia allora la sfida della medicina: cosa può essere successo? Quali gravi infermità fanno accasciare al suolo, dopo una lunga attesa, il malato che non si sentiva bene? Occlusione intestinale! Tanto che l’addome è duro come cemento. Via di corsa dallo specialista, con il malato precariamente disteso su una barella dalle ruote ben oliate (uno dei tormentoni del Dottor Galvan)…  Come sempre, non sono qui per fare il riassunto del libro (sennò che lo coprate a fare?). Posso accennarvi, però, che il dottor Galvan ne vive di tutti i colori: dallo “sblocco” dell’occlusione con una roboante pernacchia alla scomparsa del paziente dopo essere stato ricoverato in stato di coma… E durante tutto questo la maturazione del Dottor Galvan, che passa dal pensare solamente al suo bigtlietto da […]

Fuori da un evidente destino (Giorgio Faletti)

Ebbene sì, appena l’ho trovato me lo sono preso e letto in 4 giorni… Devo confessarvi, però, che questo è successo quasi un mese fa (ebbene sì, la pigrizia ha colpito anora). Anche se non mi piace fare confronti così, a freddo, questa volta voglio partire da un raffronto con gli altri due libri di Faletti. Premesso che, rispetto alla produzione media italiana, ritengo che Faletti si posizioni ben sopra la sufficienza, secondo me questo libro si colloca fra “Io uccido” (secondo me il migliore dei tre) e “Niente di vero tranne gli occhi” (quello che mi è piaciuto meno).  Lo stile narrativo di Faletti è inconfondibile: si avvicina al Noir senza, però, lasciarsi sommergere da esso. E questo è uno dei pregi che me lo fa apprezzare come scrittore. Le storie che racconta sono sempre priene di dettagli… le descrizioni dei luoghi, lo spessore dei personaggi, ti fa sembrare tutto quasi reale. Però (se dobbiamo iniziare a trovare difetti) l’ultimo libro si avvicina forse fin troppo ad una sceneggiatura di film – non che sia un difetto vero e proprio ma si perde un po’ l’elasticità del romanzo. E’ vero, d’altro canto, che ciò semplifica la lettura. La storia che ho apprezzato più di tutti è quella di “Io uccido”: secondo me un vero capolavoro sia dal lato di romanzo (che stava bene sia fra i noir ed i gialli) sia per la definizione della psicologia dei personaggi. Caratteristica persa, almeno in parte, per Jim Mackenzie, il protagonista dell’ultima storia. – E qui apro una […]

L’uomo dai denti tutti uguali (Philip K. Dick)

Sembra quasi un’anomalia nella produzione letteraria di Dick, eppure gli appassionati riconosceranno senza ombra di dubbio i tratti fondamentali (stile di scrittura, ombra di cupezza nei personaggi, …) dell’autore. Sto parlando de “L’uomo dai denti tutti uguali”. Non è un romanzo di fantascenza ma narra la vita quotidiana di 4 personaggi, due uomini e due donne, che incrociano le loro esistenze in una piccola cittadina ai margini di San Francisco negli anni ’60-’70. Due coppie, due famiglie, vicine di casa. La famiglia Runcible, precisa ed esatta, proprio come ci si aspetti che sia: la moglie che cura la casa ed il marito che guadagna i soldi per mantenere la famiglia. Un figlio appena accennato. E la famiglia Donbrosio, invece, “strana” per i canoni della “buona società”. Tanto strana da invitare a cena un uomo di colore (scandalo), da guidare un’auto sportiva italiana (una Alfa Romeo, per l’esattezza), da permettere alla moglie di lavorare… L’uomo dai denti tutti uguali è uno scheletro di “Uomo di Neanderthal”: impossibile da trovare in America, a meno che non si azzardino ipotesi competamente rivoluzionarie (come la possibilità che un gruppo di neanderthaliani fosse riuscito ad arrivare in America) . Eppure è così perfetto che sembrano non esserci dubbi sulla sua autenticità. Il ritrovamento avviene nella proprietà dei Runcible, in modo fortuito. Si scatena un caso, almeno a livello locale… ma come andrà a finire? E’ veramente un uomo di neanderthal, oppure una sofisticata vendetta di Donbrosio? Chi ama Dick troverà in questo libro una prestigiosa prova letteraria, che lo sgancia dal filone fantascientifico. […]

Libri on line

Oggi sono capitato per caso in un sito che conoscevo, ma sul quale non tornavo da molto tempo: Liber liber (http://www.liberliber.it/home/index.php). Di cosa si tratta? E’ un progetto attraverso il quale si vogliono metter eon line, gratuiti, svariati libri (ovviamente quelli su cui il copyright non è più in corso).  Senza farla troppo lunga sulle ideee e le possibilità di sostegno all’iniziativa (che vi invito a sostenere, anche solo diffondendo la voce) vi indico subito il link che mi fa impazzire: la “biblioteca” (nel menù di sinistra – oppure direttamente usando questo link: http://www.liberliber.it/biblioteca/index.htm). In essa, divisi per autore o per titolo opera, si trovano un bel po’ di libri – soprattutto classici, che è possibile scaricare o legger eon line. Alcuni libri sono disponibili anche in formato “vocale”, cioè si può scaricare uno o più file audio registrati da volontari che leggono per voi il libro. La qualità non è la massima possibile (si tratta dell’opera di volontari): qualche errore lo si trova ma nessuno è particolarmente grave da disturbare la lettura (inoltre potete segnalare eventuali errori che trovate).  Sì, io preferisco ancora il libro di carta, da poter sfogliare la sera prima di dormire. Però per alcune cose avere uan bibliteca elettronica fa comodo. Se voglio leggermi alcuni brani di qualche classico posso usare questa piuttosto che comprare tutto il libro. Senza contare poi che alcuni libri non li trovi più se non in una biblioteca ben fornita… Comunque, a tutti coloro a cui piace la lettura, auguro una buona navigazione in […]

Una volta qui era tutta campagna – Fabio Fazio

Presumo conosciate Fabio Fazio… Sì, quello di “Che tempo che fa”, in onda su Rai tre. Ha pubblicato (o forse è meglio dire “ripubblicato”) un suo libro sui “luoghi comuni” e su come, spesso, la gente conversi per ore senza dire niente… La storia è semplice: due treni in partenza (uno da Roma ed uno da Milano) con destinazioni diverse (Torino il primo e Roma il secondo). A bordo, nello scompartimento (Roma-Torino) e nei posti riservati di prima classe (pendolino Milano-Roma) le persone si incontrano e nasce, incosciamente, involontariamente, il gioco dei “luoghi comuni”. E’ il classico metodo di “attaccar discorso”, un modo per romepere il ghiaccio. Ma Fabio ci porta oltre, alle assurdità che diciamo in 2-3 ore di viaggio. Il dialogo che si instaura fra i viaggiatori è un continuo emettere parole senza proporre un significato. Parole come bottiglie vuote che inquinano il silenzio… Fabio costruisce questo “gioco” (il dialogo è – appunto – immaginato da Fabio) con molta ironia, “scoperchiando” il pentolone dell’insulsaggine che è presente in ogni persona. Consiglio di portarsi il libro sotto l’ombrellone: si legge in due ore, e quando volti l’ultima pagina ti rimane sulla faccia quel sorriso fra l’ironico e l’amareggiato.  Fate, anche, una prova: quante situazioni simili al libro si ripropongono sotto gli ombrelloni? Alcune info sul libro:Autore: Fabio FazioTitolo: Una volta qui era tutta campagnaPrezzo: 12 Eur (potete trovarlo, in   qualche supermercato a circa 10 euro)Editore: Baldini CastoldiISBN: 8860730236(link alla scheda su BOL – Book On Line)Powered By Qumana

L’inventore di giochi (Pablo de Santis)

Fra i libri letti ultimamente c’è anche “L’inventore di Giochi” (di Pablo de Santis, Argentino nonostante il nome suoni italiano). L’ho visto al supermercato, scontato, ho letto nel risvolto di copertina la storia e mi ha incuriosito… Si tratta di un ragazzo, il nipote di un grande inventoredi giochi, a cui iniziano ad accadere strani fatti da quando decide di partecipare ad un concorso per inventori di giochi.  Non sto a farvi tutta la trama perché l’ho scritta, insieme ad alcune opinioni, su ciao.it (ecco il link: http://www.ciao.it/L_inventore_di_giochi_Pablo_De_Santis__Opinione_727065). Chi vuole approfondire può leggere tale opinione (tutti possono accedervi). Due parole, però, le voglio spendere anche su questo blog. Mi sono piaciute alcune idee, come l’immergere tutto il racconto in un mondo di giochi (il racconto sembra un gioco dell’oca) – senza, fra l’altro, nessun accenno ai video giochi -; ma ho trovato il finale un po’ banale, buttato lì tanto per chiudere. In circa 2 pagine la situazione di confronto fra il personaggio principale (Ivan Dragò) ed il suo antagonista si risolve. E non c’è un confronto diretto, non ci sono motivazioni interiori… rimane tutto in superficie. Anche con i simbolismi succede un po’ la stessa cosa. In Zyl (città dove si inventavano i giochi più belli, e dove oil protagonista andrà a vivere) esiste una mappa della città, costruita dal nonno del protagonista. E’ un puzzle dove ogni tessera rappresenta una casa, una via, ogni piccola caratteristica della città. Il “cattivo” (ex abitante di Zyl) quando se ne va porta via con sé una tessera del […]

Nostri amici da Frolix 8 (Phil K Dick)

Ho appena finito di leggere un romanzo di Phil K. Dick: “Nostri amici di Frolix 8”. Ho anche scritto, come è mio solito, una recensione su Ciao.it (ecco il link: http://www.ciao.it/Nostri_amici_da_Frolix_8__Opinione_726266). Devo dire che ancora una volta Dick mi ha piacevolmente sorpreso… Il romanzo ti lascia un po’ di amaro in bocca, ti poni delle domande. Se si vuole lo si può usare anche come metafora del razzismo (o del classismo): nel romanzo, infatti, gli “Uomini Nuovi”, insieme agli “Insoliti”, occupano tutte le posizioni di potere relegando gli Uomini Vecchi a semplici “operai” di classe B. Un breve riassunto della storia – se volete farvi un’idea più precisa leggete la recensione al link sopra… Nick Appleton è un uomo Vecchio. Non ha particolari capacità intellettive (come gli uomini Nuovi, che hanno delle “protuberanze” nel cervello che permettono loro ragionamenti molto più ampi) né è un insolito (un uomo con facoltà precognitive o telepatiche o simili). Spera però per suo figlio Bobby un futuro “alla pari” e per questo lo spinge a dare gli esami per accedere agli incarichi statali. Ma quando il figlio fallisce (perché gli esami sono creati da Uomini Nuovi che, in questo modo, precludono a tutti l’accesso agli incarichi di prestigio) il mondo gli crolla addosso. Quelli che prima erano solo dubbi e voci di corridoio adesso sono certezze, e quello che prima era certezza si è dissolto. Aderisce, un po’ casualmente, un po’ convinto, al movimento dei Cordoniti, Uomini Nascosti che si raccolgono intorno a due speranze: la prima è data da […]

Fumetti, che passione

Questa volta non parlo direttamente di un libro, ma di un personaggio di un fumetto.Si tratta di Paperino; sì, quello della Disney, il nipote di Paperone, zio di Qui, Quo Qua, eterno fidanzato di Paperina ed eterno rivale del cugino Gastone. Ho sempre amato Paperino, o meglio, l’incarnazione di Paperino nella fumettistica italiana. Se agli esordi Paperino era un irascibile ed irrequieto personaggio, tutto l’opposto di Topolino (che era “carino, intelligente, simpatico alla gente”, come lo definisce Finardi), in Italia, e soprattutto dagli anni ’90 in poi, la sua figura si è addolcita fino a diventare il simpatico sfigato di turno… quello a cui va sempre tutto male ma che riesce sempre, in qualche modo, a cavarsela… Insomma, uno stereotipo dell’Italiano medio… Fra le altre cose (prima di passare all’oggetto della recensione) vi voglio proporre un quiz: dove è nato il personaggio di Paperinik? Avete 5 secondi… spiacente: tempo scaduto! Paperinik è nato dai fumettisti italiani, prima come personaggio che si opponeva a Zio Paperone (rendeva giustizia a Paperino), poi come operatore di giustizia (anche interplanetaria, se si legge PK). Veniamo al cuore dell’articolo: mi sono letto alcune stori e di PP8 (Paperino paperotto), il piccolo Paperino, quando stava con Nonna Papera e ne combinava di tutti i colori. Devo riconoscere che l’inventiva su tali storie è veramente grande. Voglio fre veramente i complimenti alla squadra di fumettisti che hanno saputo creare un personaggio agitto ma simpatico, sempre di corsa, con mille idee in testa ed un po’ meno sfortunato del solito. Se vi capita l’occasione e […]

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