La posta del cu(ore) (Linda Ovena e Luca Bottura) – Kindle Edition

Risposte ironiche e frizzanti alle italiche pulsioni ormonali Faccio, tutti i giorni, 40 chilometri di auto per andare a lavorare e 40 chilometri per tornare a casa. Un ora di viaggio in entrambi i sensi. E la mattina scaccio i residui di sonno ascoltando la radio (quasi sempre Radio Capital). Quando l’umore dovrebbe essere più “nero” (perché ci si avvicina all’ufficio) ecco che mi arriva una sferzata di allegria e buon umore con Lateral, la rassegna stampa ironica curata da Luca Bottura. E, occasionalmente, in quella trasmissione, compare la calda, sensuale, allegra, luminosa (sì, luminosa, perché quando la senti tutto ti sembra più lucente, splendente, chiaro) voce di Linda Ovena: una volta a settimana (solitamente il giovedì) cura la rubrica “La posta del cu(ore)”, dove con moltissima ironia (ed anche un pizzico di sano cinismo) risponde alle domande che gli italiani fanno alle varie riviste e settimanali generalisti, salutisti, e (licenza “poetica”) gossippisti che sguazzano nel panorama editoriale italiano. Perché l’italiano medio, che ha un problema di affetto, di letto, di corna, invece di sentire un esperto (psicologo, mobiliere, avvocato) si prodiga in domande ai vari “R. dell’Alba”, “Carlo Rossella”, “Marinella Cozzolino”, aggrappandosi alle loro risposte come un naufrago si aggrappa a qualsiasi relitto galleggi nelle vicinanze. Direte… e che c’entra tutto questo con un libro? Perché in questo blog si parla di libri, non è vero? Bè, semplice, dai, che ci arrivate da soli… Esatto: dalla rubrica radiofonica è nato un libro che raccoglie le migliori risposte di Linda […]

Il bizzarro incidente del tempo rubato (Rachel Joyce)

Quando 2 secondi aprono un abisso. Venire a sapere che stanno maneggiando il tempo, allungando i giorni, manovrando con noncuranza i secondi, può scuotere dalle fondamenta tutte le certezze di un adulto, figuriamoci cosa succede a Byron, un adolescente inglese quando l’amico James gli racconta che verrano aggiunti due secondi a quell’anno, il 1972. La cosa è successa davvero: si chiamano secondi intercalari e un organismo mondiale decide di applicarli quando serve ri-sincronizzare il tempo che noi misuriamo con la rotazione della terra intorno al sole. Ma torniamo a Byron: vive nella campagna inglese con la madre Diana e la sorella Lucy (il padre Seymore è un affarista che lavora a Londra e torna a casa solo nel fine settimana). Condivide con James tutti i pensieri, compreso quello della manipolazione del tempo. Ma mentre per l’amico la notizia rimane solo una curiosità, per Byron diventa una ossessione. Tanto che in un certo momento è convinto di vedere la lancetta dei secondi, nel proprio orologio da polso, muoversi indietro di due tacche. E tutto, in quell’istante, succede: il mondo che conosceva piano piano inizia a sgretolarsi davanti ai suoi occhi fino a… Eh no, sto rivelandovi troppo. La mattina del fatidico giorno Byron e  Lucy sono accompagnati a scuola dalla madre (come avviene sempre) con la nuova Jaguar: sono in ritardo e Diana decide di prendere una scorciatoia che passa da un piccolo e fatiscente borgo. Proprio durante il passaggio, con una nebbia che si potrebbe tagliare a fette, Byron è […]

Storie dello spazio profondo (Bonvi & Guccini)

Un mix di storie spaziali che anticipano mode e tendenze Come dicevo un paio di settimane fa (Altre storie dello spazio profondo) stavo aspettando il primo volume della serie Rizzoli Lizard dedicata ai mostri sacri del fumetto… o almeno a Bonvi e alle sue collaborazioni con altri mostri sacri (in “altre storie…” con Cavazzano, in questo libro con Guccini). Finalmente è arrivato, e l’ho letto tutto d’un fiato. Ed anche il semplice “Guccini Dixit”, “Bonvi Respondit”, in cui si presentano (e un po’ si becchettano) a vicenda è uno spasso. Le storie sono 7 (Galassia che vai, Bonifica spaziale, Vivere ricchi e felici, Meglio soli che male accompagnati, Legione dello spazio, Pugni, pupe e robots, Chi cerca trova) e sono seguite, in appendice, da alcune tavole “alternative” disegnate apposta per quelle storie, ma che hanno lasciato il posto alle tavole ufficiali. Partiamo subito col dire che Guccini doveva occuparsi della sceneggiatura e Bonvi del disegno ma, come raccontano entrambi (con toni diversi), Guccini  fu preso da follia d’amore e lasciò tutto per trasferirsi a Brooklyn, e toccò a Bonvi “sobbarcarsi” il completamento dell’opera. Da notare che le storie sono nate nel ’69-’70 e in esse si trova – come personaggio principale (alter ego di Bonvi) – un faccendiere spaziale che io trovo essere copia sputata di Ian (Han in originale) Solo di Guerre stellari… sì, il personaggio interpretato da Harrison Ford. Uhm, a pensarci bene forse il personaggio del fumetto è un po’ più cinico di Ian Solo. Ok: direte che […]

Tom Clancy’s Splinter Cell: L’infiltrato (David Michaels)

Un agente segreto al tempo stesso preda e cacciatore in giro per il mondo, cattivi da scovare con nuove tecnologie, e qualche traditore da smascherare… Questa volta Sam Fisher sembra si sia messo proprio nei guai: ha ucciso un suo capo ed ora è in fuga, braccato da una squadra di altri Splinter Cell (alcuni addestrati da lui). Ma le apparenze a volte ingannano: quella di Sam è tutta una montatura per sottrarsi dal controllo di alcuni capi che sono sospettati di essere traditori. Solo lui e la sua diretta superiore sanno la verità. Fra inseguimenti e fughe, ricerca di prove, interrogatori più o meno ortodossi, Sam gira mezza Europa e parte dei paesi della ex URSS. Riesce a capire che un arsenale di armi moderne è stato trafugato da ex agenti SAS e si sta per svolgere un’asta per venderlo al miglior offerente. Ecco allora che Sam organizza un sistema di rilevamento con delle nano tecnologie sviluppate in Italia. L’idea è quella di “marcare” tutti i partecipanti all’asta usando queste tecnologie per poi colpirli (arrestarli o… chissà cos’altro) una volta tornati alle loro sedi operative. Alla fine la squadra che deve catturare Fisher viene messa al corrente della vera natura dell’operazione. Uno dei componenti della squadra si rivela un traditore che opera per uno dei capi corrotti dell’organizzazione degli splinter cell (third echelon): viene scoperto e messo (temporaneamente) fuori gioco. Ed insieme a lui si scopre chi dei capi di Fisher è la talpa che passa le informazioni all’organizzazione […]

Tristano, Tonio Kroger (T. Mann)

“Ti chiamo Kroger, perché il tuo nome è così pazzo, scusami sai, ma Tonio non lo posso soffrire…” Credo che Mann stia facendo su di me lo stesso effetto che fa una lampadina ad una falena: nonostante abbia già sperimentato la sua complessità (e la pesantezza di lettura) con “La montagna incantata” sono tornato a comprare un suo libro. Ci sono 4 racconti in questo libro: “Tristano” e “Tonio Kroger” (già letti) e “La morte a Venezia” e “Cane e padrone” (lascerò passare qualche settimana prima di leggerli). Se devo essere sincero non so cosa mi attiri di Mann. Certo, usa un linguaggio che mi piace, molto curato, forbito (tanto che a volte ho bisogno di una sbirciata nel dizionario). Però non è solo il linguaggio (che, oltretutto, è influenzato dal traduttore – in questo caso Brunamaria Dal Lago Veneri – che mi è sembrata molto brava) che mi attira. A favore di Mann ci sono anche le tematiche trattate, e a dirla tutta lo considero più un filosofo che un romanziere. Certo, una delle tematiche che ricorre è la morte: come Castorp (nella Montagna incantata) anche i protagonisti dei due racconti la affrontano o ne discutono. In Tristano sembra addirittura diventare un simbolo estremo di bellezza (Spinell dice della signora Eckohf che la sua anima appartiene alla “bellezza della morte”). Il Tristano (intitolato così perché fa riferimento al dramma wagneriano) è per certi versi parallelo alla Montagna Incantata: entrambi si svolgono in un sanatorio, i protagonisti, in entrambi i […]

L’avversario (Tom Clancy con Martin Greenberg)

Storia di spionaggio industriale, arricchita con tentativo di colpo di stato, per la serie “Giochi di potere”. Ebbene sì, mi sono lasciato ancora una volta attrarre da Tom Clancy, anche se il libro non è scritto, come altri, direttamente da lui ma solo in collaborazione con lui. Detto fra noi: mi sa che questo tizio si stia trasformando in un “marchio”, al di là della persona reale che è. Ricordo a chi non consoce l’autore che la serie di libri che lo ha portato al successo è quella dei romanzi incentrati sulla figura di Jack Ryan, agente CIA che organizza la defezione dell’ “ottobre rosso” (da cui il film con Sean Connery nei panni del comandante del sommergibile russo) e che diventa, alla fine, presidente degli Stati Uniti (da questi libri sono stati tratti altri due film, ma ricordo il titolo solo dell’ultimo: al vertice della tensione). La trama è pressoché uguale ad altri suoi libri: c’è qualcuno che tenta di fare qualcosa di cattivo (a volte ci riesce, in questo libro, invece, fallisce) e qualcun’altro che lo scopre e blocca l’azione cattiva, oppure ne limita le conseguenze. Quello che mi è sempre piaciuto dei libri di Clancy è il ritmo narrativo: molto incalzante tanto che mi costringe a concludere la lettura nell’arco di pochi giorni (nonostante la storia sia sempre simile). Non sto a farla lunga: vi racconto in breve l’ambientazione e, se vi piace la fantapolitica e le storie alla James Bond allora questo libro fa per voi… […]

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