Pause…

Lo confesso: da circa 1 mese non tocco più, seriamente, un libro. Mi succede ogni tanto: ho bisogno di staccare la spina e di svagarmi senza mettere in moto i neuroni (bè, non è che si muovano spesso…). E’ andata a finire che sono tornato ai fumetti: Lupo Alberto, Paperino, Calvin & Hobbes (qualcosa di nuovo, qualcosa preso dai miei “archivi”). La mia mente ha bisogno di gustarsi storie brevi, alleggerite da immagini semplici, battute ironiche e comicità. Però ieri mi sono arrivati 2 libri che mi interessano molto: che siano la chiave per ricominciare a leggere storie più complesse? Sono “Manituana” di Wu Ming e “Di sogni e d’amore” di Vecchioni (i link portano alla scheda dei libri su www.bol.it). Per cui: state sintonizzati perché presto tornerò a parlarvi di qualche libro. Ah, dimenticavo: oltre a quei due ne ho altri tre già iniziati ma mai finiti… che sia la volta buona per completarli? Aspettate e saprete.

La legge del bar e altre comiche (Francesco Guccini)

Storie di vita da bar del Guccini cantautore… Mi sono già imbattuto (e mi sono innamorato) di un cantante-scrittore: Vecchioni. Ma in quel caso si tratta di un professore di scuola superiore che fa “anche” il cantante. Anche del Guccini avevo sentito dire bene come scrittore, ma ancora non avevo “sperimentato”. E così mi è capitato di trovare il libricino che da il titolo al post fra gli scaffali di una libreria. Quello che mi ha subito colpito è la copertina: Andrea Pazienza ha disegnato una caricatura di Francesco-sceriffo dalla faccia sfigata circondato da loschi figuri. L’immagine, come altre contenute nel libro, sono omaggi di vari personaggi (fra cui, ad esempio, anche Altan e Bonvi). Cosa ci racconta Guccini? Le storie sono aneddoti, racconti, esperienze di vita vissuta quasi tutte autobiografiche. E lo fa con quello stile che caratterizza anche le sue canzoni, tanto che mentre leggi ti sembra di sentire la sua voce sorniona sottolineare le righe che si stanno leggendo. Già la premessa di Guido de Maria ti carica di allegria, ma appena si arriva alla prima storia (il farfa sgalbedrato) – o, comunque, mentre si prosegue con la lettura di altri racconti – si rischia di sbellicarsi dalle risate. Per invogliarvi vi racconto solo la storia del “farfa”, anche perché ho riconosciuto in essa alcune delle dinamiche “da bar” (o meglio, da circolino) di quando, ragazzino, ammiravo gli “anziani” del paese giocare a carte. Capita, in tutti i bar del mondo, che amici si ritrovino per giocare a carte. E […]

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