Nostri amici da Frolix 8 (Phil K Dick)

Ho appena finito di leggere un romanzo di Phil K. Dick: “Nostri amici di Frolix 8”. Ho anche scritto, come è mio solito, una recensione su Ciao.it (ecco il link: http://www.ciao.it/Nostri_amici_da_Frolix_8__Opinione_726266). Devo dire che ancora una volta Dick mi ha piacevolmente sorpreso… Il romanzo ti lascia un po’ di amaro in bocca, ti poni delle domande. Se si vuole lo si può usare anche come metafora del razzismo (o del classismo): nel romanzo, infatti, gli “Uomini Nuovi”, insieme agli “Insoliti”, occupano tutte le posizioni di potere relegando gli Uomini Vecchi a semplici “operai” di classe B. Un breve riassunto della storia – se volete farvi un’idea più precisa leggete la recensione al link sopra… Nick Appleton è un uomo Vecchio. Non ha particolari capacità intellettive (come gli uomini Nuovi, che hanno delle “protuberanze” nel cervello che permettono loro ragionamenti molto più ampi) né è un insolito (un uomo con facoltà precognitive o telepatiche o simili). Spera però per suo figlio Bobby un futuro “alla pari” e per questo lo spinge a dare gli esami per accedere agli incarichi statali. Ma quando il figlio fallisce (perché gli esami sono creati da Uomini Nuovi che, in questo modo, precludono a tutti l’accesso agli incarichi di prestigio) il mondo gli crolla addosso. Quelli che prima erano solo dubbi e voci di corridoio adesso sono certezze, e quello che prima era certezza si è dissolto. Aderisce, un po’ casualmente, un po’ convinto, al movimento dei Cordoniti, Uomini Nascosti che si raccolgono intorno a due speranze: la prima è data da […]

Fumetti, che passione

Questa volta non parlo direttamente di un libro, ma di un personaggio di un fumetto.Si tratta di Paperino; sì, quello della Disney, il nipote di Paperone, zio di Qui, Quo Qua, eterno fidanzato di Paperina ed eterno rivale del cugino Gastone. Ho sempre amato Paperino, o meglio, l’incarnazione di Paperino nella fumettistica italiana. Se agli esordi Paperino era un irascibile ed irrequieto personaggio, tutto l’opposto di Topolino (che era “carino, intelligente, simpatico alla gente”, come lo definisce Finardi), in Italia, e soprattutto dagli anni ’90 in poi, la sua figura si è addolcita fino a diventare il simpatico sfigato di turno… quello a cui va sempre tutto male ma che riesce sempre, in qualche modo, a cavarsela… Insomma, uno stereotipo dell’Italiano medio… Fra le altre cose (prima di passare all’oggetto della recensione) vi voglio proporre un quiz: dove è nato il personaggio di Paperinik? Avete 5 secondi… spiacente: tempo scaduto! Paperinik è nato dai fumettisti italiani, prima come personaggio che si opponeva a Zio Paperone (rendeva giustizia a Paperino), poi come operatore di giustizia (anche interplanetaria, se si legge PK). Veniamo al cuore dell’articolo: mi sono letto alcune stori e di PP8 (Paperino paperotto), il piccolo Paperino, quando stava con Nonna Papera e ne combinava di tutti i colori. Devo riconoscere che l’inventiva su tali storie è veramente grande. Voglio fre veramente i complimenti alla squadra di fumettisti che hanno saputo creare un personaggio agitto ma simpatico, sempre di corsa, con mille idee in testa ed un po’ meno sfortunato del solito. Se vi capita l’occasione e […]

Altri libri recensiti

Sì, lo so, è una vita che non mi faccio sentire. Ho passato alcune settimane di corsa (e dovrò continuare a correre anche nelle prossime settimane: forse ad agosto potrò tirare un po’ di fiato). Nel frattempo, però, ho avuto la possibilità di leggere un po’. Ecco un paio di recensioni fatte su Ciao.it: * “Il cacciatore di aquiloni” è una bella storia, narrata a  metà fra Afganistan e America, a cavallo dell’occupazione russa e del successivo comando dei talebani. E’ la storia di un ragazzo che ha un debito, nel lontano passato, nella sua lontana terra di origine. Un debito quasi sopito ma mai dimenticato. Un debito di vigliaccheria. Ma la vita ci porta sempre – prima o poi – a fare i conti col passato… Il ragazzo – ormai un uomo sposato – dovrà tornare nella sua vecchia patria, dove scoprirà una tragica desolazione…E’ una bella storia, anche se in alcuni punti non scorre molto bene. La parte finale (prima del ritorno in America) è un po’ scontata (si intuiscono a metà racconto alcuni episodi che verranno raccontati dopo una decina di pagine). Ha un bel pregio (almeno per me) descrive un Afganistan in modo abbastanza realistico (almeno per quello che ho potuto vedere).Per saperne di più seguite questo link… * “Tutto il grillo che conta”, invece, è una raccolta di discorsi e monologhi che il comico (Beppe Grillo) ha recitato sui palchi d’Italia negli ultimi anni. Non sto a raccontare il libro: a chi piace Grillo consiglio di comprarlo, agli altri consiglio […]

Il Silmarillion – Lettura completata

Come accennato in un precedente Post ho ripreso in mano il Silmarillion, l’opera di Tolkien che precede il signore degli anelli… Anzi: in realtà in tale affermazione (“precede il Signore degli anelli”) c’è una imprecisione. Il libro “Il Silmarillion” raccoglie una serie di racconti-leggenda che partono dalla nascita del mondo ed arrivano fino alla distruzione dell’anello. Il racconto più corposo (“Quenta Silmarillion – La storia dei Silmaril”) è quello che da il titolo al libro. E’ altrettanto vero che nell’ultimo racconto (“Gli Anelli di Potere e la Terza Età”) la vicenda di Frodo è raccontata in due pagine e si rimanda al racconto più esteso. Sapevo che Tolkien era cristiano, e nel primo racconto c’è una “idea” della creazione secondo me stupenda: tutto nasce come tema musicale. Ma l’arroganza di uno dei più grandi fra i figli di Eru – Iluvatar (il Dio che tutto crea) rovina ed impregna il mondo che sta venendo creato con la cattiveria… Non sto  fare tutto il riassunto del libro… Se siete degli estimatori di Tolkien e vi piacciono le leggende nordiche vi consiglio di leggerlo, assaporando le pagine poche alla volta. Ci sono passaggi pesanti (a me non sono mai piaciuti gli elenchi di casate e nomi… e nel Silmarillion se ne trovano abbastanza). Anche se siete appassionati del Signore degli anelli (senza essere estimatori di Tolkien – anche se è difficile) troverete molti spunti per capire meglio il libro. Per esempio saprete perché le aquile sono sempre a fianco degli uomini nei momenti difficili. Saprete anche da […]

Il Silmarillion e l’origine della terra di mezzo

In questa settimana appena trascorsa mi sono lanciato in una impresa faticosa ma soddisfacente. Ho ripreso in mano (dopo tre anni che era lì a prendere polvere) il Silmarillion, il romanzo di Tolkien (pubblicato dopo al sua morte) che spiega le origini della terra, degli elfi, di tutte le creature che scopriamo nel signore degli anelli, e – soprattutto – l’origine del “male” (Melkor –> Morghot –> Sauron). E per stimolare la lettura mi sono (ri)visto il “Signore degli anelli”. La storia la conoscevo, certo, avendo letto il libro, ma qualcosa dovevo rinfrescarlo. E poi, del film avevo visto solo i primi due episodi e mi mancava “Il ritorno del Re”. Il Silmarillion è pesante: vado avanti mediamente di 4 pagine a giorno. Il linguaggio usato è di livello più alto rispetto al Signore degli anelli, un liguaggio quasi aulico. La partenza (Eru, la creazione degli Aìnur, la visione di Ea – la terra) è tanto meravigliosa quanto aulica.  Però si capisocno molte cose. Vedendo solo il film si capisce che c’è un nemico, Sauron, che sta risorgendo, ma non si capisce bene cosa realmente sia (uno spirito, un dio, un uomo con poteri particolari). Leggendo il Signore degli anelli si capisce qualcosa di più… Ma solo leggendo il Silmarillion si capisce la vera natura del nemico. E si capisce perché gli elfi partono per andare al di là del mare. E si capisce (o almeno abbiamo le idee più chiare) su cosa sono i palantir…  Attualmente sono a metà Silmarillion… spero di completarlo […]

La trilogia dell’eredità: Eragon ed Eldest

A Natale mi hanno regalato un libro: Eragon. L’avevo visto in libreria ma avevo deciso di aspettare a comprarlo (non volevo fosse uno dei soliti fantasy nato sulla scia del successo del Signore degli Anelli). Pochi giorni fa ho comprato (ed ho già divorato) il secondo libro: Eldest. Non vi racconto la storia: vi dico solo che si parla di un ragazzo che è scelto, da una dragonessa, per essere un cavaliere e combattere ingiustizia e malvagità… e riportare la pace nel Regno di Alagaesia (classica storia epica). Ciò che Eragon considera un fuga diventerà un cammino di crescita, anche se intervallato da lutti, battaglie, dolori… e battiti di cuore. Nel secondo libro (Eldest) Eragon si troverà ad essere istruito da un elfo fino ad acquisire molta sicurezza e (dono dei draghi) un nuovo corpo, guarito dalle precedenti infermità (una specie di rinascita). Ma si troverà ad affrontare nemici più grandi e potenti, rischiando quasi di morire… Mi sono ricreduto quando l’ho letto: devo proprio ringraziare la persona che me lo ha regalato. Intendiamoci: non si avvicina all’opera di Tolkien, anzi scopiazza un po’ (non dalla storia, ma dall’ambientazione che Tolkien ha costruito per narrare la storia). Così come prende a piene mani dalla trilogia di Guerre stellari (episodi 4 5 e 6). Però se si pensa che si tratta di un ragazzo di 15 anni, appassionato di fantasy, che ha scritto il libro tutto da solo (aiutato solod ai genitori) lo si apprezza molto. E poi la storia è avvincente e coinvolgente. Ha […]

Calvin and Hobbes

Non sono un estremo amante dei fumetti… ce ne sono però alcuni che mi piacciono molto. Uno di questi e Calvin And Hobbes, poco conosciuto in Italia, anche se attraverso l’editore Comix sono state pubblicate quasi tutte le raccolte americane. Si tratta di un bambino di 6 anni che ne combina di tutti i colori in compagnia della tigre (anzi: “del” tigre) Hobbes. Bill Watterson ha disegnato strisce quotidiane e domenicali per molti giornali americani per 10 anni (escluso due pause “sabbatiche”). Bill è un po’ un estremista dei fumetti: ha tanto lottato che è riuscito ad ottenere la possibilità di disegnare le strip domenicali spezzate come voleva lui, e non squadrate secondo gli schemi di stampa dei giornali. E si è sempre opposto al merchandising dei suoi fumetti… Infatti si vedono pochi “pupazzi” di Calvin o di Hobbes, in Italia non se ne vedono proprio, mentre nell’europa del nord si trova qualcosa (ma non molto). Ho acquistato su Amazon la raccolta completa di Calvin and Hobbes… un vero spettacolo, nonostante le vignette siano in un inglese non molto oxfordiano… Il 90% delle vignette, comunque, sono apparse anche in Italia (ovviamente in italiano) in varie raccolte. Però questa raccolta completa contiene anche qualche piccola chicca, come racconti illustrati che sui giornali non sono mai andati. E ci sono acquerelli che l’autore ha preparato per le copertine delle raccolte… e qualche acquerello in più, mai pubblicato. Ebbene lo ammetto: amo gli acquerelli in genere, perché ritengo che diano una dolcezza ed una morbidezza particolare ai […]

Un mio amico mi ha chiesto di trovargli un libro… Lavorando per un’azienda che si occupa di libri posso ottenere qualche sconto. Ed oggi il libro è arrivato. Si tratta del “Culto delle immagini” di H. Belt. Un libro che tratta dell’importanza delle icone e delle immagini nella cultura, nella religione, nella vita della gente dall’età imperiale al tardo medioevo. Non è il mio genere (è più “adatto” a studiosi ed esperti di storia, arte, iconografia) ma sfogliarlo mi ha messo un po’ di curiosità… Insomma: ha colpito i miei interessi e ve l’ho voluto dire.

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