Tempo fuor di sesto (Phil K. Dick)

Un uomo del futuro che cerca la felicità nel passato, ma trova solo menzogne Ragle Gumm, il personaggio principale di questo splendido racconto di Dick, potrebbe essere un uomo felice. Ha una famiglia con cui vive (la sorella ed il cognato) che gli vogliono bene, dei vicini un po’ entranti ma in fondo simpatici, un nipote (figlio della sorella) vivace ed intelligente e si guadagna da vivere grazie ad un concorso a premi del giornale locale, concorso che vince costantemente. Ma non è felice, perché sente che manca qualcosa. Certo, potrebbe essere l’assenza di una moglie a renderlo insoddisfatto, ma secondo lui c’è qualcosa di più. Secondo lui il “tempo è fuor di sesto” (battuta tratta dall’amleto di Shakespire): c’è qualcosa che non quadra. Sembra un mondo troppo perfetto… Si insinuano i primi dubbi… Ragle pensa che si tratti di un qualcosa costruito apposta per lui, ma non riesce a rendersene conto. Potrebbe essere, diremmo noi, come il “Truman show”: la vita del protagonista sempre sotto i riflettori, in pasto a milioni di spettatori. Ma non è il caso di Ragle Gumm. Finché non succedono alcune cose: il nipote trova alcuni frammenti di scritte presso le vecchie rovine: Ragle va a controllare (sempre più insospettito) e vi trova un elenco telefonico ed una rivista che non quadrano con gli anni in cui stanno vivendo (immediato dopoguerra). Decide di fuggire una prima volta: riesce quasi a raggiungere una zona secondo lui non controllata, ma all’ultimo momento, dopo aver scoperto la sua immagine sul […]

Lavoratori di tutto il mondo, ridete (Moni Ovadia)

La storia dell’URSS raccontata a forza di storielle… Ho iniziato a conoscere Moni Ovadia da poco, e mi ha subito attirato con una certa simpatia. Ed ecco che ho comprato il suo ultimo libro: “Lavoratori di tutto il mondo, ridete”. Cosa racconta l’autore, ebreo di origine ungherese, in questo libro? In pratica fa un excursus sulla URSS dai primi esordi fino alla situazione attuale (o meglio: alla dissoluzione della URSS e alla rinascita di Russia e paesi limitrofi). Lo fa in due modi. Apre ogni capitolo raccontando un personaggio “fondamentale” o un elemento culturale del socialismo sovietico e lo accompagna, nella seconda parte, con storielle, motti, prese in giro raccolte in qua e là fra il popolo russo e dei Paesi limitrofi. Accompagna, cioè, ogni personaggio / situazione con le storielle che lo sdrammatizzavano. Per dare un’idea dei personaggi “trattati” si parte da Lenin, Stalin per arrivare a Breznev, Andropov, Cernenko e Elcin. E fra gli argomenti trattati si parla di ebrei russi, di alcolismo, di “disinformazione”, di KGB e tanto altro… L’idea mi sembra molto simpatica, anche perché le “storielle” sono uno dei fondamenti che ti fa conoscere più a fondo un popolo. E forse l’essere ebraico (popolo fra i più auto ironici) aiuta Moni a fare critica anche dei personaggi e delle situazioni che racconta, ed anche un po’ di autocritica sull’utopia sovietica e sul comunismo, di cui Moni è un fervente assertore. Ma non mi interessa, in questo post, appoggiare o criticare la visione politica di Ovadia, espressa chiaramente nell’introduzione. […]

La legge del bar e altre comiche (Francesco Guccini)

Storie di vita da bar del Guccini cantautore… Mi sono già imbattuto (e mi sono innamorato) di un cantante-scrittore: Vecchioni. Ma in quel caso si tratta di un professore di scuola superiore che fa “anche” il cantante. Anche del Guccini avevo sentito dire bene come scrittore, ma ancora non avevo “sperimentato”. E così mi è capitato di trovare il libricino che da il titolo al post fra gli scaffali di una libreria. Quello che mi ha subito colpito è la copertina: Andrea Pazienza ha disegnato una caricatura di Francesco-sceriffo dalla faccia sfigata circondato da loschi figuri. L’immagine, come altre contenute nel libro, sono omaggi di vari personaggi (fra cui, ad esempio, anche Altan e Bonvi). Cosa ci racconta Guccini? Le storie sono aneddoti, racconti, esperienze di vita vissuta quasi tutte autobiografiche. E lo fa con quello stile che caratterizza anche le sue canzoni, tanto che mentre leggi ti sembra di sentire la sua voce sorniona sottolineare le righe che si stanno leggendo. Già la premessa di Guido de Maria ti carica di allegria, ma appena si arriva alla prima storia (il farfa sgalbedrato) – o, comunque, mentre si prosegue con la lettura di altri racconti – si rischia di sbellicarsi dalle risate. Per invogliarvi vi racconto solo la storia del “farfa”, anche perché ho riconosciuto in essa alcune delle dinamiche “da bar” (o meglio, da circolino) di quando, ragazzino, ammiravo gli “anziani” del paese giocare a carte. Capita, in tutti i bar del mondo, che amici si ritrovino per giocare a carte. E […]

Manoscritto trovato a Saragozza (Jan Potocki)

Tante storie che si intrecciano per diventare la storia di un uomo Finalmente ho finito di leggere questa opera di Potocki. E forse ho capito cosa mi rallentava tanto: il fatto di aver comprato l’edizione integrale mi induceva, per ogni giornata, a leggere anche le varianti dell’autore. A metà libro, però, ho deciso di leggere la versione base e ricorrere alle note solo quando mi incuriosivano o era necessario. Sì perché l’edizione integrale, curata da René Raddrizzani, riporta per ogni “giornata” (ogni  capitolo) le varie differenze trovate su altri manoscritti o versioni del racconto. In alcuni casi (fortunatamente pochi) intere sezioni del racconto sono state scambiate fra più giornate col risultato che, se si legge la versione alternativa, si torna ndietro o si va avanti di molte giornate, e ci si capisce ancora meno. Ma veniamo alla storia (senza svelare nessun “segreto dei Gomelez” né il finale). Di per se la storia è molto semplice: un giovane di buona famiglia (di sangue Gomelez da parte di madre) viene inviato in Spagna per seguire le orme del padre e diventare guardia Vallona. Decide di prendere la strada più “brutta” (ma anche la più corta), lungo una vallata che si dice infestata di spiriti, e da quel momento iniziano ad accadergli cose molto strane. Inizialmente incontra – in modo alquanto misterioso – 2 ragazze che dicono di essere sue cugine, sempre dal lato Gomelez ma di fede musulmana (mentre il cavaliere è di fede cristiana). Lui non crede molto alle faccende di spiriti, ma […]

Ciclo della “Guida galattica per autostoppisti” (Douglas Adams)

Un uomo che perde la casa ed il pianeta dove vive, ma riesce a viaggiare in tutto l’universo. Iniziamo subito col dire che i libri che io faccio rientrare nel “ciclo” della “guida galattica” sono 4 (elencati in ordine cronologico): “Guida galattica per autostoppisti”, “Ristorante al termine dell’universo”, “La vita, l’Universo e tutto quanto” e “Addio, e grazie per tutto il pesce”. Esiste un quinto libro, “Il salmone del dubbio” che a volte viene fatto rientrare nel ciclo, ma che io non ho letto. Inoltre – secondo me – la storia si “chiude” bene col quarto libro… Se, però, mi verrà voglia di leggere anche il “Salmone” allora ve ne renderò conto. Fra i 4, però, solo il primo e l’ultimo li considero “vicini” sia per stile che per il filo della storia. “Addio, e grazie per tutto il pesce” porta ad una bella chiusura della vita di Arthur Dent, ed anche se ci sono richiami agli altri 2 romanzi il primo e l’ultimo posso essere letti a sé stanti. Lo stile, soprattutto gli elementi surreali che Adams include in tutti i libri, sembrano un po’ forzatamente esagerati nel secondo e nel terzo libro, mentre nel primo e nel quarto fanno da cornice alla storia, sollevando un po’ il lettore dalle “verità” che l’autore racconta nei suoi romanzi. Quali sono queste “verità” così scomode? Per indicarle devo raccontarvi la storia del libro. Non un riassunto, ma le cause per cui arriveremo (anzi, partiremo) alla distruione della terra, o perché essa sia stata creata da abili artigiani costruttori di pianeti. Chi, […]

La filosofia in quarantadue favole (Ermanno Bencivenga)

42 “favole” per accedere in modo semplice alla filosofia I temi della filosofia hanno sempre stuzzicato la mia curiosità ma, da buon “pragmatico” (e un po’ pigro) non ho mai preso il coraggio di addentrarmi in questa materia. Una prima occasione me l’ha offerta questo libricino (dato che il formato delle pagine è minore di un A5) di Ermanno Bencivenga, professore di filosofia all’università di California (Irvine) e – a quanto leggo nel retro di copertina – esperto e comunicatore di filosofia. A parte le doti del professore… cosa mi aspettavo da questo libro? Non certo di capire secoli di cammino e riflessioni fatte dagli uomini… diciamo che mi sarebbe piaciuto approfondire qualche domanda di quelle più antiche e vederla sviluppata (nella sua essenza, ovviamente) attraverso un semplice racconto. Insomma: ad ogni “domanda” un breve racconto dalla cui “morale” potevo intuire le risposte che avevano dato gli uomini… Invece, la prima mancanza che ho sentito, è stata proprio l’assenza di quelle domande di cui la “storiella” cercava di proporre una risposta (seppur minimale, ma sempre frutto delle riflessioni di molti uomini del passato). Insomma: il libretto mi sembra un insieme di favole, storielle, con una qualche morale, che mi ha comunque arricchito, ma non mi ha introdotto a quel mondo che io mi aspettavo di incontrare. Non posso certo dire che mi dispiace di aver acquistato il libro (anche se preferirei un prezzo intorno ai 5 euro invece degli 8,40 di copertina). Come dice il titolo il libro è composto da […]

Il principe e il pollo (Moni Ovadia)

Da un racconto del rabbi Nachman di Bratslav con le illustrazioni di Emiliano Ponzi Confesso: Moni Ovadia è un personaggio che mi affascina… uno di quelli che prendo come spunto per capire – nel suo caso – l’ebreo di oggi. Già da tempo lo sentivo nominare in qua e là, finché una sera l’ho visto in TV, a “Parla con me” (il programma di Serena Dandini). E mi sono deciso a conoscerlo (letterariamente) meglio. Ovviamente, fra i vari discorsi fatti con la Dandini e Vergassola,  presentava anche il suo ultimo libro (che non è quello di questo post). Il giorno dopo mi sono messo a cercare le opere da lui scritte e – fra esse – mi ha colpito il titolo di questa favola. Ho fatto, quindi, un “acquisto” di massa (alcuni titoli mi devono ancora arrivare) fra cui c’era questa favola. La favola è semplice: un principe, un giorno in cui a castello c’erano vari invitati, si spoglia nudo e si mette sotto al tavolo a becchettar ele briciole. E’ diventato un “pollo”. Disperazione del Re, mentre saggi e medici di corte si arrabattano sul principe senza venire a capo della faccenda. Un giorno passa un vecchio saggio da quelle parti, viene a conoscenza della cosa e si propone per risolvere il tutto. Il Re non aveva ormai speranza, ma tanto vale tentare… Il saggio si spoglia e si mette a fare il pollo anche lui… il giovane principe si stupisce e piano piano entra in contatto col saggio. E giorno dopo […]

La torta in cielo (Gianni Rodari, con illustrazioni di Francesco Altan)

Come i bambini, spesso, hanno più saggezza dei grandi… Immaginate che una bella mattina uno strano oggetto rotondo, molto grande, immneso, inizi ad oscurare il cielo sopra la vostra cittadina. UFO? Certamente, se si rimane al significato letterale (oggetto volante non identificato). Le autorità, dopo un primo momento in cui credevano di essere prese in giro si organizzano e lo definiscono proprio come un oggetto volante non identificato. E, come sempre, è il “non identificato” che fa paura ai grandi… Alieni che vogliono conquistare la terra? Oppure che vogliono distruggere? Allora che fare, attaccare per primi? Aspettare? Mentre le autorità misurano, controllano, pensano e si scervellano, due bambini stanno guardando intensamente l’oggetto. Anzi: un pezzo dell’oggetto è caduto sulla loro terrazza e, cosa assai strana quanto piacevole, è un grosso pezzo di cioccolato squisitissimo. “E’ una torta” grida la bambina più piccola… Bhe, senza farla troppo lunga (altrimenti rischio di scrivere nuovamente la storia) si tratta proprio di una torta gigante, immensa, piena di pistacchio, crema, gelato, torrone, cioccolato e tutte le leccornie possibili e immaginabili. E saranno proprio i due bambini ad accorgersene, intrufolandosi oltre il controllo militare ed entrando nella torta. E conosceranno l’inventore della torta: uno scenziato che parla un linguaggio strano, ma che conosce l’italiano. Uno scenziato a cui era stato chiesto di creare una bomba atomica con fungo radiottivo riutilizzabile più volte (perché purtroppo le attuali bombe atomiche sono tutte “usa e getta” – che spreco!!!). Ma un pasticcino, caduto nella bomba prima dell’inaugurazione, ha creato un pasticcio, anzi, […]

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