La casta (Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella)

“così i politici italiani sono diventati intoccabili” Ebbene sì, mi sono fatto coinvolgere anche io dal fenomeno “casta”. Comprato più di tre mesi fa, ho letto questo libro con molta calma, facendo passare avanti, spesso, altri libri. Capite già che non mi è piaciuto molto, almeno a livello letterale. E’ molto più vicino ad un articolo (o una serie di articoli) di giornale, a delle inchieste, piuttosto che a un libro. Ma questo ha influito in minima parte. Quello che me lo ha reso poco digeribile sono tutti i numeri riportati nei vari capitoli… Penso molti sapranno già di cosa parla, quindi riassumo in breve per i pochi che ignorano l’argomento. Si tratta di una serie di analisi (scritte, appunto, con uno stile giornalistico) sull’attuale situazione dell’amministrazione pubblica italiana. E con particolare riguardo a quelle situazioni contraddittorie, di spreco, di sete di potere. Questo libro, il blog di Beppe Grillo, altri libri ed indagini giornalistiche, il “vecchio” Report di Rai tre (vecchio perché da anni affronta gli stessi argomenti): sono alcuni dei tanti esempi del fenomeno “casta” esploso quest’estate (e nominato dal libro stesso). Perché parlo di esplosione? Considerate che da anni Report propone temi simili, con inchieste serie, affrontate bene e da più punti di vista. Ma solo questa estate  e, sospetto, grazie alla combinazione Beppe Grillo / “La Casta” – la popolazione italiana ha iniziato a smuoversi ed indignarsi verso certi atteggiamenti di politici e politicanti. Torniamo all’inizio: perché non mi è piaciuto questo libro? Uno dei fattori principali è l’alto numero di cifre riportate. So […]

Gioco e teoria del duende (Federico Garcia Lorca)

Un libro che ha “duende” In origine il “duende” era uno di quei “folletti” – diavoletti? – che abitavano – infestavano? – la casa. Era, in entrambi i casi, qualcosa che animava l’abitazione. Finché non è diventato quello spirito che anima i poeti, i cantanti, i ballerini e gli artisti in generale. Garcia Lorca  ne fa addirittura argomento di conferenza, parlandone a il 20 ottobre 2003 a Buonos Aires, nel salone della Sociedad de los Amigos del Arte. Ed il ibro che da il titolo a questo post è proprio la trascrizione di quell’intervento. Più che un libro – lo confesso – si tratta di un libricino che si legge velocemente: sono poco più di 50 pagine, di cui 24 ospitano l’intervento di Lorca, e le altre sono occupate da postfazione (di Enrico di Pastena), titoli, indici, note al testo, … Per spiegarvi il libro devo prenderla un po’ larga: il popolo spagnolo è uno di quei popoli che mi affascina e incuriosisce. Non conosco molti “spagnoli” – e per fortuna, perché mi avrebbero già linciato. Non si tratta di “spagnoli” (termine troppo generico) ma di andalusi, catalani, castigliani e tutti gli altri gruppi etnici che in questo momento non mi vengono in mente. Non conosco – dicevo – molti abitanti della penisola iberica, ma mi hanno sempre affascinato: per il loro calore, il contrasto fra vitalità e forza delle loro passioni  e pigrizia e indolenza del loro carattere, l’orgoglio sempre forte ma raramente eccesivo. Ho trovato, tempo fa, una recensione su questo libro che spiegava, appunto, come […]

Il libro degli errori (Gianni Rodari)

Giocare con gli errori per costruire storie nuove Gianni Rodari, prolifico autore di favole e testi per ragazzi (e buon conoscitore della lingua italiana) si è divertito in questo libro a trasformare gli errori di scolari – ed adulti – in tante storielle simpatiche ed allegre. Lo scopo non è solo l’allegria, ma anche insegnare una corretta grammatica, e se lo si fa con simpatia forse la lezione rimane più in mente. E così vediamo il professor Grammaticus che, a giro per l’Italia, si imbatte in errori tipici di dialetti locali (come l’abitudine, al nord, di lesinare sulle doppie e quella, al sud, di usarne troppe) e in grossolani sbagli. Oppure possiamo scoprire che i fiorentini, ghiottissimi di “c”, trasformano il “cane” in “ane”. Oppure sapremo che un ponte è crollato perché qualcuno aveva rubato la “r” al “cemento armato”: diventato “cemento amato” non riusciva più a sostenere il peso del ponte. Un bel libricino, impreziosito dalle illustrazioni di Altan, che farebbe la sua bella figura nella biblioteca dei ragazzi, specialmente adesso che ricomincia la scuola. Anzi: perché invece della fiaba della buona notte non raccontate, una per sera, queste storielle ai vostri ragazzi?

L’italiano : lezioni semiserie (Beppe Severgnini)

Lezioni di italiano per tutti Forse sono fortunato ad essere nato in toscana, vicino Firenze. Non si tratta solo del paesaggio, del carattere schietto e sincero dei toscani, ma anche della lingua. Petrarca, Boccaccio, Dante (e tanti altri scrittori) hanno reso famoso quello che poi è diventato il germe della lingua italiana attuale. Ripeto: forse sono stato fortunato a nascere in toscana, dove ‘italiano è parlato con una certa naturalezza (sì, facciamo anche noi errori, ma siamo meno propensi agli sfondoni). Riflettevo su questo leggendo l’ultima fatica del buon Beppe Severgnini, autore che ammiro e stimo sia per lo stile di scrittura che per l’ironia e la leggerezza con cui tratta argomenti anche spinosi. Con queste lezioni semiserie di italiano ci fa capire quante cavolate a volte scriviamo o diciamo, con quanti sfondoni infarciamo i nostri discorsi. Tutto ruota intorno al primo consiglio, troppo spesso dato per scontato: avere qualcosa da dire. Da questo derivano tutta una serie di corollari: dirlo bene, con semplicità; se lo scrivo: rileggerlo prima di pubblicarlo o spedirlo via email o posta. Grazie alle indicazioni di Beppe ho conosciuto anche errori che a volte faccio senza accorgermene. E so che si possono correggere: ci vorrà un po’ (tempo, pratica) ma l’importante è iniziare ad impegnarsi. Mi capita di sentire spesso persone che si esprimono in modo troppo complesso, troppo arzigogolato, oppure senza esprimere chiaramente quello che vorrebbero dire – a volte mi chiedo se abbiano veramente qualcosa da dire. Mi sta rimuginando per la testa un’idea […]

Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde)

Storia di un giovane che vuol rimanere giovane ma poi scopre che il prezzo è troppo alto… Eh sì… devo dire che mi sono imbattuto in un Classico, proprio di quelli con la “C” maiuscola. Un grande Oscar Wilde, in un romanzo “decadente”, con i suoi aforismi ed il suo stile di scrittura che lo ha reso quello che è. La storia è semplice: un giovane diventa ispirazione per un pittore. Un ritratto del giovane diventa l’opera più importante per il pittore, e l’opera forse meglio riuscita. Il pittore vede nel giovane quasi un mito greco in fatto a bellezza. Un nobile, amico del pittore, conosce il giovane e lo introduce al mondo (lo istruisce, gli fa da mentore, lo ammalia con il suo parlare e lo ubriaca delle sue opinioni). Dorian Gray (è questo il nome del giovane) si sente tanto attratto dalla sua condizione di bellezza che non vuol separarsene. Una sua preghiera (cioè che il quadro subisse l’invecchiamento al posto suo) detta in un momento di enfasi diventa realtà. E da quel momento tocca al quadro subire tutte le ingiurie degli anni, ma soprattutto l’abbrutimento dovuto al comportamento del giovane. Si innamora di una attrice (o meglio: delle parti che l’attrice recita), ma poi rimprovera così duramente una sciocchezza della fidanzata che questa si uccide. Ed è proprio da questo evento che comincia la degradazione del quadro e, in contemporanea, della coscenza di Dorian Gray.  Passano gli anni: il giovane è sempre, esternamente, giovane. Sembra sempre un ragazzo di diciotto anni, […]

Noi marziani (Phil K. Dick)

Storie dell’altro mondo… Come dicevo in passati post Phil Dick mi affascina sempre più. Sarà per la sua capacità di far “empatizzare” il lettore con il protagonista, o forse per la forza con cui racconta il carattere dei personaggi, le loro angosce, le loro debolezze, i loro desideri. Il suolo marziano, su cui è ambientato il romanzo, è solo una scusa per indagare nell’animo schizofrenico dei protagonisti: l’aggiustatutto Jack Bohen (forse in fuga da una Terra troppo “affollata” e in cerca di minor “contatot fisico”) e l’autistico Manfred, le cui paure si perdono in un lontano futuro… Tutta la vicenda si svolge intorno a Manfred, un ragazzo autistico. Si ipotizza (ricordiamoci che il romanzo è stato scritto fra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70) che l’autismo sia una malattia che ha a che fare con lo scorrere del tempo per i soggetti affetti da tale malattia. Si pensa che rallentando adeguatamente lo scorrere della vita ordinaria il soggetto autistico riesca ad interagire con essa. Oppure accelerandola… Fatto sta che l’affarista Arnie Kott vorrebbe sfruttare le presunte doti di Manfred per accrescere il tuo potere: se potesse – attraverso Manfred – vedere nel futuro diverrebbe l’uomo più importante della colonia marziana. Ma nel futuro di Manfred c’è solo dolore, “putrio”, come dice continuamente lui, come scopriranno Jack e Arnie. Quali orribili visioni sconvolgono la mente di Manfred? Cosa lo porta ad isolarsi in tal modo dal mondo? Sarà veramente il futuro? E quanto nel futuro? Lo scopre, a […]

Un pensiero abbagliante – Niels Bohr e la fisica dei quanti (Graphic Novel by Jim Ottaviani, Leland Purvis)

La storia di Niels Bohr raccontata a fumetti. Avete presenti le teorie di relatività di Einstein, il principio di indeterminabilità di Heisenberg e tutta quella serie di cose della fisica moderna – soprattutto quantistica – che di solito resta un po’ indigesta a chi non è del settore? Ebbene: questo “fumetto” (o “romanzo grafico”, stando alle indicazioni sulla copertina) ripercorre molte di queste scoperte raccontando la vita di uno dei principali attori della scena scentifica di quel tempo: il fisico Niels Bohr. Si tratta di un trattato scentifico? No, assolutamente no, anche se parla di scienza e cerca di introdurre alcune teorie fisiche con un linguaggio “fresco” e leggero. Allora è un fumetto? Neppure, o almeno non nel senso più stretto, perché pur usando la tecnica dei fumetti non si limita ad una “storiella”. Credo la definizione migliore sia proprio “graphic novel”, così come è riportato in copertina. La storia è quella di Niels Bohr, fisico e matematico Danese, che ha contribuito ad elaborare le prime teorie sia sulla forma dell’atomo, sia sulla meccanica quantistica. Vengono raccontati, specialmente sulla quantistica, i “battibecchi” scentifici fra Bohr ed Einstein. Ma non sto a raccontarvi la storia di Bohr: se siete curiosi potete leggere questo articolo di wikipedia (o comprarvi il libro – o fare entrambe le cose…): http://it.wikipedia.org/wiki/Niels_Bohr Insomma: un “libro” leggero, molto gradevole alla lettura ma anche preciso nei fatti storici. A chi consiglio di leggerlo? A chi è appassionato di scenza ma non è un fisico né un matematico; ed anche a chi è […]

Mafalda – se fosse per me farei la pace (Quino)

Mi è capitato poche volte, come potrete vedere dai post vecchi, di scrivere qualcosa sui fumetti. Non perché non mi piacciano, ma perché raramente acquisto volumi o raccolte (non me la sento di scrivere qualcosa sui settimanali / mensili, preferisco mettermi a scrivere in occasioni particolari). Veniamo al fumetto: conoscevo Mafalda da tempo, ma solo per singole vignette o piccole strip trovate qua e là. Ho deciso di approfondire la conoscenza e quindi mi sono comprato la raccolta indicata nel titolo del post ed edita da Fabbri Editore già nel 2004… C’è qualcosa di particolare da dire sulla raccolta? No, non credo, escluso il fatto che è suddivisa in temi (“mondo malato”, per citare il primo tema). Mi ha fatto piacere trovare sia una mini-biografia di Quino, l’autore, che di Mafalda stessa – in forma di domanda e risposta. Vi chiederete: e come è andato l’incontro con Mafalda? Affascinante. Amo la spontaneità e l’irriverenza dei bambini e Mafalda fa di questi atteggiamenti un’arte (starebbe bene con Calvin & Hobbes di Bill Watterson). Quino è bravissimo a cogliere attimi e atteggiamenti dei grandi e a riportarli all’essenza – facendo notare le assurdità di cui spesso noi non ci accorgiamo. Insomma, una bella esperienza che probabilmente prolungherò acquistando altre raccolte. E un consiglio di lettura per tutti voi: quando vi capita di trovare un volume di fumetti di Mafalda, prendetelo in mano, iniziate  aleggerlo… e non potrete fare a meno di comprarlo, portarlo a casa e usarlo come specchio per riflettere qualche vostro piccolo […]

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