Il borghese Pellegrino (Marco Malvaldi)

In questa estate di ripresa (personale, della lettura) non potevo certo mancare all’appuntamento con uno dei miei autori preferiti, e con un personaggio a cui mi sto affezionando sempre più: Pellegrino Artusi. Romanzo storico, quindi, perché parla di personaggi realmente vissuti implicati in vicende che potevano esser accadute: molti riferimenti sono reali, come spiega Malvaldi a fine libro, anche se le parole e le azioni rimangono una invenzione. In fondo, come detto, si tratta di un romanzo, seppur con basi storiche. Prima di iniziare a parlare del libro un piccolo cordiale rimprovero all’autore, che quando dice: Molte delle cose inverosimili che hai letto, cara lettrice, sono vere. (p. 296) sembra dimenticarsi di noi maschietti. Lo ammetto, saremo sicuramente meno presenti delle colleghe lettrici, anche meno arguti, a volte. Ma ci siamo, Marco, non ci dimenticare. E poi un grazie a Samantha, che ha riportato Malvaldi nella giusta direzione regalando a noi il piacere di una lettura al tempo stesso leggera ma anche istruttiva, divertente e anche precisa, piena di curiosità e anche di ilarità: Ho esposto l’idea a Samantha, la quale dopo ampio e approfondito ragionamento mi ha risposto “Che palle!” (p. 275) Marco, mi raccomando, continua ad ascoltare i consigli di Samantha. Ma parliamo del romanzo che Malvaldi ci regala (oddio: 14 eur non è proprio un regalo, ma rientra nella fascia di prezzo di opere del genere, senza dimenticare che le opere pubblicate da Sellerio, mediamente, hanno una qualità – sia letteraria, sia di materiali – molto alta). […]

Leonardo vs Leonardo

Nel 2019 si festeggiavano i 500 anni dalla sua morte. Ed ogni giorno che si aggiunge a questa cifra porta ancora e costantemente lustro a questo personaggio. Già poco dopo la sua morte veniva elogiato il suo talento come espressione di ricchezza di doni divini. Un uomo che sembra abbia inventato di tutto, un pittore la cui precisione era presa ad esempio da altri maestri del campo. Stiamo parlando di Leonardo da Vinci, e la domanda principale che ci guiderà in questo post è “Chi era veramente?” Ci aiuteranno due autori che io ammiro ed apprezzo molto. Quasi contemporaneamente sono usciti due libri, con due tagli diversi, sul celebre personaggio, tanto che inizialmente non sapevo da quale iniziare: “Leonardo : il romanzo di un genio ribelle” di Massimo Polidoro https://www.amazon.it/Leonardo-romanzo-ribelle-Massimo-Polidoro/dp/8856668157 “La misura dell’uomo” di Marco Malvaldi https://www.amazon.it/misura-delluomo-Marco-Malvaldi/dp/8809893239 Prima parliamo dei due romanzi, poi – in conclusione – farò alcune mie personali considerazioni sul genio di Vinci Leonardo : il romanzo di un genio ribelle (Massimo Polidoro) Nella lettura, ho deciso di iniziare da Massimo Polidoro, uno degli esperti di Leonardo da Vinci, soprattutto del suo periodo milanese. Massimo ha optato per una “biografia” del genio “curata” dal suo allievo più caro, Francesco Melzi. “Finta” biografia: è Polidoro che usa l’artificio letterario del racconto ritrovato (come il Manzoni e il Potocky, e tanti altri, prima di lui) per narrare come, con gli occhi del Melzi (e l’esperienza sull’argomento) vede il maestro. Lo spiega Massimo stesso: l’ha scritta cercando di interpretare al […]

Racconti Fantastici (Tarchetti)

Recensione (breve) di https://it.wikisource.org/wiki/Racconti_fantastici_(Tarchetti) Fra le varie notizie che leggo ci sono anche i cinguettii di Query On Line, testata elettronica che fa capo al Cicap, e che ogni tanto propone letture che mi incuriosiscono. E’ il caso di un twit di un paio di giorni fa, che presenta un autore a me sconosciuto (Igino Ugo Tarchetti) che scopro aver scritto alcuni racconti dell’insolito in un periodo assai lontano (questo “Racconti Fantastici”, una raccolta di racconti, è del 1869). La cosa ancor più carina è che i racconti sono disponibili gratuitamente su WikiSource (una “libreria” on line, libera), e quindi ne ho approfittato per leggerli. Sì, al plurale, perché – partito dal racconto indicato da Query – mi son voluto leggere tutti e 5 i racconti presenti nella raccolta (bastano 3 ore per farlo). Il primo pensiero è andato ai Racconti di Poe: l’autore è di poco successivo a Poe ed è probabile che lo abbia “conosciuto” (letteralmente parlando). L’opera citata in questo post è del 1869, mentre i racconti del terrore di Poe sono degli anni ’30 (del 1800). A proposito: ecco la sezione gratuita di Poe su WikiSource. Capisco, quindi, che Tarchetti possa aver letto qualcosa di Poe e si sia fatto ispirare per i suoi racconti fantastici. Due parole sui singoli racconti che, come dicevo sopra, sono veloci da leggere. Tutti, tranne forse “La lettera U” iniziano con una digressione sul tema che verrà affrontato, in molti casi di tipo scettico “ma…” (non ci credevo, ma ho […]

Super Sturmtruppen (Bonvi)

Con le Sturmtruppen – secondo me – sono necessarie ben tre “R”: Risate, Relax, Riflessione! Risate perché le avventure di questi pazzi soldati sono genialmente esilaranti (avvertenza: non leggere quando è notte fonda, col rischio di svegliare, a suon di risate, i vicini). Relax perché, dopo aver letto un po’ di strisce, ti senti meglio, più rilassato e in pace col mondo. Riflessione perché queste strisce sono nate come presa in giro dell’assurdità della guerra e di tutto quanto è collegato (con particolare attenzione alla de-umanizzazione del soldato, al rapporto fra superiori ed inferiori, all’assurdità nel seguire ciecamente il regolamento…). Se posso raccontarvi una cosa personale, alcuni elementi delle Sturmtruppen li ho ritrovati nella “naja”. Ho fatto il servizio di leva (quando era ancora obbligatorio) nel 1994 e devo dire che, per certi aspetti, è stato una bella esperienza (nuove amicizie, girato un po’ di italia, imparato cose a cui mai avrei pensato). Però ci sono alcune piccole cose (alcuni superiori, alcuni regolamenti, alcuni modi di fare) che sono pari pari come vengono descritti nelle Sturmtruppen: assurdi e senza senso. Non sto a dilungarmi su questo volume: è tutto da godere, pagina per pagina. Ci trovate oltre 1200 strisce (come è ben evidenziato anche in copertina 🙂 ) con alcune tavole “speciali”, qualche storia lunga e la nascita e la vita di “blob”, un personaggio nato sul campo di battaglia (anzi, in verità, nella discarica) delle Sturmtruppen e che poi ha preso vita a sé. Vi confesso anche, subito, che […]

Il segreto di Colombo (Massimo Polidoro)

Se vi piacciono le avventure per ragazzi, questo è un buon libro: la struttura di base è la classica caccia al tesoro, ma il contorno (tre ragazzi tanto vari quanto complementari, un’isola che non esiste, le spiagge tropicali, ed un personaggio misterioso) ne fanno un opera interessante ed avvincente, leggera quanto basta per l’età consigliata (6-10 anni) ma assolutamente intrigante. A me piacciono questi libri, anche se sono giusto un tantino fuori fascia. Proprio appena appena 🙂 La scusa per comprarli è che devo creare una buona biblioteca di lettura per quando mia figlia sarà grande (ma in segreto li leggo io, perché li adoro). Comunque, venendo alla storia, ci sono tre ragazzi (Viola, conosciuta alla scoperta de “Il tesoro di Leonardo“, dello stesso autore, e due fratelli suoi amici) che si trovano in vacanza alle Bahamas con le madri. Daniel, uno dei ragazzi, è appassionato di mappe antiche e conosce quasi tutto di Colombo, tanto da aver acquistato, tempo prima, da un rigattiere, una mappa dell’Isla Perdita che si dice disegnata proprio dal navigatore per tener traccia di un segreto. Non che il ragazzo abbia dato molto credito, all’epoca, al rigattiere, ma via via che la osserva scopre dettagli che fanno sembrare la mappa sempre più autentica. Un isola che nessuno ha mai visto, può esistere? Nessun marinaio ci è mai giunto, a parte Colombo e i suoi che la esplorarono? Chissà… intanto i ragazzi, dalla loro spiaggia, intravedono in lontananza un’ombra che assomiglia ad un isola sempre coperta […]

Un salto a Pisa per cercare Un Centro in Scozia

Sabato scorso, il 16 febbraio, ho avuto l’onore di partecipare, a Pisa, alla presentazione del libro Un Centro in Scozia, di cui ho parlato in un altro post. Conoscere l’autore di un libro che hai apprezzato è sempre bello, ma in questo caso è stato veramente speciale. Per tre motivi. (1) Ho conosciuto DUE autori (vabbè, pignoli: sono co-autori, ma son sempre due) al “prezzo” di uno 😉 (2) Ho scoperto una libreria gioiellino: piccola e accogliente, ma anche ben fornita. Peccato che la userò poco, essendo lei a Pisa ed io a Firenze 😮 (3) Ho avuto una parte attiva nella presentazione 🙂 Max e Mauri, gli autori di “Un Centro in Scozia”, appena li conosci di persona ti appaiono uguali a quelli che scopri nel libro: grandi amici, simpatici, scherzosi, allegri ed un pizzico pazzerelli (più Mauri che Max, direi). In qualsiasi occasione li avessi conosciuti sarei stato felice, ma questa è stata speciale. La presentazione si svolgeva a Pisa, alla libreria l’Orsa Minore. Son rimasto sorpreso da questa libreria perché nonostante appaia piccola, è ben fornita di materiale di (quasi) tutte le parti del mondo. Senza contare poi la simpatia del proprietario, che ci ha accolti come fossimo a casa sua. Non ho partecipato a molte presentazioni di libri, credo questa sia la terza. L’ho trovata diversa rispetto alle altre due esperienze: Max e Mauri ci hanno letto dei brani dal libro introducendoli, con essenzialità, dal punto di vista geografico (avevano con loro una mappa della Scozia) […]

Un centro in Scozia : in viaggio con i cacciatori di attimi (Maurizio Barilli & Massimiliano Zerbini)

Dopo il loro primo libro, Filo di Scozia, Max e Mauri stavolta ci portano alla ricerca di Un Centro in Scozia, senza però farci mancare location cinematografiche, panorami mozzafiato e nuove conoscenze. Dove sarà questo “Centro” che cercano? Quanto è difficile raggiungerlo? E che sorprese riserverà? Sarà un luogo mistico o magico dove poter scoprire il vero spirito Scozzese (e non mi riferisco al whisky)? Oppure un luogo dove vivere appieno quel carattere dolce e forte, accogliente e rustico degli scozzesi? E’ proprio grazie a “Filo di Scozia” che ho conosciuto Max e Mauri, gli autori e protagonisti di questi viaggi in Scozia. Il loro libro mi era piaciuto e mi sembrava giusto farglielo sapere, tanto più che il loro editore aveva pubblicato i loro indirizzi mail. Così mandai loro un messaggio linkando la mia recensione al loro libro, e loro furono contenti di averla ricevuta. Gentilissimi mi riscrissero, risposero ad alcune mie domande permettendomi di integrare la recensione, e tutt’ora ci sentiamo. E infatti sono stati loro ad avvisarmi della loro nuova fatica editoriale, quella di cui parliamo oggi. Ma, per chi ancora non li conosce, iniziamo a descriverli e a presentare il libro. Filmakers per passione, cinefili accaniti, amanti della buona musica, e, ho scoperto di recente, di vini e birre, decisero qualche anno fa di fare il loro primo viaggio in Scozia prendendo, come tema comune dei luoghi da visitare, le location cinematografiche. Viaggiando fra i set di vari film la loro amicizia maturava: sono amici di […]

Pulvis et umbra (Antonio Manzini)

Già detto che Manzini mi ha sorpreso? Conosciuto grazie alle serie in Giallo di Sellerio, mi sono affezionato al suo Rocco Schiavone, particolare tipo di antieroe che cercando di fare la cosa giusta (con una idea di giustizia un po’ personale) deve lottare col suo passato, le sue ombre, e i pugni di polvere che ti rimangono in mano quando tutto sembra sgretolarsi davanti a te. Mi son tanto affezionato al personaggio che ho visto anche la serie TV (io che di solito preferisco NON vedere film e telefilm ricavati da libri che ho letto) e l’ho trovata ben fatta (ne ho parlato qui). Sarà che l’attore che interpreta Schiavone (Marco Giallini) lo rappresenta proprio bene, sarà che Manzini stesso ha messo mano alla scenografia, sarà che l’impianto dei racconti è rispettato quasi completamente (rispetto ad altre serie che, a mio avviso, stanno diventando storie completamente diverse rispetto ai romanzi originali), fatto sta che mi piace tutto, al momento, delle vicende di Schiavone.  Però, secondo me, le storie di Schiavone sono da leggere d’inverno; non sono romanzi da portare sotto l’ombrellone. Perché il carattere musone del personaggio principale ti si attacca un po’ addosso, e tu ne esci un po’ intristito. E in questo racconto, forse, più di altre volte. Perché è un racconto di tradimenti, di falsità, di mancata giustizia. Siamo sempre ad Aosta, città dove il Vicequestore Rocco Schiavone è stato mandato a scontare non so (ancora) bene quale sua “marachella” lavorativa (a parte l’antipatia che ispira nei […]

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