A bocce ferme (Marco Malvaldi)

Non so, forse è una mia impressione ma lo stile del Malvaldi mi sembra un buon chianti: già gustoso di suo, ma che con un po’ di “invecchiamento” diventa ancora migliore. Mi è parso di scorgere meno spigolosità e più morbidezza in questo giallo. Pur mantenendo tutte le vecchie caratteristiche (sagacia, ironia, sarcasmo). Forse si trovano meno battute sparate a mo’ di fuoco di artificio, ma la loro potenza, il loro botto, mi è sembrata distribuita in tutto il romanzo. Insomma, io pensavo Marco avesse pochi margini di miglioramento, ed invece mi ha sorpreso. Ho gradito molto questo romanzo (se non si era capito) per due motivi (oltre ai soliti). Il primo l’ho indicato sopra: più morbidezza ma senza perdita di forza. Il secondo è dovuto alla storia stessa. Non storia intesa come romanzo, ma storia dei personaggi: si riesce a sapere qualcosa di più sia dei nonni sia di Massimo stesso. E, aggiungo come bonus, un terzo motivo: mi è sembrato più equilibrato anche nel dividere i compiti fra i personaggi (agli inizi troppo Massimo e pochi vecchietti, poi troppi vecchietti e poco Massimo, ora ognuno ha il suo giusto spazio). Poi, ovviamente, queste sono mie impressioni. Sia che le vostre concordino con le mie, sia che siano totalmente opposte, fatemi sapere, attraverso i commenti, cosa ne pensate. La storia comincia con un morto che  confessa un omicidio, e già le cose si fanno complicate. Il morto ha aggiunto nel suo testamento la confessione e la vicequestore Alice è […]

Un anno in giallo (AA. VV.)

Sellerio continua le fortunate serie “in giallo”. Dalle singole festività (Natale, capodanno, ferragosto, …) siamo passati ai periodi (vacanze, carnevale) per giungere a vari temi (crisi, calcio, turisti e il semplice viaggiare) ed approdare, con questo nuovo libro, ad un anno intero. Come un calendario: un racconto ed un “eroe” (inteso come personaggio principale, al di là delle sue reali caratteristiche) per ogni mese. Del tipo “Trenta dì conta Piazzese, con Stassi, Robecchi e Gimenez-Bartlet, di ventotto c’è Savatteri, tutti gli altri (Camilleri, Agnello Hornby, Malvaldi, Costa, Aykol, Recami e Manzini) ne han 31“. Ecco, vi ho messo gli autori nella vecchia filastrocca. Ma, se vi piacciono le cose in ordine, ecco qui una tabellina riassuntiva: Con lo spirito matematico che mi distingue (e a  volte mi perseguita) mi son divertito a raccogliere due numeri: ogni autore ci regala una quarantina di pagine. Savatteri detiene il record di racconto più lungo in questa raccolta, con ben 58 pagine. Camilleri, Stassi e Costa sono invece i più brevi, con “solo” 38 pagine. Gli altri oscillano fra 40 e 48 pagine (per i pignoli: ho contato anche la pagina bianca fra titolo ed inizio del racconto). Se non si hanno particolari problemi di tempo, si dovrebbe riuscire a leggere un racconto al giorno. Io, sinceramente, ritengo 40 pagine pochine e, secondo me, alcuni racconti hanno “sofferto” della brevità. Nelle altre serie (vedete i link sopra) ogni autore aveva a disposizione (mediamente) 50 pagine. Sono 10 pagine in meno e in 10 pagine ne dici […]

C’è spazio per tutti (Leo Ortolani)

Se dovessi usare una sola parola direi “poesia“. O forse citerei Shakespeare con “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita” (“La tempesta“). E probabilmente Ortolani la prenderebbe a ridere. Leo Ortolani è un geniale fumettista che ha creato il personaggio di Rat-Man, una specie di anti-eroe a cui ne capitano di tutti i colori: si trova in situazioni veramente assurde da cui, alla fine, in un modo o nell’altro, coscientemente o incoscientemente riesce ad uscirne. Mmmmmm (dubbioso): questa è una descrizione molto ridotta del personaggio e che non gli rende giustizia. Guardate il link alla voce Rat-Man su wikipedia, che è meglio 🙂 Vi consiglio, però, di “incontrare” anche personalmente questo personaggio e di leggere le sue storie (per quanto possibile, poi vi spiego perché). C’è quel misto di comicità semplice, di situazione assurda, di non-sense, che insieme catturano il lettore. Ora, purtroppo, la serie Rat-Man è stata chiusa da Leo, dopo oltre 20 anni di storie: se cercate i fumetti della serie – salvo qualche rimasuglio in qualche magazzino di fumetteria – dovrete rivolgervi ad un collezionista. Ma fortunatamente si prevedono ristampe di Albi, storie speciali e parodie con protagonista il nostro eroe. C’è insomma speranza di trovare del materiale a breve in vendita. Io sono un lettore occasionale di Rat-Man. Confesso che una delle particolarità dello stile fumettistico di Leo Ortolani (il cosiddetto “muso di scimmia” dei personaggi) non mi […]

Le mie amiche streghe (Silvia Bencivelli)

Mi sa che stavolta son rimasto un po’ a bocca asciutta. Per spiegarmi iniziamo a dire che di Silvia apprezzo la divulgazione scientifica, cerco di seguire il suo blog e gli articoli  che pubblica. Penso che sia molto brava a spiegare con semplicità e con precisione (doti che in tanti divulgatori si scontrano, ma in lei vanno felicemente in coppia) argomenti anche molto tosti. Per esempio mi sento di consigliare ad occhi chiusi i suoi saggi (Comunicare la scienza, E’ la medicina bellezza, … li trovate qui) e, molto probabilmente, una volta sfoltita la pila di libri sul comò (vedi la lista qui a fianco), me ne leggerò qualcuno… Ma, dicevo, son rimasto un po’ a bocca asciutta. E’ il primo romanzo di Silvia, quindi non un saggio. Un racconto di un frammento di vita della protagonista (Alice) in parte autobiografico (poco, molto, non lo so: dovrei conoscere meglio Silvia per poterlo dire). L’autrice dice – in fondo al libro – che NON è un libro autobiografico, ma molti degli aspetti della protagonista combaciano con quel (poco) che so della Bencivelli. Il rimanere a bocca asciutta è dovuto, forse, alla semplicità del romanzo. E lo dico in senso narrativo, non negativo. Sarà che sono abituato a gialli e thriller: il romanzo non mi prendeva, non avevo desiderio di macinare pagine. Ma è stata una lettura piacevole, lenta, devo dire anche rilassata e con qualche punta di piacevole ironia. Un po’ come mi accadde per “Ognuno potrebbe” di Michele Serra, ma più […]

[Novità] A bocce ferme – Marco Malvaldi (Doppio aggiornamento)

Eccoci, di nuovo… Stanno per tornare i vecchietti del Bar Lume, stavolta in un cold case: ecco cosa raccontano i vari siti dove il libro è già in prevendita: I vecchietti del BarLume se lo ricordano bene quel delitto della fine degli anni Settanta: Camillo era un vero padrone, autoritario e dispotico; qualcuno arrivò a dire addirittura che se l’era cercata. Tuttavia nessuno era stato incriminato. Ora che il figlio, scomparso di recente, nelle sue ultime volontà ha dichiarato di essere lui il colpevole, il caso dovrebbe essere definitivamente risolto. Per tutti tranne che per l’asilo geriatrico del BarLume… [copiato da Amazon] La nuova fatica letteraria del buon Malvaldi dovrebbe uscire il 3 maggio: ho visto una nota del FanClubMalvaldi su Twitter che la annunciava e così mi sono precipitato a cercare su Google. Nella prima pagina dei risultai ho trovato un po’ di librerie dove l’opera è già in prevendita. Eccone qua alcune: LibreriaUniversitaria.it (disponibilità dal 3 maggio a prezzo scontato, 11,90 Eur, non ci sono indicazioni per eventuali eBook) Hoepli.it (non dice la data di disponibilità e vende a prezzo pieno, 14 Eur – eBook a 9,99 Eur) Il buon vecchio Amazon (disponibile dal 3 maggio a prezzo pieno – per ora – di 14 Eur, eBook a 9,99 Eur) Purtroppo sul sito Sellerio non trovo informazioni (ma è probabile sia io che non so cercarle: mi sembra strano che non pubblicizzino sul sito le nuove uscite). Ok… devo fare posto sul comò per appoggiarci questo nuovo libro. Ma tanto […]

L’architetto dell’invisibile : ovvero come pensa un chimico (Marco Malvaldi)

Rieccomi di nuovo, dopo le vacanze natalizie seguite a ruota da un ciclo di influenze (mie e di familiari) che mi ha bloccato per un bel po’… Per tenere la testa leggera, fra un panettone ed un panforte, fra un albero ed un presepe, son riuscito a metterci nel mezzo anche qualche pagina di questo saggio: le ultime, le più indigeste 🙂 La chimica. Alle superiori (sì, potete dirlo: “il millennio scorso”; lo so che sto invecchiando 🙂 ) mi incuriosiva l’atomo, l’elettrone che gli ronza attorno, e il fatto che più atomi, condividendo elettroni, possano formare la materia, quella che tocco, che mangio… Uno dei punti che mi ha sempre incuriosito è come la materia si trasforma nel nostro corpo, e come diventi energia o vada a depositarsi in parti di esso. Ehm, ecco, io non intendevo quel rotolino in più che ho sui fianchi, ma sì, anche quello dipende dalle molecole trasferite al mio corpo da pandori, panettoni, panforti, ricciarelli, torroni e chi più ne ha più ne mangi 🙂 Insomma, la chimica è una delle materie, come la fisica, che mi affascina e di cui ho sempre – anche – un po’ di reverenziale terrore. Perché le formule chimiche (così come le formule fisiche, così come anche le date storiche) non mi entrano in testa. A scuola – a parte la poca voglia di studiare – mi bloccavano proprio le cose da imparare a memoria senza sapere un perché. Ma forse un po’ di curiosità è rimasta se tutt’ora […]

Negli occhi di chi guarda (Marco Malvaldi)

Come dicevo qualche giorno fa, dopo un saggio sull’assertività (indotta) e uno sul tempo nella fisica, finalmente un po’ di relax e quattro risate in un giallo ben congegnato. Oddio: abbinare “relax” e “Malvaldi” potrebbe sembrare – specialmente in questo caso – quasi un ossimoro… In quest’opera dell’autore toscano imparerete di più su arte, musica, medicina, chimica e genetica rispetto a 5 saggi specifici, uno per materia. Ma imparerete tutto con leggerezza: da bravo pignolo gli piace spiegare le cose bene, anche nei dettagli (sì, potrebbe essere un  bravo divulgatore), ma intercala il tutto nel giallo, senza far sembrare nessuna spiegazione una noiosa pedanteria né qualcosa di fuori contesto. Insomma, per citare un esempio, la telomerasi fa parte del giallo. Anzi, è una delle chiavi per la soluzione. Provate a leggere questo articolo di wikipedia sulla telomerasi e poi il romanzo: son convinto che molti troveranno più chiara la spiegazione di Pier Giorgio (protagonista della vicenda) che l’articolo linkato 🙂 D’altronde, solo Marco è in grado di risolvere un giallo avendo come protagonisti il Pier Giorgio indicato sopra, genetista e ricercatore universitario, e la Margherita sua amica (e qualcosa in p… ops, non anticipiamo niente) filologa ed archivista. Molti altri si accontentano di far risolvere i gialli a poliziotti (lo Schiavone di Manzini), a scrittrici di gialli, o lettrici / librarie / bibliotecarie appassionate di gialli (la Katy Hirschel della Aykol, la Fletcher e le tante emule televisive…), qualcuno anche ai preti (da Don Matteo a Padre Brown, sempre televisivamente parlando). […]

L’ordine del tempo (Carlo Rovelli)

Potrei iniziare con battute del tipo “non vi ruberò molto tempo”, ma sarebbe un gioco di parole un po’ pissero (traduciamolo in “sciocchino”). Perché proprio di cosa e come è fatto il tempo si parla in questo saggio di Rovelli, personaggio già conosciuto attraverso altri libri ed apprezzato per il suo metodo divulgativo. Non è chiaro come Piero Angela, ma lo si legge bene. Anche se, questa volta, mi sono un po’ perso nei meandri del tempo… Perché, pensateci, cosa è il tempo? Ok, state guardando l’orologio, sono le ore 17.29 di un martedì pomeriggio invernale. Ma questo perché siete in Italia: se vi trovaste a Pechino sarebbero le 00.29 di domani. O se foste a Honolulu le 6.29 di mattina e avreste tutta la giornata davanti (dannati fusi orari 🙂 ). E non solo, se vi trovaste in Madagascar, sarebbero le 19.29 di un pomeriggio estivo, invece che invernale. La definizione di tempo che noi usiamo (e che ci va benissimo per le migliaia di cose che facciamo) è una cosa prettamente umana e anche abbastanza recente. Ecco, Carlo ci porta in un viaggio nel tempo, fino a dimostrarci che non esiste il tempo assoluto. Non c’è, insomma, un tempo che scorre sempre uguale in tutto l’universo, indipendentemente dal fuso su cui ci troviamo… In realtà la cosa è ancora in discussione fra gli scienziati: alcuni – fra cui Rovelli – la pensano in questo modo. Altri ritengono che invece esista un tempo assoluto che, al momento, non riusciamo […]

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