Malvaldi primaverile :-)

Aprile 2016… Segniamoci la data, o noi tutti appassionati di Marco Malvaldi. Perché in quella data uscirà un nuovo capitolo della saga del BarLume (sì, oggi voglio scriverlo “tuttattaccato”, perché, in fondo, non è forse così che va inteso?): “La battaglia navale”. So poco della trama e sul sito Sellerio (l’editore storico di questo prolifico autore) non si trova ancora niente. Neppure sul sito del fan club Malvaldi ancora non si vede niente (anche se ho saputo la cosa da alcuni tweet legati al fan club). L’unico accenno che ho visto per ora è su Amazon (e su altri siti di vendita libri, ma praticamente viene detto in tutti la stessa cosa). C’è una unica certezza: Pinetina sta diventando più scalognata di Cabot Cove, la cittadina dove vive ed opera Jessica Fletcher. Forse questa estate mi conviene allontanarmi un po’ da quella zona vacanziera 😉 Comunque: ne “La battaglia navale” i vecchietti (sfrattati dal Barlume, dove sono in corsi lavori di ristrutturazione) dalla loro nuova postazione nel parco sono chiamati ad aiutare la commissaria Alice nelle indagini sul corpo di ragazza trovato morto sulla spiaggia. Amazon dà disponibile, per ora, solo il formato Kindle, e lo indica scaricabile dal 21 aprile a 9,99 Eur. Uhm… supponendo che nella stessa data esca anche il cartaceo… facciamo due conti… poco meno di 100 giorni alla lettura di questa nuova avventura. Praticamente come la “stecca” della naja, quando si contavano uno ad uno gli ultimi 100 giorni prima del congedo 🙂

“Book a book” – scrittori crowdfunded

Post breve per aspiranti scrittori. Ho sentito parlare stamani alla radio del progetto “book a book” e mi ha incuriosito, così ho dato un’occhiata. Si tratta di un sito internet (e delle persone e dei progetti che ci stanno dietro) dedicato al mondo letterario e che vuol proporre, fondamentalmente, due cose: al lettore la possibilità di leggere una anteprima del libro e decidere se finanziarlo allo scrittore di mettere in campo il suo testo (romanzo, saggio, manuale, raccolta o quel che è) e farsi finanziare la pubblicazione Il sito si chiama Bookabook.it e tutte le spiegazioni le lascio alla sua pagina “Come funziona“. La differenza che ho trovato da altri siti che permettono agli scrittori di pubblicare i propri libri (ne cito uno solo per esempio: lulu.com) è nel progetto editoriale stesso. Mi sembra di aver capito che in questo progetto, se il libro riceve il finanziamento dai lettori, c’è poi tutto un lavoro di editing per farlo diventare qualcosa di concreto sia in cartaceo che in digitale. E lo scrittore non deve sborsare niente (o quasi niente) perché tutto il lavoro viene finanziato dai lettori che trovano piacevole l’anteprima e finanziano il progetto. probabilmente c’è anche una minima selezione in ingresso (cioè, non tutti i testi che arrivano ricevono la “dignità” di opere da finanziare e forse pubblicare). Su altri siti di editoria personale, invece, se ricordo bene tu puoi pubblicare il tuo scritto, ti fai la pubblicità e la gente lo compra. Magari in qualche caso leggendo prima l’anteprima. […]

La realtà non è come ci appare : la struttura elementare delle cose (Carlo Rovelli)

Breve post, ma non per “colpa” del libro: l’argomento (per gli addetti al settore o quantomeno per i curiosi della materia) è interessante, ma il post sarà breve perché non ci sono trame da svelare o intriganti intrecci da proporre. Insomma: non è un romanzo ma si avvicina molto al saggio, quindi per forza di cose sarò breve e un po’ impreciso (se non lo fossi mi toccherebbe spiegare varie cose, e diventerebbe un post lungo, noioso e molto più impreciso). Iniziamo subito col dire che l’autore è una delle eccellenze mondiali nella ricerca sulla fisica quantistica, principale artefice della linea di ricerca in gravità quantistica a loop. E nel libro parla proprio di questo, ma non descrivendo la sua ricerca con formule e teorie comprensibili solo agli addetti al settore, ma accompagnando il lettore in una scoperta graduale dello stato dell’arte della ricerca odierna. “La struttura elementare delle cose”, il sottotitolo del libro, è proprio l’oggetto finale di questa ricerca e Carlo ci accompagna verso di esso a piccoli passi, partendo, addirittura, dai classici (Democrito, Anassagora, la scuola di Mileto – solo per citare in ordine completamente casuale qualche riferimento inserito nel libro), passando alla fisica che usiamo giornalmente (Galileo, Copernico, Newton) e concludendo con le conoscenze più moderne (Einstein, Planck, Heisenberg e tanti altri grandi teorici della “quantistica”). Avevo già letto, di Rovelli, le “Sette brevi lezioni di fisica” apprezzando il modo di spiegare semplice ma preciso. E questo stesso modo l’ho ritrovato qui, in questo volume. Devo dire che (specialmente gli ultimi capitoli) […]

Ognuno potrebbe (Michele Serra)

Incuriosito da una intervista radiofonica con l’autore, mi son convinto a prendere questo libro. In realtà c’è un dettaglio che mi aveva colpito, quando l’autore – raccontando il libro – cita l’”egofono” e spiega che è una traduzione letterale di un certo smart phone (si può anche dire: iPhone, della Apple). Insomma, mi incuriosiva questo personaggio narrato che puntigliosamente punteggiava tutte le “i” che gli passavano davanti… Ed ho comprato il libro. Ma, sarà che il periodo non è dei migliori, per me, per la lettura, sarà che forse ero un po’ stanco, confesso che il libro non mi ha lasciato né caldo né freddo. Scritto bene, tutto in prima persona, una storia che scorre, un personaggio (oserei dire) ben definito. Però, forse, non era adatto per me in questo momento. E’ il racconto di un periodo indefinito di tempo (potrebbero essere poche settimane come pochi mesi, ma sicuramente non più di metà anno) di un ricercatore universitario, antropologo, impegnato in un progetto di ricerca sull’esultanza dei calciatori. Che detta così parrebbe roba seria, invece si ritrova, tre volte a settimana, col suo collega (precario universitario come lui – come si definiscono) a visionare e catalogare scenate più o meno fantasiose di calciatori dopo che hanno segnato il gol. Si chiama Giulio, vive ancora con la madre e ha una fidanzata, Agnese, che gli dice di essere un rompiballe stabile perché, appunto, puntualizza su tutto. In una pianura industriosa del nord Italia, dove il lavoro degli anni passati lascia, adesso, solo capannoni […]

Tempi glaciali (Fred Vargas)

Grazie a V & O, amici e colleghi, ho scoperto anche Fred Vargas, o forse dovrei dire Frédérique Audouin-Rouzeau, ricercatrice francese e scrittrice “per diletto” 🙂 Amo i gialli e V & O – sapendolo – mi hanno prestato questo libro sicuri che mi sarebbe piaciuto. E così è stato. E’ un giallo diverso da quelli cui sono abituato, con tempi più lunghi e “morbidi” (io tendo a prediligere i thriller in cui l’azione si esaurisce in poche ore, in questo si snoda in diversi giorni) e personaggi più umani (nel senso che hanno inclinazioni, passioni ed anche stranezze tutte umane, oltre che essere buoni poliziotti). Proprio a partire dal commissario Adamsberg, “spalatore di nuvole”, lento, che ha bisogno dei suoi modi e dei suoi tempi per riflettere sul caso, tanto che si trova spesso a passeggiare lungo i fiumi rimuginando sui tanti dettagli, piuttosto che coordinare il tutto dal suo ufficio. Caratteristica, quest’ultima, che irrita il suo vice Danglard che (almeno in questo romanzo) critica il commissario per le sue scelte di seguire piste su casi che sembrano non intrecciarsi con quello in corso di soluzione. E invece… quando Adamsberg ha qualcosa che “gli prude” (qualcosa che non è definito bene) deve seguirlo fino in fondo, magari scoprendo poi intrecci inattesi con le indagini… Ma iniziamo dal principio, cioè da quando la “matassa di alghe” (come la chiama Adamsberg) ha iniziato ad ingarbugliarsi. Tutta la vicenda si svolge in Francia (a parte una parentesi islandese) intorno ai giorni nostri, ma cavalca vari secoli e qualche personaggio storico. Una anziana […]

Nelle nebbie del tempo (Lanfranco Fabriani)

Quando si viene “rapiti” dal primo romanzo di un autore, si cerca di leggere anche i successivi. Soprattutto se anche questi hanno ricevuto il premio Urania, come il primo. Oddio, ormai so che il “secondogenito” (sia esso libro, film o qualsiasi altro oggetto) è un azzardo: può essere qualitativamente in linea col primo (e qualche volta anche migliore) ma è più probabile (e questo vale soprattutto per i film) sia peggiore. Devo dire che questo secondo romanzo di Fabriani mi ha lasciato a metà strada fra l’essere “in linea col precedente” e l’essere “peggiore”. Perché stilisticamente non è male. Neppure come intreccio giallo / Spy-Story è male. Forse, l’unica cosa che mi soddisfa meno, è la parte peculiare di questi romanzi, cioè il vivere parte della storia nel passato. Mi spiego meglio: se nel primo una buona parte dell’azione si svolge nella Firenze del 1300 e l’intreccio spionistico si sposta principalmente fra i due assi temporali (Tempo Reale e Tempo Altro: Firenze 1300), questo secondo è – sostanzialmente – ambientato quasi esclusivamente nel presente. Ci sono “parentesi” di Genova 1450 (circa) e della prima guerra mondiale, ma sono meno intriganti rispetto a quanto accade nella prima opera. Detto tutto questo: il romanzo è godibilissimo e si legge quasi tutto d’un fiato. Ma andiamo per gradi. Per chi non lo sapesse in questa fiction letteraria i viaggi nel tempo sono possibili grazie ad una intuizione di Leonardo da Vinci, messa a frutto, però, solo negli anni ’60 da vari servizi segreti delle maggiori […]

Happy Birthday Calvin And Hobbes

Oggi, 30 anni fa, per la prima volta veniva pubblicata una striscia di Calvin And Hobbes. Permettetemi di festeggiare e condividere questa celebrazione. E’ uno dei miei fumetti preferiti, se non addirittura IL fumetto preferito. Ho comprato la raccolta completa (in lingua originale), ed ogni tanto la apro e mi leggo qualche striscia. E sempre mi ritrovo a ridere, o a cambiare il punto di vista sulle cose, o a commuovermi, o semplicemente a rasserenarmi. Conosciuto per caso, mi sono innamorato del bambino di 6 anni (Calvin), iperattivo, casinista, con fervida fantasia, dalla curiosità viva e vitale. E della sua tigre, Hobbes, che a volte è compagnia di giochi, a volte è voce della coscienza… Tigre dalla duplice natura: di pezza quando sono presenti altri personaggi, in carne ed artigli quando è sola con Calvin. E, badate bene, non è una fantasia del bambino, è realmente così. D’altronde, nel mondo dei fumetti, tutto è possibile. Il fumetto è durato 10 anni, con alti e bassi. L’autore, Bill Watterson, è sempre stato un purista, ha lottato per impedire il merchandising (Hobbes di pezza, diari con Calvin, ecc ecc ecc) e ci è riuscito, tanto è vero che quei pochi adesivi di Calvin che raramente ho incrociato (tipo attaccati nei retro dei camion) NON sono ufficiali né autorizzati. Dopo 10 anni di strisce ed un successo sempre crescente Bill ha deciso di chiudere questa esperienza. Era il ’95 (io avevo appena iniziato ad innamorarmi di queste strisce), e quando l’ho saputo mi è dispiaciuto un sacco, […]

L’Erba dei Vicini (#EDV) – alcune considerazioni dopo le prime puntate

Dopo avervi invitato a guardare il programma di Severgnini, L’Erba dei Vicini (abbreviato e hashtaggato #EDV), e dopo averne guardato, io stesso, le prime due puntate, provo a fare un paio di considerazioni – assolutamente personali – su questo programma. Iniziamo dal “presentatore” Beppe Severgnini. Non nasce presentatore ma giornalista (e si vede). Lo stimo molto perché ha uno stile tutto suo di fare giornalismo: pacato, gentile, fatto di piccole cose, di piccoli elementi che, messi tutti insieme, ti danno il quadro generale e ti permettono di affrontare il tema da vari punti di vista. Mi piace ascoltare le sue opinioni: magari non condivido tutto, ma son convinto che sia una persona che può contribuire (sia come voce critica, sia come supporto) alla formazione di alcuni miei pensieri. Beppe ha girato il mondo ed attraverso questa sua esperienza è nato il programma. Che non vuol essere un confronto nudo e crudo, ma una via di mezzo fra la conoscenza di un Paese, un’analisi dei luoghi comuni (sia nostri verso loro, sia loro verso noi), e una gara a chi fa meglio certe cose. La puntata del 9 novembre parlava della Germania, quella di ieri (16 novembre) della Gran Bretagna. Non vi racconto come si svolgono le puntate, dico solo che ci sono 4 temi di confronto, che vengono analizzati con brevi servizi e commentati da ospiti in studio. Il tema della scuola, per esempio, è stato affrontato in entrambe le puntate (anche se si sono dedicati a fasce di età diverse), il salario solo […]

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