Racconti Fantastici (Tarchetti)

Recensione (breve) di https://it.wikisource.org/wiki/Racconti_fantastici_(Tarchetti)

Query ON Line: Il lampone rivelatore

Fra le varie notizie che leggo ci sono anche i cinguettii di Query On Line, testata elettronica che fa capo al Cicap, e che ogni tanto propone letture che mi incuriosiscono. E’ il caso di un twit di un paio di giorni fa, che presenta un autore a me sconosciuto (Igino Ugo Tarchetti) che scopro aver scritto alcuni racconti dell’insolito in un periodo assai lontano (questo “Racconti Fantastici”, una raccolta di racconti, è del 1869). La cosa ancor più carina è che i racconti sono disponibili gratuitamente su WikiSource (una “libreria” on line, libera), e quindi ne ho approfittato per leggerli. Sì, al plurale, perché – partito dal racconto indicato da Query – mi son voluto leggere tutti e 5 i racconti presenti nella raccolta (bastano 3 ore per farlo).

Il primo pensiero è andato ai Racconti di Poe: l’autore è di poco successivo a Poe ed è probabile che lo abbia “conosciuto” (letteralmente parlando). L’opera citata in questo post è del 1869, mentre i racconti del terrore di Poe sono degli anni ’30 (del 1800). A proposito: ecco la sezione gratuita di Poe su WikiSource. Capisco, quindi, che Tarchetti possa aver letto qualcosa di Poe e si sia fatto ispirare per i suoi racconti fantastici.

Due parole sui singoli racconti che, come dicevo sopra, sono veloci da leggere. Tutti, tranne forse “La lettera U” iniziano con una digressione sul tema che verrà affrontato, in molti casi di tipo scettico “ma…” (non ci credevo, ma ho visto accadere… sono cose che si raccontano, ma non ci credo, eppure…). Una premessa, insomma, ad ogni racconto che prova a preparare il lettore.

I fatali ci racconta di due persone il cui destino è di portare infelicità a chi incrocia la loro strada. Non si tratta tanto dello iettatore caro alla tradizione del sud Italia, anche se ne ricalca alcuni modi. Un giovane, bello ma dall’aria triste, porta “sfortuna” a chi tocca o saluta: un ragazzino a cui ha sorriso viene investito da un auto, una ragazza che guardava dolcemente ha un malore, un altra con cui si fidanza si ammala e sta per morire… Si narra di un secondo personaggio che ha, anch’egli, gli stessi “poteri”: cosa potrebbe succedere se i due si incontrassero? Cosa potrebbero scatenare? O si annullerebbero a vicenda? Per salvare una giovane dalla sua malattia, il protagonista decide di organizzare un incontro fra i due. E il finale svelerà una piccola sorpresa.

Nelle Leggende del castello nero il protagonista si trova a ricordare una sua precedenti vita attraverso un sogno. O meglio: ci sono dei segni che avvisano, dei “deja-vu” che accennano ad essa, ma solo quando uno zio passa a visitarlo a casa la precedente coscienza si risveglia e manifesta. Una storia dolorosa dal passato riemerge, e recherà nere profezie al protagonista.

La lettera U è il racconto che forse mi è piaciuto meno: fin da bambino il protagonista vede nella vocale U qualcosa di nefasto e imbastisce una battaglia per abolirla, ma – ovviamente – viene preso per pazzo e finisce in un manicomio

E’ uno spirito, invece, che viene a reclamare Un osso di morto: è il suo osso, una rotula che il protagonista del racconto ha ricevuto da un medico patologo. Fra i più brevi racconti della raccolta, è anche quello che mi è piaciuto di più (a parte il prossimo).

Ed infine, Uno spirito in un lampone è il racconto che più mi è piaciuto e più mi ha ricordato Poe. La particolarità del racconto è che il protagonista, che viene posseduto dallo spirito di una fanciulla assassinata qualche tempo prima, si accorge lui stesso dei cambiamenti che stanno avvenendo dentro di sé e li racconta, impaurito e confuso. Ovviamente il colpo di scena finale è che il protagonista stesso si trova di fronte l’assassino della fanciulla e lo riconosce, e… vi piacerebbe sapere come va a finire? Andate al link sopra e scopritelo.

Tarchetti, a quanto leggo da Wikipedia, non è stato molto prolifico su questo filone. Ha scritto altri racconti, qualche romanzo, e qualche saggio. Potrei pensare di leggere qualcos’altro, sempre usufruendo di WikiSource, ma non prometto niente. Se lo farò, però, ne troverete scritto qui.

Buona lettura

About the Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo blog si serve di cookie tecnici per l'erogazione dei servizi e ospita cookie di profilazione di terze parti, utilizzati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Se vuoi saperne di più a riguardo, compreso come cancellarli e/o bloccarli, accedi alla pagina Cookie Policy per visionare l'informativa completa, altrimenti clicca su "OK" per accettarli esplicitamente. Se prosegui nella navigazione sul sito acconsenti tacitamente al loro uso. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi