Ferragosto in giallo (AA. VV.)

Altra serie di casi risolti, nonostante la calura agostana, dalla squadra Sellerio. Come era successo per “Un Natale in giallo” e “Capodanno in giallo“, Sellerio ha mosso la sua squadra di giallisti per darci una serie di storie ambientate nel giorno (o nella notte) di ferragosto. Come sempre il risultato è buono (con alti e bassi, dovuti soprattutto – questi ultimi – alla limitatezza di un racconto breve) e la lettura gradevole. L’idea di Sellerio è quella di presentare i personaggi (Montalbano, Massimo e i vecchietti del Bar Lume, il vice questore Rocco Schiavone, la banda della casa di ringhiera, Baiamonte, Petra) in condizioni particolari (Natale, capodanno, ferragosto, …) per farceli conoscere meglio. Dice Sellerio, nell’introduzione, che vuol portare ai suoi lettori quelle sfaccettature dei suoi personaggi che di solito non si notano. Per esempio: come passano le vacanze? Amano o odiano il ferragosto? Oppure è per loro un giorno come un altro? Diamo una sbirciatina ai racconti, senza offrire dettagli sul finale, ovviamente. Vi dico subito che il racconto di Camilleri (“Notte di ferragosto”) questa volta mi ha un po’ deluso. Non perché Montalbano sia diverso dal solito o ci siano cose particolari. E’ il finale… Il commissario se la cava bene ma il racconto viene chiuso in fretta: sostanzialmente in una pagina si passa dal culmine dell’azione investigativa alla parola fine. Niente di illogico o di particolare. Anzi: la vicenda è pienamente realistica. Pero io mi aspettavo qualcosa di diverso. Malvaldi, con “Azione e reazione” porta noi (insieme […]

Il medico di corte (Per Olov Enquist)

Quando la ragione illuminista si intreccia con le ragioni del cuore… Siamo alla fine del 1760: l’illuminismo aleggia nell’aria ma le corti dei vari reami europei vorrebbero ingabbiarlo e reprimerlo. E proprio la corte di Danimarca è il luogo dove si svolgono le vicende narrate da Enquist. Cristiano VII succede giovanissimo al padre. Poco dopo i suoi consiglieri trova in Caroline Mathilde (sorella del Re d’Inghilterra Giorgio III)  una moglie per Sua Maestà. Ma il Re è instabile: sembra affetto da pazzia, una pazzia almeno in parte provocata dalla corte stessa (attraverso i vari istitutori) per mantenere quel vuoto di potere che permette ad essa di proliferare a scapito dello Stato stesso e della figura del Re. Sempre la corte decide – vista l’instabilità e gli sbalzi di umore di Cristiano – di assumere un medico che lo possa aiutare. In realtà l’intenzione era più quella di calmare il Re dalle sue intemperanze, di avere un Cristiano docile così da mantenere facilmente lo status quo delle cose. La scelta, purtroppo (per i cortigiani), cade su Struensee, un medico tedesco per niente chiacchierone ma – questo il “difetto” che presto scopriranno – simpatizzante delle idee illuministe. Struensee diventa quasi un confidente di Cristiano (che aveva semplicemente bisogno di essere ascoltato e di confrontarsi con altri). Anche il Re abbraccia molte idee illuministe e intesse rapporti epistolari addirittura con Voltaire. Ma nomina (non si capisce se consigliato dal medico o se di testa sua) Struensee Primo Ministro: il quale si ritrova ad […]

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