Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde (Robert Louis Stevenson)

Il dualismo buono/cattivo presente in ogni persona prende forma fisica grazie ad una soluzione chimica… Ancora una volta ho trovato fra gli scaffali di un supermercato un classico che mi mancava e ne ho approfittato. E con sorpresa ho scoperto che il libro contiene più racconti, perché quello che credevo un romanzo (Dr. Jekill / Mr. Hyde) è in realtà un racconto (o un romanzo breve, se preferite). Oltre al racconto che dà il titolo al libro, troviamo anche “Il trafugatore di salme”, “Markheim”, “Il diavolo nella bottiglia”, oltre a “Un capitolo sui sogni”, che non è un racconto ma una “dichiarazione poetica” originata da una intervista. Chiude il libro una postfazione di Joyce Carol Oates che ci aiuta a comprendere alcuni aspetti della scrittura di Stevenson. Il racconto principale, ovviamente, è quello su Jekyll/Hyde. Tutti conoscete la storia, vero? Quindi non è necessario che vi dica chi è il Signor Utterson… Ok, ho capito, faccio un veloce ripasso. Utterson è un legale (più vicino al notaio che all’avocato) amico del dottor Jekyll e di altri personaggi chiamati in causa. Nel corso di vari mesi sente certe storie su un certo signor Hyde che il suo amico Jekyll ha nominato suo erede universale. Sospettando si trattasse di una truffa si mette ad indagare ma non scopre niente di particolare. Finché un giorno non scoprirà che i due sono la stessa persona, e lo farà nel modo più tragico: Jekyll/Hyde, che si è ucciso, gli lascia una lettera-testamento dove spiega tutto. […]

Pirla con me : da Milano si può guarire (Enrico Bertolino)

Una guida per conoscere Milano ed i suoi abitanti Enrico Bertolino è uno dei comici che mi piacciono: buon comunicatore, molto ironico (ed autoironico), e con una espressività facciale accentuata. Siamo sinceri: non è il mio preferito in assoluto, ma rientra nei primi dieci… Però a volte non riesco a seguirlo nei suoi monologhi: non perché perdo il filo, ma perché a volte vuol mettere tante robe in un unico discorso che ti ritrovi – per seguirlo – a dover fare salti logici non sempre naturali. E questo libro segue il suo stile: ogni paragrafo, seppur lineare, usa rimandi a immagini o battute secche. E tutto, ovviamente, circondato da virgole e lineette. Di per sé non è né un bene né un male: è il suo stile, ma non è sempre lineare… Ma parliamo del libro: Enrico ci introduce a quella che è la sua città, anche se adesso la sente molto cambiata dalla sua giovinezza. Ci parla di Milano, dei milanesi autoctoni, di quelli “importati”, del traffico, dell’Inter (sua passione) e di come sarà la città dopo tutti i cantieri aperti per l’Expo 2015. Bertolino tratteggia ogni aspetto scomponendolo nelle sue componenti fondamentali: quando parla degli abitanti ci racconta il punto di vista del bambino e del vecchio (suddividendo questi in varie categorie), scorrendo le varie categorie (il sempre allegro ed il mai contento, il casting boy che vive solo per provini televisivi, l’artista incompreso che spera nella vivacità milanese per diventare un grande artista, …) In parole povere, […]

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