La carta più alta (Marco Malvaldi)

“Se l’imbecilli volassero bisognerebbe datti da mangiare colla fionda, bisognerebbe” (cap.  10) Chi conosce le vicende del “Bar Lume” e della sua banda di vecchietti che stressano continuamente il barrista (come specifica Massimo stesso nel capitolo 11) Massimo non ha bisogno di questo post. Perché sa già che l’arguzia e la prontezza di spirito di questa accozzaglia di vecchietti ci accompagna a risolvere i gialli più intricati in modo leggero ma serrato. Per chi non li conosce l’unico sistema è leggere almeno un libro dei quattro (gli altri tre: “La briscola in cinque”, “Il gioco delle tre carte”, “Il re dei giochi”) di Marco Malvaldi. Oppure, se non sopporta i vecchietti, può leggere “Odore di chiuso”, che ha come improbabile solutore di un delitto nientemeno che l’Artusi. La voglia di comprare gli altri libri verrà da sé. Però, mi permettete un consiglio? Se volete il meglio vi consiglio o Odore di chiuso o La briscola in cinque. Gli altri sono sempre belli ma – secondo me – un po’ sotto tono rispetto a questi due. Questo “La carta più alta” è più vicino, come bellezza, secondo il mio piacere personale, alla Briscola in cinque. La vicenda si svolge nel solito Bar gestito da Massimo e frequentato dalla banda di vecchietti (fra cui il nonno di Massimo) che monopolizzano sempre più il locale. Questa volta poi, che a Massimo tocca stare una settimana in ospedale per una brutta caduta, i vecchietti spadroneggeranno un po’ più del solito, organizzando addirittura un torneo […]

Il cavaliere che aveva un peso sul cuore (Marcia Grad Powers)

“Non si può ricevere la serenità da qualcun altro, e non la si può comprare né ottenere solo chiedendola, neppure se implori! La serenità è uno stato d’animo. Qualcosa che ciascuno deve imparare a trovare da sé – spiegò Doc deciso.” (cap. 4) Eh… perché questo post sia completo devo raccontarvi – prima di tutto – qualcosa di me. Il 2011 non è stata una buona annata ma, col senno di poi, posso dire che si è trattato di un anno, in realtà, né peggiore né migliore degli altri. Ero io che lo avevo preso male. Sono quelle situazioni in cui ti poni dei problemi… fai un esame della tua vita e non ti senti per niente soddisfatto. In realtà, a pensarci ora, non c’era niente di particolarmente grave (i soliti problemi che tutte le persone, più o meno, affrontano ogni giorno). Però mi sentivo insoddisfatto, un po’ incavolato, sempre nervoso… un “filino” di depressione caratterizzava le mie giornate. Chi mi conosce bene se ne era accorto (e devo ringraziare tutti gli amici che mi sono stati, comunque, vicini). Ero di umore un po’ più cupo e musone, avevo poca voglia di uscire e zero di impegnarmi in qualcosa. Quello che facevo, in pratica, lo facevo per forza di inerzia. Direte: cosa c’entra il libro? Bè, me lo ha regalato una carissima amica, Beatrice, proprio perché si era accorta di questa cosa. In verità avevo già iniziato a rendermi conto da solo che la situazione era assurda e che dovevo […]

Le Braci (Sándor Márai)

“Sappiamo sempre qual è la verità, quella verità diversa che viene occultata dai ruoli, dalle maschere, dalle circostanze della vita” (cap. 7) I regali (perché questo libro è stato un regalo) della cugina Ale sono sempre graditi: ormai riesce a stupirmi con autori che non conoscevo e mi aiuta ad ampliare il bagaglio culturale. Questo Natale mi ha portato il libro oggetto di questo post, dell’autore ungherese Márai. Ieri sera, dopo aver girato l’ultima pagina, le ho mandato un messaggio: “ho finito il libro che mi hai regalato: bello tosto…”. Perché bello tosto? La storia, di per sé, potrebbe essere ridotta a poche righe: due amici di infanzia, che sono cresciuti insieme ed hanno vissuto insieme per tanti anni si separano un giorno, quando succede qualcosa di strano (no, non posso dirvi cosa succede, dovete scoprirlo leggendo il libro). Si ritrovano dopo 41 anni, con domande irrisolte e qualche rancore e durante la cena cercheranno di chiarire cosa è successo. Ecco… effettivamente la storia non ha bisogno di molti dettagli in più. Ma se leggete il libro troverete una cosa estremamente più complessa della semplificazione che ne ho fatto poco sopra. Bello tosto, sì, perché è un libro che indaga nell’animo dell’uomo. Tutto ruota intorno all’evento scatenante, avvenuto 41 anni prima. Cosa succede fra i due amici? Perché al termine di una mattina di caccia i due compagni di una vita si separano? Il Generale e il Capitano (i protagonisti si sono conosciuti presso la scuola militare), Henrick e Konrad, […]

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