Il sorriso di Angelica (Andrea Camilleri)

Un Montalbano-Orlando furioso alle prese con una bellissima Angelica vittima di strani furti Questo libro mi è arrivato come regalo di Natale, in una bella confezione con una bottiglia di vino come accompagnamento (l’idea si chiama “libri da bere” ed abbina un romanzo o un racconto con un vino della stessa zona dove è ambientata l’opera oppure che si sposa bene con la storia). Devo confessare che non ricordo se la bottiglia era un Syrah o un Nero d’Avola: so solo che era (sì, se n’è già andato) molto buono. Se volete saperne di più sull’idea guardate il sito dove è spiegata. Ma non concentriamoci sul vino (questo blog è dedicato ai libri, non ai vini). Devo dire che la prima cosa che mi ha colpito è che il libro è scritto tutto in siciliano. Non credo fosse siciliano stretto, ma comunque era fortemente caratterizzato. Non avevo mai letto Camilleri, ho solamene visto alcuni episodi del Montalbano interpretato da Zingaretti e la mia impressione è che nel film-tv sia il dialetto sia i personaggi siano stati ammorbiditi. Insomma: mi sono trovato spiazzato già alla prima pagina. Ma poi mi sono accorto che in fondo il racconto scorreva, che si capiva bene tutto, magari a volte con un piccolo sforzo… Ma soprattutto mi sono accorto che il dialetto riusciva a dare ancora più colore a personaggi e storia. La trama è semplice. Ci sono una serie di furti di cui Montalbano si deve occupare: sono tutte gente abbastanza in vista e […]

Tredici ore (Deon Meyer)

Una ragazza in fuga, degli assassini all’inseguimento, ed un polizotto che deve bloccarli E bravo Deon Mayer, che sta molto maturando: in questo romanzo si è avvicinato molto ad uno dei miei punti di riferimento (il Tom Clancy dei primi romanzi). La suspense c’era tutta e mi ha fatto divorare il romanzo in… più o meno tredici ore. Il titolo, però, non è il tempo di lettura previsto ma la durata della giornata del poliziotto Bennie Griessel. Svegliato la mattina presto per l’omicidio di una ragazza americana, riuscirà, dopo 13 ore intense e vissute di corsa, a risolvere il caso e salvare l’amica e connazionale della defunta. Bennie è stato appena nominato “mentore” di un gruppo di giovani ispettori di polizia e questo è il primo caso per lui come supervisore: dovrà guidare uno dei suoi pupilli in un corpo di polizia sudafricana in completo e repentino cambiamento. Ma non è solo la polizia che cambia: è tutto il Sudafrica che è in fermento, con le varie etnie che cercano di fondersi, di unirsi in una identità nazionale, anche se sfaccettata e con mille sfumature. Ma anche con tante persone che continuano a covare odio o disprezzo o disinteresse verso persone di altre etnie. Bennie è intelligente, ha un innato istinto per capire assassini e delinquenti. Sa pensare come loro e questo lo aiuta molto nel risolvere i casi. Ha però un problema… o meglio: aveva. L’alcool. Era un alcolizzato ma – in questo romanzo – non tocca l’alcol da […]

C’è spazio per tutti : il grande racconto della geometria (Piergiorgio Odifreddi)

Dal teorema di Pitagora a seno e coseno come non li avete mai conosciuti Tutto quello che noi oggi diamo per scontato (almeno noi che abbiamo conosciuto la geometria solo a livello scolastico) è nato attraverso scoperte di grandi del passato come Pitagora, Talete e tanti altri. Persone talmente grandi che hanno dato il loro nome ai vari teoremi che tanto ci annoiano a scuola. Ecco il punto: la geometria che io, almeno, studiavo (non molto) fra i banchi era una cosa noiosa, fatta di teoremi da imparare a memoria e da utilizzare in problemi che, alla fine, erano sempre i soliti. Nonostante la brillantezza di alcuni maestri o prof, in realtà questa materia non mi ha mai entusiasmato anche se ho sempre sentito una curiosità viscerale verso certi suoi elementi. Per esempio mi son sempre chiesto perché la somma dei quadrati sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa, ma soprattutto come mai qualcuno si era messo a fare i calcoli e le dimostrazioni necessarie per spiegare tutto ciò. Se si legge la storia di come alcune cose sono state scoperte la faccenda inizia a diventare affascinante. Certo, non è un thriller o una spy story come piacciono a me, ma si scoprono elementi che ti fanno rivalutare tutta la materia. Logicamente le prime scoperte derivavano da necessità pratiche o religiose. Nel primo caso l’esempio più concreto è la ri-suddivisione dei campi dopo le alluvioni del Nilo: calcoli che venivano tutti fatti con bastoni e corde e grazie ai […]

La tempesta (W. Shakespeare)

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (atto IV) Maledetta pubblicità… sì perché è colpa di una nota casa automobilistica (che ha citato in una sua pubblicità una delle frasi di questa opera) che mi è venuto voglia di leggermi questa commedia. Bè, la cosa non mi è dispiaciuta, considerando che il testo è scaricabile, legalmente, gratis (per chi ha un iPad lo trovate in Italiano nel negozio di libri legato all’App iBook; altrimenti in “Liber liber – progetto Manuzio” – ecco il link diretto al PDF). La trama è semplice: Prospero, il duca di Milano, viene esiliato dal fratello che prende il potere sul ducato. Insieme a Prospero viene esiliata anche, piccola, la figlia Miranda. I due vivono su una isola (non si capisce bene dove: io suppongo sia, comunque, nel mediterraneo), insieme a Calibano, figlio di una vecchia strega (ormai morta) esiliata anche lei sull’isola. Grazie ai suoi studi sulla magia Prospero si è garantito i servigi di alcuni spiriti comandati da Ariel (Ariele secondo alcune traduzioni). Grazie agli spiriti Prospero riesce a far naufragare una comitiva di cui fa parte l’usurpatore del suo regno: la sua intenzione è quella di tornare al suo ducato e di esigere giustizia verso l’usurpatore e chi lo ha aiutato. Potremmo chiamarla “vendetta” ma in realtà Prospero non ha nessuna intenzione di usare violenza: sia nel “naufragio controllato”, sia nelle successive azioni Prospero raccomanda sempre e comunque ai suoi spiriti di salvaguardare la vita alle persone coinvolte. E’ più corretto, quindi, […]

Cent’anni di solitudine (Gabriel García Márquez)

La saga di una dinastia che attende, inconsapevole, la propria fine Scusate, sembrerò irriverente, ma la prima (e sicuramente superficiale) impressione che ho avuto durante la lettura di questo classico della letteratura è stata “mi trovo davanti alla sceneggiatura di una telenovela”. Questa sensazione era dovuta, soprattutto, al continuo innamorarsi fra cugini e cugine, zie e nipoti, ai fatti “strani” che ogni tanto si verificavano, ai figli scomparsi e creduti morti che dopo anni tornavano a casa. Ma, se si scava un po’, c’è molto di più in questo romanzo (altrimenti perché, nel 1982, sarebbe valso il Nobel per la letteratura all’autore?). La storia è quella di una dinastia destinata alla solitudine e all’autodistruzione: il capostipite José Arcadio Buendía fugge, con la propria famiglia ed alcuni amici, dal suo paese natale dopo aver ucciso (per una pesante offesa verso la sua virilità) l’avversario in un combattimento di galli. Il gruppo, dopo giorni di cammino, si stabilisce in una radura nella foresta, vicino ad una palude, e fonda “Macondo”, il villaggio dove si svolgerà tutta la storia. Nonostante sia un villaggio isolato la vita del paese si sviluppa fino a farlo diventare una cittadina (anche grazie agli stessi Buendía ed alle loro “strane” idee) per poi farlo regredire ad una città fantasma che viene spazzata via da un uragano nell’ultima pagina del libro. Sette generazione di Buendía riempiono le pagine del romanzo, e la storia è tutta incentrata su di loro, ma non chiedetemi di raccontarla perché – per farlo in […]

Il libraio di Selinunte (reprise)

Post brevissimo (ci provo). Ho riletto “Il libraio di Selinunte” di Vecchioni (vedi mio precedente post) e, se possibile, l’ho trovato ancora più bello. L’idea che il mondo perde senso quando sono le parole a perdere senso la trovo magnifica: solo attraverso le parole riusciamo a comunicare in modo pieno (seppur, comunque, imperfetto), e quando queste si svuotano tutto quello che sappiamo, conosciamo, tocchiamo, vediamo perde senso, non è più spiegabile. Attenzione: per “parola” non intendo solo la sua espressione sonora, ma anche scritta, cantata, espressa coi gesti. Ripensavo, mentre riflettevo sul potere della parola, ad un “cameo” di Beppe Grillo in “Libera la mente” di Giorgia che riprende lo stesso tema: Non han più senso le parole / le parole quando scardinano le parole quando tu sei abituato a una parola come concetto hai un pensiero dietro la parola se mi cambi il significato di quella parola lì mi cambi un concetto mi cambi il mondo davanti e io rimango senza armi, come un ebete Fonte (testo completo canzone): http://www.angolotesti.it/G/testi_canzoni_giorgia_143/testo_canzone_libera_la_mente_feat_beppe_grillo_863135.html Una cosa che non avevo notato la prima volta: i personaggi forse più cari a Nicolino (o almeno quelli che lo aiutano in questa avventura) sono lo zio Nestore, sempre silenzioso e – in contrasto – il libraio, ricco di parole. Lo zio Nestore sostituisce Nicolino nel letto quando questi va dal librario: il silenzio (dello zio) legato al sonno, l’inattività, (la morte?) contro il suono, la parola, legati alla vita, alla crescita. Interessante, molto interessante…

Questo blog si serve di cookie tecnici per l'erogazione dei servizi e ospita cookie di profilazione di terze parti, utilizzati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Se vuoi saperne di più a riguardo, compreso come cancellarli e/o bloccarli, accedi alla pagina Cookie Policy per visionare l'informativa completa, altrimenti clicca su "OK" per accettarli esplicitamente. Se prosegui nella navigazione sul sito acconsenti tacitamente al loro uso. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi