Num3ri assassini : come scoprire con la matematica tutti i segreti del crimine (Mariano Tomatis)

Ovvero cosa è vero e cosa è falso in telefilm come CSI, Numb3rs, NCIS, … Diciamo la verità: tutti siamo colpiti dalla competenza scientifica mostrata in telefilm come CSI (e simili): è l’agglomerato perfetto (specie lo spin off CSI Miami): bei protagonisti, belle ambientazioni, laboratori puliti ed ipertecnologici, una logica deduttiva e ricostruttiva che inchioda il colpevole alle sue responsabilità. Ma è proprio così? Incuriosito da telefilm come il sopra citato CSI, o Numb3rs, o NCIS o tanti altri, dove la matematica e la logica la fanno da padroni, ho comprato questo libro di Mariano Tomatis per capire se fosse veramente così – anche se so per certo che le videate dei software (per il confronto di impronte, per la ricerca del DNA ecc. ecc.) nella realtà sono molto più semplici di quelle che si vedono nei telefilm. Mariano fa un excursus dei metodi scientifici usati attualmente dalle polizie di tutto il mondo e lo fa prendendo in esame sia crimini del passato, sia casi attuali, sia romanzi gialli e noir fra i più classici. Parla della retroanalisi (intuire come si è mosso un omicida dalle scene del crimine), del profiling geografico (cercare di individuare una zona in cui concentrare le indagini), di come è nata la classificazione delle impronte digitali e di come si studiano le tracce di sangue in un ambiente per capire la posizione di assassino e vittima. La prima cosa che si intuisce è che la realtà non è come nei casi di Sherlock Holmes o […]

Malastagione (Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli)

Storia di un duplice assassinio nei boschi dell’appennino tosco-emiliano Il giovane ispettore della forestale Marco Gherardini ha ereditato due cose dal nonno: la passione ed il rispetto per il bosco, ed il soprannome: “poiana”, come il rapace che – testardo – punta la preda e aspetta il momento giusto per colpire. E’ uno dei più giovani ispettori della forestale e – subito dopo aver concluso gli studi ed il corso – è tornato ai luoghi natii: Casedisopra, piccolo comune dell’appennino tosco-emiliano. Ci sono tante cose da fare: ripopolamento dei fiumi, bracconaggio, salvaguardia della foresta, ritrovamento dei turisti che si smarriscono durante le gite estive… “ma una cosa così non l’aveva mai vista”, come viene scritto in copertina. Adùmas, un compaesano che sembra strano come il nome che porta (ma entrambi sono meno strani di quel che sembra), vede un cinghiale con in bocca un piede umano. Sì, proprio un piede: questo significa che da qualche parte c’è un corpo di un uomo senza un piede. Un omicidio nel piccolo paesino? O forse un incidente? Purtroppo si scoprirà che si è trattato di un efferato delitto. E poiana è chiamato ad indagare: il corpo viene ritrovato (ormai a mezzo romanzo) nel bosco dopo un incendio e quindi le indagini devono essere gestite dalla forestale. E forse è meglio, vista l’incompetenza del comandante dei carabinieri del paesino. Indaga, poiana, indaga… e scopre gli intrighi e gli interessi di paese, o meglio di alcune persone che cercavano di trarre vantaggi piegando alcuni regolamenti […]

Giochi di potere : B-Virus (Tom Clancy con Martin Greenberg e Jerome Preisler)

Il solito cattivone che crede di poter coinvolgere tutto il mondo nella sua vendetta contro un uomo… Non male, via… diciamo che Tom Clancy sta risalendo la china verso quello stile che credo gli sia più congeniale: tensione in ascesa costante fino all’esplosione finale. Ancora non è così (manca ancora un po’ a tornare a personaggi del calibro di Jack Ryan) ma rispetto ad alcuni degli ultimi suoi libri la cosa è migliorata. Questo libro è – in qualche modo – il sequel di “Progetto Orion”: Gordian, il capo della UpLink, una multinazionale che si occupa di comunicazioni satellitari, viene quasi assassinato usando un tremendo virus attivabile a comando. Come sempre il bene trionfa: la squadra di sicurezza della UpLink riesce a trovare la base dove è stato prodotto il virus, e grazie a tutti i dati contenuti nella base è possibile curare Gordian. La trama di per sé non è molto più lunga: ci sono intermezzi col narcotraffico, con personaggi che tradiscono la fiducia, complotti vari a vari livelli, uccisioni, eccetera. La maestria di Clancy è sempre stata quella di gestire la tensione per incollare il lettore al libro, con una giusta dose di tecnologia ma senza esagerazioni (sennò il lettore si troverebbe disorientato). Come dicevo in passati post una parte di questa maestria si era persa, secondo me, quando si è iniziato a sfruttare il nome “Tom Clancy” come un marchio di fabbrica. Adesso, però, sembra che qualcosa stia tornando a galla. Veniamo subito alla nota dolente: il […]

E disse (Erri De Luca)

I “dieci comandamenti”, le “dieci Parole”, accolte da uno straniero che segue il popolo ebraico Nella sua passione per l’ebraismo (e per la lingua ebraica) Erri De Luca ci porta in un altro dei suoi viaggi nella storia del popolo ebraico, ed in particolare in quel momento dell’esodo che vide la consegna dei 10 comandamenti (come li chiamiamo noi), o meglio delle “dieci parole” (come indicato da una più precisa traduzione). Tutti li abbiamo presenti, dato che veniamo da una cultura cattolica. Magari non ricordiamo la formulazione precisa o l’ordine insegnato a catechismo, ma tutti sappiamo che esiste un “non rubare”, un “non desiderare”, un “non uccidere”… Ma De Luca ci riporta all’origine di essi. Certo, un origine un po’ romanzata, con un Mosè che scende dal Sinai (o Hòrev, come è chiamato in ebraico) disidratato, quasi rotolando, mezzo morto… E’ suo fratello che si prende cura di lui, e lui, talmente inebriato dalla divinità, non riesce più a capire o a riconoscere niente (la bibbia stessa dice che il suo volto riluceva quando discese dal monte, e Michelangelo mise in testa al suo Mosè dei coni che dovevano rappresentare questa luce, ma che qualcuno ha scambiato per “corna”). Ma alla fine Mosè ricorda cosa la divinità ha detto, e pronuncia quelle frasi a voce alta, in fronte a una parete rocciosa. E le parole, così forti e così inossidabili, si scolpiscono nella roccia al suono della sua voce (qualcuno dice addirittura di aver visto il dito di Dio inciderle), […]

Kafka sulla spiaggia (Murakami Haruki)

“Ti stai avvicinando a una verità metaforica attraverso la realtà? O a una verità reale attraverso una metafora?” (capitolo 31) Vi è mai capitato che un libro si insinui nel vostro sonno? Questo romanzo mi si è intrufolato nei sogni e si materializzava nel mio mondo onirico anche scombussolandomi un po’. Devo ammettere che la lettura di una parte di romanzo avveniva quasi sempre prima di addormentarmi, e forse è per questo che ha avuto facile accesso al mio subconscio, ma non mi era mai capitato con altri romanzi… D’altro canto la storia stessa è un ondeggiare fra realtà fisica, mondo metafisico e sogni; fra metafore del mondo reale e verità metaforiche. Ed ognuno dei mondi che tocca è spiegazione o continuazione dell’altro mondo. Cioè: il mondo dei sogni realizza ciò che il subconscio vorrebbe fare ma nel mondo reale non è fatto, ed il mondo reale è stimolo e creazione al mondo onirico. Ma andiamo alla storia, che – seppur complessa ed intricata – cerco di riassumere brevemente. Nakata e Kafka (non lo scrittore) sono i personaggi principali di questo romanzo, legati da qualcosa di invisibile ma inesorabile. Attorno a loro altri personaggi, anche se possono essere considerati di “supporto”, aggiungono tasselli alla storia. Entrambi sono in fuga da qualcosa, entrambi in ricerca di qualcosa. Kafka ha 15 anni, e quello non è neppure il suo vero nome, ma si fa chiamare così nella terra dove viene ospitato dopo la fuga. Nakata, invece, da bambino ha subito uno strano […]

La briscola in cinque (Marco Malvaldi)

Lo sapevo. L’avevo detto io… Dopo aver letto “Odore di chiuso” dello stesso autore la voglia di continuare il filone era tanta. Trovato il libro d’esordio dell’autore (appunto: “La briscola in cinque”) il lunedì mattina alle 8, il venerdì sera alle 22 il libro era finito (e non ho potuto dedicargli tutto il tempo che avrei voluto). Ora, a parte gli scherzi, sono “appena” 160 pagine che scorrono veloci, in un formato tascabile (tipico dell’editore Sellerio, e con la stessa qualità di altri libri Sellerio). La storia è semplice e ricalca i grandi giallisti del passato. Ma il personaggio principale, in questo caso, è un semplice barista di una località balneare toscana: persona arguta, dalla battuta pronta, buon osservatore e cervello fino, è spalleggiato da un gruppetto di vecchietti amici di suo nonno Ampelio, vecchietti che lo iniziano al gioco della briscola in cinque (da qui il titolo del romanzo). Massimo (il barista) si trova coinvolto in un omicidio: un giovanotto ubriaco si ferma al suo bar per telefonare alla polizia ma – dato lo stato alticcio del ragazzo – la polizia crede ad uno scherzo. Massimo va allora insieme al ragazzo per scoprire se c’era qualcosa di vero in quello che raccontava e purtroppo scopre che il corpo di una giovane e bella ragazza abitudinaria del mare di quella zona è stato gettato in un cassonetto vicino. Ovviamente Massimo non vorrebbe intrometterai nelle indagini, ma il suo spirito di osservazione fornisce una serie di dettagli che erano scappati agli […]

Odore di chiuso (Marco Malvaldi)

Un Artusi-Poirot che legge di Sherlock Holmes in un castello della maremma Simpatico. Anzi: ganzo. Si, definirei così questo romanzo che – se da una parte è un giallo abbastanza avvincente – dall’altro ha in sé tutta l’ironia toscana, con i suoi pregi (la sua schiettezza, i suoi modi di dire e le inflessioni esilaranti) ed i suoi difetti (la sua schiettezza, i suoi modi di dire e le inflessioni un po’ pesanti). Ambientato a fine 1800, in un castello della maremma, vicino a Bolgheri, il Barone di Roccapendente ha invitato due ospiti per la battuta di caccia del fine settimana. Il primo è un fotografo chiamato ad immortalare alcune scene familiari nello splendido paesaggio (almeno così dice la versione ufficiale – ma la versione “ufficiosa” la lascio scoprire a chi leggerà il libro). Il secondo è il “famoso”, almeno per noi, Pellegrino Artusi, che oggi chiameremmo “gastrosofo” (sapiente di gastronomia). A turbare la quiete del fine settimana ci si mette di mezzo, però, un morto – e per di più un morto ammazzato: un servo del barone che viene trovato in cantina, con la porta serrata dall’interno, raggomitolato su una sedia privo di vita. Mistero fittissimo (come può essere stato ucciso se la cantina era chiusa dall’interno e nessuno ne è uscito quando hanno scardinato la porta?), degno della Christie di “Dieci piccoli indiani”, con una soluzione scientificamente perfetta e non troppo scontata. Oddio, già da metà romanzo si inizia ad intuire qualcosa, quindi il finale non è proprio […]

Amsterdam : la rete uccide (Charles Den Tex)

Fantapolitica in salsa internet Devo dire che il titolo del libro mi aveva incuriosito, insieme alla recensione (trovata su un altro libro). Ma, nella realtà dei fatti (o nella fantasia della storia, se preferite) mi ha emozionato solo a metà. Ci sono elementi, in questa storia, che non quadrano. Andiamo per ordine: la trama. E’ abbastanza lineare, con qualche colpo di scena ma con un finale che riusciamo ad immaginare, nella sua concezione di base, già da metà libro. Il protagonista (Michael Bellicher), esperto di comunicazione all’interno di una ditta internazionale di consulenze, viene coinvolto in un omicidio. Considerato il colpevole, mentre è in fuga, cerca di scoprire cosa veramente è successo e si accorge che dietro a tutto ciò c’è qualcosa di molto grosso. Braccato, si fa aiutare da alcuni amici e da sua “sorella”: riesce infine a capire che una organizzazione segreta sta cercando di controllare il mondo attraverso la rete. Ovviamente c’è il lieto fine: la stessa rete fornisce a Michael i mezzi e gli aiuti per sbaragliare i cattivi e riprendere la sua regolare vita. Se la costruzione della storia non è male, ci sono alcuni elementi di imprecisione che guastano il romanzo. Ora, siamo sinceri: forse lo guastano solo alle persone come me che coi PC e con Internet ci lavorano da oltre 10 anni. Può darsi che il mio amico che il PC lo usa solo per giocare a Farmville su Facebook non noti questi dettagli, ma per me sono grosse imprecisioni. Ma sarei […]

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