L’isola del tesoro (Robert Louis Stevenson)

“Pezzi da otto! Pezzi da otto!” Se ci sono, in alcuni romanzi, frasi che ti rimangono appiccicate addosso – anche senza un senso particolare ma solo per la sonorità di esse – quella di questo romanzo è sicuramente il “pezzi da otto” gracchiato dal pappagallo di Long John Silver, frase che ancora sveglia di soprassalto Jim quando invade i suoi incubi. Cosa è l’isola del tesoro? Il romanzo (ho letto l’introduzione, stavolta) è nato come storia da raccontare ai ragazzi prima di dormire: Stevenson la buttò lì una sera e piacque tanto che tutta la famiglia, nei giorni seguenti, collaborò per portare avanti le avventure di Jim. Uscì, poi, come racconto per ragazzi ma non ebbe molto successo, al che l’autore – dopo averci lavorato un po’ – la pubblico come storia di avventura pensando ad un pubblico adulto che abbia ancora voglia di avventure, ed ebbe il successo che sappiamo (fino a diventare un classico della letteratura). La storia è semplice: Jim, adolescente, trova una mappa fra le cose di un vecchio pirata che alberga presso l’osteria del padre: insieme ad un conte e ad un dottore decidono di metter su una spedizione per raggiungere l’isola ed il tesoro. Ma i vecchi compagni del pirata che ha nascosto tutto quel ben di Dio si imbarcano sulla nave come marinai, con l’intenzione di appropriarsi dell’oro appena scoperto e uccidere conte, dottore e Jim. Fra peripezie, doppiogiochismo, avventure, colpi di scena e lieto fine i nostri eroi riescono a tornare a […]

Le sante dello scandalo (Erri De Luca)

“…queste donne furono riempite di grazia, forza sovrannaturale per sostenere da sole la rissa con il mondo e con le leggi degli uomini” (capitolo “tu donna”) Che Erri De Luca fosse un appassionato del mondo ebraico, e soprattutto delle sacre scritture, lo sapevamo. Che fosse anche un “amante” del mondo femminile, anche questo lo sapevamo. Non mi ha quindi sorpreso trovare questo libricino (nel suo stile: meno di 60 pagine) che fa una fotografia di 4+1 donne che – stranamente – rientrano nella lista degli antenati di Gesù raccontata dal Vangelo di Matteo. Perché strano? Iniziamo a dire che l’elenco delle generazioni che fa Matteo è volutamente particolare: nomina infatti 42 generazioni fra Gesù e Abramo (senza discendere fino ad Adamo): in altre fonti (Vangelo di Luca) però ne contiamo di più. Ma strano soprattutto perché ci sono quelle 4 donne (dell’antico testamento) più Maria che, in una cosa prettamente da uomini (come le genealogie), sembrano incastrarci poco. Senza contare che alcune sono anche straniere… Ecco quindi che De Luca vuol fare una riflessione su queste donne. Non gli interessa tanto il contrapporsi fra maschilismo e femminismo (all’epoca dei fatti entrambi i sessi avevano ruoli precisi: la donna gestiva la vita, l’uomo la tradizione – adesso sono cose che si sono perse e si è caduti in meschini pregiudizi). Sono donne, esclusa Maria, che si innestano nel ceppo ebraico: sono straniere che abitano la terra promessa o conoscono uomini ebrei e si innamorano della loro fede, di quel Dio unico […]

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