C’è spazio per tutti : il grande racconto della geometria (Piergiorgio Odifreddi)

Dal teorema di Pitagora a seno e coseno come non li avete mai conosciuti Tutto quello che noi oggi diamo per scontato (almeno noi che abbiamo conosciuto la geometria solo a livello scolastico) è nato attraverso scoperte di grandi del passato come Pitagora, Talete e tanti altri. Persone talmente grandi che hanno dato il loro nome ai vari teoremi che tanto ci annoiano a scuola. Ecco il punto: la geometria che io, almeno, studiavo (non molto) fra i banchi era una cosa noiosa, fatta di teoremi da imparare a memoria e da utilizzare in problemi che, alla fine, erano sempre i soliti. Nonostante la brillantezza di alcuni maestri o prof, in realtà questa materia non mi ha mai entusiasmato anche se ho sempre sentito una curiosità viscerale verso certi suoi elementi. Per esempio mi son sempre chiesto perché la somma dei quadrati sui cateti è uguale al quadrato costruito sull’ipotenusa, ma soprattutto come mai qualcuno si era messo a fare i calcoli e le dimostrazioni necessarie per spiegare tutto ciò. Se si legge la storia di come alcune cose sono state scoperte la faccenda inizia a diventare affascinante. Certo, non è un thriller o una spy story come piacciono a me, ma si scoprono elementi che ti fanno rivalutare tutta la materia. Logicamente le prime scoperte derivavano da necessità pratiche o religiose. Nel primo caso l’esempio più concreto è la ri-suddivisione dei campi dopo le alluvioni del Nilo: calcoli che venivano tutti fatti con bastoni e corde e grazie ai […]

La tempesta (W. Shakespeare)

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (atto IV) Maledetta pubblicità… sì perché è colpa di una nota casa automobilistica (che ha citato in una sua pubblicità una delle frasi di questa opera) che mi è venuto voglia di leggermi questa commedia. Bè, la cosa non mi è dispiaciuta, considerando che il testo è scaricabile, legalmente, gratis (per chi ha un iPad lo trovate in Italiano nel negozio di libri legato all’App iBook; altrimenti in “Liber liber – progetto Manuzio” – ecco il link diretto al PDF). La trama è semplice: Prospero, il duca di Milano, viene esiliato dal fratello che prende il potere sul ducato. Insieme a Prospero viene esiliata anche, piccola, la figlia Miranda. I due vivono su una isola (non si capisce bene dove: io suppongo sia, comunque, nel mediterraneo), insieme a Calibano, figlio di una vecchia strega (ormai morta) esiliata anche lei sull’isola. Grazie ai suoi studi sulla magia Prospero si è garantito i servigi di alcuni spiriti comandati da Ariel (Ariele secondo alcune traduzioni). Grazie agli spiriti Prospero riesce a far naufragare una comitiva di cui fa parte l’usurpatore del suo regno: la sua intenzione è quella di tornare al suo ducato e di esigere giustizia verso l’usurpatore e chi lo ha aiutato. Potremmo chiamarla “vendetta” ma in realtà Prospero non ha nessuna intenzione di usare violenza: sia nel “naufragio controllato”, sia nelle successive azioni Prospero raccomanda sempre e comunque ai suoi spiriti di salvaguardare la vita alle persone coinvolte. E’ più corretto, quindi, […]

Cent’anni di solitudine (Gabriel García Márquez)

La saga di una dinastia che attende, inconsapevole, la propria fine Scusate, sembrerò irriverente, ma la prima (e sicuramente superficiale) impressione che ho avuto durante la lettura di questo classico della letteratura è stata “mi trovo davanti alla sceneggiatura di una telenovela”. Questa sensazione era dovuta, soprattutto, al continuo innamorarsi fra cugini e cugine, zie e nipoti, ai fatti “strani” che ogni tanto si verificavano, ai figli scomparsi e creduti morti che dopo anni tornavano a casa. Ma, se si scava un po’, c’è molto di più in questo romanzo (altrimenti perché, nel 1982, sarebbe valso il Nobel per la letteratura all’autore?). La storia è quella di una dinastia destinata alla solitudine e all’autodistruzione: il capostipite José Arcadio Buendía fugge, con la propria famiglia ed alcuni amici, dal suo paese natale dopo aver ucciso (per una pesante offesa verso la sua virilità) l’avversario in un combattimento di galli. Il gruppo, dopo giorni di cammino, si stabilisce in una radura nella foresta, vicino ad una palude, e fonda “Macondo”, il villaggio dove si svolgerà tutta la storia. Nonostante sia un villaggio isolato la vita del paese si sviluppa fino a farlo diventare una cittadina (anche grazie agli stessi Buendía ed alle loro “strane” idee) per poi farlo regredire ad una città fantasma che viene spazzata via da un uragano nell’ultima pagina del libro. Sette generazione di Buendía riempiono le pagine del romanzo, e la storia è tutta incentrata su di loro, ma non chiedetemi di raccontarla perché – per farlo in […]

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