Il barone rampante (Italo Calvino)

Una favola per bambini che diventa una metafora per adulti Semplice e dolce, ma anche profonda, questa storia inizia come una favola per bambini ma si trasforma, con l’avanzare dell’età del protagonista, in una metafora per adulti, in un richiamo alle scelte forti e alla coerenza nel mantenere queste scelte. Chi narra le vicende del Barone Cosimo Piovasco di Rondò è suo fratello minore, Biagio. Siamo a Ombrosa, una vallata ricca di alberi che si stende dalle alpi liguri al mare. La vicenda inizia il 15 giugno 1767 (Biagio ricorda esattamente quel giorno) e procede per vari anni (circa 60) fino all’uscita di scena di Cosimo (e che uscita di scena!). Anche in questo caso non mi dilungo sulla trama: il link iniziale (che riporto anche qui) rimanda a Wikipedia, dove – oltre al riassunto della storia – potete approfondire altri dettagli. Io mi limito a fare un breve riassunto. Tutto inizia il giorno in cui Cosimo si rifiuta di mangiare, a pranzo coi genitori, il fratello Biagio e la sorella Battista, uno dei disgustosi piatti preparati da quest’ultima. Scopriamo che si tratta di una famiglia di nobili, un po’ in decadimento, ma sempre nobili. Cosimo decide, per ribellione alle ingiunzioni del padre, di uscire di casa e – poco dopo – di salire su un albero promettendo di non scendere più. E da quel giorno inizia la vita di Cosimo sugli alberi: si organizza (anche grazie al fratello), conosce nuove persone (Viola, la bambina dei vicini; la banda di […]

[Tom Clancy] Net Force

Un romanzo di Steve Perry da un’idea di Tom Clancy e Steve Pieczenik Uff… adesso non si capisce più neppure se il nome “Tom Clancy” fa parte del titolo o se è solo il “marchio” per attirare i lettori. Tanto che mi sono sentito costretto a metterlo nel titolo del post non come autore ma come facente parte del titolo stesso. E sono stato costretto a mettere l’ “indicazione di responsabilità” (autore e collaboratori) dove di solito inserisco una frase descrittiva dell’opera. Ma non perdiamo troppo tempo e andiamo al sodo. Anche perché lo spessore del romanzo impone una trattazione veloce. Nel romanzo ci sono le caratteristiche fondamentali di un’opera di Tom Clancy: azione in un tempo ristretto, tensione costante (stavolta, però, un po’ più leggera), eroismo tipico americano, fantapolitica. La trama è semplice: il classico terrorista scatena una serie di eventi secondo un proprio piano che lo dovrebbe portare al dominio del mondo. Stavolta il campo di azione è internet (il romanzo è ambientato nel 2020) e l’unica forza in grado di contrastarlo è la squadra “Net Force” che fa capo all’FBI. Si tratta di un piccolo gruppo che grazie a sistemi sofisticati (e ad una unità militare di élite) contrasta il crimine su Internet. Nonostante il piano sia ben congegnato, con tempi sufficientemente dilatati per non far notare la sua attività, i tecnici di Net Force si accorgono che qualcosa non va e – ovviamente – sventano il piano di controllo del mondo del pazzoide. Le pagine sono […]

Cuore di tenebra (Conrad)

“Qualcosa deve restare. Le sue parole, almeno, non sono morte.” “Le sue parole resteranno” dissi. Prendiamo un uomo che ha voluto girare il mondo, un marinaio che insieme a pochi compagni si trova su uno yawl (imbarcazione a due alberi) in attesa che il riflusso li porti via dal Tamigi e li faccia entrare in mare aperto. Prendiamo il crepuscolo che cede sempre più alla notte. Diciamo che per riempire l’attesa si trova una storia da raccontare, ed ecco l’inizio di “Cuore di tenebra”. Marlow è colui che racconta, ed è anche il protagonista della storia. Una storia di quando era più giovane, di quando – bambino – Marlow sognava di conoscere un territorio inesplorato, nel cuore dell’Africa. Sogno che realizzerà quando sarà più grande, grazie alla colonizzazione di quei territori da parte della “Compagnia”. La “Compagnia” aveva mandato in africa diversi agenti col compito di colonizzare la zona, addirittura di studiare sistemi di “civilizzazione” dei popoli. Ben sappiamo, nella realtà, come la storia sia andata avanti, e ben descrive, Conrad, la faccenda: sfruttamento degli indigeni come schiavi (venivano pagati con perline, fili di rame, e roba simile) e per accedere alle grandi risorse di avorio presenti sul territorio. Marlov, grazie all’interessamento di una zia, riesce ad ottenere il comando di un vapore che solca uno dei fiumi che dalla costa si spingono verso la parte più centrale dell’Africa. Quasi dimenticavo: nel racconto non viene mai specificata la zona dove si svolge la vicenda, ma nell’introduzione viene indicata come l’ex […]

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