Parola di Giobbe (Giobbe Covatta)

Un po’ di ironia con le sacre scritture… Giobbe Covatta è uno dei comici che adoro. MI piacciono soprattutto le sue incursioni nella sacra scrittura, irriverenti ma non eccessive, ironiche ma non esagerate. Questo librettino è la “traduzione” di un (abbastanza) famoso pezzo in napoletano di Giobbe: “Dicette Giobbe”. Vi sarà facile riconoscere alcuni brani (ne ho ritrovati molti anche su Internet), ma magari non sapevate che facevano tutti parte di questo corpo unico. Non ci sono trame da raccontare, se non che il libro ripercorre il Vecchio Testamento dalla creazione all’episodio di Davide e Golia. Ci sono poi piccole incursioni nei Vangeli e nelle Lettere, ma si nota che sono battute “secche” che sembrano aggiunte dopo. In effetti devo dire che l’ironia si affievolisce via via che si procede con la lettura. Mi sembra che il racconto di Davide e Golia sia leggermente più forzato rispetto alla “creazione”. Forse Giobbe ha lavorato a questi brani in più riprese e probabilmente dopo un po’ è stato preso da altre cose e ci ha pensato sempre meno. Comunque ritengo sia un libro da portarsi sotto l’ombrellone, magari da leggere in compagnia degli amici, così da poter ridere insieme: perché ridere fa bene e fa ancora meglio se fatto insieme. Buona lettura.

Io sono Dio (Giorgio Faletti)

Storia di un uomo che eredita una vendetta Devo iniziare subito con una considerazione positiva: Giorgio è tornato a scrivere una storia senza bisogno di interventi soprannaturali (anche se il titolo farebbe pensare tutto il contrario). Sì, l’uso del soprannaturale nei romanzi e racconti dopo “io uccido” era sempre più massiccio. Spiriti, eventi al di là del naturale e cose simili non mi piacciono tanto quando sono calati dentro racconti thriller e gialli dove dovrebbero essere solo la logica e la causalità a spingere avanti la trama del romanzo. Ed ho “criticato”, nei miei post precedenti, questa scelta di Giorgio. Ma ho anche affermato che, nonostante questa nota non gradita, lo stile con cui Giorgio racconta le storie mi è sempre piaciuto (e continua a piacermi). E’ come se Giorgio fosse tornato alle “origini” del suo successo: come in “io uccido”, non si trovano in questo romanzo né storie di spiriti, né scene di sesso (c’è un accenno, all’interno di una storia d’amore, ma senza entrare troppo nell’intimità della coppia – insomma, una cosa più “naturale” delle pagine scritte in precedenti romanzi). Fatta la considerazione positiva, passiamo a quella “negativa”: la storia è bella ma secondo me manca di qualcosa. Non voglio raccontarvi tutta la trama, ma per spiegarmi sono costretto a rivelare qualcosa. Siamo a New York ai giorni nostri. Vivien, una giovane detective in forza al tredicesimo distretto del NYPD (New York Police Departement) vive una vita difficile: deve prendersi cura della sorella malata, abbandonata dal marito, e […]

Il bambino con il pigiama a righe (John Boyne)

Per imparare a vedere il mondo con l’innocenza di un bambino Ci sono storie piacevoli, altre emozionanti, altre ancora che – semplicemente – ti lasciano un segno dentro. Questa è una di quelle. Bruno è un bambino di 9 anni che vive a Berlino. Sono gli anni della seconda guerra mondiale ed al padre di Bruno viene affidato un compito, dal “Furio” in persona, che costringe tutta la famiglia a trasferirsi. Bruno deve lasciare a Berlino tutto quello che gli piace: la casa, talmente grande che ancora non è riuscito ad esplorarla tutta; i tre amici del cuore, compagni di scorribande; i nonni. Nella sua innocenza Bruno non si rende conto di cosa gli sta accadendo intorno. Sa qualcosa della guerra, ma non troppo da preoccuparsene. Sa che il padre è un soldato – un “comandante” – ma non capisce bene il lavoro che fa. Sa che il “Furio”, il capo del padre, gli resta antipatico ma non comprende chi egli sia. Tutta la famiglia, quindi, si sposta da Berlino ad “Auscit”: un posto tetro su cui aleggia un’aria di tristezza che da subito turba Bruno. Niente amici: solo la sorella (il “Caso Disperato”) per parlare. Tanti bambini, ma oltre un recinto di filo spinato: cosa ci fanno lì? E perché sono vestiti tutti uguali, con un pigiama a righe? Un giorno Bruno decide di rischiare una esplorazione: si avvia lungo al recinzione e trova un bambino, al di la della rete, seduto per terra. Nasce una amicizia fra loro, […]

Gli inganni di Locke Lamora (Scott Lynch)

Vendetta tremenda vendetta Prendete uno stile di vita fra il medievale ed il rinascimentale, aggiungete un pizzico di magia e collocatelo in una città costruita sulle rovine di una civiltà aliena. E’ questo il mondo in cui si muovono i personaggi di Scott Lynch, ed in particolare l’astuto ladro Locke Lamora e la sua banda di Bastardi Galantuomini. Chi è Locke? Il romanzo ce lo presenta come uno dei tanti orfani della gigantesca città ci Camorr. Il Forgialadri (un nome, un programma) estende la sua protezione su di lui, come su tanti altri ragazzi senza casa né affetti. Ed il ricovero del Forgialadri sarà la scuola di questi scugnizzi: dovranno imparare a destreggiarsi negli inganni, nelle rapine, ed in tutte quelle cose più o meno losche che permetteranno a loro (ed al loro tutore) di vivere. Quando sarà il momento, poi, verranno ceduti alle varie bande che controllano i vari quartieri della città. Ma per Locke le cose vanno in modo diverso: la sua astuzia è talmente raffinata che… combina un casino tale che il Forgialadri è costretto a condannarlo a morte. Ma, si sa, anche i farabutti hanno un “cuore” ed il Forgialadri decide di cedere il ragazzo a Catena, il sacerdote del Disonesto Tutore (il tredicesimo Dio adorato da quella popolazione, colui che protegge rapine e truffe…). In questo modo spera di tenere in vita il ragazzo, ma soprattutto spera di ricavarne ancora qualche spicciolo (sì, il cuore del Forgialadri è molto simile ad un porta monete, e […]

Millennium Trilogy (Stieg Larsson)

15 centimetri di gialli svedesi Ale, Ale… che hai fatto? No, non è un grido di gioia (manca l’accento sulla “e”), ma un appunto alla cugina che mi ha consigliato questo autore costringendomi (piacevolmente) ad una indigestione di gialli… 15 centimetri è l’altezza dei tre libri messi uno sull’altro. 760 è il numero medio di pagine per volume. Tutto letto in pochi giorni. Questi numeri non sono per vantarmi ma per farvi capire quanto mi hanno preso questi tre libri. A proposito: diamo anche un po’ di titoli. Il primo è “Uomini che odiano le donne”, il secondo “La ragazza che giocava con il fuoco” ed il terzo “La regina dei castelli di carta”. Tutti e tre di Stieg Larsson, giornalista e scrittore svedese, purtroppo morto da poco tempo. Tutti e tre i gialli ruotano intorno a due personaggi fondamentali: il giornalista Mikael Blomkvist, della rivista Millennium (da questo “Millennium Trilogy”) e la hacker Lisabeth Salander. Insieme a loro altri personaggi fondamentali in tutti e tre i libri, ma in (leggero) secondo piano nelle vicende narrate: Erika (capo e amante di Mikael), e Dragan Armanskij (capo e non amante di Lisabeth). Le trame dei tre libri sono abbastanza complesse da richiedere lunghi paragrafi. Farò quindi un riassunto molto breve, indicando fin da subito che “La ragazza che giocava col fuoco” (secondo volume) e “La regina dei castelli di carta” (terzo volume) sono l’uno l’immediato seguito dell’altro (mentre fra le storie del primo volume e gli altri due c’è un intervallo […]

Martin Eden (Jack London)

Storia di un giovane che si mette a studiare per scoprire la vita ma che non ne rimane soddisfatto… Iniziamo subito col dire che ho avuto dubbi se mantenere ancora questo blog. Jack London fa dire a Martin Eden “Sì, le persone che non sanno scrivere scrivono troppo sulle persone che scrivono” (capitolo 32). E’ forse uno sfogo dell’autore stesso sui vari recensori e opinionisti che non hanno abbastanza spunto per scrivere qualcosa di successo e si “divertono” a stroncare gli altri (almeno è quello che ho capito dal romanzo). Insomma: io non so scrivere – me la cavicchio (non scrivo troppe castronerie) ma non sarò mai in grado di scrivere come Jack London o Hemingway o Joyce o i tanti altri autori con cui ho arricchito la mia biblioteca. Mi domandavo, quindi, se fosse opportuno continuare a scrivere. Ho risposto di sì giustificandomi col fatto che le mie non sono recensioni vere e proprie ma piuttosto un tentativo di coltivare una passione per i libri. Ma andiamo al libro. Un giovane, Martin Eden, appena maggiorenne, vive facendo svariati lavori. Quello che lui preferisce è il marinaio: gli permette di viaggiare per il mondo e di mettersi da parte piccoli gruzzoli che gli consentono di stare qualche settimana sulla terra ferma quando finisce un viaggio. Una sera è invitato a cena da una famiglia borghese: ha salvato Arthur da una rissa e lui – d’accordo coi genitori, il fratello e la sorella – per ringraziarlo lo invita in casa sua. […]

Evasori : chi come quanto : L’inchiesta sull’evasione fiscale (Roberto Ippolito)

Un resoconto sull’Italia che evade le tasse. Questo libro l’ho letto a pezzi: prima un capitolo, poi una pausa (magari un altro libro), poi l’ho ripreso… e finalmente l’ho finito. E vi confesso che limiterò il post a poche righe perché non credo ci sia molto da dire sul contenuto. Attenzione, quanto detto sopra non significa che non abbia ritenuto il libro interessante, ma piuttosto che il libro è pieno di fatti risaputi. Ogni capitolo riprende, infatti, storie più o meno conosciute (articoli di giornale, statistiche, inchieste della Guardia di Finanza o di trasmissioni televisive). I dati, insomma, sono tutti pubblici: l’autore ha il merito di averli riorganizzati e presentati in forma più semplice. Perché mi ha interessato questo libro (e perché l’ho comprato)? Non ricordo in quale trasmissione – ormai 3-4 mesi fa – vidi l’autore che parlava del libro. Mi colpì una sua affermazione, che non ricordo a memoria, ma suonava più o meno così: “ho scritto il libro perché la gente si arrabbi”. Insomma: l’intenzione di Ippolito era quella di far crescere l’indignazione per il fenomeno tutto italiano dell’evasione fiscale. Purtroppo, però, noi italiani siamo un po’ controversi in questo. Spesso sbraitiamo indignati verso gli evasori, ma molti non si lasciano scappare qualche occasione per pagare meno tasse. Causa di questo fenomeno, secondo alcune argomentazioni del libro, è anche l’alta tassazione italiana, che invoglia a evadere. Altri esperti, in altri punti del libro, dicono (ovviamente) che se tutti pagassero le tasse l’imposizione fiscale sarebbe più bassa. Il […]

L’amore a Londra ed in altri luoghi (Flavio Soriga)

Storie di uomini e donne che si lasciano o si rincontrano, si abbracciano e si abbandonano; storie di solitudine, di compagnie di una notte, di ricerca per tutta la vita. Ci sono cose, piccole cose, che ogni tanto ti fanno piacere. A me è successo pochi giorni fa: vengo contattato per sapere se mi interessa ricevere il libro oggetto di questo post. So che è successo ad altri blogger e che è una pura operazione commerciale per far conoscere lo scrittore, ma mi fa piacere esser stato contattato: significa che il mio blog è conosciuto più di quanto mi sarei aspettato… Insomma, mi hanno spedito il libro (gratuitamente) ed io l’ho letto. Dico subito che se pensate che ci siano accordi particolari (tipo “devi parlare bene del libro”) non è affatto così: ho chiesto spiegazioni su cosa ci si aspettasse da me e mi hanno assicurato che sono prima di tutto liberissimo di scrivere o non scrivere un post e, in secondo luogo – se decido di scrivere del libro – la mia opinione deve essere libera. Io mi sono dato alcune regole, e cioè che ogni libro merita di essere almeno sfogliato (sennò non si potrebbero conoscere nuovi autori e nuovi capolavori) e, se sfogliato, merita almeno due parole sul mio blog. Ecco, quindi, che scrivo – appunto – due parole su questo libro. Iniziamo subito col dire che il libro è una raccolta di 8 racconti, alcuni corti meno di 10 pagine (Autunno, Sud, Candele), altri più corposi […]

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