Codice: cacciatore (Deon Meyer)

Spy-thriller ambientato in sud africa Un anno fa trovai nel reparto libri un giallo che mi ispirava: Africaan Blues. Un mese fa, girando fra altri scaffali di un altro supermercato, trovai un altro libro dello stesso autore: “Codice: cacciatore”. Quando ho iniziato a leggerlo mi sono accorto, con sorpresa, che si trattava del libro “precedente” Africaan Blues. Il protagonista è lo stesso Thobela del primo libro da me letto, ma le vicende si svolgono “prima”. L’indizio principale è che la compagna di Thobela, Miriam, in questo romanzo è viva mentre in Africa Blues è morta. Anzi: si scopre in questo libro perché muore – e non è per una malattia come scritto nel precedente post. Thobela, lo ricordiamo, è un ex combattente nella guerra di liberazione del sudafrica. E’ stato addestrato dal KGB per cui ha fatto anche alcuni lavoretti sporchi (tipo uccidere le spie nemiche). Ma un giorno decide di cambiare vita e diventare agricoltore. Lo stimola in questa decisione anche l’incontro con Miriam, una bella ragazza madre che lavora nella banca dove Thobela ha un po’ di soldi. Dopo un lungo corteggiamento (il precedente compago di Miriam era “fuggito” e Miriam teme che tutti gli uomini facciano come lui) i due vanno a vivere insieme. Thobela, molto intelligente si iscrive ad una scuola per corrispondenza e, contemporaneamente, aiuta Pakamile, il figlio di Miriam, a fare i compiti per scuola ed insieme a lui coltiva un orto con il sogno di metter su una fattoria. Ma un amico del […]

Cane e padrone (Thomas Mann)

Storia di un cane e dell’amore per il suo padrone Uff, finalmente ce l’ho fatta a finire anche questo racconto. Vi confesso che è stato un po’ faticoso: sia perché avevo meno tempo a disposizione, sia perché lo stile narrativo (mai leggero con Mann) è ancora più ampolloso rispetto al solito. Il racconto fa parte di una raccolta di 4 storie. Le altre tre le avevo già “recensite” in questi post: Tristano e Tonio Kroger; La Morte a Venezia. Fra i 4 racconti questo mi sembra il più “noioso”. In pratica parla del rapporto fra un cane ed il suo padrone (che è uno scrittore: mi viene il sospetto che il romanzo sia molto autobiografico). Con “noioso” non voglio dire che non è bello: Mann ha una certa maestria a descrivere le situazioni, a far giungere al lettore le sensazioni che i suoi personaggi provano. Però si tratta di una storia semplice: una famiglia che adotta un cane “speciale” (come speciali sono tutti i cani amati dai padroni) e le scorribande di questo animale con il suo padrone. Lo scrittore vive in una zona periferica della città ed è solito andare a fare passeggiate tutti i giorni, escluso quando deve recarsi in città per lavoro. Baushan, il cane, appena vede uscire il padrone di casa gli corre incontro facendo feste e sperando che lo porti a fare una passeggiata. Durante la passeggiata il cane si sbizzarrisce in varie azioni di caccia: alla lepre, ai topi di campagna, alle anatre e […]

The complete Peanuts 1959-1962 (Shultz)

Continua la raccolta di tutte le strip di Snoopy e compagni Lo so, lo so: è quasi un mese che non scrivo niente sul blog. No: non mi sono preso una pausa di lettura, ma ho avuto alcune difficoltà, soprattutto questioni di tempo disponibile da dedicare alla lettura. Sto portando avanti la raccolta completa delle strip dei “bambini” di Shultz: i Peanuts. Se volete potete leggere i miei precedenti post:  in questo ci sono anche alcune indicazioni sul progetto editoriale (cioè quanti volumi saranno, le date previste di disponibilità, eccetera), mentre questo riguarda i primi 4 volumi della raccolta. Tecnicamente c’è poco da dire: sono tuttora contento di aver fatto questi acquisti ed amo sempre più le creature di Shultz (anche se ancora non hanno scalzato dal mio podio personale Calvin & Hobbes di Bill Watterson: diciamo che Shultz si piazza al secondo posto con un distacco minimo). Mettersi a raccontare cosa trovate in questi volumi è difficile: ci sono tantissime cose. Dalla nascita di Sally (la sorella di Charlie Brown) alla nascita del mito del “Grande cocomero” (traduzione – secondo me non molto azzeccata – del “Great Pumpkin”) alla prima volta di Lucy al banchetto da psichiatra. Ed ancora dall’arrivo di Frieda e del suo gatto “senza ossa” Faron a Lucy che trasforma la coperta di Linus in un aquilone e lo fa volare via. Il volume relativo agli anni 1959-1960 è introdotto da Whoopi Goldberg, la famosa attrice di Sister Act e tanti altri film, che confessa un […]

Garfield : Survival of the fattest – his 40th book

Serie di strip del gatto più cicciottoso del mondo… Forse amo Garfield perché sono un po’ come lui. E forse ho comprato questa raccolta di strip anche per autogiustificarmi (e, un po’, per autocelebrarmi). Sì perché in almeno due caratteristiche sono simile a questo grosso grasso pigro gatto americano – e tali caratteristiche non sono né il pelo arancione né la coda. La raccolta (92 pagine) contiene strip domenicali e infrasettimanali – sembra tutte più o meno dello stesso periodo – a prevalenza culinaria. Che dire: penso che questo gatto sia conosciuto da tutti, quindi non mi dilungo nel raccontarvi le vignette (anche se dopo farò un paragone con altri fumetti americani). Il libro l’ho acquistato da Amazon insieme ad altra roba… diciamo che è stato un “riempitivo” o – se preferite – uno “sfizio” che mi sono tolto. Una cosa carina: in apertura ed in chiusura della raccolta ci sono due pagine di strip – se ho capito bene – inedite. Sembrano schizzi (tratto molto veloce ed un po’ impreciso) di vignette in divenire. Ho anticipato, sopra, di voler fare un confronto. Premetto, però, di non essere un esperto e quindi quello che comunicherò saranno soltanto mie impressioni e non giudizi definitivi. Premetto anche che, nonostante queste impressioni, continuerò ad amare questo gatto. Questa raccolta di Garfield l’ho comprata, come dicevo prima, da Amazon.com. L’ordine consisteva, principalmente, di quattro volumi della raccolta completa dei Peanuts e non avevo previsto di acquistare altri comics… Però appena ho visto il titolo […]

I pirati dell’oceano rosso (Scott Lynch)

Continuano le avventure dell’astuto Locke Lamora e del fidato amico Jean Tannen Il fatto che io aspetti con ansia il prossimo capitolo della saga penso renda abbastanza l’idea di quanto mi è piaciuta la seconda puntata delle avventure dei bastardi galantuomini (leggi il post sul “precedente” libro). Purtroppo mi toccherà aspettare molto: secondo Amazon.com dovranno uscire 2 libri di Scott Lynch fra maggio e luglio 2010. Ovviamente in inglese. Si tratta di un prequel (“The Bastards and the Knives: The Gentleman Bastard”), previsto per il primo maggio 2010, e del presunto terzo capitolo (“The Republic of Thieves”), in arrivo il 6 luglio 2010. Oltre al gusto di leggere una nuova avventura dei Bastardi Galantuomini la mia attesa è dovuta alle vicende del libro appena concluso: i nostri due amici (Locke e Jean), avvelenati dall’Arconte di Tal Verrar, riescono a ottenere solo una dose di antidoto. Chi la berrà? Jean è pronto a sacrificarsi per Locke, ma anche Locke ama l’amico ed è pronto a perdere la propria vita per Jean. Nell’ultimo capitolo si sa chi beve l’antidoto (no: non ve lo dico, dovete leggere il libro) ma mi aspetto (all’inizio del nuovo libro) una qualche soluzione che salvi la vita anche a chi si è sacrificato. Riassunto (molto stringato) della puntata precedente: Locke e Jean sono due amici per la pelle. Nella città di Camorr (dove sono nati) avevano formato il gruppo dei Bastardi Galantomini, ladri e truffatori (ma mai violenti), insieme agli amici Cimice, Calo e Galdo, tutti sotto […]

Scacco a Dio (Roberto Vecchioni)

“Le storie ribelli di chi vuol essere altro da sé” Che Vecchioni mi appassionasse mi sembra di averlo già detto nei precedenti post. E’ soprattutto l’uso che fa della parola, della lingua italiana, che adoro: riesce a scrivere cose interessanti in forme interessanti senza essere troppo alto, troppo intellettualoide, senza usare termini troppo incomprensibili. Certo, qualche volta ci scappa un termine per cui sono costretto a cercare il significato sul dizionario, ma nel complesso riesco a leggere i suoi libri abbastanza speditamente. Come è successo per un altro suo libro (“Viaggi del tempo immobile”, letto e recensito su Ciao.it perché ancora non avevo aperto il blog…), e come succede anche con le sue canzoni, nel libro troviamo storie di personaggi realmente esistiti, storie rivisitate da Vecchioni, narrate dall’immortale Teliqalipukt e ascoltate da un Dio che si presenta ora pittore, ora acrobata di circo, ora cuoco… Il pretesto per la struttura del libro è una “presunta” crisi di Dio: un dubbio sul perché gli uomini Gli sfuggono. Come Vecchioni fa dire a “Dio” stesso: “Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto, gli uomini: arrivati ad un certo punto è come se s’incidessero un’altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelli son minuzie: dico il corso del loro destino. E’ come se in un’immaginaria scacchiera non accettassero più le diagonali di un alfiere, i salti di un cavallo, le rette di una torre. E spacciano questa falsa libertà per uno scacco a me, uno scacco a Dio. […]

Se leggere rende più intelligenti…

… sembra che per ottenere il maggior effetto si debba ricorrere alle opere di Kafka. Questo è quanto sostiene una ricerca degli psicologi dell’università Santa Barbara della California. Vi riporto pari pari la notizia ANSA… e domani mi precipito a comprare qualcosa di questo autore, anche se mi sa che per avere qualche vantaggio dovrò leggere almeno 5 volte tutte le opere… KAFKA RENDE PIU’ INTELLIGENTI Lo sostiene uno studio di psicologi californiani (ANSA) – ROMA, 16 SET – Leggere Kafka rende piu’ intelligenti. Lo sostiene uno studio degli psicologi dell’universita’ della California di Santa Barbara., Secondo Andrea Estrada, co-autore della ricerca, le opere dello scrittore boemo di lingua tedesca Franz Kafka sviluppano le strutture cognitive, migliorando nel lettore le capacita’ di apprendimento.L’opera piu’ consigliata per ‘aprire la mente’ e’ il racconto breve ‘Un medico di campagna’, scritto da Kafka nel 1916. (fonte: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-09-16_116431797.html)

La morte a Venezia (Thomas Mann)

Storia di un uomo che si lascia scivolare nelle braccia di Eros Ho ripreso in mano il libro dei racconti brevi di Mann, quello dove ho letto Tristano e Tonio Kroger (vedi post precedente) e mi sono dedicato a “La morte a Venezia”, titolo che negli ultimi anni ho trovato sempre più frequentemente fra le mie letture (per citarne solo uno: Pennac richiama il titolo di questo racconto nel suo ciclo Malaussene). La storia è breve (il racconto è circa 60 pagine diviso in 5 capitoli): un poeta e scrittore tedesco (Gustav Aschenbach), volendo prendersi un periodo di pausa, si reca a Venezia. Lì incontra una famiglia polacca e viene attratto dalla bellezza di Tadzio, il più piccolo dei figli della famiglia. Se all’inizio Gustav si inebria dell’ideale di bellezza materializzato in quel ragazzo, piano piano il rapporto si trasforma in “amore” (l’ho messo fra parentesi perché serve una spiegazione…) per concludere in pederastia (nel vecchio significato greco, che è diverso dalla pedofilia – ma non per questo accettabile). Fino alla morte del poeta causata da una epidemia di colera asiatico (approfondimento su wikipedia). Raccontata così sembra una storia di pedofilia. Ed infatti sono rimasto un po’ di stucco quando la passione di Aschenbach per Tadzio iniziava a trasparire. Ma classificarla come storia di pedofilia non è – secondo me – corretto. Sì, l’evoluzione della passione di Aschenbach per il giovane arriva anche a momenti di follia: l’autore stesso fa dire al protagonista che alcuni suoi atteggiamenti sono sconvenienti. Quello, […]

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