Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Mark Haddon)

Storia di un ragazzo che, cercando una piccola verità, ne scopre una molto più grande Christopher è un ragazzo autistico (sindrome di Asperger). Vive il mondo a modo suo: ha imparato ad interagire col mondo reale, ma a volte (quando le informazioni diventano troppe) ha bisogno di staccarsi un po’ e rinchiudersi in uno spazio tutto suo. E’ lui che ci racconta un pezzo della sua storia, nel suo modo diretto e immediato, a volte con un briciolo di quella che noi chiameremmo “infantilità”. Perché Christopher non riesce a mentire (anche se ha capito che si può dire, a volte, solo una parte di verità), è molto diretto e per lui le cose sono o bianche o nere, difficilmente c’è una via di mezzo. Ma non pensate che il libro sia un trattato sulla condizione dei ragazzi autistici: l’autore fa raccontare la sua vita proprio al personaggio principale, con i suoi modi ed i suoi tempi, partendo da un mistero da svelare: il cane Wellington ucciso a mezzanotte con un forcone. Christopher decide di risolvere il caso, perché ama gli animali, e si mette ad indagare, nonostante la sua “paura” per le persone. Anche la proprietaria del cane è per lui una “sconosciuta”, nonostante siano vicini di casa e lui la abbia vista più volte, in qualche occasione anche in casa sua per dare una mano al padre. Per Christopher “conoscere” una persona significa compiere tutta una serie di passi alla fine dei quali lo sconosciuto diventa conoscente (mi ricorda […]

Io, Nojoud, dieci anni, divorziata (Nojoud Ali)

Storia di una piccola bambina col coraggio di una grande donna Quest’anno mi è presa così… sto leggendo storie (vere) di bambini, come quella di Iqbal Masih raccontata nel libro “Il fabbricante di sogni”, storie piene di tristezza, ma che aprono le porte della speranza, storie che spesso fanno arrabbiare ed indignare riuscendo, qualche volta, a cambiare il mondo. Nojoud è una bambina yemenita, di “circa” 10 anni. In verità neppure lei sa la sua età precisa né il giorno del suo compleanno. Nata in un villaggio sperduto dello Yemen, sua madre l’ha partorita in casa così come ha fatto per gli altri fratelli e sorelle (in tutto più di 15). Appena possibile Nojoud dà una mano in casa, come è normale per le bambine, ma riesce comunque anche a giocare con gli altri bambini nel villaggio. Finché un giorno, a causa di una lite del padre con altri componenti del villaggio, la famiglia si deve trasferire in fretta e furia. Arrivano nella capitale, San’a, ed inizia una nuova vita. A causa della povertà – e della impossibilità del padre a mantenere un lavoro fisso – i bambini sono costretti ad elemosinare qualcosa o a vendere gomme e caramelle ai semafori delle strade. Ma il vero cambiamento per Nojoud avviene quando suo padre le comunica che l’ha promessa sposa ad un uomo di oltre 30 anni, originario del vecchio villaggio. Peccato che Nojoud abbia solo 10 anni. Anzi, forse neppure quelli. Abbandonata la scuola ed indossato il neqab (il velo […]

Il peso della farfalla – Visita a un albero (Erri De Luca)

Storia di un cacciatore e di un camoscio che si re-incontrano alla fine dei loro giorni Il piccolo libretto che prende, in copertina, il titolo del primo racconto (Il peso della farfalla) è nello stile di Erri De Luca, nel senso che finora ho sempre visto pubblicare per l’autore piccoli libretti, con uno o più racconti, tutti di circa 100 pagine. “Visita a un albero” prende solo 9 pagine ed è un omaggio che De Luca fa ad un “cirmolo”, un parente dell’abete, nato sul bordo della montagna. L’autore racconta le sue soste sotto l’albero, ed il saluto al mondo fatto a cavalcioni del tronco coi piedi che penzolano nel vuoto della valle. Più che un racconto, appunto, è un omaggio ed un ricordo di un albero che ha “cullato” l’autore, a volte lo ha ispirato ed è diventato un punto fisso delle sue escursioni in alta montagna. “Il peso della farfalla” è a metà fra una favola ed una riflessione esistenziale. Potremmo definirla una favola per adulti. I personaggi sono due: un grande camoscio, re del branco, talmente grande che gli altri camosci non tentano neppure di sfidarlo. Ed un vecchio cacciatore di camosci, un tipo solitario, cresciuto in montagna, molto schivo ma anche profondo conoscitore di ogni centimetro di quel territorio. La “favola” potrebbe benissimo essere ambientata in un qualsiasi periodo dell’era moderna: io ho preferito pensarla ambientata ai tempi nostri, ma quadrerebbe anche se traslata di 50 anni indietro. Si conoscono da tempo il camoscio ed il […]

Giochi di potere : Progetto Orion (Tom Clancy con Martin Greenberg)

Nuovo tentativo di affossare la UpLink, nuova battaglia fra “bene” e “male”, e nuova vittoria del bene (nel puro stile americano). Ebbene, ci sono ricascato un’altra volta: ho acquistato un nuovo romanzo di Tom Clancy scritto a quattro mani con Martin Greenberg; uno della serie “Giochi di potere”. Ora, detta così sembra sia uno schifo e che abbia buttato via i soldi. No, non è vero. Non mi è comunque dispiaciuto leggerlo (l’ho divorato in tre giorni), ma non è il “Tom Clancy” che conoscevo, quello di Jack Ryan e della Cia, quello che tira la tensione gradualmente, come un elastico, e la fa esplodere con un finale degno. Ripeto, non che il racconto sia male: la tensione c’è, c’è voglia di arrivare alla fine, ma – come avevo notato nel precedente romanzo della serie (vedi post) – tutto si risolve in una bolla di sapone (narrativamente parlando). In parole povere quando arrivi all’ultimo capitolo ti viene da dire “tutto qui?” A chi piacciono le storie alla James Bond (spionaggio ultrasofisticato, aggeggi elettronici ultramoderni e roba simile) questo libro piacerà, anche se – probabilmente – non arriverà nella top 5 delle personali liste degli amanti del genere. La storia è semplice e, come sempre per i libri di Tom Clancy, si sviluppa nell’arco di pochi giorni in varie località del mondo. Protagonista è sempre la UpLink, società internazionale di telecomunicazioni, guidata da Roger Gordian con lungimiranza e saggezza. Siamo ad Aprile 2011: la UpLink sta per mandare un nuovo satellite […]

Il fabbricante di sogni (Andrew Crofts)

“Ma se tutti erano contro la schiavitù, come mai non era stata ancora abolita? Come mai gente come il suo padrone poteva impunemente tenere imprigionati tutti quei bambini?” (cap. 13) Conoscevo già – anche se molto a sommi capi – la storia di Iqbal Masih: un bambino che ha avuto il coraggio di ribellarsi al padrone che lo aveva “acquistato” come schiavo per produrre tappeti. Si tratta di una storia vera, forse un po’ romanzata ma vera, vissuta. Lo scrittore Andrew Crofts è un “gost writer” (vedi sito) che ha collaborato a tanti libri ed ha dato voce a questo bambino che ha cambiato la storia del Pakistan e – magari senza che noi ce ne accorgessimo – anche la nostra storia. Il titolo originale del libro è “The Little Hero” (il piccolo eroe). Per l’Italia è pubblicato da edizioni Piemme. Più che raccontarvi la storia narrata nel libro, vi do alcune informazioni. In particolare ho ricercato alcune tracce della realtà della storia su Internet. Non che non credessi vera la storia, ma perché credo che sia importante essere pienamente consapevoli che quello che è stato raccontato è realmente accaduto. Iniziamo dal protagonista: Iqbal Masih (vedi Wikipedia) è nato nel 1982 a Muridke, in Pakistan. A 4 anni ha iniziato a fabbricare tappeti: un fratellastro aveva bisogno di soldi per la dote per il suo matrimonio: chiede un prestito impegnando i fratellastri (Iqbal e Patras) con il padrone di una delle tante fabbriche di pregiatissimi tappeti pakistani. E’ costretto a […]

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