Garfield : Survival of the fattest – his 40th book

Serie di strip del gatto più cicciottoso del mondo… Forse amo Garfield perché sono un po’ come lui. E forse ho comprato questa raccolta di strip anche per autogiustificarmi (e, un po’, per autocelebrarmi). Sì perché in almeno due caratteristiche sono simile a questo grosso grasso pigro gatto americano – e tali caratteristiche non sono né il pelo arancione né la coda. La raccolta (92 pagine) contiene strip domenicali e infrasettimanali – sembra tutte più o meno dello stesso periodo – a prevalenza culinaria. Che dire: penso che questo gatto sia conosciuto da tutti, quindi non mi dilungo nel raccontarvi le vignette (anche se dopo farò un paragone con altri fumetti americani). Il libro l’ho acquistato da Amazon insieme ad altra roba… diciamo che è stato un “riempitivo” o – se preferite – uno “sfizio” che mi sono tolto. Una cosa carina: in apertura ed in chiusura della raccolta ci sono due pagine di strip – se ho capito bene – inedite. Sembrano schizzi (tratto molto veloce ed un po’ impreciso) di vignette in divenire. Ho anticipato, sopra, di voler fare un confronto. Premetto, però, di non essere un esperto e quindi quello che comunicherò saranno soltanto mie impressioni e non giudizi definitivi. Premetto anche che, nonostante queste impressioni, continuerò ad amare questo gatto. Questa raccolta di Garfield l’ho comprata, come dicevo prima, da Amazon.com. L’ordine consisteva, principalmente, di quattro volumi della raccolta completa dei Peanuts e non avevo previsto di acquistare altri comics… Però appena ho visto il titolo […]

I pirati dell’oceano rosso (Scott Lynch)

Continuano le avventure dell’astuto Locke Lamora e del fidato amico Jean Tannen Il fatto che io aspetti con ansia il prossimo capitolo della saga penso renda abbastanza l’idea di quanto mi è piaciuta la seconda puntata delle avventure dei bastardi galantuomini (leggi il post sul “precedente” libro). Purtroppo mi toccherà aspettare molto: secondo Amazon.com dovranno uscire 2 libri di Scott Lynch fra maggio e luglio 2010. Ovviamente in inglese. Si tratta di un prequel (“The Bastards and the Knives: The Gentleman Bastard”), previsto per il primo maggio 2010, e del presunto terzo capitolo (“The Republic of Thieves”), in arrivo il 6 luglio 2010. Oltre al gusto di leggere una nuova avventura dei Bastardi Galantuomini la mia attesa è dovuta alle vicende del libro appena concluso: i nostri due amici (Locke e Jean), avvelenati dall’Arconte di Tal Verrar, riescono a ottenere solo una dose di antidoto. Chi la berrà? Jean è pronto a sacrificarsi per Locke, ma anche Locke ama l’amico ed è pronto a perdere la propria vita per Jean. Nell’ultimo capitolo si sa chi beve l’antidoto (no: non ve lo dico, dovete leggere il libro) ma mi aspetto (all’inizio del nuovo libro) una qualche soluzione che salvi la vita anche a chi si è sacrificato. Riassunto (molto stringato) della puntata precedente: Locke e Jean sono due amici per la pelle. Nella città di Camorr (dove sono nati) avevano formato il gruppo dei Bastardi Galantomini, ladri e truffatori (ma mai violenti), insieme agli amici Cimice, Calo e Galdo, tutti sotto […]

Scacco a Dio (Roberto Vecchioni)

“Le storie ribelli di chi vuol essere altro da sé” Che Vecchioni mi appassionasse mi sembra di averlo già detto nei precedenti post. E’ soprattutto l’uso che fa della parola, della lingua italiana, che adoro: riesce a scrivere cose interessanti in forme interessanti senza essere troppo alto, troppo intellettualoide, senza usare termini troppo incomprensibili. Certo, qualche volta ci scappa un termine per cui sono costretto a cercare il significato sul dizionario, ma nel complesso riesco a leggere i suoi libri abbastanza speditamente. Come è successo per un altro suo libro (“Viaggi del tempo immobile”, letto e recensito su Ciao.it perché ancora non avevo aperto il blog…), e come succede anche con le sue canzoni, nel libro troviamo storie di personaggi realmente esistiti, storie rivisitate da Vecchioni, narrate dall’immortale Teliqalipukt e ascoltate da un Dio che si presenta ora pittore, ora acrobata di circo, ora cuoco… Il pretesto per la struttura del libro è una “presunta” crisi di Dio: un dubbio sul perché gli uomini Gli sfuggono. Come Vecchioni fa dire a “Dio” stesso: “Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto, gli uomini: arrivati ad un certo punto è come se s’incidessero un’altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelli son minuzie: dico il corso del loro destino. E’ come se in un’immaginaria scacchiera non accettassero più le diagonali di un alfiere, i salti di un cavallo, le rette di una torre. E spacciano questa falsa libertà per uno scacco a me, uno scacco a Dio. […]

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