Se leggere rende più intelligenti…

… sembra che per ottenere il maggior effetto si debba ricorrere alle opere di Kafka. Questo è quanto sostiene una ricerca degli psicologi dell’università Santa Barbara della California. Vi riporto pari pari la notizia ANSA… e domani mi precipito a comprare qualcosa di questo autore, anche se mi sa che per avere qualche vantaggio dovrò leggere almeno 5 volte tutte le opere… KAFKA RENDE PIU’ INTELLIGENTI Lo sostiene uno studio di psicologi californiani (ANSA) – ROMA, 16 SET – Leggere Kafka rende piu’ intelligenti. Lo sostiene uno studio degli psicologi dell’universita’ della California di Santa Barbara., Secondo Andrea Estrada, co-autore della ricerca, le opere dello scrittore boemo di lingua tedesca Franz Kafka sviluppano le strutture cognitive, migliorando nel lettore le capacita’ di apprendimento.L’opera piu’ consigliata per ‘aprire la mente’ e’ il racconto breve ‘Un medico di campagna’, scritto da Kafka nel 1916. (fonte: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-09-16_116431797.html)

La morte a Venezia (Thomas Mann)

Storia di un uomo che si lascia scivolare nelle braccia di Eros Ho ripreso in mano il libro dei racconti brevi di Mann, quello dove ho letto Tristano e Tonio Kroger (vedi post precedente) e mi sono dedicato a “La morte a Venezia”, titolo che negli ultimi anni ho trovato sempre più frequentemente fra le mie letture (per citarne solo uno: Pennac richiama il titolo di questo racconto nel suo ciclo Malaussene). La storia è breve (il racconto è circa 60 pagine diviso in 5 capitoli): un poeta e scrittore tedesco (Gustav Aschenbach), volendo prendersi un periodo di pausa, si reca a Venezia. Lì incontra una famiglia polacca e viene attratto dalla bellezza di Tadzio, il più piccolo dei figli della famiglia. Se all’inizio Gustav si inebria dell’ideale di bellezza materializzato in quel ragazzo, piano piano il rapporto si trasforma in “amore” (l’ho messo fra parentesi perché serve una spiegazione…) per concludere in pederastia (nel vecchio significato greco, che è diverso dalla pedofilia – ma non per questo accettabile). Fino alla morte del poeta causata da una epidemia di colera asiatico (approfondimento su wikipedia). Raccontata così sembra una storia di pedofilia. Ed infatti sono rimasto un po’ di stucco quando la passione di Aschenbach per Tadzio iniziava a trasparire. Ma classificarla come storia di pedofilia non è – secondo me – corretto. Sì, l’evoluzione della passione di Aschenbach per il giovane arriva anche a momenti di follia: l’autore stesso fa dire al protagonista che alcuni suoi atteggiamenti sono sconvenienti. Quello, […]

Questo blog si serve di cookie tecnici per l'erogazione dei servizi e ospita cookie di profilazione di terze parti, utilizzati per la personalizzazione degli annunci pubblicitari. Se vuoi saperne di più a riguardo, compreso come cancellarli e/o bloccarli, accedi alla pagina Cookie Policy per visionare l'informativa completa, altrimenti clicca su "OK" per accettarli esplicitamente. Se prosegui nella navigazione sul sito acconsenti tacitamente al loro uso. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi