Martin Eden (Jack London)

Storia di un giovane che si mette a studiare per scoprire la vita ma che non ne rimane soddisfatto… Iniziamo subito col dire che ho avuto dubbi se mantenere ancora questo blog. Jack London fa dire a Martin Eden “Sì, le persone che non sanno scrivere scrivono troppo sulle persone che scrivono” (capitolo 32). E’ forse uno sfogo dell’autore stesso sui vari recensori e opinionisti che non hanno abbastanza spunto per scrivere qualcosa di successo e si “divertono” a stroncare gli altri (almeno è quello che ho capito dal romanzo). Insomma: io non so scrivere – me la cavicchio (non scrivo troppe castronerie) ma non sarò mai in grado di scrivere come Jack London o Hemingway o Joyce o i tanti altri autori con cui ho arricchito la mia biblioteca. Mi domandavo, quindi, se fosse opportuno continuare a scrivere. Ho risposto di sì giustificandomi col fatto che le mie non sono recensioni vere e proprie ma piuttosto un tentativo di coltivare una passione per i libri. Ma andiamo al libro. Un giovane, Martin Eden, appena maggiorenne, vive facendo svariati lavori. Quello che lui preferisce è il marinaio: gli permette di viaggiare per il mondo e di mettersi da parte piccoli gruzzoli che gli consentono di stare qualche settimana sulla terra ferma quando finisce un viaggio. Una sera è invitato a cena da una famiglia borghese: ha salvato Arthur da una rissa e lui – d’accordo coi genitori, il fratello e la sorella – per ringraziarlo lo invita in casa sua. […]

Evasori : chi come quanto : L’inchiesta sull’evasione fiscale (Roberto Ippolito)

Un resoconto sull’Italia che evade le tasse. Questo libro l’ho letto a pezzi: prima un capitolo, poi una pausa (magari un altro libro), poi l’ho ripreso… e finalmente l’ho finito. E vi confesso che limiterò il post a poche righe perché non credo ci sia molto da dire sul contenuto. Attenzione, quanto detto sopra non significa che non abbia ritenuto il libro interessante, ma piuttosto che il libro è pieno di fatti risaputi. Ogni capitolo riprende, infatti, storie più o meno conosciute (articoli di giornale, statistiche, inchieste della Guardia di Finanza o di trasmissioni televisive). I dati, insomma, sono tutti pubblici: l’autore ha il merito di averli riorganizzati e presentati in forma più semplice. Perché mi ha interessato questo libro (e perché l’ho comprato)? Non ricordo in quale trasmissione – ormai 3-4 mesi fa – vidi l’autore che parlava del libro. Mi colpì una sua affermazione, che non ricordo a memoria, ma suonava più o meno così: “ho scritto il libro perché la gente si arrabbi”. Insomma: l’intenzione di Ippolito era quella di far crescere l’indignazione per il fenomeno tutto italiano dell’evasione fiscale. Purtroppo, però, noi italiani siamo un po’ controversi in questo. Spesso sbraitiamo indignati verso gli evasori, ma molti non si lasciano scappare qualche occasione per pagare meno tasse. Causa di questo fenomeno, secondo alcune argomentazioni del libro, è anche l’alta tassazione italiana, che invoglia a evadere. Altri esperti, in altri punti del libro, dicono (ovviamente) che se tutti pagassero le tasse l’imposizione fiscale sarebbe più bassa. Il […]

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