L’amore a Londra ed in altri luoghi (Flavio Soriga)

Storie di uomini e donne che si lasciano o si rincontrano, si abbracciano e si abbandonano; storie di solitudine, di compagnie di una notte, di ricerca per tutta la vita. Ci sono cose, piccole cose, che ogni tanto ti fanno piacere. A me è successo pochi giorni fa: vengo contattato per sapere se mi interessa ricevere il libro oggetto di questo post. So che è successo ad altri blogger e che è una pura operazione commerciale per far conoscere lo scrittore, ma mi fa piacere esser stato contattato: significa che il mio blog è conosciuto più di quanto mi sarei aspettato… Insomma, mi hanno spedito il libro (gratuitamente) ed io l’ho letto. Dico subito che se pensate che ci siano accordi particolari (tipo “devi parlare bene del libro”) non è affatto così: ho chiesto spiegazioni su cosa ci si aspettasse da me e mi hanno assicurato che sono prima di tutto liberissimo di scrivere o non scrivere un post e, in secondo luogo – se decido di scrivere del libro – la mia opinione deve essere libera. Io mi sono dato alcune regole, e cioè che ogni libro merita di essere almeno sfogliato (sennò non si potrebbero conoscere nuovi autori e nuovi capolavori) e, se sfogliato, merita almeno due parole sul mio blog. Ecco, quindi, che scrivo – appunto – due parole su questo libro. Iniziamo subito col dire che il libro è una raccolta di 8 racconti, alcuni corti meno di 10 pagine (Autunno, Sud, Candele), altri più corposi […]

La pelle di zigrino (Honoré de Balzac)

“Tutt’a un tratto Raphaël pensò che il possesso del potere, per quanto immenso fosse, non poteva dare la scienza di servirsene” (capitolo: L’agonia) Immaginate un uomo disperato perché povero nonostante la sua origine aristocratica. Immaginate una voglia di rivincita verso l’umanità, la borghesia, l’aristocrazia; desiderio di vendetta represso, perché senza mezzi per poterlo esprimere, ma che esplode di botto quando questi mezzi si presentano. Immaginate l’umiliazione di un amore non corrisposto e l’impotenza di un amore scoperto quando ormai è troppo tardi. Collocate tutto questo nella Parigi post rivoluzionaria ed avrete la storia di Raphaël, marchese, ultimo rampollo della famiglia “de Valentin”. Il romanzo inizia presentando il marchese che si gioca i suoi ultimi spiccioli alla roulette prima di gettarsi (o di volersi gettare) nella Senna. E’ l’ultimo grido con cui Raphaël chiede un po’ di “giustizia” alla vita, convinto di meritarsi almeno un’altra occasione ma ormai rassegnato a lasciarsi affogare, silenzioso e dimenticato, dalle acque del fiume. La storia di Raphaël è lunga e merita leggerla nel romanzo: Balzac, col suo stile di scrittura, non può essere raccontato in poche righe. Provo a fare un riassunto minimalista, consapevole che riuscirò a passare solo il 10% di quello che troverete nelle pagine del libro. La famiglia di Raphaël era già in decadenza quando lui era piccolo, ma era riuscita a mantenere un certo livello di agiatezza. Raphaël studia e inizia ad occuparsi degli affari di famiglia (anzi: il padre aveva consigliato gli studi al figlio proprio nell’ottica che questi potesse […]

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