Il libro di Ebenezer Le Page (G. B. Edwards)

La storia di un uomo, della sua isola e dei suoi amori Prendete un vecchio, un po scorbutico – simpaticamente scorbutico. Diciamo che questo arzillo vecchietto abita (ed ha sempre abitato) nell’isola dove è nato, e che quindi ne conosce quasi tutti i segreti. Mettete poi che questa isola sia una piccola isola persa lungo la manica, vicino alla costa francese ma sotto il dominio inglese: l’isola di Guernsey (se la cercate, è fra le isole del canale, a nord della bretagna). Prendete questo vecchietto, magari con una pipa in bocca, mettetelo accanto ad un focolare in un pomeriggio piovoso, oppure dopo cena, accucciatevi ai suoi piedi e chiedetegli di raccontarvi la sua storia: otterrete il libro di Ebenezer Le Page. Si tratta di un romanzo, non di una storia vera, ma sicuramente riflette alcune esperienza vissute dall’autore (Gerald Basil Edwards) che nacque su quell’isola nel 1899. La storia che racconta il “vecchio” Ebenezer è una storia semplice, di un ragazzo, poi uomo, poi vecchio che ha amato la sua isola, i suoi amici, e Liza Queripel – unico vero amore  (sembra ricambiato, ma chissà?) della sua vita, anche se non ha dato luogo a nessun matrimonio o famiglia… L’autore ha scelto di far scrivere al protagonista la propria vita in forma di “diario”: il libro è diviso in tre parti (indicativamente giovinezza, maturità e vecchiaia) che corrispondono ai “tre quaderni” comprati da Ebenezer in vecchiaia e riempiti piano piano con la sua storia. L’elemento portante di tutto il racconto, […]

Favole al telefono (Gianni Rodari) – con illustrazioni di Francesco Altan

mini favole per tutti i gusti … Altro libro letto in questo periodo di assenza dal post. Ed altro libro per cui servono poche parole. Ma solo perché è un libro piccolo, come le favole che racconta. A voler essere sinceri, si potrebbero dire tante parole per ogni singola fiaba che Gianni Rodari ha scritto per questo libro, ma allora il post diverrebbe illeggibile. Un consiglio per i genitori di bambini piccoli: quando li portate a letto raccontate loro una favola. E se non avete fantasia o se avete raccontato a loro già tutti i classici, prendete questo libro (od altri libri) di Rodari e raccontate, una a sera, tutte le fiabe raccolte in esso. Le fiabe di Rodari escono – per certi versi – dagli schemi delle favole classiche: strade fatte di cioccolato, pianeti in cui tutto e commestibile, numeri ed operazioni che diventano persone vere, nasi che scappano dalla faccia del proprietario perché questo continua a ficcarci i diti, bambini che diventano invisibili ma si accorgono che l’invisibilità gli costringe ad essere soli, errori di grammatica ed ortografia che provocano catastrofi… Leggendo queste fiabe si nota un tema ricorrente di Rodari: l’amore che aveva per i bambini, amore che scaturiva nella voglia di lasciar loro un mondo migliore – mondo che anche loro possono e devono contribuire a costruire: nelle fiabe di Rodari sono proprio i bambini che fanno la figura migliore, rispetto ai grandi bacchettoni e paurosi. Il consiglio, quindi, ritorna: fatevi una scorta di libri di […]

L’universo e l’atomo (Angelo Mafrici)

Un po’ di fisica raccontata in modo semplice… Sì, lo ammetto, è da un po’ che non scrivo. E infatti mi ritrovo i commenti di 4 libri da “postare” su questo blog. Il libro che sto “recensendo” (se mi permettete di usare questo termine) in questo post non merita molto tempo: è per questo che parto da lui. Non che sia un brutto libro, anzi. Però non me al sento di spenderci troppe parole. Per farvi capire, almeno in parte, come mai l’ho comprato e letto devo confessarvi che la fisica e la matematica – come descrittori delle leggi naturali – mi affascinano: ho già letto libri che parlano di numeri primi, mi guardo volentieri programmi (e serie televisive) in cui c’è fisica e matematica, mi leggo saltuariamente articoli divulgativi di scienze. Ma non ho la capacità di trattare tali argomenti da esperto. L’Universo e l’atomo è un libro che affronta la fisica a livello base, raccontando un po’ di cose, appunto, sull’universo, l’atomo, la relatività speciale e generale, ma senza osare troppo. Riconosco che ci sono piccole imperfezioni e semplificazioni dovute, appunto, alla necessità di rimanere “leggeri”, ma che non danneggiano la lettura e, anzi, aiutano la comprensione. Purtroppo nel libro c’è anche qualche errore di gramamtica, forse dovuto ad una correzione di bozza troppo veloce ed un po’ trasandata. Ma anche in questo caso lettura e comprensione non ne risentono. Nel suo complesso il libro è una via di mezzo fra un testo per ragazzi ed una illustrazione […]

L’importanza di essere onesto (Oscar Wilde)

“The importance of being Earnest” Partiamo subito dal titolo di questa opera (o meglio, commedia) di Wilde. Probabilmente scrivo cose già risapute dai molti, ma per chi non lo sa “Earnest” è un gioco di parole fra “onesto” (qualità) ed “Ernesto” (nome di persona), gioco di parole non traducibile in italiano, ma che va tenuto in mente quando si legge (o si vede) la commedia perché altrimenti perde una parte della sua ironia. La commedia si svolge fra la residenza cittadina di Algernon Moncrieff e quella di campagna del suo amico John Worthing J. P. Entrambi sono giovanotti dell’alta società, ed entrambi hanno un piccolo “segreto” che provocherà qualche malinteso. Il primo ha un amico (immaginario) di nome Bunbury che è malaticcio e, proprio nei momenti meno opportuni (per gli altri) ha una ricaduta che fornisce la scusa necessaria ad Algernon per svicolarsi dell’impegno. Il secondo ha, invece, un fratello (immaginario) di nome Ernest che combina guai, gira il mondo e – praticamente – offre una ottima copertura a John per spostarsi, ogni tanto, dalla campagna alla città. Sì, perché quando John è in campagna, è John, mentre quando va in città diventa Ernest. La storia è di quelle semplici: John, nei panni di Ernest, si innamora di Gwendoleen – cugina di Algernon – amore osteggiato dalla madre di lei perché John/Ernest è un orfano (anche se cresciuto da una famiglia nobile) che non ha agganci in famiglie nobili di un certo livello… John è anche tutore di una giovane […]

Leggere Lolita a Teheran (Azar Nafisi)

Storia (vera) di una professoressa universitaria iraniana Raccontare ora, dopo aver lasciato sedimentare per qualche settimana questo libro, non è semplice. Non so perché la storia della professoressa Nafisi, nonostante mi sia piaciuta, mi ha impegnato per 6 mesi nella lettura: partivo, mi fermavo, riprendevo… E’ una storia vera, con nomi “falsi” (escluso alcuni) per proteggere le persone vere che fanno parte del racconto. E’ la storia di una professoressa che ha un ideale: sulla libertà, sulla letteratura, sui giovani. E’ una professoressa iraniana, che ora vive in America, che ha vissuto il cambiamento del regime di Khomeini: la rivoluzione (che – come tutte le rivoluzioni – coinvolge in modo particolare gli studenti universitari). Una professoressa che non andava molto a genio al regime, ma che non ha subito grosse conseguenze per le sue disobbedienze. Una professoressa, però, che ha anche saputo seguire i consigli di saggi amici ed abbassare un po’ la testa: non troppo, ma quanto basta per poter rimanere ad insegnare senza intaccare i suoi ideali. Azar racconta la sua vita passando attraverso alcuni autori del suo corso di letteratura (da Nabokov alla Austin, per citare solo due dei tanti autori indicati nel libro). Come se una serie di ricordi si fosse appiccicata ad un autore, ad un corso: la professoressa ci fa riviviere le arrabbiature, le sofferenze, la guerra raccontandole non solo in prima persona, ma anche grazie ai personaggi dei libri dei suoi corsi di letteratura. Ma non solo: la professoressa ci porta nel suo salotto, dove […]

Gesù : il grande rompi (Tonino Lasconi)

Una ulteriore chiave di lettura sul “personaggio Gesù” Questo post non lo scrivo come semplice lettore ma come catechista. E come catechista mi rivolgo ad altri catechisti ed agli adolescenti (per i quali è stato scritto il lbro). Ovviamente chiunque può leggere questo post ed anche commentarlo: chiedo solo un intelligente rispetto per chi scrive e per chi è interessato a leggere. L’autore lo conoscevo (letterariamente parlando): ho ripreso più volte elementi da suoi libri per preparare l’incontro di catechismo, così come ho consigliato a ragazzi e catechisti di tenersi in biblioteca alcune sue opere. E… no, non ci guadagno soldi (anzi: in ottica puramente materialista ce li rimetto perché spesso sono io a regalare questi libri ai ragazzi ed ai catechisti). Perché “il grande rompi”? Perché Gesù era così: uno che ha rotto le scatole a molti; dai sacerdoti agli scribi, dalle persone importanti a quelle più semplici. Dalla gente del suo tempo alla gente del nostro tempo. Come ci fa notare l’autore, ha iniziato a rompere le scatole già dalla nascità. Erode sente la sua posizione di re vacillare quando i magi gli annunciano che un Re è nato da quelle parti. Ma rompe ancora di più da adulto quando si pone in contrasto con gli scribi, i sacerdoti ed i farisei, quando prende in contropiede i discepoli con le sue parabole ed i suoi esempi – ricordate la reazione di molti quando dice “io sono il pane di vita, chi non mangia di questo pane…”? Ma, questo libro, con noi cosa […]

Leggere Lolita a Teheran – PREVIEW

– Anteprima del libro di Azar Nafisi – Una delle regole che ho cercato di darmi nell’alimentare questo blog è quella di aver concluso un libro prima di recensirlo. Be’ ogni regola ha le sue eccezioni – basta non abusarne. Questa è una di quelle eccezioni. Non è mia intenzione, in questo post, parlare in generale di: “Leggere Lolita a Teheran” – libro che non ho ancora concluso ma che ritengo bellissimo. Voglio solo riportarvi un frammento che mi ha colpito come un pugno allo stomaco. Bisogna, però, che vi anticipi un minimo di contesto (perdonatemi inesattezze storiche e letterarie, dovute alla brevità). Iniziamo a dire che il libro racconta fatti veri: Azar Nafisi è professoressa di letteratura straniera all’università di Teheran. Dopo circa 10 anni, alcune studentesse si fanno nuovamente vive con la prof. Siamo in pieno regime khomeyniano. Un semplice fatto: le donne sono obbligate a portare il velo (apro una parentesi: in quel contesto il velo era diventato un simbolo politico, e l’autrice ce lo spiega bene nel libro). Una studentessa di Azar, dopo 10 anni, si fa presente all’università dove insegna la Nafisi. E’ completamente cambiata: lo si vede sia dall’abbigliamento (completamente in contrasto con quello di 10 anni prima) che dagli occhi tristi e remissivi. Ha passato alcuni anni in prigione, perché considerata troppo…”donna”? dall’attuale regime. Parlano nell’ufficio della professoressa. La ragazza racconta di aver incontrato Razieh, altra studentessa di Azar, in carcere. “Razieh mi ha parlato dei suoi corsi su James e Hemingway, e io le ho raccontato […]

Gli occhi di un bambino ebreo (Mario Giro)

Storia di Merzoug terrorista pentito E’ la storia – vera – di un giovane algerino cresciuto in Francia che si trasforma in (quasi) terrorista a causa di una serie di eventi. Ma quando sta per compiere il suo atto di terrore qualcosa lo blocca e scarica il caricatore del suo Uzi non sulla gente ma su un muro poco distante. E’ Mario Giro che racconta la storia, non Hamel Merzoug. Con stile giornalistico ricostruisce la vicenda a partire dalla nascita in Algeria, al trasferimento in Francia, dove cresce in povertà e considerato (come gli altri immigrati) come non facente parte della popolazione francese. Non è il caso di descrivere, in questo post, l’adolescenza e la giovinezza di Merzoug: lo ha fatto bene l’autore nel libro. Racconta degli scontri sociali a Parigi fra i poveri immigrati ed una società non molto aperta, dell’incontro con i “reclutatori”, fino all’accettazione – da parte di Merzoug – della “missione” affidatagli: colpire persone di origine ebraica in Marocco. Mario Giro cerca di descrivere la situazione sociale in cui viveva Merzoug, non per discolparlo delle sue responsabilità, ma per farci comprendere in che stati d’animo si trovasse il protagonista. Ciò aiuta a comprendere alcuni pensieri di Merzoug, non per approvarli ma per comprendere quello che passava nella testa di Hamel. Si riesce, per esempio, a capire come sia facile per certi soggetti sfruttare le condizioni sociali per spingere alcuni giovani all’odio di altre etnie. In particolare a Merzoug hanno sempre fatto credere che la colpa di tutto derivi dagli Ebrei […]

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