La legge del bar e altre comiche (Francesco Guccini)

Storie di vita da bar del Guccini cantautore…

Mi sono già imbattuto (e mi sono innamorato) di un cantante-scrittore: Vecchioni. Ma in quel caso si tratta di un professore di scuola superiore che fa “anche” il cantante. Anche del Guccini avevo sentito dire bene come scrittore, ma ancora non avevo “sperimentato”.

E così mi è capitato di trovare il libricino che da il titolo al post fra gli scaffali di una libreria. Quello che mi ha subito colpito è la copertina: Andrea Pazienza ha disegnato una caricatura di Francesco-sceriffo dalla faccia sfigata circondato da loschi figuri. L’immagine, come altre contenute nel libro, sono omaggi di vari personaggi (fra cui, ad esempio, anche Altan e Bonvi).

Cosa ci racconta Guccini? Le storie sono aneddoti, racconti, esperienze di vita vissuta quasi tutte autobiografiche. E lo fa con quello stile che caratterizza anche le sue canzoni, tanto che mentre leggi ti sembra di sentire la sua voce sorniona sottolineare le righe che si stanno leggendo.

Già la premessa di Guido de Maria ti carica di allegria, ma appena si arriva alla prima storia (il farfa sgalbedrato) – o, comunque, mentre si prosegue con la lettura di altri racconti – si rischia di sbellicarsi dalle risate. Per invogliarvi vi racconto solo la storia del “farfa”, anche perché ho riconosciuto in essa alcune delle dinamiche “da bar” (o meglio, da circolino) di quando, ragazzino, ammiravo gli “anziani” del paese giocare a carte.

Capita, in tutti i bar del mondo, che amici si ritrovino per giocare a carte. E attorno ad essi aleggiano gli apprendisti che cercano di carpire i segreti del maestro… E volteggia anche il Maestro di Gioco, persona ritenuta (spesso non si sa come mai) altamente qualificata. Si mette, essa, spesso agli angoli del tavolo, dove può vedere le carte di almeno due giocatori e, ad intervalli assolutamente casuali, emana consigli e giudizi.

E’ ad una persona come queste che il gruppo di amici di Guccini (lui compreso) decidono di combinare uno scherzo. Si pongono intorno al tavolo e cominciano a giocare completamente a casaccio, osservati attentamente dal Maestro di Gioco. Vai con una partita, vai con la seconda, il MdG è sempre più attento finché… bhè, non vi dico cosa successe, ma sappiate che il MdG si guadagnò imperitura stima da parte dei giocatori.

Insomma: un libro da portarsi, sicuramente, sotto l’ombrellone, ma attenti a non farvi prender per pazzi a causa delle risate. E se fate come me nell’arco di 4 ore lo completate.

Buona lettura!

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