Don Chisciotte (Jacovitti)

Eh no! Non è sicuramente l’opera di Cervantes, ne tantomeno una “riduzione” a fumetti a cura di Jacovitti. Si tratta di tavole disegnate per “Il Vittorioso” negli anni 50 e raccolte in questo “libro” a cura delle “Edizioni Di” (Castiglion del lago – PG – non ho trovato un sito web). Non sono un grande esperto di fumetti, ma alcuni fanno parte della mia infanzia e giovinezza. Ed i personaggi di Benito Jacovitti sono fra questi secondi… Cocco Bill in primis, salami affettati per la terra, battute assurde ed irreali, situazioni altrettanto strane. E l’immancabile lisca di pesce stilizzata che è divenuta il logo di Jacovitti. Alle superiori ho avuto un paio di diari disegnati da Jacovitti e su diessi, a volte, ho versato lacrime dal gran ridere. Poi, lo confesso, li ho abbandonati per passare a Garfield, ma ho mantenuto un posticino nel cuore per “Jac” e quando mi è possibile acquisto volentieri uan sua opera. Il Don Chisciotte da lui disegnato per Il Vittorioso è un personaggio allampanato che, preso dalle gesta di un suo antenato cavaliere (che si chiamava, guardacaso, proprio Don Chisciotte)  decide di dedicarsi ad opere cavalleresche. Accompagnato dal suo fedele servitore (fedele, soprattutto, perché spera un giorno di vedere almenoi una parte dello stipendio arretrato), che lui “vede” come Sancio Pancio, cavalca il suo ronzinante verso epiche imprese… e si scontra prima con un treno, poi con i pali dell’elettricità fino ad arrivare in città e combinare un bello scompiglio. Conosce una “ragazza” (che lui […]

In nome della madre (Erri De Luca)

Racconto delicato, quello di De Luca, che prende in esame la figura di Maria, la madre di Cristo, calandosi nel suo personaggio. L’opera viene fuori come una specie di pensieri, messi in fila, che narranno i 9 mesi in cui la Vergine viene visitata dall’Angelo fino a portare a compimento la maternità in una stalal nei pressi di Bet Lèhem. Miriàm ed il suo sposo, Iosef (Erri De Luca ha voluto mantenere tutti i nomi nelle forme originali) si scontrano con la gente, con le leggi, con tutti. Sono isolati: solo Iosef rimane fedele a Miriàm, e fa da scudo a tutte le brutte parole che la gente sputa sulla sua sposa e sul futuro bimbo. Può suonare strano che un uomo racconti, con tanta delicatezza, le fasi della maternità di una donna, l’amore per la creatura che sta crescendo dentro di lei, di cui lei è solo il “contenitore”, e l’amore per l’uomo promesso sposo, che avrebbe tutto il diritto a sentirsi tradito, preso in giro… ma che sa riconoscere (anche prima che l’Angelo visitasse pure lui) che quello che dice Miriàm è vero, sente che le sue parole sono sincere. Eppure Erri De Luca riesce a raccontarci in modo molto delicato e pulito quelle che potevano essere le sensazione di Maria e di Giuseppe, le difficoltà che hanno incontrato, la “Grazia” che li avvolge e li aiuta ad andare avanti. Miriàm, così come la immagina De Luca, è una figura dolce e tenera, addirittura fragile, ma sorretta da Dio, cosciente che […]

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