stRRRippit : comic strip italiane

Raccolta di strip (fumetti) italiane Il mondo dei fumetti mi affascina – anche se non è quello che prediligo. Però ogni tanto mi piace far euna escursione nel mondo delle strip, cioè di quei fumetti nati e pensati, principalmente, per essere “strisce” da inserire nella pagina umoristica dei giornali. Fatte spesso solamente con 4 vignette, dai tratti precisi ma non elaborati, in bianco e nero e chiuse da una battuta sagace: mi convinco sempre più che si tratta di una sofisticata forma di comunicazione. La casa editrice GRRRzetic (ci vorrebbe un “hacek” – un accento circonflesso inverso – sulla zeta, ma mi faceva fatica cercarlo) per missione raccoglie le strip di autori italiani. Lo potremo definire un mercato di nicchia, una cosa da pochi appassionati  – ma successi come quello di Lucca Comics ci smentirebbero – ma si tratta di un lavoro molto importante perché da la possibilità a molti autori di non rimanere nell’ignoto. Probabilmente pochi di loro si ritroveranno ad avere la stessa fama di autori famosi, però intanto tanti autori possono dedicare tempo e risorse alla loro passione. Sono una dozzina gli autori delle strip. Per ogni autore sono state scelte una serie di strip abbastanza rappresentative: ogni mini-raccolta è introdotta da una breve spiegazione (come nasce la strip, piccola biografia dell’autore, e qualche volta anche dei personaggi). Il mio parere? Sicuramente è soggettivo: alcune strip mi sono piaciute, altre meno. Ma questo dipende, appunto, dai gusti personali. Ma ritengo che il valore di questa raccolta di strip vada […]

Tom Clancy Splinter Cell : Polonio 210 (David Michaels)

I soliti terroristi cattivissimi sconfitti dal solito eroe Diciamolo subito, la storia – come in tutti libri della serie – non è particolarmente originale: cambiano alcuni protagonisti, alcuni dettagli, ma si tratta sempre della stessa trama. Per chi non fosse appassionato di libri di Tom Clancy riepilogo brevemente cosa è Splinter Cell. Agenti super-speciali che lavorano (ognuno per conto proprio) per una spin-off dell’NSA (National Security Agency) statunitense: Third Echelon (agenzia super segretissima e super tecnologica). Sam Fisher è il primo e miglior agente, con addestramento prettamente militare (era un navy SEAL). Praticamente Splinter Cell è una serie di romanzi nati da un’idea di Tom Clancy ma attualmente sviluppati anche da altri autori: questo romanzo in particolare è scritto da David Michaels. Struttura e stile del racconto sono molto simili a quelli di Tom Clancy. Ma Splinter Cell è anche un video game basato, appunto, sulle missioni di Third Echelon ed in cui il giocatore interpreta Sam Fisher. La mia sensazione è che questi romanzi nascano insieme alla (o addirittura come) sceneggiatura dei vari videogiochi della serie. Schematizzare la trama di tutti i romanzi della serie è semplice: un evento scatena una indagine. L’agente Sam Fisher segue una serie di indizi intrufolandosi in vari luoghi e sfruttando la sua abilità di non farsi notare, oltre al suo equipaggiamneto super tecnologico. Ogni indizio porta ad un altro finché non si risolve il caso e tutto finisce bene. In particolare, in questo romanzo, Sam Fisher vede morire il suo fratellastro Peter a […]

Di sogni e d’amore (Roberto Vecchioni)

Poesie 1960-1964 Che Roberto Vecchioni mi piacesse come scrittore lo avrete capito se avete letto i miei precedenti post… Che trepidassi, allora, nell’attesa di questo libro vi risulterà ovvio. E’ uscito da poco, e appena uscito l’ho acquisato. Si tratta di poesie che Vecchioni ha scritto fra il 1960 ed il 1964, in un momento un po’ di crisi (da quello che si evince nelle intrduzioni). Roberto stesso ha detto che il libro è stato un po’ una sorpresa: la madre ha conservato queste poesie a sua insaputa, e un amico (non ho capito bene se è lo stesso editore: Frassinelli) le ha raccolte ed ha fatto uscire il libro praticamente insieme all’ultimo album del cantautore (Di rabbia e di stelle – già acquistato anche quello). Sulle poesie non me la sento di esprimermi: non sono un esperto. Posso però dirvi che mi emozionano. Ma vi confesso anche che ciò accade un po’ con tutte le poesie che mi capita di leggere. Certo: sono un po’ influenzato dalle canzoni di Vecchioni (che considero poesie), soprattutto dalle immagini che riesce ad esprimere con poche parole – come se in poche pennellate riuscisse a dipingere un quadro complesso. Non vi dico, quindi: “questa poesia è bella, quest’altra è brutta”. Non ho le competenze per farlo. Però a me piacciono. Non ho ancora finito il libro: me lo gusterò con calma. Per questo ho preferito scrivere adesso il post, ancora col libro a metà. Continuerò a leggerlo piano piano… una poesia o due ogni tanto, quando mi sento nello spirito […]

Pause…

Lo confesso: da circa 1 mese non tocco più, seriamente, un libro. Mi succede ogni tanto: ho bisogno di staccare la spina e di svagarmi senza mettere in moto i neuroni (bè, non è che si muovano spesso…). E’ andata a finire che sono tornato ai fumetti: Lupo Alberto, Paperino, Calvin & Hobbes (qualcosa di nuovo, qualcosa preso dai miei “archivi”). La mia mente ha bisogno di gustarsi storie brevi, alleggerite da immagini semplici, battute ironiche e comicità. Però ieri mi sono arrivati 2 libri che mi interessano molto: che siano la chiave per ricominciare a leggere storie più complesse? Sono “Manituana” di Wu Ming e “Di sogni e d’amore” di Vecchioni (i link portano alla scheda dei libri su www.bol.it). Per cui: state sintonizzati perché presto tornerò a parlarvi di qualche libro. Ah, dimenticavo: oltre a quei due ne ho altri tre già iniziati ma mai finiti… che sia la volta buona per completarli? Aspettate e saprete.

Grazie (Daniel Pennac)

Monologo di un attore col suo pubblico Vi dirò… fra le opere di Pennac questa mi ha lasciato un po’ di stucco. Leggendola uno si chiede se Daniel abbia avuto qualche contrasto con la critica, con qualche giuria di premi letterari, oppure se fosse deluso dal suo pubblico. Si tratta di una impressione mia e non è detto che sia corretta. Però ho avuto l’impressione che il protagonista del libro sia una delle “facce” di Pennac. Credo insomma che ci sia un po’ di “autobiografia” in questa opera. L’opera è simile – nella struttura – a “La lunga notte del dottor Galvan”. Praticamente si tratta di un monologo sul tema del “ringraziamento”: uno scrittore riceve un premio e deve ringraziare il suo pubblico, la giuria e tutti… Solo che si scopre, leggendo il libro, che lo scrittore non è molto contento. Sembra irritarsi per la ragione della premiazione; ci dice che il premio ricevuto comporta un contratto e che dovrà esibirsi in certe date con monologhi di oltre un’ora… Insomma: alla fine la sensazione è che il protagonista ce l’abbia un po’ con tutti i premi letterari. Libretto piccolo, sembra quasi un atto unico di una commedia (appunto, come il “dottor Galvan”) con un personaggio unico sul palco (come il dotto galvan): sì, cè la “giuria”, ma praticamente non dice una parola, è come se fosse in esistente (come l’ipotetico interlocutore con cui parla il dottor galvan mentre raccontsa la sua vicenda). Certo, alla fine il libro non mi è dispiaciuto. Lo stile […]

Signor Malaussène (Daniel Pennac)

La storia di un bambino che, alla fine, riesce a nascere. Finalmente! Aspettavo questo libro da circa 4 mesi – lo avevo ordinato presso la commissionaria libraria dove lavoro: non so come mai ma c’è voluto un po’ per riceverlo. Finalmente perché è l’unico libro che ancora mi mancava della saga della famiglia Malaussène. Come detto in altri post, ho letto i libri “a caso”: via via che li trovavo me li divoravo. Sapevo già, in parte, il finale di questa storia. Ma nonostante tutto sono riuscito a godermelo fino alla fine. E devo dire che questa volta Pennac si è superato nell’ingarbugliare la storia fin quasi a farmi perdere i fili delle varie trame che si intrecciavano. La base è sempre quella: la scalogna nera (degna solo del “Paperino” al massimo della forma) che si abbatte su Benjamin Malaussène, improprio capo di una stirpe di fratelli, e di professione capro espiatorio alle edizioni del taglione. Ma non sto a ripetere per l’ennesima volta i personaggi: riporto solo alcuni punti salienti. Julie è incinta di Benjamin: il libro si evolve proprio come un monologo di Benjamin – che si ritiene inadatto al mestiere di padre – verso il piccoletto che aspetta nella pancia di mamma Julie il suo turno per uscire. Mamma Malaussène torna a casa triste, “vuota” sia nell’anima che nel corpo (chi conosce bene la famiglia sa cosa intendo per “vuota nel corpo” – agli altri lascio la sorpresa). La sua storia con l’ispettore Pastor è finita, così come è finito il turno […]

La casta (Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella)

“così i politici italiani sono diventati intoccabili” Ebbene sì, mi sono fatto coinvolgere anche io dal fenomeno “casta”. Comprato più di tre mesi fa, ho letto questo libro con molta calma, facendo passare avanti, spesso, altri libri. Capite già che non mi è piaciuto molto, almeno a livello letterale. E’ molto più vicino ad un articolo (o una serie di articoli) di giornale, a delle inchieste, piuttosto che a un libro. Ma questo ha influito in minima parte. Quello che me lo ha reso poco digeribile sono tutti i numeri riportati nei vari capitoli… Penso molti sapranno già di cosa parla, quindi riassumo in breve per i pochi che ignorano l’argomento. Si tratta di una serie di analisi (scritte, appunto, con uno stile giornalistico) sull’attuale situazione dell’amministrazione pubblica italiana. E con particolare riguardo a quelle situazioni contraddittorie, di spreco, di sete di potere. Questo libro, il blog di Beppe Grillo, altri libri ed indagini giornalistiche, il “vecchio” Report di Rai tre (vecchio perché da anni affronta gli stessi argomenti): sono alcuni dei tanti esempi del fenomeno “casta” esploso quest’estate (e nominato dal libro stesso). Perché parlo di esplosione? Considerate che da anni Report propone temi simili, con inchieste serie, affrontate bene e da più punti di vista. Ma solo questa estate  e, sospetto, grazie alla combinazione Beppe Grillo / “La Casta” – la popolazione italiana ha iniziato a smuoversi ed indignarsi verso certi atteggiamenti di politici e politicanti. Torniamo all’inizio: perché non mi è piaciuto questo libro? Uno dei fattori principali è l’alto numero di cifre riportate. So […]

Gioco e teoria del duende (Federico Garcia Lorca)

Un libro che ha “duende” In origine il “duende” era uno di quei “folletti” – diavoletti? – che abitavano – infestavano? – la casa. Era, in entrambi i casi, qualcosa che animava l’abitazione. Finché non è diventato quello spirito che anima i poeti, i cantanti, i ballerini e gli artisti in generale. Garcia Lorca  ne fa addirittura argomento di conferenza, parlandone a il 20 ottobre 2003 a Buonos Aires, nel salone della Sociedad de los Amigos del Arte. Ed il ibro che da il titolo a questo post è proprio la trascrizione di quell’intervento. Più che un libro – lo confesso – si tratta di un libricino che si legge velocemente: sono poco più di 50 pagine, di cui 24 ospitano l’intervento di Lorca, e le altre sono occupate da postfazione (di Enrico di Pastena), titoli, indici, note al testo, … Per spiegarvi il libro devo prenderla un po’ larga: il popolo spagnolo è uno di quei popoli che mi affascina e incuriosisce. Non conosco molti “spagnoli” – e per fortuna, perché mi avrebbero già linciato. Non si tratta di “spagnoli” (termine troppo generico) ma di andalusi, catalani, castigliani e tutti gli altri gruppi etnici che in questo momento non mi vengono in mente. Non conosco – dicevo – molti abitanti della penisola iberica, ma mi hanno sempre affascinato: per il loro calore, il contrasto fra vitalità e forza delle loro passioni  e pigrizia e indolenza del loro carattere, l’orgoglio sempre forte ma raramente eccesivo. Ho trovato, tempo fa, una recensione su questo libro che spiegava, appunto, come […]

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