Tom Clancy’s Splinter Cell – Barracuda

I romanzi di Tom Clancy mi hanno sempre appassionato. Ho letto i primi romanzi in cui è nato l’eroe Jack Ryan (l’unico che non ho letto è “la grande fuga dell’ootobre rosso”, da cui è stato tratto il film “Ottobre Rosso” con Sean Connery e Alec Baldwin – se ricordo bene).
 
Poi Tom ha perso un po’ di stile di scrittura, è arrivato ad esagerare un po’ (specialmente nei mezzi tecnologici usati dalle squadre speciali) e, secondo me, è stato anche influenzato dall’11 settembre (il romanzo “I denti della tigre” è un abastanza chiaro eufemismo del suo concetto di “vendetta”).
 
Collaborando insieme ad altri autori ha creato la “linea” di romanzi “op-center”, in cui una squadra supersegreta (come sempre) disponeva di grandi risorse tecnologiche che mettevano in grado i suoi componenti di “spiare” tutto ciò che succedeva nel mondo… Poi è stata la volta di Rainbow Six: squadra di intervento speciale, multinazionale (una specie di “swat” a livello della Nato). E c’è stata una incursione anche su Internet, con la serie Net-force, ambientata in un prossimo futuro.
 
Ultimamente ha creato anche la linea “Splinter Cell”: agenti supersegreti, super-addestrati, super-intelligenti, super-quello-che-volete gestiti da Third Echelon, una emanazione super-segreta dell’NSA per la raccolta di informazioni e la “risoluzione di problemi”. La serie “Splinter Cell” ha dato vita anche ad una serie omonima di video giochi della Ubisoft. Anzi: a dire il vero non so se la serie di romanzi ha dato l’idea per i video giochi oppure se la stesura di scenografie per videogiochi ha dato il via alla serie di romanzi.
 
Andiamo al dunque. Il romanzo “Barracuda”, delal serie “Splinter Cell” è opera “di David Michaels da un’idea di Tom Clancy” (come riportato in copertina. Si scopre, nel risvolto del retro di copertina, che l’autore è anche sceneggiatore cinematografico e sviluppatore di soggetti per videogiochi d’azione… ecco quadrato il cerchio.
 
Al centro del romanzo si trova l’agente segreto Sam Fisher, il primo e più bravo splinter cell. Questa volta è alle prese con un altro piano criminoso da parte di un generale cinese (che vuole invadere Taiwan e minaccia gli Stati Uniti con un’atomica perché non intervengano). Il generale riceve supporto tattico (a pagamento) da The Shop, un supermarket degli armamenti, il quale si avvale, a sua volta, della triade dei Lucky Dragons (mafia cinese) per infiltrare una talpa proprio a Third Echelon e rubare progetti da passare al generale Tun per un nuovo tipo di arma…
 
Insomma, il classico gioco dello spionaggio e controspionaggio, con Sam Fisher che si trova catapultato dagli USA alla russia, poi ad Hong Kong,  poi di nuovo a Los Angeles, poi ancora in Cina. Il tutto mentre è spiato da una seconda talpa, a livelli molto più alti, rischiando di essere ucciso più volte (ma grazie alla sua super-preparazione e ad un pizzico di fortuna riesce sempre a scamparla).
 
Vabbè, la trama è semplice: i buoni vincono, i cattivi vengono sconfitti, a volte c’è un po’ di violenza gratuita e una idea di giustizia troppo immediata… classico film americano, con i suoi stereotipi, le cose buone e le cose meno buone. Sì, ho usato la parola “film” perché (sempre nel risvolto del retro di copertina) c’è scritto che nel 2007 Splinter Cell diverrà un film – mi domando, però, se useranno questo episodio o il precedente, dove viene anche rapita la figlia di Sam Fisher).
 
Qurello che è certo è che il romanzo è pienamente nello stile di clancy: un thriller che (per chi apprezza il genere) si legge tutto d’un fiato. Tecnologicamente è anche più realista delle altre serie, specie di op-center e net-force (se si escludono un paio di “licenze” tecnologiche). Lo ammetto, sono riuscito a leggerlo in tre giorni (e non mi sono dedicato solo alla lettura) e mi è piaciuto perché è riuscito a tenere la suspance fino al penultimo capitolo (l’ultimo capitolo è dedicato alle ultime spiegazioni, all’eroe che si prende una licenza, alle congratulazioni). So anche che è un romanzo inverosimile, o meglio: idealmente realistico (in teoria potrebbe essere tutto vero) ma praticamente non reale (qualsiasi uomo, dopo le peripezie di Sam Fisher, sarebbe andato in pensione). E’ un po’ stile i film di 007: ti appassionano, ma sai che rimangono opera di fantasia e la realtà non è proprio così.
 
Chi è appassionato di Tom Clancy lo troverà abbastanza vicino al suo stile iniziale: una specie di Jack Ryan redivivo, ma con meno politica e più azione. No, non credo che Sam Fisher diverrà mai presidente degli Stati Uniti (Jack Ryan lo divenne) e tutti gli ambienti di politica sono lontani da Sam, che è un uomo sul campo…
 
Se vi interessa, lo trovate circa a 15 euro in quasi tutti i “super-mercati”…
 
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