Kobane Calling (Zerocalcare)

(dal sito Feltrinelli)

Voglio aprire con una citazione di Zerocalcare, dal suo blog (post per la presentazione del libro)

Oh, speriamo che il libro non ve fa schifo.

No, non mi ha fatto schifo il libro. Anzi, devo dire che vale la pena leggerlo, che i suoi 17 euri (sconto sito Feltrinelli) li vale tutti, che il lavoro che hai fatto è un bel lavoro. E che farò girare la mia copia fra una cerchia (ristretta, per esser sicuro che il libro torni a me) di parenti e amici per farlo conoscere.

In quale avventura si è lanciato il nostro Zerocalcare questa volta? Se in passato ci ha raccontato le vicende di tutti i giorni e i viaggi nel suo animo, questa volta si è impegnato in un progetto di documentazione dell’attuale situazione fra i confini di Siria, Turchia ed Iraq.

Tutti conosciamo la situazione di quella zona, vero? Ci arrivano notizie dai TG, da approfondimenti… ma è veramente tutto? In generale, per qualsiasi cosa vada oltre ai nostri confini provinciali tendiamo a farci una idea di base ma – a meno che non ci sia un interesse specifico – rimaniamo molto nel vago.

Ecco, Zerocalcare ci racconta come ha vissuto la situazione, cosa ha visto coi suoi occhi, cosa ha sentito con le sue orecchie. In due viaggi ha toccato varie zone in cui combattenti ISIS, curdi combattenti per la libertà e popolazione civile si sono incontrati e scontrati. Da quello che ho capito, approfittando di un “viaggio umanitario” (consegna medicinali e altri aiuti) il nostro fumettista ha potuto incontrare l’umanità più varia (“facce curde, arabe, assire… musulmane, cristiane, yezide…” – pagina 150 del libro) che combatte l’ISIS, che ricorda i propri morti, che vive fra vari fuochi…

Un testimone diretto, attento osservatore. Doppiamente attento perché ha lo sguardo del fumettista (che cerca di cogliere ogni dettaglio per riproporlo graficamente a noi) e quello della persona che vuol capire bene tutto. Ed ha l’umiltà di chi vuol imparare piuttosto che giudicare. Una delle caratteristiche che già si notava negli altri fumetti (ho letto – come libro – solo “La profezia dell’armadillo” ma ogni tanto mi guardo le mini storie che pubblica sul suo web) è che Zerocalcare difficilmente dà un giudizio: tende ad esporre i fatti e a lasciare a noi le riflessioni. Riesce ad esporre in modo neutrale i fatti? Nessuno di noi può farlo (ognuno media qualsiasi racconto con il proprio vissuto), ma questo autore quasi mai pone i fatti raccontati come verità assoluta. Il suo racconto – secondo me – è molto “pulito”: molti fatti, nudi e crudi. Quando necessario raccontati con delicatezza o accompagnati da stupore. Racconti da cui traspaiono anche le sue dirette emozioni (in alcuni passaggi sembra quasi “innamorato” – ma forse mi sbaglio 🙂 )

Mi è piaciuta anche un’altra caratteristica: raramente vengono date per scontate le cose. Spesso – con fare ironico e in certi punti anche un po’ dissacrante – vari “personaggi” ci aiutano a capire i dettagli. Dall’armadillo (una specie di coscienza di Zerocalcare) a George Pig (il fratello di Peppa, che rappresenta qualsiasi rompiscatole pronto a criticare) fino al Mammuth che rappresenta le origini e tutto ciò a cui l’autore è attaccato. Intercalando questi personaggi nel fumetto, al lettore arrivano (a volte insieme a voluminose risate) le più disparate spiegazioni su cose che potrebbero esser date per scontate e che invece ti fanno leggere tutta la storia in modo diverso.

Non mi esprimo sul tratto grafico: a me piace (gusto personale) il fumetto semplice, quello da singoli tratti (quello che di solito si trova nelle strisce dei giornali – amo, per esempio, Calvin & Hobbes, Snoopy ed i Peantus, Garfield, …). Lo stile di Zerocalcare è su questa linea, e quindi mi piace. I personaggi, solitamente, hanno tratti che li ammorbidiscono e li rendono accattivanti e simpatici. L’alter ego fumettistico dell’autore – nonostante i pochi semplici tratti che lo definiscono – è comunque altamente espressivo. Provate a guardare i personaggi negli occhi: alcuni parlano senza bisogno del fumetto.

Un libro che merita decisamente. Sì, 20 Euro (prezzo ufficiale) non sono pochi, ma come detto lo si trova scontato a 17 Euro. Certo, anche io avrei preferito un prezzo intorno ai 15 Euro, ma se considerate che avrete fra le mani ben 1,160 chili di fumetto per 260 pagine, penso siate d’accordo che il prezzo è accettabile.

Al di là dei valori fisici, però, il libro merita per le storie che racconta, e perché ci fa comprendere meglio alcuni dettagli della storia attuale, qualcosa che ci riguarda tutti, anche se ci sembra lontano (ma la mia paura è che sia più vicino di quanto vorremmo che fosse…). Ci porta, alla fine, dettagli che continuiamo (coscientemente o meno) ad ignorare.

Buona lettura

La profezia dell’armadillo (Zerocalcare)

L’avevo promesso: il ritorno ai fumetti 🙂

Dopo il tour de force di fine anno sulla “relatività” ho deciso di tornare a qualcosa di “relativamente” semplice. Relativamente perché uno dice “che vuoi che siano, due disegni, quattro battute”, ma l’arte del fumetto è molto, ma molto di più: è raccontare storie con ironia, con immaginazione, con creatività.

Sto sbirciando “Zerocalcare” da un po’: a volte le sue vignette girano come pazze su facebook, accompagnate da pazze risate. Ma non l’ho mai seguito assiduamente. Però, lo ammetto, la curiosità c’era e quando “zia Amazon” ha offerto in formato Kindle, a 1,99 euri, la sua prima raccolta di strip (appunto: “La profezia dell’armadillo“) ne ho approfittato subito. E ne è valsa la pena.

Ok, diciamolo subito: non è (neppure questo) proprio il mio stile preferito di fumetto, anche se mi ha fatto piacere constatare che la qualità è buonissima: linee pulite e veloci, dialoghi spassosi, ricchezza nella vignetta ma non eccessivi dettagli. In altre parole non sono diventato un pazzo fanatico di Zerocalcare, ma lo apprezzo e continuerò a seguirlo con maggiore entusiasmo di prima.

La raccolta è possibile vederla come una storia vera e propria, con un finale un po’ amaro che ti accompagna a riflettere (lo considero un lato positivo). Ma questa storia si dipana per scene successive: tante piccole storie (1, 2, 4 pagine) che potrebbero stare in piedi da sole ma che assumono un significato più ricco all’interno della storia portante. Alcune sono più slegate da essa (come la guerra ai calabroni e alle formiche) e son lì solo per descrivere meglio il personaggio, altre sono invece legate a doppio filo con la base narrativa.

Chi è il vero “Zerocalcare” lo lascio spiegare a Wikipedia. Il personaggio dei fumetti (Zero, con suo padre e sua madre, i signori Calcare, e tanti amici) mi sembra però essere un alter ego del personaggio reale. Non so “quanto” ci sia di autobiografico in questi fumetti, ma sono certo che c’è qualcosa di personale dell’autore.

Zero è un giovane che si guadagna da vivere con i fumetti (non viene detto in modo esplicito ma io l’ho intesa in questo senso). Vive da solo in un appartamento in Roma, è timido e riservato, diventa nervoso quando deve parlare di sé. Nella raccolta si parla del suo rapporto con gli amici, in particolare il Secco e Camille, di cui è invaghito. Si rivedono loro giovani, in storie-flash back dove si raccontano l’incontro, le uscite, il piacere di stare insieme, i “giuramenti”. E si vede un Zero Calcare con le sue paure, i suoi problemi, la sua voglia di crescere ma la difficoltà nel farlo.

Insieme ai personaggi “reali”, se così possiamo definirli, visto che si tratta di un fumetto, accompagnano Zero Calcare tanti personaggi immaginari, primo fra tutti l’Armadillo, che è proprio un armadillo parlante, amico immaginario di Zero e sua “coscienza” e senso critico, spesso espressi però al contrario (epica la storia della spesa: Zero che vuol provare a cambiare e l’armadillo che accompagna ogni scelta con una paura facendolo tornare nei consueti binari). Come se l’armadillo fosse un deposito di “E se..”, “Ma…”, “E se poi…” che saltano fuori appena Zero pensa di cambiare un seppur infinitesimo briciolo della sua vita.

Zerocalcare, poi, rappresenta alcuni personaggi “rubando” (in senso positivo) da altre opere. Il padre di Zero è rappresentato come il papà di Po, (Kung Fu Panda), la madre è la gallina-dama di corte di Lady Marian del Robin Hood Disneyano, altri personaggi sono interpretati da figure animali o da personaggi del cinema. Ed anche alcuni suoi lati del carattere vengono presentati in varie personificazioni. Come il “senso strategico” che veste faccia e panni di Leonida di “300” nella storia in cui Zero deve affrontare una colonia di formiche.

Una forza immaginativa notevole, che rende le storie fresche, allegre, ironiche. Ma con sotto le vicissitudini di un giovane che sta diventando adulto, con le sue paure, la voglia di affrontarle, i dubbi nel riuscirci. E che riesce a rendere “leggere” (ma mai stupide) anche le riflessioni sulle vicende recenti, su quello che accade nel mondo intorno a Zero, ma anche intorno a noi.

Se volete farvi un’idea del fumetto potete leggere il comic-blog “Zerocalcare“: la maggior parte delle storie che trovate nella raccolta infatti sono prese dal blog. Ogni due settimane una nuova storia “compare” su internet ad allietare i nostri lunedì (giorno di pubblicazione). Oppure, se vi piace, potete comprare qualcuna delle sue raccolte (una si intitola, appropriatamente, “Ogni maledetto lunedì su due”).

Buona lettura e buona risata.