Quei collegamenti che non ti aspetti…

E’ buffo come, a volte, non sai niente delle cose che “conosci”: ne hai sempre sentito parlare, sai che esistono, ma ignori la storia o tutta una serie di dettagli che, appena li scopri, ti sorprendono.

GalieloHarryPotterFra le notizie che guardavo questo pomeriggio, una ha attirato la mia attenzione: Il CICAP sponsorizzava un incontro in cui si parla di “Galileo & Harry Potter” che – cercando info – ho scoperto essere un libro scritto da Marco Ciardi ed edito da Carocci. Da quello che vedo nel sito dell’editore è una carrellata di personaggi famosi (Galielo, Newton, Leopardi, Kant) alle prese con temi scientifici e dove il maghetto (e altri personaggi di fantasia) si mescolano ai personaggi reali (recensione della rivista Query) . Interessante, da tenere presente per future letture.

Ma quello che ha attirato la mia attenzione è che l’incontro si svolge a Montereggio, in provincia di Massa. Una meta, mi sono detto, potenzialmente raggiungibile da Firenze per una “toccata e fuga”. Quindi verifico dove si trova Montereggio: è un “piccolo” paesino medievale arroccato sulle montagne della Lunigiana, praticamente sulle Alpi Apuane al confine fra Toscana e Liguria. Eccoci, la toccata e fuga non è fattibile: l’ultima parte di strada, curvosa, montana, fa considerevolmente aumentare i tempi. Niente incontro, ma magari può meritare una gita di un giorno, in futuro, visto che il paese sembra carino.

Ma torniamo all’incontro, che fa parte – scopro – della “Festa del Libro 2015” (l’evento citato sopra si svolge martedì 25 alle 19). Allora mi domando: cosa ci fa una festa del libro in un paese così piccolo? Carino, certo, ma poco raggiungibile. Però, sfogliando il programma, scopro due cose: la prima è che è un programma ricco, con personaggi importanti (premi Strega, premi Campiello, premi Bancarella) e libri belli tosti da presentare. E la seconda è che il prestigioso premio Bancarella – per l’appunto – è nato proprio in zona (e poi si è trasferito a Pontremoli). In questa pagina, molto ben fatta, si narra la storia della nascita del premio, e fa riferimento ai librai di Montereggio e delle frazioni vicine.

Bancarella perché – curiosando nelle vicende storiche – scopro che gli abitanti erano venditori di libri e piazzavano, in estate, le loro bancarelle in giro  per la padania (e poi per mezza Italia). Montereggio è rinomato come “paese dei librai”: già intorno al 1500, sembra, persone che magari non sapevano neppure leggere, si caricavano le spalle con una gerla piena di libri e scendevano in pianura (padana) a venderli. Dalla semplice gerla siamo passati alla bancarella per arrivare, poi, all’apertura di librerie sia in Italia che all’estero. Ed ora Montereggio fa parte del network “Booktown.net“, cioè  – molto sinteticamente – le città ed i paesi dove si svolge una intensa attività libraria (o dove si cerca, con varie iniziative, di promuovere attività letterarie).

Perché proprio il commercio di libri non lo so (fra l’altro contrabbandavano anche libri proibiti fra i vari staterelli presenti all’epoca). L’unica cosa che ho notato è che il paese si trova in un luogo strategico per il valico fra Liguria e valle padana (non per niente è riportato anche nelle mappe della Galleria vaticana delle Carte Geografiche, dove i pontefici – probabilmente – verificavano l’estensione dell’impero e marcavano i territori più importanti): una parte del flusso commerciale fra i porti (Genova e La Spezia) e le regioni del nord Italia passava di lì, e loro ne hanno approfittato commerciando in qualcosa di particolare. Sul sito di Montereggio c’è un ingrandimento della suddetta cartina (seconda foto). Mi sembra ne vadano molto orgogliosi, gli abitanti di Montereggio 🙂

Insomma, di stupore in stupore mi sto riproponendo, appena mi sarà possibile, di andare a fare un viaggetto in quella zona, di fermarmi qualche ora fra Piazza Mondadori e Piazza Rizzoli (sì, la toponomastica attinge – da qualche anno – a grandi famiglie di editori o personaggi legati alla letteratura) e di respirare un po’ l’aria dei libri passati, presenti e futuri. E, magari chissà, farmi una camminata nei dintorni (vedo ci sono alcuni sentieri di trekking che sembrano molto carini) e scattare qualche bella foto. Forse non ce la faccio per la Festa del Libro, ma tengo il paese fra le tappe da visitare in una bella domenica di sole.

Buona passeggiata (a chi potrà andare) in paese, fra libri e autori, per la festa del libro!

P.S.: ho anche scoperto che Marco Ciardi, l’autore del libro, è di Montereggio. Insomma: gioca in casa…

P.P.S.: mi sa che sia un buon posto, anche, per gustare meravigliosi prodotti gastronomici 😛

Quelle (piacevoli) domeniche che non ti aspetti

E’ venerdì. Mi chiedono “Vieni a fare questo trekking alla Verna domenica prossima?” (e mi allegano un volantino con al descrizione del percorso e tutti i dettagli della scarpinata).

A me piace camminare nella natura, e La Verna la conosco (santuario Francescano in provincia di Arezzo). Siccome sono alcuni giorni in cui sento addosso un certo nervosismo, penso che un’uscita del genere possa aiutare a rilassarmi, e quindi confermo la mia adesione.

La mattina di domenica, al punto di ritrovo, subito la prima (piacevole) sorpresa: incontro una persona conosciuta solo 3 giorni prima. E, nel giro di 2 minuti, la seconda (piacevole) sorpresa: nel gruppo c’è una coppia di francesi (di Lione) e gli organizzatori mi chiedono se posso dare io loro un passaggio in auto. Io, credo, conosco 5 parole di francese, ma i miei compagni di viaggio (le persone che mi hanno invitato) qualche parola più di me la sanno, quindi accettiamo.

La giornata si svolge nella più assoluta tranquillità: alla fine di un tortuoso viaggio Firenze – Chiusi della Verna (cercando – fra una curva e l’altra – di riesumare qualche lezione di Francese seguita alle superiori) si parte per la scarpinata: dal parcheggio a Chiusi della Verna si inizia a salire, si sorpassa il santuario, e ci si inoltra nel bosco (a proposito: siamo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi). Quasi in vetta al monte Penna la terza (piacevole) sorpresa: vedo passare un amico che – a parte qualche cenno di vita su Facebook – non incontro da tempo. Sta guidando un gruppo di ragazzi e lì per lì non può fermarsi, ma ci ritroviamo dopo al santuario e scambiamo due chiacchiere.

Continuiamo la salita, pranziamo sul cucuzzolo più alto del monte Penna, ci riposiamo un po’ e poi di nuovo giù. Sosta al santuario (con tempo libero per le visite o per un caffè) e, al momento di ripartire, la quarta (piacevole) sorpresa: sul piazzale del santuario si presentano gli “Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini” che regalano un piccolo saggio della loro bravura. Uno dei frati residenti alla Verna è fra i fondatori del gruppo e loro si trovano lì a festeggiare il loro giubileo.

Alla fine della giornata (dopo esser tornati al parcheggio, e da lì a Firenze sempre cercando di ritrovare qualche parola di francese nelle reminiscenze scolastiche) la stanchezza si è fatta sentire, ma la piacevolezza della giornata ha ripagato (con un abbondante surplus) ogni singolo dolore muscolare.

Grazie quindi al gruppo “Le Vie del Chianti” che ha organizzato questa uscita, grazie alla piacevole compagnia di tutte le persone, grazie ai francesi per la pazienza nei confronti dei miei tentativi di formulare qualche frase nella loro lingua, e grazie agli sbandieratori per il loro inatteso spettacolo. Domeniche simili ti rimettono in pace col mondo – almeno fino alla mattina dopo, quando si rientra nel trantran lavorativo 🙂