Le regole del gioco : storie di sport e altre scienze inesatte (Marco Malvaldi)

(dal sito dell’editore)

Malvaldi, ultra sportivo (anche se da divano, a quanto sembra), ci presenta questa volta non un giallo ma un saggio sullo sport e, in particolare, sulla scienza collegata allo sport. Diversamente da quello che avevo capito (e che avevo anticipato qui), però, non si concentra sui fallimenti (come faceva pensare il caso di Matthew Syed riportato nella presentazione), ma analizza varie discipline e – in pratica – usa lo sport per spiegare la fisica e (in parte) l’evoluzione umana (concentrandosi in particolare sul perché l’uomo abbia così tanto bisogno di “sport da divano”).

E’ inutile raccontarvi la trama: dovrei fare riferimento a molte leggi fisiche (e non solo) che l’autore spiega molto meglio di me (ricordiamoci che è laureato in Chimica ed è appassionato di tutte quelle scienze con cui si riesce a descrivere il mondo che ci circonda – fisica, informatica, matematica, statistica – senza disprezzare tutte le altre). Vi porto solo un esempio: la “Maledetta di Pirlo”, punizione contro il Napoli nella partita del 10 Novembre 2013, che il giocatore calcia con un particolare effetto. La palla, come di solito si vedeva solo nei cartoon giapponesi, cambia traiettoria “automagicamente” (come dice Marco) insaccandosi nella porta degli avversari. Se volete sapere come ha fatto Pirlo, e se volete riprodurre lo stesso effetto, dovrete studiare tanta fisica ed aerodinamica. Oppure seguite la spiegazione di Malvaldi (che racconta, semplificando estremamente, gli elementi fisici e fluidodinamici coinvolti) ed il suo consiglio: tanta pratica… Provare, provare, provare… Sì, perché anche se quell’effetto è derivato da una complicata combinazione di vari fattori (materiale del pallone, cuciture, modalità di calcio, umidità dell’aria, temperatura, densità, e mille altre cose) quel che serve per praticare un effetto simile è solo e soltanto la pratica (insieme ad un pizzico di follia e a un po’ di istinto).

Ciò che sembra magico, quindi, ha una spiegazione scientifica che se presa superficialmente può sembrare arida, ma se la approfondisci ti fa rimanere a bocca aperta. Ora, Malvaldi è stato “costretto” dall’editore a NON mettere nemmeno una formula nel libro. Diciamo che c’è una (ed una sola) eccezione quando si parla di come calciare un pallone (quanta forza si riesce a imprimere). Ma a parte questa digressione più matematica, Marco riesce a spiegare tutto con semplicità. Per dirla in altre parole è quasi un libro da scienziati ma raccontato come una chiacchiera da bar (a proposito: gli appassionati del Malvaldi giallista riconosceranno in tutto il libro il singolare modo di spiegare cose difficili che Massimo il barrista applica quando parla ai vecchietti).

Insomma, si tratta di un libro molto semplice nella lettura, ma anche molto intenso. Se è vero che tutti possono leggerlo (perché, appunto, le spiegazioni sono semplici) per qualcuno può tornar comodo andare a ripassare qualche nozione di fisica appresa alle scuole medie e superiori. Si va avanti anche senza riprendere queste nozioni, ma a volte (vuoi per la curiosità, vuoi per la voglia di approfondire) ti fa piacere andare a ricercare qualcosa…

Decisamente da portarsi sotto l’ombrellone: Marco riesce anche in questo caso ad aggiungere ironia e battute rendendo le oltre 170 pagine leggere come un romanzo dei suoi. Certo, agli appassionati mancherà il sarcasmo dei vecchietti, ma ribadisco che la lettura è decisamente gradevole. La nota dolente è, come sempre, il prezzo: ben 18 Euro (edizione ben curata, sì, senza refusi o errori di stampa, mi sembra). E’ vero che il libro si avvicina ad un manuale di scienze applicate, ma sarebbe opportuno che non gli somigliasse anche nel prezzo. Come sempre, ci sono gli sconti (circa 15% in supermercati e librerie on line), ma 5-6 euro meno sarebbero stati molto graditi dal pubblico. Purtroppo la mia paura è che un nome di richiamo come Malvaldi faccia pensare all’editore che si possa applicare qualche euro in più perché tanto molti lettori lo compreranno ugualmente.

Ultima nota: se siete appassionati dei gialli di Malvaldi ma proprio non vi va di fare un ripasso delle noiose lezioni di fisica sopportate a scuola, il mio consiglio è che ci ripensiate, perché questo libro può farvi drasticamente cambiare il punto di vista su tante scienze. Ma se proprio cercate solo e soltanto un giallo, non lo comprate.

Buona lettura.

 

Pronti! Attenti! Acquistate! (il “nuovo” Marco Malvaldi)

Malvaldi_regoleGiocoEcco un nuovo libro di Malvaldi, ma questa volta non c’entra il Bar Lume né nessun vecchietto è chiamato ad indagare (e soprattutto a spettegolare).

Si tratta di un saggio in cui si analizzano varie vicende sportive dove (per esempio) quella che pareva una vittoria certa si è trasformata in una cocente sconfitta.

Il testo introduttivo trovato su Amazon recita: “Cos’è successo? Tenderemmo a pensare che sia l’eccessiva pressione la causa della débàcle, e in parte c’entra, ma la risposta è un’altra. E arriva dalla psicologia cognitiva. In un saggio sempre in bilico tra umorismo e suspense come le pagine migliori dei suoi romanzi, Marco Malvaldi scioglie questo e molti altri enigmi, ripercorrendo la storia dello sport sulle tracce di lanci, tiri e salti impossibili, con lo spirito di scoperta del vero uomo di scienza” (il grassetto è mio: sono le due principali caratteristiche per cui adoro gli scritti di Marco).

Atroce dubbio! Amletico dilemma! Prendo la versione Kindle (così inizio subito a leggerlo e spendo solo 9,99 Eur, ma lascerà un posto vuoto nella mia libreria) oppure la versione cartacea (che mi deposita 183 pagine + copertina in libreria, ma mi arriva in 2-3 giorni e mi costa 15,30 Eur)?

Consumato in questa tremenda indecisione, andrò a prendere un caffè e poi farò click su “Acquista”!

Manuale dell’imperfetto sportivo (Beppe Severgnini)

So che passeggiare nel reparto libri dei supermercati è la mia rovina, eppure continuo a farlo… Nei giorni passati ho trovato lo “Sherlock Holmes” di Conan Doyle (lo sto leggendo) ed una edizione “economica” dell’opera che da il titolo a questo post. C’è poco da dire: il mio braccio, con un riflesso incondizionato, ha messo nel carrello i citati libri ed eccomi a parlare del secondo.
 
Beppe Severgnini, giornalista, scrittore, conduttore televisivo di alcuni programmi, interista recidivo, ironico e scanzonatorio, ha prodotto molti “manuali”, soprattutto legati ai viaggi, allo sport, all’inglese.
 
Questo “manuale dell’imperfetto sportivo” è una bonaria e sorniona presa in giro degli stereotipi italiani legati allo sport… Beppe parte da esperienze personali (tennis, pesca) per parlarci di come noi italiani vediamo e viviamo lo sport. Le sue riflessioni, di solito, sono lunghe una pagina (massimo 2) ma piene di ironia (anche auto-ironia).
 
Non si limita, Beppe, agli stereotipi, ma partendo da sue esperienze fa il paragone con i “sistemi sociali” (dalla piccola azienda al governo) approfondendo il concetto di squadra ed abbinando alcuni ruoli alle persone coinvolte. E parla anche della “utilità sociale” dello sport soffermandosi soprattutto su quelle attività che permettono (o permettevano) a ragazzi e ragazze di corteggiarsi.
 
Io ho trovato il volumetto (sembra quasi un formato tascabile) sugli scaffali di un supermercato a poco più di 2 euro. Vi garantisco, però, che il contenuto vale molto più del prezzo (scontato) del supermercato. Se vi capita di trovarlo accaparratevelo subito. Buone risate!
 
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