[Anteprima] Non c’è più la Sicilia di una volta (Gaetano Savatteri)

Sì, ne sono consapevole, latito da questo blog sapendo di latitare… Ma prometto di tornare a scrivere (ma soprattutto a leggere) in tempi brevi.

Per ora volevo segnalare questa novità editoriale (che ormai tanto novità non è, visto che è già in libreria da circa 1 settimana): uno sguardo su una Sicilia moderna e sempre più distante dai consueti stereotipi, a cura di Gaetano Savatteri, siculo scrittore di recente (per me) fama. A vedere la bio su Wikipedia, scrive da molto tempo, mentre io l’ho scoperto solo nel 2014, grazie alle raccolte in giallo della Sellerio (ne: La crisi in giallo, Turisti in giallo, Il calcio in giallo) e mi è piaciuto molto sia per lo stile sia per gli intrighi che riesce a gestire nelle storie (che, appunto, diventano molto intriganti).

Questa volta il libro, a leggere la descrizione, sembra una guida alla scoperta della Sicilia, ma senza andare a fare concorrenza alle “vere” guide turistiche. Un po’ come fece Malvaldi raccontando la sua Pisa… Da quel che si capisce dall’indice (PDF presente sul sito dell’editore) Gaetano ci porta a conoscere una Sicilia moderna e attraente, diversa dagli stereotipi (per citarne due, mafia e machismo) che fin’ora l’hanno circondata. Ci racconta curiosità sulla sua terra e ce la fa scoprire nello stesso modo in cui ha fatto anche Camilleri con Montalbano e altre sue storie.

Mi fermo qui, vi lascio ad un articolo su Huffington Post (una breve intervista con Savatteri) e la presentazione sul sito Laterza (l’editore). E se il 18 Marzo siete a Roma, alle 18 presso l’Auditorium Parco della Musica trovate l’autore (evento indicato dal sito Laterza).

280 pagine per 16 Eur (9,90 in e-book): per ora non faccio commenti sul prezzo (devo valutare fisicamente il libro). Sapete (chi legge costantemente questo blog) che mi immagino, per libri simili, un prezzo intorno ai 12 Eur, ma al momento non ho ancora verificato né il contenuto né il supporto fisico (il libro). Posso solo dire che è un prezzo decisamente più basso rispetto ad una buona guida turistica, mentre è leggermente più alto rispetto ad un romanzo. Ovviamente su Amazon lo trovate col solito sconto del 15% (13,60 Eur).

Se qualcuno lo ha già letto commenti pure 🙂

Buona lettura!

P.s: per i più pigri, a cui pesa anche fare un click (li conosco bene, sono anche io estimatore questo stile di vita), includo un frammento della presentazione dal sito Laterza.

«Non ne posso più di Verga, di Pirandello, di Tomasi di Lampedusa, di Sciascia. Non ne posso più di vinti; di uno, nessuno e centomila; di gattopardi; di uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà. E sono stanco di Godfather, prima e seconda parte, di Sedotta e abbandonata, di Divorzio all’italiana, di marescialli sudati e baroni in lino bianco. Non ne posso più della Sicilia. Non quella reale, ché ancora mi piace percorrerla con la stessa frenesia che afferrava Vincenzo Consolo ad ogni suo ritorno. Non ne posso più della Sicilia immaginaria, costruita e ricostruita dai libri, dai film, dalla fotografia in bianco e nero. Oggi c’è una Sicilia diversa. Basta solo raccontarla.»

L’immagine della Sicilia è legata a tanti capolavori della letteratura e del cinema di ieri. Ma leggere la Sicilia attraverso gli occhi degli autori del passato è come andare in giro con una guida turistica di un secolo fa. Gaetano Savatteri ci restituisce un volto inedito e sorprendente dell’isola. Accanto alle rovine greche scopriremo i parchi di arte contemporanea più estesi d’Europa. All’immagine di Corleone si affiancherà quella di una Sicilia urbana e metropolitana. Invece della patria del machismo conosceremo il luogo in cui è nata la prima grande associazione in difesa dei diritti degli omosessuali. Al posto delle baronesse troveremo una generazione di donne manager e imprenditrici. E ancora, incontreremo un panorama letterario, musicale, teatrale tra i più vivaci di oggi. Con buona pace del Gattopardo, non è vero che in Sicilia tutto cambia perché tutto rimanga com’è: sull’isola, negli ultimi anni, quasi tutto è cambiato.

Il calcio in giallo (AA. VV.)

(dal sito dell’editore)

Come annunciato a marzo, ecco la nuova raccolta Sellerio ispirata al mondo del calcio: quasi un omaggio agli ultimi europei, in cui l’Italia ha dimostrato una grandissima preparazione (bé, un calciatore, soprattutto, ha dimostrato di esser pronto per “Ballando con le stelle” 😛 ).

Ma torniamo a parlare di calcio scritto più che giocato. Prima novità di questa raccolta: i racconti sono 7 (solitamente erano 6), mentre gli autori sono pressoché i soliti. Molti raccontano la storia di un calciatore (o, nel caso di Malvaldi, di una calciatrice) di squadre di serie provinciali. Solo due affrontano l’argomento da un punto di vista diverso: Giménez-Bartlett raccontando le vicende di un arbitro, Aykol quelle di un innamorato tradito (da un calciatore). Ma andiamo con ordine: come sempre scriverò due-tre righe per ogni racconto, ma questa volta vi anticipo che tutti mi sono piaciuti, con qualche preferenza, certo, ma contrariamente ad altre volte non ho trovato nessun racconto da “evitare” né altri da “osannare”. Tutti racconti godibili (chi più chi meno leggero, chi più chi meno scherzoso, ma tutti da sorseggiare come un fresco cocktail estivo). Ah, e vi ricordo che si parla di “giallo”, quindi tutti con un mistero da svelare.

Per rimanere in tema calcistico, la prima a scendere in campo è Alicia Giménez-Bartlett, che ci racconta, in “Una sinistra speranza” di un arbitro assassinato. Che siano stati i tifosi per una sua discutibile decisione in campo? Anche se qualcuno pensa sia così, Pedra Delicado cerca di indagare a fondo, scavando in ogni singolo dettaglio della storia, e portando alla luce una vicenda completamente diversa da quanto ci si aspetterebbe, dai risvolti anche tristi. Cari lettori, alla fine della storia non potrete non essere solidali con l’arbitro assassinato.

Gian Mauro Costa ci porta nei campetti impolverati della sua Sicilia, dove il nostro eroe Enzo Baiamonte – ex elettricista trasformatosi in investigatore privato – collega “Il passo dell’anatra“, con cui un giovanissimo giocatore immigrato festeggia il gol segnato, con le stesse movenze viste in un video di sorveglianza di qualche settimana prima. Sembra strano: che ci fa un ragazzo, promettente giocatore, insieme a delinquenti che cercano di entrare in un magazzino, di notte, per rubare? Eppure cadenza, passo, mosse son propri gli stessi. Partendo da questo dettaglio, Baiamonte porta alla luce qualcosa di molto più grosso…

Francesco Recami apre, invece, col risultato della partita: “Progresso-Audace 3-2“. Gianmarco, figlio di Donatella, inquilina della casa di ringhiera famosa per i romanzi dell’autore, gioca nella Audace. Ma l’attenzione, stavolta, non va al gesto sportivo dei ragazzi, quanto ad alcuni genitori scalmanati che incitano i figli alle peggio azioni. E’ il caso del padre di un giocatore del Progresso, che prende in giro pesantemente tutti gli avversari tanto da dover fuggire e nascondersi in un bugigattolo. Peccato che lì trovi un evaso dal carcere, grande, grosso e cattivo, che “gentilmente” chiede al genitore una mano, esattamente la sinistra, a cui rompe il mignolo… Senza farla lunga: il genitore tanto borioso si trova a passare veramente una brutta giornata. Ma immagino che molti di voi gli diranno “ti  sta bene!”

E’ solo un gioco“, o almeno dovrebbe esserlo… E’ quello che pensano alcuni protagonisti del racconto di Gaetano Savatteri. Ma non la pensa così Saverio Lamanna: suo cugino Franco, calciatore dilettante, è morto in un incidente d’auto e la squadra – conosciuta durante il funerale – chiama Saverio a giocare indossando la maglia di Franco alla partita in sua memoria. Non tutto quadra, e mettendo insieme tanti piccoli dettagli Saverio, da arguto osservatore, dipana una matassa molto più complessa di quello che ci si aspetta.

Storia in parte simile per Marco Malvaldi. Ma declinata al femminile. Lo dice anche il titolo: “Donne con le palle“. Che altro non sono che una squadra di beach soccer dove gioca Alice, la fidanzata di Massimo il barrista e commissario di Pineta. Anche in questa storia una calciatrice è morta, anche in questo caso sembra che il motivo sia un banale incidente. E sotto sotto, come nel racconto di Savatteri, ci sono i soldi. Ed è, anche in questo caso, un dettaglio che fa sorgere i sospetti. Ma, attenzione, le storie di Malvaldi e Savatteri non sono uguali: ognuno ci mette quel suo tocco particolare che le rende uniche. Semplicemente ci sono dei punti in comune: uno stesso spunto per raccontare due storie simili ma diverse.

Antonio Manzini organizza, invece, in quel di Aosta, una partita di beneficenza fra questura e magistratura. Tocca a Schiavone allenare i suoi colleghi, anzi, più che allenare si deve inventare – con le poche risorse che ha – qualche stratagemma per riuscire a cavarsela. “… e palla al centro” ci racconta un altra po’ di ingegnosità di Schiavone, della sua capacità di trarre frutti dalle vicende in cui è coinvolto. Frutti a volte leciti, a volte meno, ma tutti guidati da un senso di giustizia particolare. Il lettore tifa per Schiavone, e anche stavolta, nonostante il vice questore sia stato un po’ troppo furbo, sorride insieme a lui.

Chiude la raccolta Esmahan Aykol, che racconta una Istanbul odierna (non proprio: mi riferisco alla Istanbul di qualche mese prima del fallito golpe). Più che di un calciatore, si parla di un “Rifugiato“. Katy, libraia in Istanbul, deve aiutare Fofo (il suo assistente) a ritrovare una persona, un ragazzo nigeriano arrivato in Turchia con la speranza di diventare un grande calciatore per il Galatasaray. Ma anche ne traffico dei rifugiati si nascondono le insidie della truffa. E a Fofo rimane solo un cuore infranto che Katy cercherà di consolare. Ehm, detta così sembra un romanzo rosa, invece no: anche in questo caso c’è il mistero, la persona scomparsa… Rimaniamo sul giallo, non viriamo al rosa 🙂 Una nota particolare su questo romanzo: mentre i protagonisti vagano alla ricerca del ragazzo, ci mostrano una Istanbul molto realistica e attuale (come dicevo sopra, è una fotografia di pochi mesi fa) e descrive bene la situazione che prelude agli ultimi fatti, ma senza scendere mai in politica o in opinioni sul governo.

Eccoci qua… Sette brevi racconti da portarsi sotto l’ombrellone al modico prezzo di 14 Eur (solito sconto grandi catene del 15% = 11,90 Eur di spesa – 9,99 Eur, invece, per l’E-book). Il prezzo è valido:  come detto spesso, Sellerio riesce a garantire un prezzo leggermente più basso dei concorrenti nonostante una buona qualità del prodotto (anche fisica). Le pagine sono ben 337, ed il formato (il solito della casa editrice) è compatto tanto da permettersi di portare, eventualmente, il libro anche nella tasca posteriore dei jeans (sì, avete ragione, dipende dal modello… nei miei ci sta, e non so se ciò depone a mio favore 😛 ).

Che dire ancora, se non: Buona lettura? Ah sì, anche: Buona estate!

Turisti in giallo (AA.VV.)

(dal sito dell’editore)

Ulteriore raccolta Sellerio in cui i nostri amici, in questo caso, sono alle prese coi turisti o sono essi stessi turisti.

Riepilogo per chi non avesse letto gli altri post di queste raccolte “in giallo”: Sellerio chiede alla sua squadra di scrittori di mettere i propri personaggi (che alcuni di noi già conoscono per averne lette le avventure in alcuni romanzi) alle prese con un tema specifico: il viaggio, l’estate, il Natale. In questo caso i turisti. Qualsiasi raccolta “in giallo” comprende 6 racconti di autori diversi: così io che compro la raccolta perché vi compare – per esempio (ma non troppo) – Malvaldi, finisco per apprezzare anche Manzini o Savatteri o altri della squadra… e magari compro anche un loro libro, in futuro.

Come sempre, i sei racconti sono mediamente di 50 pagine, piacevoli, da leggere (chi più chi meno) tutti d’un fiato. I nostir eroi sono, come sempre, personaggi dall’acume investigativo, che operano come poliziotti o investigatori o che semplicemente si trovano in mezzo a qualche guaio da districare con ingegno scoprendo magari chi lo ha causato.

Manzini ci porta di nuovo ad Aosta, dove un sempre più annoiato Schiavone si trova, questa volta, ad affrontare “Castore e Polluce“, due vette di alta montagna, dove sospetta che un incidente con morto non sia da classificare propriamente come incidente. Lui che odia il freddo e la neve dovrà passare la notte in un rifugio ad attendere che l’esca lanciata faccia abboccare i suoi pesci. Valido, come sempre.

Pedra Delicado, personaggio di Alicia Gimenez-Bartlett, si trova ad indagare su quella che sembra “Una poco di buono“, uccisa in malo modo e lasciata in un fosso. Ma una tessera da turista la condurrà ad una realtà ben diversa. Con tenacia, “spremendo gli indizi come limoni”, Pedra riuscirà a far emergere quanto successo. Unica nota: questa volta il lettore intuisce subito che ciò che vede Pedra non è la realtà, mentre lei e il suo assistente sembrano un po’ troppo fissati sulla prima impressione; ma anche se si intuisce qualcosa, questo non toglie la tensione di attendere al spiegazione finale. Anche lei molto apprezzabile.

Lamanna, personaggio di Savatteri, scopre “La regola dello svantaggio” a sue spese, anche se alla fine ci guadagnerà. Racconto molto ricco di episodi, con due misteri incrociati da risolvere, è uno dei più lunghi, ma da cui difficilmente ti stacchi. Molto autoreferenziale (sembra raccontare storie vere, autobiografiche, incastonate fra episodi di fantasia), ma fa parte del gioco scrittore-lettore che permette al secondo di empatizzare col primo (e con il suo personaggio). Mi piace… ora deve scrivere un “libro buono” 🙂

Recami ha sempre avuto un andamento altalenante nei miei gusti: alcuni suoi racconti li ho trovati molto interessanti (o per l’insieme ironico/ilare che contengono, o per alcuni colpi di genio nella trama). Altri invece li ho trovati più piatti. Questo rientra nei secondi: Amedeo Consonni e la signorina Angela vengono a fare i “Turisti innamorati a Firenze“, ma le cose non vanno molto bene, e il Consonni si ritrova, suo malgrado, invischiato in vicende di cui non capisce nulla, salvo uscirne magicamente. Forse è anche perché Recami prende un po’ in giro il carattere dei fiorentini (e quindi un po’ anche me) che il racconto mi è piaciuto meno, ma sicuramente continuerò ad attendere qualcosa di nuovo da parte sua…

Santo Piazzese ci porta nuovamente in Sicilia con il suo “I turisti, i turisti“: amo il personaggio anche perché beve spesso whisky da me molto apprezzati 🙂 Ma questa volta (rispetto a Un Natale in giallo, dove ho scoperto il personaggio) scopriamo qualcosa in più del lavoro e della vita privata del professore universitario protagonista dei racconti. E i turisti sono due professori americani, uno – sembra – con origini siciliane, che lui deve trastullare per qualche giorno. Ma cosa si cela dietro la loro quasi insignificante figura e, soprattutto, dietro le loro ricerche biologiche? Nota tecnica: nel racconto si fanno riferimenti a questioni tecniche che sono conosciute solo da chi è un po’ dentro alla biologia e alla chimica. Ma ciò non guasta la comprensione: semplicemente alcuni passaggi (5-10 righi) possono risultare un po’ pesantucci. Ma si capisce tutto lo stesso. Mi piace, sì, anche lui.

La “Fase di transizione” è forse quella che Malvaldi vuol far passare al suo barrista Massimo? No, perché è finalmente in vacanza: è lui il turista, con la sua adorata Alice. Ed è talmente felice da essersi fatto portare a sciare (cosa che lui odia). Ma durante la vacanza irrompe il solito omicidio e la questura chiede ad Alice di partecipare ad una parte delle indagini (come esperta di aggeggi tecnologici). Fatto sta che si fa coinvolgere e che, insieme a Massimo, svelano l’arcano dietro uno strano delitto. Due note anche per Malvaldi: sono già due romanzi che iniziano in modo malizioso per arrivare all’atteso colpo di scena. Mi intriga la cosa 🙂 E (seconda nota) l’autore chiama in causa, nel suo romanzo, anche un personaggio estremamente simile allo Schiavone di Manzini, confinato ad Aosta. Che ci sia da aspettarsi un bel romanzo in cui i protagonisti collaborano? Speriamo 🙂 La mia valutazione su Malvaldi la sapete già: ottimo. Anche se in questo racconto è stato appena appena più piatto del solito (ma qualche risata me l’ha tirata fuori lo stesso).

Buona lettura!

La crisi in giallo (AA. VV.)

(da Amazon)

Altra raccolta di sei racconti a cura di Sellerio, dove il giallo incontra i problemi di tutti i giorni e i vari indagatori (o quasi) si scontrano con i problemi legati alla crisi.

Si parte con Antonio Manzini (“L’anello mancante“) che fa indagare il suo Schiavone su un morto trovato in una cappella al cimitero (sì, lo so, di solito i morti stanno al cimitero, ma questo era di troppo). Se all’inizio poteva sembrare una particolare storia di attaccamento amoroso, alla fine si rivelerà un semplice stratagemma per nascondere qualcosa. E Schiavone, con i suoi metodi, riuscirà a mettere tutto a posto.

Ecco invece un autore che ho gradito nella precedente raccolta (Vacanze in giallo) e che ritrovo con piacere in questa: Gaetano Savatteri. Soprattutto perché intreccia il racconto con (quella che sembra) la sua vita reale. In questa nuova storia (“Il fatto viene dopo“) fa riferimenti alla precedente e, anzi, la vicenda si scatena proprio perché i personaggi a lui intorno (veri o inventati, chissà) riconoscono in lui il famoso scrittore che ha pubblicato un racconto e gli chiedono, per questo, di parlare dei loro problemi. Purtroppo la vicenda è fin troppo tragica e i danni della crisi, in questo racconto, sono pesanti. Per fortuna l’autore sa ben dosare leggerezza e serietà, ironia, critica e saggezza.

“Chi ha pane non ha denti, chi ha denti non ha pane” ci dice Francesco Recami, raccontandoci ancora una volta degli inquilini della casa di ringhiera. Le cose sono un po’ cambiate, ma il vecchio Consonni e la sua compagna riescono a rimediare a quello che la crisi causa, con generosità e disponibilità. Recami da sempre mette una buona dose di riso amaro nei suoi racconti (e forse è per questo che lo apprezzo) e riesce a mostrare come la gente, quando si aiuta, può fare grandi cose anche nelle piccole vicende quotidiane di ogni giorno.

Nicola Fantini e Laura Patriani ci raccontano dell’ “Operazione Raskol’nikov“. Nuovi autori (per me) che ambientano le vicende in una grande città. Una coppia (lui ex sindacalista e revisore dei conti delle sezioni, abituato a chiedere e indagare, lei professoressa abbastanza vicina all’età pensionabile, ma non troppo) vive la tragedia di un omicidio all’interno del palazzo dove abitano. Con modi semplici e non sempre “a regola” riescono a fare chiarezza e anche a mitigare gli effetti di una crisi usata – stavolta – come scusa per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori.

Dominique Manotti – altro autore nuovo per me – ci parla (“Libera concorrenza“) di come le grosse aziende internazionali sfruttino la crisi per manovrare acquisizioni e fusioni. La vicenda parte da uno scandalo di bustarelle di un certo dirigente e di come la giustizia, a volte un po’ piegata agli interessi di stato, usi tutti i mezzi per indebolire un competitor di un produttore del proprio Paese. Fino a che il produttore può comprarsi il competitor. Libera concorrenza, appunto.

E arriviamo al mitico Marco Malvaldi (se ve lo chiedete: sì, è per lui che ho comprato la raccolta) che ci parla del fatto che del maiale “Non si butta via nulla“. No, non è un trattato sulla lavorazione della carne suina, ma sono proprio i maiali a essere protagonisti della vicenda: protagonisti dalla vita breve, perché vengono assassinati con cibo avvelenato. Indagando e scavando, Alice (con la complicità di Massimo e il supporto dei vecchietti) risolve il caso brillantemente.

Decisamente letture estive e piacevoli. Tutti i racconti, inoltre, hanno una vena di ironia che alleggerisce le vicende più tristi. In generale mi son piaciuti tutti: Quello di Manotti – forse – per i miei gusti è stato il più peso da leggere. O meglio: è stato peso all’inizio, ma quando la vicenda ha iniziato a dipanarsi è diventato più chiaro. Anche Fantini e Patriani usano uno stile di scrittura non leggero, ma in quel caso aiuta ad entrare nei personaggi e nel clima.

Il prezzo è rimasto in linea al 2014: 14 Eur per circa 300 pagine da sfogliare e leggere avidamente. Consiglio l’acquisto al supermercato o su Amazon, che hanno solitamente uno sconto medio del 15%. Meglio se Sellerio abbassasse il prezzo di un paio di euro, perché la crisi la sentono anche i lettori. Però, dai, non possiamo lamentarci dato che la raccolta di quest’anno ha lo stesso prezzo dell’anno scorso.

Buona lettura.