Favole al telefono (Gianni Rodari) – con illustrazioni di Francesco Altan

mini favole per tutti i gusti …

Altro libro letto in questo periodo di assenza dal post. Ed altro libro per cui servono poche parole. Ma solo perché è un libro piccolo, come le favole che racconta.

A voler essere sinceri, si potrebbero dire tante parole per ogni singola fiaba che Gianni Rodari ha scritto per questo libro, ma allora il post diverrebbe illeggibile.

Un consiglio per i genitori di bambini piccoli: quando li portate a letto raccontate loro una favola. E se non avete fantasia o se avete raccontato a loro già tutti i classici, prendete questo libro (od altri libri) di Rodari e raccontate, una a sera, tutte le fiabe raccolte in esso.

Le fiabe di Rodari escono – per certi versi – dagli schemi delle favole classiche: strade fatte di cioccolato, pianeti in cui tutto e commestibile, numeri ed operazioni che diventano persone vere, nasi che scappano dalla faccia del proprietario perché questo continua a ficcarci i diti, bambini che diventano invisibili ma si accorgono che l’invisibilità gli costringe ad essere soli, errori di grammatica ed ortografia che provocano catastrofi…

Leggendo queste fiabe si nota un tema ricorrente di Rodari: l’amore che aveva per i bambini, amore che scaturiva nella voglia di lasciar loro un mondo migliore – mondo che anche loro possono e devono contribuire a costruire: nelle fiabe di Rodari sono proprio i bambini che fanno la figura migliore, rispetto ai grandi bacchettoni e paurosi.

Il consiglio, quindi, ritorna: fatevi una scorta di libri di fiabe di Rodari – specialmente se disegnati con lo stile allegro e simpatico di Altan – e leggete una fiaba a sera, insieme ai vostri figli.

Buona lettura.

Il libro degli errori (Gianni Rodari)

Giocare con gli errori per costruire storie nuove

Gianni Rodari, prolifico autore di favole e testi per ragazzi (e buon conoscitore della lingua italiana) si è divertito in questo libro a trasformare gli errori di scolari – ed adulti – in tante storielle simpatiche ed allegre. Lo scopo non è solo l’allegria, ma anche insegnare una corretta grammatica, e se lo si fa con simpatia forse la lezione rimane più in mente.

E così vediamo il professor Grammaticus che, a giro per l’Italia, si imbatte in errori tipici di dialetti locali (come l’abitudine, al nord, di lesinare sulle doppie e quella, al sud, di usarne troppe) e in grossolani sbagli. Oppure possiamo scoprire che i fiorentini, ghiottissimi di “c”, trasformano il “cane” in “ane”. Oppure sapremo che un ponte è crollato perché qualcuno aveva rubato la “r” al “cemento armato”: diventato “cemento amato” non riusciva più a sostenere il peso del ponte.

Un bel libricino, impreziosito dalle illustrazioni di Altan, che farebbe la sua bella figura nella biblioteca dei ragazzi, specialmente adesso che ricomincia la scuola. Anzi: perché invece della fiaba della buona notte non raccontate, una per sera, queste storielle ai vostri ragazzi?

La torta in cielo (Gianni Rodari, con illustrazioni di Francesco Altan)

Come i bambini, spesso, hanno più saggezza dei grandi…

Immaginate che una bella mattina uno strano oggetto rotondo, molto grande, immneso, inizi ad oscurare il cielo sopra la vostra cittadina. UFO? Certamente, se si rimane al significato letterale (oggetto volante non identificato). Le autorità, dopo un primo momento in cui credevano di essere prese in giro si organizzano e lo definiscono proprio come un oggetto volante non identificato. E, come sempre, è il “non identificato” che fa paura ai grandi…

Alieni che vogliono conquistare la terra? Oppure che vogliono distruggere? Allora che fare, attaccare per primi? Aspettare? Mentre le autorità misurano, controllano, pensano e si scervellano, due bambini stanno guardando intensamente l’oggetto. Anzi: un pezzo dell’oggetto è caduto sulla loro terrazza e, cosa assai strana quanto piacevole, è un grosso pezzo di cioccolato squisitissimo.

“E’ una torta” grida la bambina più piccola… Bhe, senza farla troppo lunga (altrimenti rischio di scrivere nuovamente la storia) si tratta proprio di una torta gigante, immensa, piena di pistacchio, crema, gelato, torrone, cioccolato e tutte le leccornie possibili e immaginabili. E saranno proprio i due bambini ad accorgersene, intrufolandosi oltre il controllo militare ed entrando nella torta. E conosceranno l’inventore della torta: uno scenziato che parla un linguaggio strano, ma che conosce l’italiano. Uno scenziato a cui era stato chiesto di creare una bomba atomica con fungo radiottivo riutilizzabile più volte (perché purtroppo le attuali bombe atomiche sono tutte “usa e getta” – che spreco!!!). Ma un pasticcino, caduto nella bomba prima dell’inaugurazione, ha creato un pasticcio, anzi, una torta… Proprio quella torta.

Fra varie vicissitudini i due bambini riescono ad avvertire amici e parenti, ed un esercito di bambini si precipita sulla torta, indifferente ai richiami dei soldati e delle mamme. Basta poco perché lo strano oggetto volante – strano sì, ma tanto buono – venga distrutto, lasciando solo qualche briciola qua e là.

La storia non è proprio opera della fantasia di Rodari: è nata nelle scuole elementari di Borgata del Trullo (dove è anche ambientata), presso Roma nel 1964 e pubblicata sul corriere dei piccoli a puntate.

Niente da dire: è una bellissima riflessione sulla semplicità e sull’ottimismo dei bambini, sulla loro voglia di vivere in gioia e di soprassedere a tutti quei problemi che noi grandi ci facciamo.

Una storia che consiglio di leggere: leggera, semplice, che fa sorridere, ma che ti lascia dentro tante cose. E poi merita anche solo per le illustrazioni di Altan…

Buona lettura.