Non è stagione (Antonio Manzini)

Hop hop hop. Su forza Francesco, che devi riprendere il ritmo! Eh sì, anche perché oggi mi sono arrivati ben tre libri (un Malvaldi non giallo, una “Selleriana” crisi in giallo e sette lezione di fisica – tanto ne parlerò fra qualche settimana 🙂 ). Quindi forza, scriviamo ciò che Manzini fa vivere al suo Rocco Schiavone.

Perché il Vice Questore Rocco Schiavone sia stato spedito da Roma ad Aosta non lo so: ha fatto qualche errore nel passato e si è meritato (lo dice anche lui) un trasferimento punitivo. Io ho conosciuto il personaggio attraverso le raccolte di racconti gialli della Sellerio (come Capodanno, Ferragosto, Carnevale o Vacanze in giallo…) e non ho ancora scoperto cosa sia successo. Qualche idea ce l’ho, visto il personaggio, ma mi sa che in futuro debba fare un tuffo nel passato di Rocco.

E’ un personaggio particolare, che non ama i fronzoli, neppure nelle indagini. Tanto che si potrebbe benissimo applicare a lui il detto “il fine giustifica i mezzi”. Maniere abbastanza spicce: se c’è da risolvere un caso non si preoccupa di seguire tutti i passi legali e a volte prende scorciatoie che lasciano sorpresi i suoi (quasi) nuovi colleghi.

Bè, in questo caso fa molto bene: è in gioco la vita di una ragazza e visto (anche) l’ostracismo dei suoi genitori, Schiavone applica tutte quelle tecniche che hanno poco di legale per indagare, scoprire, collegare i vari fatti e giungere ad una soluzione e – quel che più conta – alla salvezza della persona.

La giornata inizia con due morti in un incidente stradale. Cosa che poteva gestire la Polizia Stradale stessa, è vero: ma hanno chiamato la questura (e la questura ha mandato Rocco) perché c’è qualcosa di strano nei due personaggi. Dopo poco Schiavone viene a conoscenza del probabile rapimento di una ragazza. E’ una amica che si rivolge a Rocco, perché i genitori non hanno sporto nessuna denuncia. Anzi: sostengono che si trovi da una certa nonna. Parte quindi una corsa contro il tempo (la questione si svolge in poco più di 2 giorni) prima per vincere le resistenze dei genitori, poi per trovare la ragazza. Illuminante – per Schiavone – un dettaglio che collega l’incidente della mattina con qualcosa visto in casa della ragazza.

Rocco si trova ad indagare, però, in una condizione completamente diversa dalla sua amata Roma. Aosta, rispetto alla capitale, è quasi una cittadina di provincia, dove quasi tutti si conoscono, molti sono imparentati, e dove nevica fuori stagione (anche questo si rivelerà un dettaglio importante per la soluzione del caso). Schiavone quasi non si trova in questa città. E’ – di suo – un tipo schivo e tendenzialmente solitario, ma la gente lo ama nonostante i suoi modi un po’ bruschi (forse perché, in fin dei conti, è sincero). Come tutti gli eroi maledetti attira le belle donne come i fiori attirano le api (e infatti nasce una pseudo storia di amore, che forse non sboccerà mai perché Rocco si porta dietro ancora troppe ombre). E come tutti gli eroi ha un antagonista che, in questo romanzo, va a cercarlo per vendicarsi ma riesce a togliere a Rocco solo una delle poche vere amiche che ha e che stava ospitando.

Romanzo giallo-noir (ha alcune caratteristiche del giallo, come il lieto fine, e alcune caratteristiche del noir, il personaggio di Rocco in primis), mi è piaciuto, forse, più per il personaggio che per la storia. Nel senso che la storia è bella, fila dritta, ma (mio parere personale) ci sono meno colpi di scena rispetto ad altri autori. Il ritmo, insomma, è un po’ più piatto. Compensa (sempre a mio parere) l’empatia che sviluppa Rocco Schiavone. Sei con lui. Perché sai, in fondo, che è onesto. Anche i piccoli “trucchi” non proprio legali che usa non sono per suo piacere o a fine personale, ma rientrano in un suo concetto di giustizia che non ama i fronzoli e privilegia i più deboli.

E’ stata una buona lettura, non particolarmente entusiasmante (l’autore ha fatto la scelta di indicare subito il “cosa” e sviluppare la tensione sul come – “come è successo?” e, di conseguenza, “come posso fare per risolvere?”). Questo non rovina il gusto, di per sé, del giallo ma spezza un po’ la lettura. Alcuni capitoli dedicati solamente alla ragazza e inframezzati nelle indagini aiutano a rivivacizzare la tensione ma nel complesso (parla per mio gusto personale) il ritmo si è dimostrato più lento di altri autori che leggo.

La struttura giallistica, di per sé, è perfetta. I personaggi definiti in misura giusta: né troppo poco (non si capisce cosa pensino né perché agiscano in un certo modo) né troppo (introspezioen psicologica che appesantisce la lettura). Di Rocco Schiavone, ovviamente, si conoscno i dettagli della sua storia via via, pezzo per pezzo, romanzo per romanzo. Insomma: un romanzo equilibrato, scritto bene, con personaggi definiti in misura giusta. E’ piacevole (anche se meno adrenalinico o meno ironico rispetto ad altri autori) assaporare pagine come queste. Sì: penso che andrò a recuperare qualche romanzo in cui “nasce” o si sviluppa “il vicequestore, così da comprendere il suo passato e capire ancora meglio le future avventure.

Quasi dimenticavo: 14 Eur cartaceo (ma su Amazon si trova a 11.90) oppure versione kindle a 9,99 Eur. Meglio, anche in questo caso, se il prezzo fosse stato di 10-12 Eur, ma purtroppo tutto il settore viaggia su questi prezzi. Per fortuna possiamo contare sul 15% di sconto che spesso i grandi supermercati o Amazon fanno.

Buona lettura