“Il passato è una bestia feroce” continua a sfornare sorprese…

Merita due righe l’attività frenetica della squadra di lancio del thriller di Massimo Polidoro (di cui, indegnamente, faccio parte). Prima di tutto perché gli effetti si sentono (il libro sta salendo nella classifica delle vendite) e poi perché, soprattuto alcuni componenti della squadra, stanno sfornando idee, stanno organizzando incontri, stanno promuovendo l’opera a più non posso. Ci sono persone veramente in gamba e che si spendono molto per questo libro: fossi uno scrittore penserei seriamente di affidarmi a loro 🙂

Comunque, volevo solo dirvi che si è concluso il primo “gioco a premi”, cioè quello in cui si doveva inviare una foto (più o meno spiritosa e fantasiosa) col libro; foto che è stata votata dal “pubblico” di Facebook. Premio e classifiche le trovate qui.

Ma, soprattutto, tenetevi costantemente aggiornati (gruppo facebook lettori del libro, oppure sito di Massimo Polidoro) perché stanno per partire altre iniziative ed altre sorprese 🙂

In bocca al lupo!

Il passato è una bestia feroce (Massimo Polidoro)

PassatoFeroce

Notate con che sguardo truce la “bestia” di casa sembra dirmi “qui di feroce ci son solo io!“? E come custodisce, sotto i suoi artigli, quel “passato” che ha scatenato tutta la sua ferocia contro il protagonista del romanzo, Bruno Jordan? Sembra quasi dirmi (la mia “bestia”): “Prima il dovere (due grattini),  e poi il piacere (ti concederò di leggermi qualche pagina)“.

Ma ricominciamo da dove eravamo rimasti, cioè da quello che avevo accennato nel precedente post.

Estate 1982. Subito verrà alla mente (almeno a chi ha quaranta e più anni) quel triplice “Campioni del mondo” urlato da Nando Martellini durante la finale dei Mondiali. Era l’11 luglio e l’Italia vinceva contro la Germania (allora Germania Ovest). L’allora presidente Sandro Pertini che esulta, in tribuna… Quante feste in tutta Italia… Ma non nel paese di Verazzano, dove una ragazza, Monica, proprio quella notte, a pochi minuti dal fischio di inizio della partita più attesa dagli Italiani, sparisce nel nulla. 

Il dolore accompagna tutta la famiglia e gli amici per molto tempo, e nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, la ragazza non si trova più. Piano piano il caso viene dimenticato, finché una delle più fredde mattine dell’inverno 2015, mentre il cielo minaccia neve, una lettera riaccende il dolore e riapre vecchie ferite ad un vecchio amico di Monica: Bruno Jordan, adesso cronista di nera per la rivista Krimen.

Una lettera spedita trent’anni prima, da Monica stessa, e datata il giorno precedente la scomparsa. Che possa contenere la soluzione ad un mistero durato oltre trent’anni?Bruno si precipiterà a cercare di capirci qualcosa, finendo “nella rete del più insospettabile e spietato degli assassini“.

So che la storia vi intriga già: vi accennerò qualcosa in più, ma senza svelare le misteriose trame che coinvolgono Monica, Bruno, altri loro amici ed un “piccolo” paese della bassa Lombardia.

Iniziamo col dire che per Bruno è un periodo di crisi: alcune noie sul lavoro (con la nuova direttrice che vuol dare una impronta editoriale completamente diversa alle idee del giornalista) si mescolano a minacce più o meno velate da parte di alcuni malavitosi che il giornalista, grazie alle sue inchieste giornalistiche, ha contribuito a smascherare. Per questo decide di prendersi qualche giorno di pausa e di ritirarsi nel paesino dove è nato.

Una busta misteriosa, arrivata la mattina, lo incuriosisce: durante il viaggio per tornare alla vecchia casa la aprirà e scoprirà al suo interno una lettera di Monica, in cui lei gli rivela di doversi togliere un peso. La lettera è datata il giorno prima della scomparsa. Perché questa lettera arriva proprio adesso? Forse qualcuno sta giocando con vecchi dolori?

Si innesca un meccanismo di ricordi in Bruno: la voglia di scoprire cosa è successo all’amica, e perché questa sua lettera gli sia arrivata dopo oltre trent’anni, lo porterà ad indagare sul caso. Nel paese ritrova vecchi amici e vecchi incubi, e dovrà affrontare alcuni di questi per arrivare alla soluzione. Ma la sua cocciutaggine, insieme ad alcuni indizi che riaffiorano dal passato, lo porterà a scoprire tutto. Cosa successe a Monica? Chi la rapì? Che fine ha fatto? E chi è che minaccia Bruno e che semina altri morti intorno a lui? Lo scopriremo solo leggendo 🙂

Detto e ridetto in precedenti post, conosco l’autore per altri generi di libri (romanzi per ragazzi e indagini su ignoto e fatti misteriosi). Questo è il suo primo thriller, secondo me molto ben costruito. Ha alcune caratteristiche del giallo puro (pochi personaggi, una logica ferrea) accompagnate da alcuni elementi noir (alcune ambientazioni, alcuni modi di raccontare la storia). Nella mia classifica personale per questo genere di letture credo che – con questo esordio – Massimo si sia meritato il terzo posto dopo la serie di romanzi di Malvaldi (primo in assoluto) e il romanzo “Io uccido” di Faletti (secondo posto).

Parlando propriamente del romanzo, quali sono le caratteristiche che me lo hanno fatto apprezzare? Prima di tutto la logicità degli elementi e la concatenazione degli eventi. Il ritmo da thriller è incalzante ma non ossessivo: ti tiene attaccato alle pagine ma ti permette, ogni tanto, di prendere una boccata d’aria. I fatti, che si svolgono in 3 giorni (escluso il capitolo finale, che abbraccia tempi più lunghi) sono ben scanditi e presentati.

Come accennavo, la logicità degli elementi ti porta ad una soluzione lineare. Quando si arriva alla fine tutti i pezzi combaciano. In qualche caso questo sacrifica un po’ la lettura (il lettore riesce a scoprire l’assassino qualche pagina prima del protagonista): in questo libro alcune anticipazioni ci sono, ma non disturbano perché quello che ti intriga è la vicenda e vuoi sapere come ha fatto, tizio, a fare quello, e cosa è successo in quell’altro caso e perché… eccetera eccetera. Forse Polidoro non raggiunge (ancora) la maestria della Christie, ma ci è molto vicino.

E poi Massimo ha, dalla sua, anni di esperienze nel raccontare misteri, nell’indagare in quel mondo dell’impossibile che, in realtà, porta sempre al possibile. C’è sempre una spiegazione logica (come spiega spesso Doyle col suo Sherlock), e l’autore riesce a costruire un mistero, e a farlo rimaner sospeso per 30 anni, e a spiegare tutto, usando solo fatti realistici.

I personaggi, come dicevo prima, sono pochi. I due con maggior spessore sono, ovviamente, i protagonisti, gli altri più o meno abbozzati in base all’importanza del ruolo. In un thriller si può fare la scelta o di costruire bene i personaggi, presentando le loro storie, i loro pensieri, le loro riflessioni durante l’azione che compiono, oppure di lasciare leggeri i personaggi (definiti ma non troppo). Nel primo caso si rischia di far raddoppiare le pagine e far diventare pesante il racconto, nel secondo si privilegia lo scorrere della storia. Massimo ha optato per questa seconda opzione. Per il mio gusto personale, secondo me qualche personaggio poteva essere “scavato” più a fondo, ma capisco benissimo che così facendo si sarebbe allungata troppo la storia e si sarebbero dilatati, forse, anche i tempi di creazione (dice l’autore che ci ha lavorato per 10 anni).

Punti particolarmente negativi non ne trovo: è una storia che può piacere o meno, a seconda dei gusti. Probabilmente chi ama i grandi giallisti classici la troverà comunque gradevole (anche se non come vorrebbe). Nella squadra di lancio, molti amanti di Stephen King hanno ritrovato tracce del “maestro” in Polidoro (anche lui appassionato di quello scrittore): chi ama King probabilmente la troverà più soddisfacente. Insomma, sulla “gustabilità” della storia si va, alla fine, in base alle preferenze personali. Oggettivamente si può dire solo che è una bella storia, costruita bene e che si legge veramente bene.

Concludiamo parlando della “socialità” del romanzo. Come sa chi legge questo blog, Massimo ha reclutato 100 persone formando una “squadra di lancio” (ne ho già parlato e vi rimando ai precedenti post: 12). Non solo facebook e twitter, ma anche siti web organizzati appositamente, book trailers… Sembra che la cosa abbia funzionato alla grande tanto che, due giorni dopo l’uscita, è stata lanciata la ristampa.

Adesso Massimo ha messo in piedi anche un concorso: chiunque dimostrerà (foto col libro in mano) di aver acquistato il libro, riceverà un link per scaricare altre opere di Polidoro (e-book, video esclusivi e altro). E un fortunato, selezionato dal “popolo” di facebook, riceverà una scatola delle sorprese…

Una operazione, questa del coinvolgimento dei lettori, non provata prima: non ripeto quanto detto in altri post, ma accenno volentieri al fatto che in una squadra di 100 persone tutti si son dati da fare, con i mezzi che potevano, e molti hanno creato contenuti interessanti che sicuramente hanno contribuito a lanciare il libro. Sfruttamento da parte dell’editore (promozione a costo zero)? No, prima di tutto perché l’editore ha fatto anche promozione standard (sito, interviste, pubblicità). Poi perché ognuno faceva quello che si sentiva (anche semplicemente leggere il libro e commentarlo). E poi tutti hanno avuto la possibilità di leggere in anteprima il libro e di commentarlo insieme all’autore (sempre molto aperto e disponibile). Una bella esperienza, quindi.

Il prezzo: 17 Eur non son pochi, avrei preferito 15. Però altre opere (più o meno stesso numero di pagine, stesso genere, stessa qualità di impaginazione) hanno prezzi fra 17 e 20 Eur, quindi è un prezzo nella norma. Certo, sarebbe bello ci fosse un abbassamento generale di questi prezzi. Fortunatamente, però, per ilprimo mese di lancio, quindi ancora per 2 settimane) il libro è a sconto (15%) in tutte le librerie, e lo sarà fino alla fine del mese. Dimenticavo: ovviamente in formato elettronico (e-book) il prezzo è ancora minore: 9.99 su Amazon (Kindle).

Buona lettura a tutti quanti. E segnatevi sul gruppo facebook dei lettori del libro, così ne potrete parlare con altri, confrontare le vostre esperienze, e… chissà, magari l’autore è in ascolto e “sfrutterà” qualche suggerimento per le prossime opere.

Quando la squadra si mette in gioco (by “Il passato è una bestia feroce”)

Bè, vi avevo promesso novità, sulla squadra di lancio de “Il passato è una bestia feroce”, ed eccole qui… Niente recensione completa, per ora, anche se, in fondo al post, vi metterò un “antipasto” della recensione che penso di scrivere sul thriller di Polidoro 🙂

Tempo fa lessi uno studio (mannaggia, non riesco a ritrovare il link) in cui si affermava che le potenzialità di una squadra sono maggiori della somma delle potenzialità dei singoli componenti. Cosa significa? Che l’essere squadra dà un valore aggiunto all’insieme esaltando le qualità di tutti.

E’ bello far parte della squadra (bè, sì, permettetemi di vantami un po’ del fatto di esserne membro), perché al suo interno ho trovato tante persone creative che hanno sviluppato (e stanno sviluppando) moltissime idee. Massimo partecipa il più possibile ed in modo estremamente amichevole: nonostante i suoi tanti impegni trova il tempo per farsi vivo ogni giorno, e per rispondere a tutti i commenti che lo chiamano in causa.

Ma, al di là delle considerazioni personali, cosa è successo in questo tempo? Tutta la squadra ha letto (qualcuno anche due volte) il libro, condiviso alcune impressioni con l’autore, e creato varie cose per incuriosire il pubblico. Ognuno con le sue potenzialità. Alcuni hanno creato una serie di video (book trailer), altri hanno “rivisitato” la copertina per creare “messaggi” per incuriosire (uno addirittura nello stile “keep calm and…”), altri ancora hanno ricercato e messo su Pinterest foto che richiamano alcuni oggetti legati a momenti del libro (alcuni vecchi scatti polaroid, una bici anni ’80, un orologio particolare), e qualcuno si è dedicato a creare anche un sito web che raccoglie messaggi “segreti” come li scrivevano i protagonisti del romanzo. E’ stato aperto anche un gruppo facebook di lettori di “Il passato è una bestia feroce” a cui tutti potranno partecipare e attraverso il quale sarà possibile parlare del libro (anche con l’autore).

Prima del finale (dove accenno qualcosa), ecco alcune risorse interessanti:

  • Massimo Polidoro sarà a giro per l’Italia a presentare il libro. C’è un tour fisico (nuove date verranno aggiunte prossimamente) e, chi parteciperà agli incontri, riceverà anche un regalo
  • Ma Massimo ed il suo editore (Piemme) hanno organizzato anche un “blog tour“: una serie di incontri ospitati dalle pagine di blog specializzati in letteratura, libri, gialli, dove l’autore racconterà come è nato il libro e risponderà (nei limiti del possibile) alle domande del pubblico
  • Mentre, per la serie “l’appetito vien mangiando” c’è la possibilità di scaricare, in formato elettronico, le prime pagine del libro. però vi avviso: se iniziate a leggere vi sarà difficile staccarvi…

Detto tutto quello che potevo dire, vi lascio con un antipasto della trama (niente spoiler, non preoccupatevi).

Estate 1982. Subito verrà alla mente (almeno a chi ha quaranta e più anni) quel triplice “Campioni del mondo” urlato da Nando Martellini durante la finale dei Mondiali. Era l’11 luglio e l’Italia vinceva contro la Germania (allora Germania Ovest). L’allora presidente Sandro Pertini che esulta, in tribuna… Quante feste in tutta Italia… Ma non nel paese di Verazzano, dove una ragazza, Monica, proprio quella notte, a pochi minuti dal fischio di inizio della partita più attesa dagli Italiani, sparisce nel nulla. 

Il dolore accompagna tutta la famiglia e gli amici per molto tempo, e nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, la ragazza non si trova più. Piano piano il caso viene dimenticato, finché una delle più fredde mattine dell’inverno 2015, mentre il cielo minaccia neve, una lettera riaccende il dolore e riapre vecchie ferite ad un vecchio amico di Monica: Bruno Jordan, adesso cronista di nera per la rivista Krimen.

Una lettera spedita trent’anni prima, da Monica stessa, e datata il giorno precedente la scomparsa. Che possa contenere la soluzione ad un mistero durato oltre trent’anni?Bruno si precipiterà a cercare di capirci qualcosa, finendo “nella rete del più insospettabile e spietato degli assassini“.

Vi aspetto il 3 marzo per raccontarvi di più (e mi auguro abbiate già comprato il libro).

[Anteprima] Il passato è una bestia feroce (Massimo Polidoro)

BannerPassatoBestiaFeroceChi segue questo blog lo sa già: faccio parte di una squadra di 100 persone che Massimo Polidoro ha coinvolto nel lancio del suo thriller “Il passato è una bestia feroce”. E posso darvi, quindi, già qualche anticipazione. Ma non sulla trama 🙂 Partiamo da come ho conosciuto Massimo: è un divulgatore (esploratore dell’insolito, si definisce) ed ho letto molti dei suoi articoli e libri che raccontano l’insolito e di come questo, spesso, sia una costruzione umana. Non nega, Polidoro, l’esistenza di qualcosa di inspiegabile, ma vorrebbe che la non “spiegabilità” fosse dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Appassionato, forse per lavoro (o forse il lavoro è nato da questa passione), di illusionismo e magia (dovrebbe curare la prossima biografia di Houdini), si diletta anche in romanzi. Ho letto, fra gli altri, 1 | 2 | 3 | 4 sue storie per ragazzi, trovandole belle e avvincenti (il quarto, “Il tesoro di Leonardo“, l’ho anche regalato ad un adolescente questo Natale) e quindi mi ha entusiasmato molto provare a far parte di questa squadra. Le 100 persone che ne fanno parte, me incluso, sono state sorteggiate fra oltre 300: a tutti è stata fornita una copia del romanzo in anteprima (Uaz Uaz Uaz – risata alla Cattivik -, noi Sappiamo!!!), e ci siamo scambiati opinioni durante e a fine lettura. Probabilmente quasi tutti avremmo comprato il libro, e altrettanto probabilmente tutti ne saremmo rimasti entusiasti, perché (credo) tutti seguiamo in un modo o nell’altro Massimo. Ma, forse perché investiti di un compito “importante”, ci troviamo ad essere anche precisi e forse un filino puntigliosi, discutendo con l’autore dei minimi dettagli della trama e di mille piccole cose (povero Massimo, bombardato da 100 voci – ma, per quello che conosco, è un tipo paziente e che ascolta volentieri tutti). Veniamo ora ad alcune “sensazioni” di lettura. Ricordo che sono personali e soggettive, ma alcune sono condivise con i “colleghi” della squadra. Vi piacciono i thriller? Bene: questo è un buon thriller. Molti dei compagni di squadra ci trovano un buon pizzico di Stephen King. Io (purtroppo) ho letto poco di lui, e quindi mi limito a fare paragoni con altri scrittori che ho adorato: il Giorgio Faletti di “Io Uccido” e il Tom Clancy dei primi romanzi con Jack Ryan protagonista. Del primo ci vedo le atmosfere, quell’aurea leggermente noir, alcune tecniche narrative (anche se l’eroe di Polidoro è più solare dei protagonisti di Faletti). Di Clancy vedo la tensione narrativa, la scansione dei tempi, che ti fa quasi sentire il ticchettare dell’orologio al polso dei personaggi. Di entrambi ho ritrovato il coinvolgimento emotivo (empatia verso i protagonisti), la capacità di tessere trame non scontate e ricche di colpi di scena. Ma ho trovato anche una caratteristica maturata da Polidoro nel suo lavoro di divulgatore: la puntigliosa documentazione e la ricostruzione realistica della storia. Il susseguirsi dei fatti è una catena di eventi realistici: le cose potrebbero davvero andare così (e purtroppo alcuni casi di cronaca lo confermano). E sulle cose tecniche Massimo è pignolo e si è informato fra colleghi, amici, chimici, dottori, infermieri, agenti di pubblica sicurezza (ma sto rivelando già troppo). Certo, far incastrare alla perfezione tutti i pezzi di una storia come questa è difficile (un autore che – a mio parere – ci riesce benissimo è Marco Malvaldi, e chi mi segue sa che lo adoro) e qualche sbavatura è possibile, ma Massimo se la cava veramente bene. L’aspetto di “giallo” (l’intrigo, capire chi è il colpevole e come si sono svolti i fatti) è ben curato (fra gli autori che conosco solo Malvaldi batte Polidoro, per ora, in questo campo) e la trama fila liscia dall’inizio alla fine, tenendo il lettore attaccato al libro come pochi (bravi) autori sanno fare. Nelle prossime settimane vi racconterò qualcos’altro. Ma per la trama dovrete aspettare il primo di Marzo (o forse addirittura il due). Intanto un paio di buone notizie:

  1. L’editore ha fissato un prezzo di 17,00 Eur che, in alcune librerie (ad esempio Feltrinelli), nel mese di lancio, è scontato del 15%. Insomma, 15,22 Eur. Inizialmente si sperava in un prezzo ancora più basso (sotto i 15 Eur), ma non è stato possibile. Considerando che libri simili, con circa lo stesso numero di pagine – oltre 400 -, vanno solitamente dai 15 ai 20 Eur, il prezzo è comunque buono.
  2. Se vi iscrivete alla newsletter di Massimo, nel prossimo numero della stessa vi verrà fornito un link per scaricare una anteprima elettronica (le prime 40 pagine) del libro. Ma attenti: è talmente coinvolgente che se iniziate a leggerlo vorrete arrivare alla fine!

infine: se ancora non siete convinti, la “squadra di lancio” vi proporrà, prossimamente, nuovi convincenti argomenti per stimolare l’acquisto! Tranquilli, è solo una promessa, non una minaccia 🙂

La squadra di lancio de “Il passato è una bestia feroce”

BadgeOrgogliosissimo di esserci anche io!

Come avevo accennato in un precedente post in questo blog Massimo Polidoro stava cercando 100 persone per promuovere il libro con varie iniziative. Sono entrato a far parte della squadra e nei prossimi 26 giorni (da oggi all’uscita del libro) potrò fornirvi anticipazioni e notizie che via via mi verranno passate.

Se vi piacciono i thriller o se siete curiosi di conoscere quali trame abbia creato un divulgatore del calibro di Massimo, bé, restate connessi che vi aggiornerò quanto più spesso possibile. Ed eventualmente potete visitare la pagina ufficiale del thriller o, se volete saperne di più sull’autore, potete curiosare nel suo sito (c’è anche una newsletter a cui potete iscrivervi, oltre ad un elenco dei libri già pubblicati, tutti interessanti e alcuni commentati in questo blog).

A presto!