Buchi nella sabbia [anteprima]

Segreto segretissimo (come dice Marco Malvaldi stesso): all’inizio di novembre nuovo libro del prolifico autore per Sellerio.

Non è una nuova storia del Bar Lume ma un “giallo-storico”, sulla falsa riga di “Odore di chiuso” dove il protagonista è l’Artusi. Siamo nel 1900 a Pisa, e il nuovo Re d’Italia è in visita alla tenuta reale di San Rossore. Per festeggiare l’evento verrà rappresentata, nel teatro cittadino, la nuova opera di Puccini, la Tosca. Che però potrebbe creare problemi, visto che dileggia il potere costituito (e quindi il Re in persona)… Bè, per la trama vi lascio a LibreriaUniversitaria.it, che ne parla ampiamente. Oppure, se volete una versione sempre ben fatta ma ridotta, potete dare un’occhiata a Google Libri.

Non vedo, ancora, il titolo sul sito dell’Editore Sellerio, ma mi sa che verrà messo presto.

Il prezzo (confermato da vari siti) è di 14 Euro, per 208 pagine. Nella media. Confido nel solito sconto del 15% applicato da Amazon e da varie catene di supermercati.

Però uffa: ancora 40 giorni di attesa 🙂

Scacco alla torre (Marco Malvaldi)

(dal sito dell’editore)

Lo confesso: è da marzo 2015 che questo libro riposa sornione sul tavolo di sala, vicino alla tastiera del PC, in attesa, paziente e tranquillo, che mi dedicassi nuovamente a lui. Nuovamente perché, finito agli inizi di marzo, era mia intenzione recensirlo in maniera speciale, visto che può fregiarsi di ben tre categorie di questo blog: Letture (perché, fisicamente, è un libro), Viaggi (perché è quasi una guida turistica) e Immagini (perché ho fotografato alcuni dei luoghi di cui parla).

Insomma, non è uno dei “soliti” romanzi di Malvaldi, in cui l’autore intreccia i suoi spunti fantastici relativi ai personaggi, con alcune caratteristiche reali del paesaggio toscano e con lo strano e schietto carattere dei suoi abitanti. Questo libro è una guida turistica. O quasi. Non ci troverete la sezione “per dormire”, non ci troverete la storia dei monumenti (a parte qualche eccezione), ma vi ritroverete a viaggiare per Pisa accompagnati da un amico che, abitando in quella città, può indicarvene tutti i segreti. Ma soprattutto senza lasciarsi monopolizzare da quel magnifico monumento che frotte di turisti di tutto il mondo adorano ma che pensano sia l’unico presente: la torre pendente. Sì, perché Marco ci porta a scoprire piccole cose: da gioiellini come la chiesetta di Santa Maria della Spina, ad alcune sedi storiche universitarie, alle piazze e le vie caratteristiche della città e dei dintorni (come la certosa di Calci). Certo, c’è anche Piazza dei Miracoli con la sua e la Torre, il Battistero, il Duomo, ma li scopriamo solo dopo aver fatto un largo giro.

Sempre in quel marzo 2015 mi è capitato di tornare per l’ennesima volta a Pisa: avevo due ore libere e mi ero portatola macchina fotografica. Volevo in parte scoprire con gli occhi ciò che Malvaldi aveva raccontato nel libro, e in parte vagabondare a caso per le viuzze del centro. Peccato che fosse una giornata piovosa… Confesso che, da buon toscano, son capitato più volte a Pisa negli ultimi anni ma, da buon fiorentino, l’ho forse guardata un po’ dall’alto in basso (eh, si sa: non è mai corso buon sangue fra Pisani e Fiorentini, ma son cose del passato per fortuna). Quindi grazie a Marco che, in parte, me l’ha fatta riscoprire.

Un accenno sul libro: prima di tutto vi consiglio di leggerlo prima di recarvi per (almeno) due giorni a Pisa, perché vi porta fuori dalle rotte turistiche convenzionali. E poi di rileggerlo dopo, che vi farà ricordare qualche dettaglio che vi siete persi durante la visita. Si legge male, secondo me, durante la visita: non è una guida e potrà aiutarvi poco quando vi troverete davanti a qualche monumento (in quel caso può venirvi incontro Wikipedia o – meglio ancora – una buona guida cartacea / elettronica). Ci sono un paio di consigli sul dove e cosa mangiare, c’è un abbozzo di percorso, ma non ci sono tutte le info turistiche. Ed è giusto così: l’autore vuole farci conoscere la sua città, ma non è una guida professionista e alcuni dettagli specialistici li lascia ad altre fonti. Il libro, in 127 pagine per 10 Eur, vi racconta semplicemente quello che Marco ha visto da studente universitario e vede tutt’ora nella sua città.

Due consigli per cogliere l’occasione di visitare Pisa. Il primo: al Palazzo Blu, sul lungarno, vengono organizzate mostre di arte di un buon livello. Io a volte approfitto di queste occasioni per godermi un pizzico d’arte e poi passare qualche ora in città. Il secondo: se potete, andate a giugno, quando, per festeggiare San Ranieri, il santo patrono, il lungarno viene illuminato da migliaia di candele disposte a disegnare arabeschi sulle facciate delle case, e a sera diventa palcoscenico per un meraviglioso spettacolo di fuochi d’artificio. C’è tanta gente (io non amo molto la folla) ma vale decisamente la pena.

Più sotto aggiungo qualche foto della mia passeggiata in una Pisa piovosa a marzo 2015. Però, per stuzzicare l’appetito, eccovi le prime due pagine del libro: preparatevi a ridere a crepapelle 🙂

L’idea di questa guida ce l’ho da molto tempo. Io, infatti, per molto tempo ho abitato nel quartiere di Sant’ Antonio, e per andare all’università attraversavo l’Arno sul ponte Solferino. Quotidianamente. E, quotidianamente, vedevo mandrie di turisti attraversare il ponte. Turisti di tutte le specie – americani in pantaloncini con due autobotti di lardo al posto delle gambe, giapponesi mingherlini a coppie o a frotte, tedeschi in libera uscita con una lattina di birra in mano e otto in corpo – che attraversavano il ponte che li portava verso il Fatidico Obiettivo.

La Torre.

Non la Piazza dei MIracoli, badate bene, che già sarebbe troppo sperare: no, la Torre che pende. La Torre e solo la Torre. A Pisa, come è noto, non c’è altro.

A volte, questi figuri si fermano in cima al ponte con la mappa in mano, e cercano di capire se sono sulla strada giusta; a volte, invece, marciano spediti, guidati da un apposito pastore in cappellino e bandierina, o confortati da un telefonino con mappe satellitari sul fatto di essere sulla strada giusta.

Non ce n’è uno che si fermi e che si volti a destra. Ed è un peccato.

Perché, se qualcuno lo facesse, noterebbe che sulla riva del fiume, a circa trenta metri dal ponte, c’è una chiesetta meravigliosa.

 

Ed ecco una carrellata di foto scattate in quella giornata piovosa…

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Buona lettura e buona visita di Pisa!