Cent’anni di solitudine (Gabriel García Márquez)

La saga di una dinastia che attende, inconsapevole, la propria fine Scusate, sembrerò irriverente, ma la prima (e sicuramente superficiale) impressione che ho avuto durante la lettura di questo classico della letteratura è stata “mi trovo davanti alla sceneggiatura di una telenovela”. Questa sensazione era dovuta, soprattutto, al continuo innamorarsi fra cugini e cugine, zie e nipoti, ai fatti “strani” che ogni tanto si verificavano, ai figli scomparsi e creduti morti che dopo anni tornavano a casa. Ma, se si scava un po’, c’è molto di più in questo romanzo (altrimenti perché, nel 1982, sarebbe valso il Nobel per la letteratura all’autore?). La storia è quella di una dinastia destinata alla solitudine e all’autodistruzione: il capostipite José Arcadio Buendía fugge, […]

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