Come avvicinarsi alla lettura? Qualche consiglio…

Massimo Polidoro ci chiede come abbiamo incominciato a leggere. Non lo fa per capriccio, ma lo chiede in un suo articolo che parla di lettura e della sua esperienza di incontro coi ragazzi delle scuole. In questo articolo da due bei consigli per avvicinare i ragazzi alla lettura, e per questo vi consiglio di leggerlo.

Io ero un po’ come i ragazzi, descritti nell’articolo, che non leggevano. Dotato di una certa curiosità, ma assolutamente pigro nei confronti dei libri. Ho memoria di un unico libro che, nella mia giovinezza, mi abbia preso: “I ragazzi della via Paal” di Ferenc Molnar. A scuola mi hanno fatto leggere altri libri, ma non ne ricordo neppure uno.

Ho ripreso a leggere dopo i 20 anni. Non ricordo neppure perché  (oddio, quel piccolo granello di romanticismo che ho mi fa credere, tutt’ora, di aver ripreso la lettura dei “grandi classici” per una cotta verso una ragazza che vedevo molto acculturata: non l’ho conquistata, ma almeno ho riconquistato il piacere della lettura).

Adesso, seppur con alti e bassi, un libro al mese me lo gusto. E mi preoccupo, perché più leggo più mi accorgo che ci sarebbero libri che meritano di esser letti (sul mio comodino non ho più spazio per appoggiare quelli in attesa di lettura).

Spero i consigli di Massimo possano aiutarvi. A presto.

#IoLeggoPerché…

IoLeggoPerchéPerché leggere? “Quando si vuole imparare qualcosa,non si legge un libro, si parla con qualcuno” è una frase del film “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano” che mi è rimasta scolpita nella mente. Ma, pur apprezzandola, non mi sento di condividerla. Secondo me la conoscenza passa attraverso le due cose: leggere (per scoprire cose o punti di vista nuovi) e parlare con qualcuno (per confrontarsi e capire meglio).

Ed oggi è una giornata importante per la lettura: è la “Giornata Nazionale del Libro e del Diritto d’Autore” e con molteplici iniziative si cerca di attrarre tutti al lato oscuro della for… ehm, scusate, al “lato chiaro” (le pagine aperte) del libro.

Come non farsi richiamare, con senso civico, da questa iniziativa e contribuire ad essa? Anche e soprattutto se essa diventa funzionale allo svuotamento di parte degli scaffali (da riempire, poi, con nuovi libri)?

Insomma, anche io ho dato il mio piccolo contributo: un po’ di libri (sì, quelli dell’immagine, ed altri) ad un amico e collega che li porterà in piazza Mino a Fiesole, dove sarà allestito uno stand pressoil quale, dalle 16 di oggi, chi vuole potrà andare a prelevare GRATUITAMENTE uno qualsiasi dei libri presenti. Certo: è più carino se ne portate uno in cambio (è una iniziativa di scambio librario) ma se proprio non lo avete gli addetti chiuderanno un occhio 😉

(dal sito #ioleggoperché: evento di Fiesole)
In Piazza Mino potrete trovare il libro che vi farà innamorare. Dalle 16,00 alle 19,30 sarà allestito uno stand, dove sarà possibile prendere gratuitamente un libro da leggere e, se vorrete, lasciarne uno in dono per un altro lettore. I libri rimasti alla fine della giornata verranno raccolti e messi a disposizione del pubblico su uno scaffale del libro-scambio posto all’interno del palazzo comunale. Questo evento si inserisce all’interno dell’iniziativa nazionale per la diffusione del libro ‪#‎ioleggoperché‬.

Al di là dell’utilità spicciola (creazione di spazio), mi piace condividere ciò che mi ha emozionato: un bel libro è un tesoro da vivere insieme. Con le dovute eccezioni: ci sono alcuni libri che, per svariati motivi, li cederò solo dietro tortura. Ma la maggior parte di quelli che leggo mi piace lasciarli liberi di incontrare nuovi lettori.

Buona giornata del Libro e del Diritto d’Autore! Leggete, gente, leggete!

Se leggere rende più intelligenti…

… sembra che per ottenere il maggior effetto si debba ricorrere alle opere di Kafka. Questo è quanto sostiene una ricerca degli psicologi dell’università Santa Barbara della California.

Vi riporto pari pari la notizia ANSA… e domani mi precipito a comprare qualcosa di questo autore, anche se mi sa che per avere qualche vantaggio dovrò leggere almeno 5 volte tutte le opere…

KAFKA RENDE PIU’ INTELLIGENTI

Lo sostiene uno studio di psicologi californiani

(ANSA) – ROMA, 16 SET – Leggere Kafka rende piu’ intelligenti. Lo sostiene uno studio degli psicologi dell’universita’ della California di Santa Barbara., Secondo Andrea Estrada, co-autore della ricerca, le opere dello scrittore boemo di lingua tedesca Franz Kafka sviluppano le strutture cognitive, migliorando nel lettore le capacita’ di apprendimento.L’opera piu’ consigliata per ‘aprire la mente’ e’ il racconto breve ‘Un medico di campagna’, scritto da Kafka nel 1916.
(fonte: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2009-09-16_116431797.html)

Come un romanzo (Daniel Pennac)

“Un libro che parla dell’amore per i libri”. Questo sarebbe – forse – la risposta del fratello di Daniel alla richiesta “Di che cosa parla questo libro?”. Si perché nel libro scopriamo che è proprio questa brevità a incuriosire il fratello minore Daniel e farlo cadere, in seguito, fra le pagine di libri particolarmente “pesanti” (coem potremmo pensare noi) ma altrettanto belli (come confessa l’autore).

Daniel Pennac ha dedicato al suo amore per i libri questo “Come un romanzo”. Si parte dalla situazione di disagio, di fronte al libro ed alla relativa “scheda” da compilare per il giorno successivo,  di un ragazzo per approdare ai “10 diritti” inalienabili del lettore, fra cui risalta in prima posizione il diritto a non leggere.

Lo definirei (mi scusi Pennac) un libro “emozionale”, difficile da descrivere in un blog, bello da leggere e portare dentro. Il consiglio è quello di leggerlo…

Se proprio volete avere un’idea di quello che potete trovare dentro vi posso accennare che un personaggio è “il figlio” (il mio, il vostro, un figlio qualsiasi) che “non ha voglia di leggere”. Perché, eppure leggeva tanto da piccolo! Colpa della televisione, del mondo, di tante cose… ma sarà vero? Il Professore, altro personaggio, che vorrebbe far tornare al fioglio (e a tutti i suoi compagni di classe) la voglia di leggere costringendoli a fare schede, commenti, riassunti su libri lasciati cadere come mattoni sulle loro teste. Ancora il Professore (un altro?) che legge “gratuitamente”, in classe, un libro, senza chiedere riassunti né schede né commenti… perché tanto i ragazzi arriverannod a soli a farli: leggere per passione, leggere per sapere come va a finire (non perché costretti a raccontarlo in una scheda).

Vi confesso che Daniel mi ha anche aiutato a prendere delle decisioni. Mi dicevo, infatti, che un libro dovesse essere letto dalla prima all’ultima pagina. Invece è un mio diritto (diritto del lettore) saltare le pagine, chiudere unlibro se non ti convince… Penso che inizierò ad avvalermi di tali diritti dal prossimo libro che aprirò.

Buona lettura (o, anche, buona “non lettura”, se preferite esercitare questo vostro diritto).