La posta del cu(ore) (Linda Ovena e Luca Bottura) – Kindle Edition

Risposte ironiche e frizzanti alle italiche pulsioni ormonali

Faccio, tutti i giorni, 40 chilometri di auto per andare a lavorare e 40 chilometri per tornare a casa. Un ora di viaggio in entrambi i sensi. E la mattina scaccio i residui di sonno ascoltando la radio (quasi sempre Radio Capital). Quando l’umore dovrebbe essere più “nero” (perché ci si avvicina all’ufficio) ecco che mi arriva una sferzata di allegria e buon umore con Lateral, la rassegna stampa ironica curata da Luca Bottura.

E, occasionalmente, in quella trasmissione, compare la calda, sensuale, allegra, luminosa (sì, luminosa, perché quando la senti tutto ti sembra più lucente, splendente, chiaro) voce di Linda Ovena: una volta a settimana (solitamente il giovedì) cura la rubrica “La posta del cu(ore)”, dove con moltissima ironia (ed anche un pizzico di sano cinismo) risponde alle domande che gli italiani fanno alle varie riviste e settimanali generalisti, salutisti, e (licenza “poetica”) gossippisti che sguazzano nel panorama editoriale italiano.

Perché l’italiano medio, che ha un problema di affetto, di letto, di corna, invece di sentire un esperto (psicologo, mobiliere, avvocato) si prodiga in domande ai vari “R. dell’Alba”, “Carlo Rossella”, “Marinella Cozzolino”, aggrappandosi alle loro risposte come un naufrago si aggrappa a qualsiasi relitto galleggi nelle vicinanze.

Direte… e che c’entra tutto questo con un libro? Perché in questo blog si parla di libri, non è vero?

Bè, semplice, dai, che ci arrivate da soli… Esatto: dalla rubrica radiofonica è nato un libro che raccoglie le migliori risposte di Linda alle amorose idiosincrasie degli italiani. E il libro ti diventa un trattato sociale: si ha uno spaccato dell’Italia amorosa che fa un po’ tenerezza e un po’ terrore. Italiani ed italiane incerti o spauriti, dubbiosi o falsamente sicuri, ammiccanti o ingenui: dove uno qualsiasi degli esperti citati sopra imbastirebbe una pagina di risposta, Linda va diritta al punto con una battuta sferzante che ha il doppio scopo di far ridere noi e (come vuole la migliore satira) svegliare il mittente della missiva.

No, nada, niente preview, niente assaggi… In questi giorni Linda e Luca stanno presentando il libro in alcune librerie italiane. Quindi alzate il cu(ore) dalla poltrona, recatevi in libreria, date un’occhiata e, magari, acquistatelo. Il costo è di (circa) 15 euro (12,75 su Amazon), ma si abbassa a 9,99 in formato Kindle.

Ora, lo sapete che faccio una valutazione anche sul costo del libro: vi confesso che se non ci fosse stata la versione Kindle difficilmente avrei comprato la versione cartacea. Forse è una mia fissa, ma tutti i libri nati da una trasmissione (radio o televisiva) che, solo in rari casi, aggiungono del valore a quanto già sentito, non mi sono mai piaciuti tanto. In parole povere: la mia paura è quella di trovarmi di fronte a qualcosa di già sentito o visto, e 15 euro non mi va di spenderli con questo rischio.

In questo caso, invece, nel libro si trova un po’ di valore aggiunto. Le risposte sono organizzate in sezioni omogenee per tipologia di domande (nuovi amori, tradimenti, dubbi sentimentali o “meccanici”), ed ogni sezione è introdotta da una riflessione (credo proprio di Linda Ovena) che traccia un identikit (sempre ironico) del tipo che si pone quelle domande. Introduzione completata da 10 segnali per verificare se proprio noi siamo quel tipo di persona.

Ah, e poi, nella miglior tradizione delle riviste che forniscono risposte seriose, c’è anche un test finale da completare assolutamente ed in modo serissimo, per scoprire che tipi siamo. Mi raccomando: dovete assolutamente farlo 😉

Dicevo sopra del prezzo: ammetto che, da divoratore di romanzi, per lo stesso prezzo (15 euro) avrei preferito un Sellerio (Camilleri, Malvaldi, …) o un Phil K. Dick di Fanucci. Il fatto di trovare una versione elettronica a 9,99 Euro mi ha invogliato a comprarlo, ma se non c’era questa opzione non lo avrei preso. Perdendomi alcune acute riflessioni di Linda.

Se siete dubbiosi sul fatto che possa piacervi il libro, potete ascoltare la trasmissione (Lateral) su Radio Capital, dal lunedì al venerdì fra le 8.15 e le 9.00. Il giovedì è il giorno della rubrica della Posta del cu(ore). Ovviamente potete anche scaricare i podcast dal sito, così da non attendere la trasmissione in diretta.

Buon ascolto e buona lettura.

Pronto dottore? Ho un dolore intercostiero (Alessandro Bini & Bruno Magrini)

Ancora storie di ordinaria ignoranza dai centralini ospedalieri toscani

Sulla scia di Good Bye Kareggi, gli autori ci propongono un’altra raccolta di telefonate (più o meno) surreali giunte ai centralini di Careggi e di altri ospedali toscani.

Sinceramente, non ho voglia di dilungarmi su questa opera: potete leggere l’altro post (vedi) per capire di cosa parla il libro. Vi accenno solamente che si tratta di conversazioni presumibilmente realmente accadute fra un centralinista di un ospedale e un paziente o una persona in cerca di informazioni. Conversazioni che assumono una valenza comica vuoi per l’ignoranza dell’interlocutore (magari persona anziana che non conosce bene i termini) vuoi per il modo in cui l’interlocutore si pone.

Rispetto al precedente, però, ho la sensazione che gli autori (o chi ha raccontato loro le storie) abbiano caricato un po’ la mano. Ci sono battute che hanno troppo il sapore della barzelletta costruita, magari, a partire da una storia vera, ma con battute “manipolate” per ottenere il massimo effetto di comicità. Poi, forse mi sbaglio e tutto quello che è scritto è stato realmente detto, involontariamente, da gente reale, ma l’impressione della ricerca dell’effetto comico mi fa pensare al contrario.

Comunque, per i 5 euro (4,20 al supermercato, scontato) che costa, potrebbe anche valere la pena di comprarlo questo libro. Non è di quelli che salverei in caso di alluvione, ma sicuramente può rallegrare le giornate estive e – in qualche caso – farti sganasciare dalle risate.

Buona lettura.

Dando buca a Godot (Stefano Bartezzaghi)

Parole in gioco…

Amo la potenza delle parole e del linguaggio, e mi piace ogni tanto provare a giocare con esse. Non che ci riesca più di tanto, ma la cosa mi appassiona da tempo. Unico cruccio: questa passione è venuta fuori dopo la scuola, peccato perché – forse – potevo sperare in voti migliori…

Bartezzaghi è uno dei maghi italiani di queste cose, tanto che ne ha fatto un lavoro. Appena visto il libro mi son detto: “perché non lo prendiamo e approfondiamo un po’ questa mia passione in cui lui è maestro?”.  Forse mi sono basato un po’ troppo su questa mia idea ed il libro, alla fine, non era quello che (personalmente) mi aspettavo.

Ma andiamo con ordine: il libro raccoglie una serie di giochi di parole, con alcune spiegazioni, spigolate da internet. Tutti, o almeno quasi tutti, con indicazioni degli autori.

Ecco, il punto è questo. Io mi aspettavo più spiegazioni, del tipo come nasce un gioco di parole, come è possibile creare qualcosa. E’ vero che dagli esempi e dalle molte casistiche si possono ricavare strutture da poter usare per costruire qualcosa di nuovo, ma il tutto rimane un po’ troppo “raccolta” di esempi ed un po’ poco approfondimento. Insomma, per i 16 euro che costa, mi sarei aspettato meno “raccolta” e più esperimenti creativi, esercizi, … Mi aspettavo, forse, di esser guidato più per mano in questo mondo.

Ha un lato positivo: ti fa ridere. Ci sono alcune battute geniali che meritano veramente la lettura. Altre volte invece ti ritrovi con troppe variazioni sullo stesso tema e in qualche caso (raro, per fortuna) si rischia un po’ di noia.

Vale la pena spendere 16 euro per questo libro? Non è brutto, è molto intelligente ed ironico, ma – come accennato sopra (e come indicato dall’autore stesso) – praticamente quasi tutto il materiale lo troviamo in internet, qui è solo organizzo in capitoli. Chi è appassionato di enigmistica e giochi con le parole lo troverà molto interessante (ma loro probabilmente avranno già visionato il materiale sul web), ma per i principianti come me un prezzo più basso sarebbe consigliabile.

Comunque sia, buona lettura.

Good Bye Kareggi! (Alessandro Bini & Bruno Magrini)

Il centralino di un ospedale alle prese con utenti di tutti i tipi…

Lo so, lo so… sono assente da tempo, ma non significa che abbia abbandonato la mia passione, semplicemente che sono stato rallentato da tante cose. Questo, unito ad una discreta dose di pigrizia, si è ripercosso sul blog: nonostante abbia letto 5 libri solo ora mi accingo a parlarne.
Ed inizio con questo libricino (di meno di 80 pagine) in cui gli autori raccolgono (con qualche elaborazione) le chiamate, esilaranti e a volte assurde, arrivate al centralino del più grande ospedale di Firenze: “Careggi”, appunto (con la C – la K nel tiolo è presa proprio da una telefonata).
Più che di storie si tratta di frammenti: battute singole, dialoghi assurdi, tanta ilarità ma un goccio di tristezza e, a volte, un pizzico di amarezza. Sì, perché bene o male tutte le battute raccolte partono da due elementi comuni: una preoccupazione o un dolore (si sta contattando un ospedale) e una certa ignoranza. Non penso di dilungarmi sul primo argomento: ognuno di noi ha avuto l’esperienza dell’ospedale, magari anche solo per una sciocchezza (un controllo, una visita specialistica): al di là della bravura di medici e infermieri c’è sempre un po’ di preoccupazione nel nostro cuore.
La comicità, invece, viene spesso dall’ignoranza dei termini (“Pronto? Mi passa quel reparto che ha quel nome americano…” o “…domani devo fare una prova allergica all’uovo: ma lo devo portare lesso o fresco?”), o da una povertà di spirito che ispira quasi tenerezza. Nel leggere alcune battute mi sembrava di sentire alcuni vecchi del mio paese (miei nonni compresi) che, negli anni ’80, non si raccapezzavano poi tanto con i tanti nuovi termini con cui venivano in contatto.
Ma si trova, fra le righe, anche una vena di amarezza, leggendo soprattutto quei lunghi dialoghi (anche se intermezzati da altre battute) di persone sole e che chiedono, più di un aiuto, un po’ di compagnia. Anche se la conversazione assume toni esilaranti, non si può ignorare la condizione del personaggio che parla, condizione percepibile (a volte anche palesata) attraverso le parole.
Comunque, andando al sodo: se volete farvi due risate in semplicità il libricino vi può venire incontro. Se amate il dialetto fiorentino vi piacerà ancora di più. Se adorate il teatro sappiate che il testo è nato come copione da mettere in scena (ed è veramente andato in scena, agli inizi di questo anno, con Katia Beni e Anna Meacci come interpreti). Vale i 10 euro che costa? Ci sono alcuni elementi che propendono per il “no” (poche pagine, grafica ed impaginazione di media qualità): forse un prezzo fra 7 e 8 euro sarebbe stato più giusto. Ma alcune battute ti fanno dimenticare il prezzo pagato…
Buona lettura.  

Pirla con me : da Milano si può guarire (Enrico Bertolino)

Una guida per conoscere Milano ed i suoi abitanti

Enrico Bertolino è uno dei comici che mi piacciono: buon comunicatore, molto ironico (ed autoironico), e con una espressività facciale accentuata. Siamo sinceri: non è il mio preferito in assoluto, ma rientra nei primi dieci…

Però a volte non riesco a seguirlo nei suoi monologhi: non perché perdo il filo, ma perché a volte vuol mettere tante robe in un unico discorso che ti ritrovi – per seguirlo – a dover fare salti logici non sempre naturali. E questo libro segue il suo stile: ogni paragrafo, seppur lineare, usa rimandi a immagini o battute secche. E tutto, ovviamente, circondato da virgole e lineette. Di per sé non è né un bene né un male: è il suo stile, ma non è sempre lineare…

Ma parliamo del libro: Enrico ci introduce a quella che è la sua città, anche se adesso la sente molto cambiata dalla sua giovinezza. Ci parla di Milano, dei milanesi autoctoni, di quelli “importati”, del traffico, dell’Inter (sua passione) e di come sarà la città dopo tutti i cantieri aperti per l’Expo 2015.

Bertolino tratteggia ogni aspetto scomponendolo nelle sue componenti fondamentali: quando parla degli abitanti ci racconta il punto di vista del bambino e del vecchio (suddividendo questi in varie categorie), scorrendo le varie categorie (il sempre allegro ed il mai contento, il casting boy che vive solo per provini televisivi, l’artista incompreso che spera nella vivacità milanese per diventare un grande artista, …)

In parole povere, è come se il comico ci presentasse un puzzle di Milano parlandoci di ogni suo singolo pezzo. E aggiungendo piccoli brani in “lingua” (sì, lo so, sarebbe “dialetto”) milanese, così per farci entrare meglio nella situazione. Modi di dire milanesi, ovviamente tradotti (con ironia) e con l’aggiunta di un dizionario negli ultimi capitoli. 

Che Bertolino ami Milano si capisce dal testo e, per chi ha avuto modo di vedere le performance del comico in TV o dal vivo, questo amore lo si vede sprizzare da tutti i pori. Anche se insieme ad alcune amarezze per una città che potrebbe essere grande ma a volte si perde in qualche piccolezza. Nel libro si nota anche un po’ di nostalgia per la Milano che è stata (la Milano da bere, per citarne una)…

Scusami Enrico, ma questo tuo lavoro mi è piaciuto un po’ meno di altri… Trovato scontato a 13,60 Euro, consiglio di attendere una versione economica. Non che sia male: ci sono alcuni passaggi che ho apprezzato, e Bertolino è anche un milanese atipico (ottimista e calmo) che sa parlare della sua città, dei suoi concittadini, del suo sindaco, in modo ironico ma amorevole. Però in altre occasioni, Enrico, mi hai fatto ridere molto di più… con questo libro mi hai strappato dei sorrisi e delle risatine, ma nessuna risata a crepapelle.

Sicuramente è un libro da portarsi in vacanza, da leggere con leggerezza (scusate il gioco di parole) sotto l’ombrellone… magari attaccando bottone col vicino – meglio se milanese – per capire se anche lui la vede come Bertolino.

Ultima nota: esiste l’E-book del libro (ma non mi sono informato sul prezzo).

Buona lettura.