Peperoni Palermo ripieni di feta e pomodori

(immagine da internet – clik per una ricetta simile)

Dopo un’ennesima delusione con cui ho voluto adornare la mia esistenza in questa valle di lacrime, e il conseguente digiuno psicosomatico durato due giorni (deve essere, ho pensato, una specie di reazione fisiologica, un po’ come le lumache che spurgano, si eliminano le “tossine” che i dispiaceri fanno accumulare nell’organismo, in modo poi da ripartire “puliti” dentro e belli fuori), dopo tutto questo – dicevo – mi sono dedicata a una nuova ricetta che pareva l’unica in grado di farmi venire nuovamente l’appetito. E, devo dire, ha raggiunto l’obiettivo. Eccovela, sperando che vi serva per leccarvi le ferite (se le avete) oltre che le dita.

  • 6 peperoni Palermo (sono una nuova varietà, lunghi, rossi e carnosi, molto dolci, ma penso vadano bene anche altri tipi di peperoni a vostro gusto, basta non siano quelli acquosi, insipidi e plastificati che vengono dall’Olanda)
  • 1 mattonella di feta
  • 4 pomodori Perini
  • un ciuffetto di basilico
  • 1 ciuffettino di timo (io ho usato quello secco, una spolverizzata)
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale, pepe e olio extra vergine d’oliva

Ho lavato peperoni e pomodori. Ho inciso una T sui primi in modo che il lato corto della T venisse a cadere proprio sotto il picciolo e il lato lungo seguisse la lunghezza del peperone (lasciate il picciolo, mi raccomando, altrimenti il peperone si disfa). Attraverso questa incisione ho levato semi e cuticole, cercando di lasciare il più possibile integro il peperone.

Poi ho tagliato a dadini i pomodori e la feta. Ho messo il tutto in una ciotola, condendolo con l’olio, il sale, il pepe e l’aglio tritato (a cui avevo tolto l’anima). Ho aggiunto il basilico spezzettato e il timo, ho amalgamato il tutto e con questo composto ho imbottito i peperoni, facendo in modo di richiudere il taglio cesareo che gli avevo praticato. Ho disposto i peperoni su una placca da forno su cui avevo steso la carta apposita, li ho irrorati con un filo d’olio e li ho lasciati a cuocere in forno già caldo (190° ca.) per 20/25 min. sorvegliandoli spesso, perché volevo che la carne del peperone si appassisse ben bene, ma non si bruciasse la pelle in modo eccessivo.

Col senno di poi si possono apportare due modifiche: la prima consiste in una sbriciolata di olive taggiasche da aggiungere all’imbottitura, e di conseguenza la seconda, il sale anziché metterlo nel composto, macinarlo grosso sopra i peperoni prima di metterli in forno. Sarebbe da provare anche con i capperi, chissà…

Li ho mangiati un paio d’ore dopo, appena tiepidi, con del pane integrale per raccogliere gli umori che avevano lasciato sulla teglia…. Non dico che la delusione è passata (troppo facile sarebbe), ma la pancia mi è stata grata.