Filo di Scozia : storie di viaggi, cinema e amicizia (Maurizio Barilli & Massimiliano Zerbini)

(dal sito dell’editore)

Articolo aggiornato in data 31/08/2016: chiacchierata con gli autori (in fondo al post precedente)

Mi preparo a fare un viaggetto in Scozia, terra che mi ha sempre attirato. Fra le tante guide decido per la Lonely Planet per un motivo decisamente tecnico: regalano (era l’estate 2015) una “borsina” a tracolla insieme alla guida :-). Sono a parlare con la ragazza (probabilmente la proprietaria) della libreria specializzata in viaggi dove ho preso la guida, e lei mi presenta un libro, scritto da due italiani, che racconta la Scozia da un altro punto di vista, quello cinematografico. Secondo voi cosa ho fatto? L’ho preso, ovvio 🙂 Anche perché il libro è citato pure dalla guida Lonely Planet 😉

Ma non c’è stato tempo di leggerlo prima di partire. E, a posteriori, la ritengo una buona cosa. E’ un libro che va letto lentamente: non è una guida per scoprire quella Nazione, ma più semplicemente un diario dei viaggi (sì, plurale) che i due autori hanno fatto, nel corso degli anni, in quel Paese. Ma siccome gli autori sono appassionati di cinema (e se ho capito bene il cinema fa parte del loro lavoro, tanto che da questi viaggi ne son nati anche alcuni documentari), allora questo diario diventa anche una guida a luoghi speciali, dove sono state girate scene di film vecchi e nuovi.

(l’Hogwarts Express)

Non vi aspettate descrizioni secche e asciutte né schede sintetiche dei luoghi. Né tanto meno tour preconfezionati (tipo “la Scozia in tre giorni”): loro vi raccontano il loro tour, alla loro velocità, con le pause, i fuori programma, le emozioni e le sensazioni, gli incontri e le amicizie (nuove e ritrovate), le aspettative e anche qualche piccola delusione. Tutto guidato dalla passione cinematografica: Max e Mauri (come si chiamano fra loro nel libro) cercano quei luoghi che hanno visto in qualche film, quei panorami che hanno colpito la loro immaginazione e anche quella di migliaia di spettatori. E sono disposti anche a qualche peripezia per raggiungerli: per filmare il binario dove corre il treno che Harry Potter prende per andare ad Hogwarts si son

trovati (raccontano) a scavalcare qualche recinzione.

Prima dicevo che è stato un bene leggere il libro “dopo” il mio viaggio in Scozia. In realtà non conta il prima o il dopo, ma la distanza dal viaggio. Questo non è un libro che si legge due settimane prima di partire, ma lo si inizia l’anno prima, o al ritorno. Per due motivi. Il primo è tecnico: gli autori non ti descrivono i luoghi, ma tu gli estrapoli dal racconto che loro fanno. E quindi ci vuole un po’ di tempo per leggere i vari capitoli e individuare quei luoghi. E il secondo motivo è che – a mio avviso – si tratta di un libro da “sorseggiare” con calma, come se fosse (rimanendo in tema scozzese) un whisky da meditazione: poco per volta, a piccoli sorsi, facendolo girare nel palato per gustare ogni singolo profumo e sapore.  Io, che sono un lettore accanito, ci ho messo tre mesi per finirlo 🙂

Quindi, se pensate di fare – fra sei mesi o un anno – un viaggio in Scozia, pensate anche a questo libro. Ma, ricordate, non sostituisce una guida: vi da una serie di spunti in più.

Non dimentichiamo, poi, che oltre a descrivervi i luoghi reali ritratti nei film, quest’opera racconta anche una storia di amicizia fra i due autori, ed anche quella è bella da seguire, passo per passo, mentre cresce e si rafforza.

Purtroppo a livello letterario non lo si può considerare un capolavoro di stile. E’ semplice, si legge facile, ma si vede che gli autori non sono scrittori professionisti. Non fraintendetemi: è un italiano buono e gradevole, ma mancano un pizzico di cura nella scelta delle parole e quella sapienza nel costruire i capitoli che uno scrittore consumato ha. Ma Maurizio e Massimiliano mai hanno detto di essere scrittori: vogliono solo condividere la loro storia con noi. E lo fanno con la più schietta semplicità e la più completa apertura che si possa trovare in un’opera letteraria. Non sarà Hemingway, ma passione e amore per ciò che raccontano si percepiscono in ogni singola pagina.

Nota dolente è forse il prezzo: 18 Eur (15,30 su Amazon7,49 per l’e-book). I 3 – 4 lettori costanti di questo blog sanno che per me un prezzo sopra i 15 euro vale solo in determinati contesti. Senza mettere in dubbio la mole di lavoro per produrre il libro, profusa sia degli autori che della casa editrice, avrei preferito un prezzo sui 12 Eur. Il perché è il solito: i 6 Eur risparmiati mi avrebbero permesso di finanziare l’acquisto di qualche altro libro. Ma spero vivamente che buona parte dei 18 Eur da me pagati (eh sì, questa volta non ho comprato da Amazon) vadano a finanziare nuovi progetti di Max e Mauri. Fra l’altro, proverò a contattarli per sapere dove posso trovare i loro documentari creati a seguito dei loro viaggi in terra scozzese.

Intanto, se volete fare un giro virtuale in Scozia, vi “presento” il mio sito di foto, dove descrivo il viaggio vero e proprio (con mappa degli spostamenti) accompagnandolo da una serie di gallerie di foto: Panorami, Edifici e Palazzi, Fauna e flora, il whisky e i festival (il Fringe di Edimburgo e Piping Live a Glasgow)

Buona lettura e – se qualcuno va in Scozia, buon viaggio.

E se avete letto il libro e volete aggiungere qualche commento, fate pure.

AGGIORNAMENTO del 31 agosto 2016

Come accennavo sopra, ho scritto agli autori per sapere se era possibile vedere qualche loro lavoro video, fra cui quelli citati nel libro stesso. Fisicamente mi ha risposto Maurizio, ma la risposta è nata insieme a Massimiliano, e mi hanno concesso di condividere la loro mail col “mio pubblico” (ma quanto sono vanitoso 🙂 ). La riporto sotto, saltando alcuni frammenti  (è tanto lunga quanto gentile, amichevole e sincera 🙂 ): in essa raccontano come è nato il libro e danno una precisazione importante anche sul prezzo. Ma iniziamo:

Dunque, grazie per la bella recensione, da sorseggiare, come hai giustamente precisato anche tu per Filo di Scozia.

Maurizio mi ha poi spiegato che la passione da filmmaker è, per entrambi – anche se con sfaccettature diverse (che permettono loro di completarsi più che di sovrapporsi) – , nata da adolescenti. Insieme ai video scrivevano piccoli brani utili al video (dalle bozze di sceneggiatura, immagino io, a qualche racconto accompagnatorio). Finché l’incontro con una persona non li ha convinti a provare…

Il libro è nato per caso, ma ancora prima c’è stata la conoscenza con una persona (a volte basta una per convincerti) che ha esaltato la nostra modalità di essere filmaker e ci ha dato una nuova prospettiva da provare a percorrere.

Il nostro amore per la Scozia avrai capito da dove proviene, da un viaggio fatto da adolescenti che ci ha segnato la vita per sempre. Un mix di emozioni e sensazioni che ci siamo portati dietro per sempre. Un filo di vita che andava oltre una normale comprensione di un viaggio; anche di questi viaggi abbiamo creato documenti video e dopo il 2012 abbiamo pure deciso di scambiarci dei ricordi di questi tre periodi sotto forma di racconti. Uno spediva all’altro determinati ricordi e ci siamo accorti che una bella fetta della nostra vita passava da quel FILO. Non erano semplici viaggi, la nostra filosofia e il nostro modo di essere usciva prepotentemente da quelle righe. Ci siamo detti che li avremmo uniti (questa è stata una delle difficoltà maggiori) anche se alcuni erano targati 2003, altri 1998, ed altri più recenti.

Ovviamente avevano già cominciato a produrre video, partecipare anche a qualche festival. Un loro racconto di amicizie e cose belle è nello “Speciale Questa è una cosa bella” (YouTube).

Non ci sentivamo, ne ci sentiamo tutt’ora scrittori.

L’ho detto, non sono Hemingway, ma coinvolgono il lettore nelle loro emozioni con una schietta semplicità ed una apertura completa dei loro sentimenti. Lo stile si può migliorare, mentre queste cose sono naturali.

Un prodotto diverso, atipico, con probabilmente qualche lungaggine di troppo, ma, sempre probabilmente, necessaria per far conoscere meglio i due protagonisti. Un libro che condensa la passione per il cinema e la mescola alla vita, al viaggiare, al crescere insieme, all’esaltarci per un particolare.
Tu hai colto molti aspetti del nostro libro. L’editor ci disse che era un prodotto che andava gustato, che un lettore doveva andare a cercarsi certe location e che non sarebbe stata una normale guida di viaggio ma esperienza vissuta ed emozione creata. [L’editor] ci ha creduto inizialmente più di noi ed ha avuto ragione.
Poi alcuni l’hanno apprezzato in un senso, altri in un altro, chi è più per la prima parte frastagliata come lo è un giovane, chi per l’ultima più incalzante, chi per i riferimenti cinematografici, chi per alcuni capitoli, chi per niente. Tutto ci sta. Però tu, insieme ad altre tre o quattro persone avete colto aspetti importanti di questo libro (ti giro uno o due link di alcune recensioni).

Ecco la recensione, a cura di Fausto Regolis per “il ViaggioLibro” (ad oggi la recensione è il terzo articolo su quella pagina). Ne ho estratte alcune righe con le considerazioni dell’autore:

Mi è capitato per caso tra le mani questo ViaggioLibro e nel cercare di interpretarlo mi accorgevo che non era il modo consono per leggerlo. In barba a qualche vizio di forma e ad una struttura non sempre fluida, io ho trovato una forza espressiva incredibile e una comunicazione dell’emozione e del sogno da risultare quasi fuori moda. Non penso possa regalare elementi per una precisa programmazione di viaggio ma la bellezza, spesso, si siede nell’attimo.

Ma torniamo alle parole di Maurizio che ci spiega come per loro si tratti di un sogno realizzato:

Siamo alla quarta ristampa, abbiamo ricevuto richieste e lo abbiamo presentato in diverse città oltre Bologna: Parma, Pisa, Firenze, Roma (per la rassegna della Regione Lazio “Conoscileuropa” [link 1 – facebook, link 2 – Roma Daily news]), Verona, Padova, Cattolica etc…
Poi arriva la citazione inaspettata (ti assicuro che l’abbiamo scoperto a Luglio e la guida era uscita a Maggio) della Lonely Planet e li il nostro “piccolo Mondo” ha avuto un sussulto; perché sin da ragazzi sognavamo un momento come questo e scherzavamo sul fatto che un giorno un nostro film sarebbe stato citato da quella guida che ci accompagnava. Si era chiuso un cerchio.
Un sogno. Tutto è stato letteralmente un piccolo, grande sogno realizzato.

Il libro ha molte pagine, condite anche da foto (potevano forse non essere indispensabili), ha devoluto parte dei proventi ad A.G.E.O.P, ed è per questo che ha un prezzo di copertina leggermente elevato (lo capiamo benissimo e possiamo anche condividerlo). Capiamo però anche le difficoltà che ha una piccola Casa Editrice per farsi conoscere, promuoversi e navigare in quel mondo che è l’editoria, che in questo caso parte dalla micro-editoria. Il libro è un oggetto tosto e sicuramente un prossimo lavoro proveremo a contenerlo di sicuro.

A.G.E.O.P. (ho cercato su internet e penso di aver trovato l’associazione a cui fanno riferimento gli autori) è una associazione che “da oltre trent’anni accoglie e assiste i bambini malati di tumore e le loro famiglie, per migliorare le loro condizioni di vita e costruire un domani senza malattia.” (dal loro sito web – maggiori informazioni le trovate su http://www.ageop.org/ ).

Sul prezzo del libro faccio solo una mia precisazione: in generale tutti i libri mi piacerebbe costassero meno, ma capisco (e conosco – seppure in parte) il lavoro che c’è dietro ad ogni singola pagina di un libro, e comprendo che in alcuni casi sia necessario un prezzo più alto di quello che io preferirei. Non è una critica agli editori o agli autori, ma solo il desiderio di un lettore accanito che vorrebbe – con lo stesso budget – comprare più libri possibile 🙂

Il nostri lavori principali rimangono comunque i video: alcuni titoli che si possono vedere (alcuni solo trailer, altri in futuro) sono opere personali e come sempre sperimentali o di un Documentario importante di prossima uscita che verrà distribuito – Il Vino nella Valle – e successivamente quel – Radiobridge – che raccontiamo nel libro, che partirà col montaggio solo a settembre e che parlerà assolutamente di Scozia e avrà un filo conduttore col libro.

Grazie ancora
Maurizio & Massimiliano

Con i saluti dei due autori arrivano anche i miei… Vi lascio ai video che Maurrizio e Massimiliano mi hanno gentilmente inviato.

E, ripeto, se progettate un viaggio in Scozia (ed io penso di tornarci fra qualche anno) leggetevi con calma questo libro che vi darà qualche spunto insolito, o una chiave di lettura diversa, su alcuni luoghi di quella terra.

Buona lettura e buona visione

Ferness: https://www.youtube.com/watch?v=ElTIoAI3zAo (un documentario sulle tracce del film Local Hero, ambientato in un piccolo paese Scozzese)

Il vino nella vallehttps://www.youtube.com/watch?v=h0LO1IvZw2I

Valsamoggia – EXPO 2015https://www.youtube.com/watch?v=WG23DJ6Ke0c

 

La mia distanza dalle stelle (Giuliana Pitti)

Diario di un nobile alla ricerca del significato dell’amicizia

Nonostante si tratti di un piccolo libricino di appena 60 pagine, questo racconto è bello denso. Me lo ha consigliato un’amica che conosce l’autrice e – devo dire – sono contento di aver seguito il suo consiglio.

Giuliana Pitti è una scrittrice emergente (almeno da quanto ho capito ha partecipato a qualche concorso letterario – arrivando anche bene – e questo è uno dei suoi primi libri veri e propri) e sembra avere tutte le carte n regola per arrivare in alto.

Il libro è una specie di diario di “Niko” Baldini (vedi su facebook), un ragazzo nobile di nascita e con un nobile animo. Crede nell’amicizia, e vive per quella, soprattutto verso due suoi amici: Lami e Albè. E’ proprio perché questa amicizia sembra decaduta (Albè è a giro per il mondo, Lami è completamente cambiata) che Niko inizia a tenere un diario: è l’esigenza di “mettere in ordine questo caos di emozioni che ho dentro”.

Certo, l’amicizia… ma tante emozioni sono dovute anche alla famiglia Baldi Sempini, di nobili origini. Una madre più manager che mamma, un padre più assente che babbo (ed anche quando è presente non è che si faccia notare molto), convenzioni e impalcature per rafforzare l’idea di nobiltà. Come la storia del doppio nome (Niko in realtà si chiama Ludovicomaria, le sorelle Annamatilde e Vittoriasara), che legato al doppio cognome fa sembrare più nobili…

C’è un subbuglio dentro NIko: perché i suoi due amici sono così cambiati? Uno (Albè) è fisicamente fuggito: a zonzo per il mondo rimane in contatto con Niko ma senza troppa profondità (foto di lui qua, foto di lui là, come è bello fare questo… ma senza mai accennare ad un perché). L’altra (Lami) chiusa in sé stessa, non parla quasi più con Niko, neppure quando occasionalmente si incontrano per strada. E loro due erano la roccia a cui Niko si afferrava per “sopportare” le manie della madre e l’assenza del padre.

E’ successo qualcosa fra loro due: Niko lo scoprirà in uno degli ultimi capitoli. E capirà – aiutato da una persona per lui speciale – che lui può essere l’unico punto che può aiutare i loro amici a ritrovare sé stessi, a superare la crisi che stanno vivendo.

Al di là delle vicissitudini familiari, che condiscono la vicenda e permettono di inquadrare il personaggio, la chiave di lettura è forse proprio quella dell’amicizia e dello sforzo che a volte si è chiamati a fare per farle scavalcare determinati ostacoli. Niko riconosce di dover essere la calamita che riavvicina i suoi vecchi amici e li porta ad affrontare quello che è fra loro successo. Non sappiamo se lo farà, non sappiamo se gli amici torneranno insieme, ma sappiamo che Niko persisterà perché è una bella persona.

Devo confessare che ho sentimenti divergenti rispetto a questo romanzo. Da una parte ho apprezzato la storia e sono rimasto piacevolmente colpito dall’uso delle parole, dallo stile con cui è raccontata (anche se in tono minore ho riscontrato emozioni ho ricevuto dai romanzi di Vecchioni). Però la storia, così come è raccontata, è un po’ confusionaria: si salta dalla famiglia agli amici, ad una particolare amica (Robin) a cui Niko sembra tenere in modo particolare. Certo: si tratta dei pensieri liberi di Ludovicomaria Baldi Sempini, e non abbiamo nessun diritto di ordinarli. Ma, il problema, è che arrivi in fondo al libro pensando di aver capito una cosa ed invece ti accorgi che la chiave di lettura è un’altra. Tanto che ho aspettato ben 3 settimane prima di scrivere questo post: dovevo un po’ chiarirmi le idee. E poi la storia rimane un po’ lì, sospesa a metà…

E’ un libro da leggere? Sì, sicuramente. Il costo non è tanto basso (12,50 euro nell’edizione di Albatros): il confronto sul prezzo, purtroppo, lo si fa con grandi classici che – ora come ora – trovi a 5 o 6 euro in edizioni economiche. Un Conte di Montecristo, un Cuore di tenebra o altri classici, con centinaia di pagine a confronto con questo (che ne ha appena 60) ti fanno pensare: “non conviene questo libricino”. E invece secondo me è uno spiraglio nel mondo dei giovani da una angolatura diversa, interessante.

E leggendolo chissà, magari come me, alla fine, farete il tifo per Niko

Il club delle ricette segrete (Andrea Israel e Nancy Garfinkel)

Un legame di amicizia fra momenti dolci e amari, sciocchi e saporiti, come le ricette che legano le due protagoniste.

Devo dire che questo libro mi ha incuriosito: la prima volta che l’ho visto su uno scaffale (come sempre, del supermercato), però, ho desistito (usando come scusa il fatto che ho troppi libro sul comodino in attesa di lettura). Ma alla terza volta che l’ho visto mi sono detto: è l’ora di comprarlo.

La cucina mi è sempre piaciuta (bè, come potrete vedere ogni tanto pubblico qualche ricetta in questo blog), ed il legame letteratura – cucina mi ha sempre incuriosito.

Veniamo quindi al libro: non sono pentito di averlo comprato, ma neppure esaltato. Il libro è scritto bene, in forma epistolare per due parti su tre, e racconta una storia di amicizia con i suoi alti e bassi, fino ad un presunto “tradimento” da parte di una amica verso l’altra, ed il conseguente riavvicinamento molti anni dopo.

Val e Lilly sono due amiche che si conoscono fin da ragazze. Il padre di Lilly cura la madre di Val che soffre di una forma acuta di agorafobia e non ne vuol sapere di uscire di casa. Siamo nell’America di fine anni 60 -inizio anni 70. Val e Lilly fondano un “club” delle ricette segrete: mantengono viva la loro amicizia scrivendosi a vicenda e allegando quasi ad ogni lettera una ricetta. Una volta cresciute, però, il legame si rompe a causa di incomprensioni. Una riguarda il padre di Lilly, molto più presente con Val che con la figlia stessa.

Quando la madre di Val muore (nel 2000) Val ritrova il padre di Lilly al funerale e ricomincia a contattare la sua amica, ma le cose non si chiariscono. Quando, alla fine, muore anche il padre di Lilly verrà a galla un “segreto” (che non vi svelo, ma si intuisce già a metà libro) che riaprirà antiche ferite fra le due amiche, ma che alla fine le riavvicinerà in modo indissolubile.

La storia è semplice, e forse per questo molto più realistica di tanti altri romanzi. La componente “simpatica” – secondo me – è la faccenda delle ricette, che assumono, agli occhi delle ragazze, un sistema per condividere anche sentimenti, rinnovati impegni di amicizia e richieste di perdono.

Se devo dirla tutta, mi sembra un romanzo più adatto ad un pubblico femminile che maschile. Anche se, ripeto, l’ho trovato carino. Ma non emozionante come altri romanzi (e chi mi segue sa che non leggo solo spy story e romanzi di avventura – basta dare un’occhiata al blog…). E’ comunque una storia che si legge bene, che brami di finire per sapere come si risolverà la situazione, ma non è una di quelle storie che – almeno per quanto mi riguarda – ti tiene sveglio la notte facendoti dire “dai, un altro capitolo e poi smetto…” (finché non ti accorgi di averne letti altri 10 di capitoli).

Potrebbe essere un regalo di Natale carino per persone appassionate di cucina e di storie di amicizia. Attenzione però: le ricette sono tutte di stampo “americano”, cioè un po’ lontane dalla cultura italiana. Mi sembrano tutte fattibili, ma usano ingredienti – a volte – da noi meno conosciuti.

Se vi capita l’occasione, magari di una edizione economica (o su una bancherella dell’usato), vale la pena leggerlo.

Buona lettura.